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Archive for 12 ottobre 2021

Ricollocato a scuola il busto di San Giovanni Bosco, patrono dei giovani, degli educatori e degli editori

Giovanni Schillaci

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sgbIeri mattina (11 ottobre) è stata ricollocato nell’ingresso della Scuola Primaria di “San Giovanni Bosco” di Milena il busto bronzeo di San Giovanni Bosco, patrono dei giovani, degli educatori e degli editori.

Alla cerimonia di scopertura, per motivi di sicurezza sanitaria, sono intervenuti soltanto due alunni rappresentanti per ogni classe della primaria e della secondaria e alcuni docenti, oltre all’arciprete parroco di Milena, don Luca Milia, che ha benedetto l’effige del santo, accolti tutti dalla Dirigente Scolastica dott.ssa Valeria Vella, dell’Istituto Comprensivo “Puglisi” di Serradifalco, di cui le scuole di Milena fanno parte.

La cerimonia è stata impreziosita dal discorso della stessa Dirigente Scolastica, che ha ricordato come “Don Bosco fosse vicino ai ragazzi, ai loro bisogni, entrando in contatto con loro anche attraverso la componente ludica, quella ludicità e quel gioco che libera e fa circolare talenti, un gioco che non è solo relax, una sosta dalla fatica, ma che muove creatività, fantasia, libertà, impegno. Per don Bosco infatti il gioco era una cosa seria: una scuola di vita, una palestra dove ognuno si misura con sé stesso”.

Dopo la scopertura e la benedizione del busto del santo, è stato predisposto all’aperto un momento di preghiera, allietato dai canti salesiani magistralmente eseguiti dai docenti di musica e strumento delle sedi di Milena e Montedoro e dalla voce del viceparroco, don Giuseppe Gioeli.

Don Luca ha quindi ricordato la figura di San Giovanni Bosco, il santo patrono delle comunità educanti, padre e maestro della gioventù, ricordando come la chiesa e la scuola, insieme, possano realizzare il programma salesiano: formare buoni cristiani ed onesti cittadini.

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QUADRO NELL’ABSIDE DELLA CHIESA DELL’ISTITUTO SALESIANO DON BOSCO DI VIA SAMPOLO A PALERMO. Racchiude la quasi totalità dei Santi della Famiglia Salesiana. Da sinistra sotto la Basilica di Maria Ausiliatrice: ven. Andrea Beltrami, b. Laura Vicunha, S. Maria Domenica Mazzarello, b. Filippo Rinaldi, b. Michele Rua, b. Augusto Czartoriski, S. Domenico Savio, S. Callisto Caravario martire, San Luigi Versiglia vescovo e martire, b. Zefirino Namuncurà, Card. Giovanni Cagliero.

L’arciprete ha proseguito, richiamando altre due figure legate inscindibilmente a San Giovanni Bosco, quella di San Domenico Savio, uno dei suoi ragazzi divenuto santo, e quella della mamma di San Giovanni Bosco, “mamma Margherita”, che ebbe un ruolo fondamentale nella vicenda di santità del figlio. È importante, ha proseguito il reverendo, rimettere al centro una solida collaborazione tra la scuola, la parrocchia e lo stato che abbia come fine un impatto educativo più incisivo.

Il busto del santo era stato collocato nel lontano anno scolastico 1987/88 nella ex sede della Scuola Elementare “San Giovanni Bosco” di via Caltanissetta, dagli alunni dell’allora 5^B, grazie alla loro vincita ad un concorso di “Enel-Scuola” e con il patrocinio dell’amministrazione comunale dell’epoca. Dopo diversi anni dal trasferimento della scuola primaria nella nuova sede di via Verdi, anche San Giovanni Bosco ha raggiunto i suoi giovani.

RSituazione epidemica permettendo, la Dirigente Scolastica prof.ssa Valeria Vella e il parroco don Luca Milia si sono ripromessi di festeggiare il 31 gennaio San Giovanni Bosco, all’insegna della preghiera, della riflessione e dell’allegria, promettendo agli alunni il famoso panino e mortadella.

È tradizione infatti delle case salesiane, festeggiare la solennità di don Bosco offrendo ai ragazzi un panino con la mortadella, cibo semplice ma gustoso, che riscuote ancora oggi grande successo. La consuetudine deriva dalle abitudini che il santo introdusse all’Oratorio nei giorni festivi, per i quali era prevista, dopo la confessione e la Comunione, la distribuzione di pane e mortadella o salame a tutti i giovani.

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Il Municipio di Bompensiere trasformato in un palazzo di vetro. Tutti possono assistere al Consiglio comunale grazie alle videoregistrazioni. Ancora una volta Bompensiere “anticipa” e batte la vicina Milena!

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𝗧𝗼𝗿𝗻𝗮 “𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶”, 𝗶𝗹 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗠𝗶𝗺𝗺𝗼 𝗖𝘂𝘁𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲̀ 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗜𝗻𝗳𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗮𝗻𝘁𝗲

Alberto Samonà
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cuticchioÈ dedicata a Dante Alighieri la 38esima edizione del Festival teatrale “La Macchina dei Sogni”, diretto da Mimmo Cuticchio.

Nel 700° anniversario della morte del Poeta, la prima Cantica della “Divina Commedia”, l’“Inferno”, diventa fonte di ispirazione del Festival che ne rilancia la grande attualità: i mali della società di ieri e di oggi e i valori universali di giustizia, libertà e amore. Un’ispirazione chiara fin dal titolo del Festival, “Sulle vie dell’Inferno”, che è anche quello dello spettacolo cardine de “La Macchina dei Sogni”, firmato da Cuticchio, che andrà in scena il 29, 30 e 31 ottobre alle 21 al Real Teatro Santa Cecilia, a Palermoe dove lo stesso Mimmo Cuticchio assume il ruolo di un narratore lucido e distaccato.

Il Festival anche quest’anno si articola fra eventi di teatro, musica e laboratori. Il programma parte il 21 ottobre e va avanti fino al 31 ottobre, fra la sede del Museo archeologico regionale Antonino Salinas e il Real Teatro Santa Cecilia.

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Immaginare l’inferno di Dante a partire dalla nostra contemporaneità. Rileggere le dannazioni odierne con i tempi e i modi dell’Opera dei pupi, affrontare i nostri diavoli, i demoni di questa società, utilizzando la sapienza antica per scavare nelle pieghe più profonde dell’anima. Mimmo Cuticchio si conferma genio creativo e artista nella sua capacità di aprirsi al mondo e alle diverse arti, cogliere l’intima essenza della nostra identità per offrirci l’opportunità di guardare al mondo con un nuovo punto di vista.

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Attraverso il teatro di Mimmo Cuticchio abbiamo la possibilità di riscoprire le nostre radici confrontandoci con temi attuali, in una evoluzione stilistica che fa parlare i pupi, che vivono per arrivare immediatamente al cuore dei problemi, utilizzando linguaggi, simboli e luoghi noti e insiti nella nostra più profonda cultura. Si tratta di una forma di innovazione culturale nella tradizione che sposa la linea intrapresa dall’Assessorato dei Beni culturali di sperimentare, accogliendo nuove forme. L’arte non forma solo gli artisti ma la società, rappresenta l’opportunità che abbiamo di oltrepassare il preserte per indicare la direzione del futuro.

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Prevenzione

Guido Clericetti

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Non date troppa confidenza alle malattie infettive. Anzi tenetele a distanza.

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