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Archive for 11 ottobre 2021

Contro ogni violenza e per un maggiore controllo del territorio

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2021_attacco_cgil_ansaManifestazione No-Vax a Roma. Un gruppo di manifestanti guidato da esponenti di Forza Nuova, si è staccato del corteo non autorizzato e ha fatto irruzione  nella sede nazionale della Cgil di Corso Italia danneggiandola.

gruppoI Consiglieri comunali del Gruppo “Milena Domani” Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi e Maria Giulia Provenzano hanno espresso ieri mattina al rappresentante locale della CGIL Giuseppe Randazzo e, per suo tramite alla CGIL provinciale e nazionale, piena solidarietà e ferma condanna dell’assalto alla sezione romana da parte di forze eversive durante una manifestazione no-vax peraltro non autorizzata e pertanto chiedono al Ministero dell’Interno un maggiore controllo del territorio.

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La tangente da 50mila euro rifiutata: onore ai Meloni boys e al portone chiuso del Governatore

di Carmelo Briguglio

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66434022_1318090671683332_215762458118193152_n-768x768Accade in Sicilia. Accade che un assessore regionale – il titolare del Turismo Manlio Messina – il suo capo staff – politico anche lui, Raoul Russo – rifiutino una tangente di 50 mila euro per sovvenzionare un evento e denuncino tutto ai Carabinieri e all’Autorità Giudiziaria. Denaro – suggeriva l’autore della dazione fallita – da destinare a loro o al partito. Accade nel governo guidato da Nello Musumeci.

Al di là degli sviluppi delle indagini, è un fatto importante. Innanzitutto perché episodi così sono rari. Non c’è solo il rifiuto della bustarella, ma anche la denuncia. È un esempio positivo, rispetto alla marea di scandali ed episodi di segno opposto a cui ci siamo abituati, quasi assuefatti. È l’uomo che morde il cane, insegnato dai manuali di comunicazione. Quasi “incredibile”. E invece è vero. Accade con due “ex ragazzi”, in posti di responsabilità che vengono da una formazione politica, da un’etica pubblica maturata nella destra italiana, oggi militanti e dirigenti nel partito di Giorgia Meloni.

Va detto alto e forte, a onore loro, del loro partito in questi giorni sotto attacco per ben altro: le solite e ricorrenti accuse di “fascismo” orchestrate in campagna elettorale secondo un copione polveroso che non convince nessuno. Questa è invece una bella prova di rigore morale e di un fare davvero ciò in cui si crede, che dà forza ed energia a chi fa politica e sta nelle istituzioni con “disciplina e onore”, come ci dice la nostra Costituzione. Un comandamento etico, che a destra è vissuto come religione laica, ma che vale per chiunque, oltre le appartenenze, è impegnato in politica al servizio della comunità.

E servizio equivale  innanzitutto a onestà come primo pre-requisito di chi svolge un mandato popolare e gestisce il denaro di tutti. È davvero di conforto a chi ci crede, nonostante tutto. Sul piano politico, questo fatto assume due particolari significati. Il primo è una risposta e una smentita, allo stesso tempo. Una delle critiche che vengono sparate addosso a Giorgia Meloni è che il suo partito non abbia una classe dirigente. Quanto avviene a Palermo, in Regione, dimostra l’esatto contrario. Messina e Russo sono due “politici” di FdI – chiamateli pure Meloni-boys – che si sono dimostrati all’altezza del proprio ruolo pubblico. E questo va riconosciuto a loro e al partito in cui militano, che non è un gruppo di improvvisati o nostalgici.

C’è in Fratelli d’Italia un ceto politico, con cultura di governo e politicamente adeguato. Questo il primo punto che ci fa leggere questa storia.

R (1) Il secondo è che questo succede nel e col governo guidato da Nello Musumeci. Non è un caso.

Il portone di Palazzo d’Orleans è chiuso da quattro anni a mafiosi e faccendieri. E a lobby affaristiche che prima entravano, uscivano e “combinavano” come a casa propria. “Governare le istituzioni con trasparenza è la precondizione per garantire sviluppo alla nostra Isola e rassicurare quanti vedono nella Sicilia una possibile meta di investimenti. Lo impone anche il sistema di valori con cui più generazioni sono state educate alla buona politica”, ha detto il Governatore. Il fatto che commentiamo conferma che non sono solo parole. Onore e valori si inverano. In Sicilia, questi quattro anni non sono trascorsi invano.

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Aurora

Aurora

Un bel giorno, nel 1957, un sacerdote si svegliò e, dopo aver riflettuto sul numero di vittime della strada, decise di salvare il mondo. Ebbe un’idea brillante per costruire l’auto più sicura del mondo. Qualche anno dopo, realizzò il suo progetto con l’Aurora, un veicolo dalle linee un po’ cosmiche degne di Dalì. Non sappiamo se era sicuro, ma sicuramente davvero brutto.

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