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Archive for 3 ottobre 2021

Chiusura strade per lavori

La Sicilia

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viaSono in corso interventi di manutenzione straordinaria nelle vie:

  • V. E. Orlando,
  • Marco Polo,
  • Puccini,
  • Archimede,
  • tratto di Viale della Vittoria,
  • tratto Via Sturzo
  • tratto di corso Nenni.

Il Comune ne ha pertanto disposto la chiusura al traffico veicolare sino a quando i lavori non saranno conclusi.

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Arredata l’area giochi della villa comunale

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Finalmente sono arrivati gli arredi della villa “Giudice Rosario Livatino e Giudice Antonino Saetta”.

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Un nuovo tassello per costruire un paese a misura di bambino e che accolga le famiglie.
Confidiamo di aprire al pubblico la villa entro la fine di questo mese.

Il Sindaco – Salvatore Virciglio

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I miracolati della Catena Madre

Carmelo Briguglio
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R (2)– Ehi, la luce rossa di quel vapùri si avvicina troppo.
– Ma no, è impressione tua, è arrassu.
– È troppo vicina, ti dico: sveglia tutti.
Al largo, oltre la Montagna con la Montagnola, la Catena Madre era legata alla sua palamitara: 800 canne di rete, che scendeva giù, nel mare notturno, con la speranza di ammagliare un banco di alalonghe di passaggio. E chissà, forse un pescespada. Ora, quella mezza dozzina di uomini assonnati, erano tutti dritti all’impiedi con lo sguardo fisso, incredulo, a quel rosso che minaccioso avanzava.
– Fai segnale anche con l’altro lume.
– Lo sto facendo, ma viene sempre verso di noi.
– Ma che è orbo o ubriaco ?
E detto questo, prese un sacco, lo bagnò di nafta, lo bruciò e lo buttò in aria. Un grande bagliore illuminò la motobarca in quello scuro scuro. Niente da fare. Ora la nave era a meno di mezzo miglio e puntava verso di loro.
– Ittàmuni, nì mèsti, intimò a tutti.
Il mare nero come il loro cuore, ma caldo come un abbraccio, li accolse per ripararli da quel nocchiero senza testa e senza occhi. I giovani si allontanarono a lunghe bracciate. I più vecchi scesero in acqua, si tenevano dallo scafo dal lato opposto a quello mirato dalla nave strammata.
Uno si era buttato dal lato sbagliato, cadde nella rete: morte certa per l’uomo-pesce.
– Mi piiddìa, móttu sùgnu, salutàtimi mè mugghièri e mè figghia.
– Che dici ? dài, forza, acchiàppala, gli disse buttandogli una palèdda.
A fatica, come il gladiatore salvo dal reziario, fu liberato, aggrappato al piccolo remo, e nuotò anche lui lontano dalla barca.
La nave, alta come un grattacielo, era a pochi metri, pronta a speronare come in una battaglia punica la piccola noce vacante. Invece, non centró lo scafo, ma la corda che la legava alla rete. La tranciò di netto. La Catena Madre si piegò su un lato, si riempì d’acqua, ma non affondó. Poi il verde prese il posto del rosso. In pochi istanti, la nave era già lontana, sulla sua stoica rotta.
Risalirono uno a uno sulla barca. Miracolati. Raccolsero la rete alla rinfusa, con la poca roba attaccata e tornarono a riva con l’Arona al massimo.
Per giorni nella Marina, fin oltre i Piccoli Laghi e le Pietre Nere, non si parló d’ altro. Si discusse se fosse una passeggeri in festa, con equipaggio brillo di musica, donne e champagne; o se qualche povero cristo di timoniere, avesse ceduto alla stanchezza e al sonno. I parrinari, disputavano, calendario alla mano, se il miracolo fosse stato della Madonna della Catena, patrona della barca o della Madonna del Rosario, patrona del paese.
C’è chi si ricorda, che uno dei “miracolati”, sceso dalla barca, andò ritto in chiesa, a piedi nudi: con i vestiti tutti bagnati, si inginocchiò a ringraziare A Matru dù Rusariu. Non era più il tempo in cui i pescatori, al momento di buttare, sul calar della sera, la “fodda” iniziale della palamitara, si facevano la croce con l’acqua salata e invocavano la Madonna, per fare passare, nella notte, alalunghe e pescespada.
La secolarizzazione avanzava anche nel Villaggio di Sciabbacòti. Ma c’era ancora la tradizione, al momento di fare “ù cuntu” del pescato tra patrùni ì barca e pescatori – quasi un rito – di “fare la parte” alla Santa Patrona. I preziosi che ornano il vestito celeste della Madonna, venivano acquistati dal parrìno, anno dopo anno, anche con quelle offerte della gente di mare…
– Papà, ma perché non abbandonavate la rete e vi allontanavate con la barca.
– Non si usava.
No, non si usava. Forse non si osava.

(altro…)

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Una festa di popolo, la migliore promozione per la nostra Isola.

Nello Musumeci

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Una festa di popolo, la migliore promozione per la nostra Isola. E la gioia di vedere sul podio più alto un grande siciliano, Vincenzo Nibali che desidero incontrare a breve personalmente, assieme agli altri atleti dell’Isola che ci hanno regalato emozioni indimenticabili alle recenti Olimpiadi.

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Il Giro ciclistico, gara di tradizione antica che, con convinzione, abbiamo voluto rivivesse in Sicilia, ha regalato 712 chilometri di agonismo e bellezza a chiunque, appassionato o semplice curioso, abbia affollato il suo suggestivo percorso.

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Archiviamo questa edizione con grande soddisfazione e siamo già al lavoro per la ventiseiesima edizione. Alla prossima volata!

#ciclismo #sport #governoMusumeci Il Giro di Sicilia Regione Siciliana

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Scatola Brubaker

Congratulazioni ai creatori della Brubaker Box. Il nome è brutto quanto l’auto che è solo una brutta scatola su ruote.

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stagnone ogi

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,2-16

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R (1)In quel tempo, avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E’ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.
Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola.
Sicché non sono più due, ma una sola carne.
L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.
In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso».
E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.

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