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Archive for 10 ottobre 2021

Il Gruppo “Milena Domani” informa i cittadini: sulla necessità del progetto per la sistemazione della strada provinciale Sp 151 Milena-Grotte; e sul perché ha abbandonato l’aula consiliare.

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Ci sono sindaci che si limitano a protestare e sindaci, come quelli dell’agrigentino, che vanno alla Regione, incontrano l’assessore regionale e ottengono risultati!

nota stampa del sindaco Maria Grazia Brandara

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naroIl sindaco di Naro Maria Grazia Brandara dichiara: ”Stamattina sono stata all’assessorato regionale per le autonomie locali ed ho incontrato l’assessore Marco Zambuto ed il suo capo di gabinetto Silvio Cuffaro.

L’assessore Zambuto ha comunicato che la Regione effettuerà un monitoraggio sulla spesa sostenuta nell’anno 2019 per il trasporto studenti pendolari.

Fermo restando quel tetto di spesa, l’assessore ha assicurato che potranno essere erogati contributi anche a quelle famiglie, il cui reddito ISEE supera i 10 mila euro.”


ESCLUSIONE DAI FONDI PNNR PER PROGETTI IRRIGUI

La Sicilia non può essere condannata alla desertificazione

Giusy Savarino

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244672847_1505155353172968_4591397363641385461_nIn III Commissione ARS – Attività Produttive abbiamo affrontato la questione del mancato finanziamento nel PNRR dei progetti irrigui in agricoltura, presentati dalla Regione siciliana.
Nel corso della seduta, a cui ha preso parte l’Assessore regionale all’agricoltura On. Toni Scilla, una delegazione di deputati nazionali, oltre ai dirigenti e tecnici di settore, si è fatta chiarezza sulle motivazioni soggiacenti ai ben 31 progetti dichiarati inammissibili.
Appare evidente che i problemi hanno una duplice natura.
L’una prettamente burocratica, relativa alla paventata assenza di alcuni requisiti tecnici, che invece i progetti siciliani possiedono, verosimilmente imputabile a errori della piattaforma su cui vengono caricati i dati, per cui confidiamo in un reintegro a seguito di più attenta istruttoria. In alcuni la carenza di studi di settore, molto onerosi per i consorzi di bonifica, speriamo possano essere integrati una volta riconosciuto il finanziamento.
L’altra di natura politica, che richiede una interlocuzione serena con il Ministro Patuanelli, è connessa ad alcuni parametri e relativi punteggi assegnati, che rischiano di penalizzare le aree in via di desertificazione, come la Sicilia, a favore di aree che subiscono il fenomeno solo della siccità estiva.
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savarinoUn danno incalcolabile per tanti territori, penso, tra gli altri, al presentato progetto di canalizzazione che interessa il territorio compreso tra la diga Gibbesi e la Piana Licata, per noi prioritario tanto quanto gli altri presentati sulla provincia di Agrigento, 6 in tutto, da Ribera a Licata.
Dalle parole del Ministro abbiamo appreso, poi, che alcuni progetti sono stati dichiarati non idonei perché già oggetto di altro finanziamento.
Mi chiedo, allora, come mai ciò è stato possibile nei trasporti per i progetti RFI già finanziati e poi inseriti nel PNRR. Ci hanno spiegato che si acclarava la tempistica e che le risorse liberate sarebbero rimaste in Sicilia per altri progetti. Come mai in agricoltura la ratio cambia ed è motivo di esclusione?
La mia attenzione è massima affinché questa e altre domande possano trovare una risposta esaustiva a tutela dell’intero comparto agricolo siciliano che da tempo invoca supporto per il potenziamento delle reti irrigue e delle infrastrutture connesse.

#ARS #PNRR #settoreagricolo 💦

Sindaci della provincia di Agrigento a Palermo faccia a faccia con l’assessore Scilla

ENZO MINIO

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OIP (2)Una delegazione di sindaci e di amministratori comunali agrigentini, guidati dal sindaco di Ribera Matteo Ruvolo, ricevuti a Palermo dall’assessore regionale Scilla per esaminare la situazione dell’esclusione da parte del ministero dei 31 progetti irrigui siciliani che dovevano essere finanziati con i fondi europei del PNRR.

La bocciatura delle progettualità, per usufruire dei fondi del PNRR, – dicono i sindaci – getta nello sconforto decine e decine di migliaia di agricoltori agrigentini che speravano nel rinnovo delle vecchie reti irrigue, diventate colabrodo, e  nell’immagazzinamento di altri milioni di metri cubi d’acqua con le interconnessioni.

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NELLO MUSUMECI

musumeci-1280x720Senza entrare nel merito di vicende che sono sottoposte a vaglio dell’autorità giudiziaria e, quindi, per il doveroso rispetto che le si deve, desidero evidenziare, come ho fatto nel corso di una telefonata con l’assessore Manlio Messina, la mia piena condivisione della sua scelta di informare immediatamente gli inquirenti dei fatti occorsi.

Governare le istituzioni con trasparenza è la precondizione per garantire sviluppo alla nostra Isola e rassicurare quanti vedono nella Sicilia una possibile meta di investimenti. Lo impone anche il sistema di valori con cui più generazioni sono state educate alla buona politica.

 

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Il Presidente della Regione Siciliana e i nostri Deputati accanto gli agricoltori colpiti dal maltempo e dal governo mazionale


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Ordine degli agronomi Caltanissetta, Mancuso (FI): “Auguri a Lo Nigro e al nuovo direttore. Tuteliamo insieme gli agricoltori, anche con le barricate se necessario”

Dario Cataldo

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“Con l’elezione del nuovo direttivo e del presidente dell’ordine degli agronomi e dottori forestali di Caltanissetta, Pietro Lo Nigro, inizia una nuova fase per la tutela del comparto in territorio nisseno. Una fase che passa inevitabilmente dai fondi comunitari, di cui non possiamo e non dobbiamo farne a meno.

Ecco perché sono certo che le criticità sollevate da Roma per i 31 progetti del PNRR potranno essere sanate. In caso contrario siamo pronti anche a fare le barricate se necessario.

Di certo non starò con ad aspettare che cada la manna dal cielo. Se c’è da schierarsi, sarò sempre al fianco degli agricoltori, vero zoccolo duro della nostra economia locale”.

Lo afferma il deputato regionale di Forza Italia, on. Michele Mancuso.

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Subito dopo la bomba d’acqua sull’agrigentino

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7b40ba78-7a7d-4334-ba93-0f4a7399d05eLa tromba d’aria che lo scorso 5 ottobre si è abbattuta su Cianciana, Bivona, Santo Stefano di Quisquina, Alessandria della Rocca e Lucca Sicula ha avuto effetti devastanti per il settore agricolo dell’area, con la compromissione del raccolto di olive. 

“Il Presidente Musumeci ha raccolto il grido d’allarme  degli agricoltori – a parlare è l’on. Giusi Savarino di #Diventerà bellissima –  e all’indomani della loro  richiesta si è attivato per avviare la procedura per dichiarare lo stato d’emergenza e la conseguente richiesta dello stato di calamità al Governo centrale”.

L’ondata di maltempo e le forti raffiche di vento hanno, infatti, colpito duramente una coltura fondamentale per il sistema produttivo del territorio. “Al Presidente Musumeci  –  aggiunge  l’on. Savarino – il mio ringraziamento per la solerzia della sua azione a tutela del sistema produttivo del territorio”. 

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Palermo come e più di Roma: non bastava centinaia di bare ancora all’aperto ora arrivano i cinghiali a devastare le tombe

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cimCinghiali all’assalto non solo di cassonetti dei rifiuti e strade non solo di periferia in diverse città italiane ma anche di luoghi sacri come i camposanti.

Accade a Palermo nel cimitero comunale dei Rotoli, già al centro dello scandalo suscitato da un migliaio di bare in attesa da mesi nei vari depositi per mancanza di loculi.

Adesso a innescare nuove polemiche sono i cinghiali, provenienti dalla vicina riserva di Monte Pellegrino, che nelle ultime settimane hanno danneggiato alcune tombe. Gli operai della Reset (l’azienda che si occupa della manutenzione per conto del Comune ndr) hanno anche trovato, nei pressi di una sepoltura, la carcassa di un esemplare morto. L’animale è stato poi prelevato dal personale dell’Asp.

cLa presenza di suidi all’interno del camposanto era stata segnalata per la prima volta circa un mese fa dopo il ritrovamento di alcune buche nella zona alta del camposanto, causate dal grufolare degli animali.

«E’ un problema purtroppo noto che il Comune di Palermo sta provando ad affrontare in collaborazione con tutti gli enti coinvolti» conferma l’assessore comunale ai Cimiteri di Palermo, Toni Sala: “Posizioneremo dei dispositivi per impedire agli animali di accedere all’area cimiteriale, evitando così i danni alle sepolture e lo faremo nel più breve tempo possibile, ricorrendo anche a una specifica ordinanza. La Reset ha, però, l’obbligo contrattuale di intervenire nelle aree danneggiate, anche se dovesse farlo ogni giorno, e su questo non transigeremo».

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Weber-Sportscars-Faster-One

Weber Sportscars aka ‘Faster One’

“Il più veloce” ma avrebbero potuto definirlo Il Brutto, davvero orrendo questo tentativo fallito dalla Svizzera che voleva detronizzare la Veyron come l’auto della polizia più veloce del 2008. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

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Cento anni di comunismo e cento milioni di morti. Una catastrofe per l’umanità

Articolo del Il Foglio

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100-years-of-communist-struggle-2-1L’Unione sovietica ha rimodellato la natura umana, scatenato il caos intellettuale e lasciato dietro di sé un grande raccolto di dolore. Scrive il Wall Street Journal (6/11)

Cento anni fa i bolscevichi presero il Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo dando inizio “a una serie di eventi che avrebbero portato alla morte di milioni di persone e avrebbero inflitto una ferita quasi fatale alla civiltà occidentale”, scrive David Satter sul Wall Street Journal. I rivoluzionari riuscirono a occupare le stazioni, gli uffici postali e i telegrafi mentre la città dormiva e, quando i cittadini si svegliarono, trovarono il loro universo capovolto. I bolscevichi dicevano di voler abolire la proprietà privata, ma il vero obiettivo era spirituale: trasformare l’ideologia marxista-leninista in realtà. Per la prima volta si posero le basi per uno stato esplicitamente ateo e quindi incompatibile con i valori su cui si fondava la civiltà occidentale per la quale stato e società erano sovrastati da un potere superiore.

Il golpe bolscevico ha avuto due conseguenze. Nelle nazioni che si sono lasciate influenzare la rivoluzione ha svuotato la società della morale, ha degradato gli individui e li ha resi degli ingranaggi della macchina statale. I comunisti hanno ucciso, eliminando il valore della vita stessa e i sopravvissuti hanno perso la loro coscienza individuale. Ma i bolscevichi non si sono limitati a influenzare queste nazioni. A occidente, il comunismo ha intaccato la società sovvertendo i suoi valori e mettendoli in discussione. Ha creato una confusione politica che perdura fino ai nostri giorni.

OIPDurante un discorso del 1920 al Komsomol, Lenin ha detto che i comunisti subordinavano la morale alla lotta di classe. Tutto ciò che fosse in grado di distruggere “la vecchia società sfruttatrice e che aiutasse a costruire una nuova società comunista” era considerato positivo. Questo approccio ha separato il peccato dalla responsabilità. Martyn Latsis, ufficiale della Cheka, la polizia segreta, nel 1918 scrisse come dovesse essere condotto un interrogatorio: “La nostra guerra non è contro gli individui. Noi stiamo sterminando la borghesia in quanto classe sociale. Non cerchiamo la prova che l’atto di cui qualcuno è stato accusato sia stato effettivamente commesso. Come prima cosa bisogna chiedere a quale classe sociale appartiene un individuo. Questo determinerà il suo destino”.

“Queste convinzioni furono alla base di decenni di omicidi”, scrive Satter, “non meno di venti milioni di cittadini sovietici vennero uccisi dalle politiche repressive. Questo numero non include i milioni di vite spezzate dalle guerre, dalle epidemie e dalla fame generate in modo prevedibile dai principi del bolscevismo”. Si contano 200.000 vittime del terrore rosso tra il 1918 e il 1920, 11 milioni di persone decedute o per la fame o per la dekulakizzazione, 700.000 esecuzioni tra il 1937 e il 1938, almeno 2.700.000 prigionieri morti nei gulag. Alla lista bisognerebbe aggiungere un milione di detenuti, che durante la Seconda guerra mondiale vennero liberati dai campi di lavoro e impiegati nell’Armata rossa andando incontro a morte certa, partigiani e civili uccisi in Ucraina e nelle repubbliche baltiche. Se a questo novero aggiungiamo anche le morti causate dai regimi supportati dall’Unione sovietica – Corea del nord, Cina, Cuba, Vietnam, Cambogia e altre nazioni dell’Europa orientale – il numero totale delle vittime sfiora i 100.000.000 e “questo basta per fare del comunismo la più grande catastrofe dell’umanità”.

Il risultato di queste morti doveva essere la creazione di un uomo nuovo, pronto ad agire nel nome della causa sovietica. La battaglia di Stalingrado è il paradigma di tutto ciò. Quando le unità di blocco dell’Armata rossa spararono sui soldati che tentavano la fuga e sui civili che cercavano rifugio dalla parte tedesca, ai bambini che andavano a riempire le bottiglie dei soldati del Reich con l’acqua del Volga, il generale Vasily Chuikov, comandante a Stalingrado, cercava di giustificare queste azioni affermando: “Un cittadino sovietico non può concepire la propria vita al di fuori delle necessità della patria”.

Questi sentimenti permangono ancora oggi.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,17-30

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OIP (3)In quel tempo, mentre Gesù usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?».
Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.
Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».
Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».
I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio!
E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?».
Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».
Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva gia al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.

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