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Archive for 15 settembre 2021

E’ l’unione che fa la forza

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Il gruppo consiliare “Milena Domani” il 7 settembre ha sottoscritto una “Mozione per la realizzazione dei lavori di sistemazione della strada SP 151 Milena – Grotte in pessime condizioni. Si sollecita la realizzazione di  un progetto di valutazione tecnico-economica”. La mozione sarà esaminata e votata il prossimo consiglio comunale.

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Nel frattempo, per rinforzare l’azione politica, i Consiglieri comunali hanno organizzato una Petizione popolare rivolta al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per un suo autorevole intervento.

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La raccolta delle firme per la sistemazione della strada provinciale 151 che collega Masaniello a Grotte inizierà domenica mattina 19 settembre 2021, a partire dalle ore 10, in Piazza Garibaldi.

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I Consiglieri comunali continueranno a raccogliere e autenticare le firme per tutto il mese di settembre.

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Leader no-vax morto di Covid a 57 anni: il suo folle appello a poche ore dalla fine

Libero
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isUn caso clamoroso e paradigmatico, che arriva da Israele, dove è morto Hai Shaulian. Di chi si tratta? Presto detto, di uno degli organizzatori delle proteste in Israele contro Green Pass, mascherine e vaccinazioni. Insomma, uno dei leader del fronte no-vax nel Paese. A 56 anni, Shaulian è morto di Covid.

E a rendere ancor più clamoroso quanto accaduto, il fatto che poco prima di morire a 57 anni, l’uomo aveva postato sui social una foto che lo ritraeva attaccato al ventilatore e spronava i suoi sostenitori a proseguire nelle proteste contro Green Pass e vaccino.

Insomma, nemmeno davanti a una morte imminente ha cambiato idea, anzi ha esortato tutti a proseguire nella folle e feroce battagli no-vax.

Nel dettaglio, nel post su Facebook l’uomo spiegava che la sua situazione era “critica, sono incapace di parlare o rispondere alle persone. Non ho ossigeno e non riesco a stabilizzarmi”. E ancora, aggiungeva che “con l’aiuto di Dio riuscirò a riprendermi entro due-tre settimane”. Eppure, Shaulian è morto.

Sul Green Pass affermava: “Non ha nulla a che fare con il coronavirus. Non ha nulla a che fare con i vaccini. Ha a che fare con la coercizione. Continuare a combattere. Lo stato ci sta commettendo una coercizione criminale di interferenza. Non arrendetevi”.

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Covid, torna il bonus Sicilia per i fiorai: Regione stanzia altri 2,7 milioni. Ciascuna impresa di commercio di piante e fiori siciliana può ricevere fino a 3.500 euro. Si può presentare domanda dalle 12 di oggi fino alle 11.59 di martedì 21 settembre.

PalermoToday

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06d36960-f11f-11ea-a57f-5b943d418db4Altri 2,7 milioni per i fiorai siciliani colpiti dall’emergenza sanitaria da Covid. A stanziare i fondi è l’assessorato regionale delle Attività produttive che ha pubblicato un secondo bando per per le imprese di commercio di piante e fiori. Lo scorso luglio, per il primo bando, sono state 644 le attività che hanno ricevuto il contributo di 3.500 euro.

“Abbiamo deciso di venire incontro a quanti a luglio non erano ancora pronti – spiega l’assessore Mimmo Turano – per presentare le istanze pubblicando un nuovo bando che consentirà di inoltrare online le domande per sfruttare gli oltre due milioni e mezzo di euro ancora disponibili”.

A beneficiare della seconda edizione del BonuSicilia-Fiorai 2 saranno sempre le piccole e medie imprese che operano nel commercio dei fiori all’ingrosso e dettaglio, con sede legale e/o operativa nel territorio della Regione.

L’agevolazione verrà concessa con procedura semplificata su piattaforma informatica per ciascuna impresa richiedente. La presentazione delle domande è consentita dalle 12 di domani martedì 14 settembre fino alle 11.59 di martedì 21 settembre 2021.

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Tornare a Itaca? Decida la politica, non il rancore. Appunto Stancanelli.

                                                           Carmelo Briguglio
                                                                                                                                                                                             .

delUna brutta intervista. Come accade a chi parla mosso da rancore. Biliosa. Con l’idea che il malanimo sia invisibile: fatua pretesa di superiorità. Parlo dell’intervista data dall’onorevole Raffaele Stancanelli al quotidiano “La Sicilia”. Che riscuote il consenso di Cateno De Luca: è tutto dire. Una scontata convergenza di livori.

Personalmente, mi interessa invece ragionare. Dico la mia sui punti politici che estraggo, con qualche fatica, dal pasticcio di fiele a cui il bravo Barresi ha dato una forma giornalistica.

Affermare, dopo appena due anni dal proprio congedo dal mondo di Musumeci, che il presidente della Regione, non è più di “alto profilo”, ma occorre cercare un altro candidato, non è solo inelegante, ma non ha niente di politico. Non è politica, è risentimento. Scoperto. Inutile perderci tempo.

Certo, non allontana il pensiero diffuso che Stancanelli pensi a se stesso. Francamente – l’ho scritto – una idea lunare, anche per l’età tardiva dell’aspirante, senza dire altro.

Il secondo è un tema che voglio chiarire: conosco la materia. Perché due anni fa – dice Stancanelli – fu no all’accordo con Giorgia Meloni e adesso è sì? Finge di dimenticare che l’accordo con Fdi, si fece. Un accordo che portò a liste comuni alle elezioni politiche del 2018: in Fdi furono immessi i candidati “musumeciani”, tra cui Stancanelli. Ci fu un solo eletto di Diventerà Bellissima: Stancanelli. Nessun altro. L’operazione fu un’operazione “personale”, non politica. Lucida. Cinica, temo.

Allora sì che tanti “amministratori locali, giovani e donne” che l’onorevole dichiara avere a cuore oggi, si sacrificarono – più esattamente, furono sacrificati – per fare diventare senatore lui. Musumeci? Era molto perplesso, per non dire contrario, ma acconsentì, pro bono pacis. Ma se da un accordo ci guadagna solo chi è incaricato di gestirlo, non è più un’intesa tra due soggetti politici: è una manovra di tornaconto personale.

stancaLa verità è questa: senza, Stancanelli non sarebbe mai rientrato in Parlamento (e per abbrivo, poi non sarebbe mai arrivato a Bruxelles). Ci fu uno scambio tra l’elezione di una persona – l’unico in posizione di certa riuscita – e l’impegno elettorale di un intero movimento. Questo spiega perché quell’operazione, che bruciò a tanti, fermò la prosecuzione dell’accordo per il futuro e il disimpegno di DB alle Europee, anche se buona parte degli elettori “bellissimi” finirono per votare Fratelli d’Italia.

L’alleanza fu vissuta dal mondo intorno a Musumeci come un raggiro per mandare a Roma, uno solo. E nessuno volle che si continuasse su quella strada, con la guida di chi aveva “incassato” in solitudine. Oggi non c’è più quella condizione di allora. Stancanelli è andato per la sua strada. Individuale. Ed è stato un bene per tutti. Chiaro perché ieri no e oggi sì?

Aggiungo un dato, che è mia personalissima idea. La federazione – di questo si parlava “ieri”, non di altro – oggi è inadeguata. Sorpassata. Sono cambiate tante cose. L’ho già scritto. Per me, Diventerà Bellissima ha esaurito la sua funzione: farà bene a confluire nel partito della Meloni, restando più che altro un laboratorio di cultura, politica e non. Magari evolvendo in una fondazione, a dimensione regionale. Nulla di più.

In proposito vado al terzo punto. Stancanelli utilizza lo spauracchio della “cannibalizzazione” delle liste meloniane da parte dei candidati di Musumeci. Lo dice per sobillare uscenti e aspiranti di FdI su una “cosa” inesistente. In realtà alle prossime regionali c’è spazio e consenso per due liste; una ufficiale di Fdi e una seconda che può essere quella del Presidente, in cui possono andare i candidati musumeciani.

Separate. Una volta eletti, i deputati ex DB andranno a costituire con gli “eletti” di Fdi un unico gruppo parlamentare. Che sarà quello di Fratelli d’Italia, il primo della nuova Assemblea regionale. Dettagli che si vedranno i due leader o chi per loro.

Il dato politico è che oggi l’intesa con Musumeci, porta a Fratelli d’Italia il presidente di una regione importante che non ha, facendolo diventare il primo partito dell’Isola. Con qualche meritato dispiacere di Salvini. E crea l’orizzonte di un forte progetto di bene comune, di stabilità di governo che vede il partito di Giorgia continuare sulla strada che lo vede protagonista da quattro anni nell’esecutivo, con una delega importante, al tempo richiesta al governatore dalla Meloni in persona e onorata oggi da un assessore impegnato e attivo.

Ci sia chi si oppone al progetto che ho chiamato “ritorno a Itaca”, è nelle cose della “politique politicienne”. Che il più accanito a impedirlo sia chi avrebbe il dovere contrario, è più raro. Ma di questo si tratta. Comunque, c’è un processo in corso. Vada, come dovrà andare. Ma non basti il rancore personale di uno per fermarlo. La Politica merita di più. Altrettanto la Sicilia.

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MA NON TUTTI LA PENSANO COME STANCANELLI

Intervista con l’assessore regionale al Turismo e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia

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Manlio Messina: «FdI accolga Musumeci, è il miglior candidato. E gli farò fare pace con Stancanelli»

di Mario Barresi 

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mesAssessore Messina, dicono che sia diventato più musumeciano di Musumeci. Cosa sta succedendo?

«Io sono coerente. Se stai nella giunta  Musumeci, ne condividi l’azione. E poi fu proprio la nostra leader Giorgia Meloni a ufficializzare il primo appoggio a un candidato, poi vincente, che ha riunito il centrodestra siciliano con l’identikit del buon amministratore. E il governo Musumeci, nonostante le difficoltà, sta facendo bene».

Ergo: Musumeci  è benvenuto in Fratelli d’Italia, nonostante i mal di pancia nel suo partito sull’accordo per le Regionali.

«Giorgia e Nello ne hanno discusso con grande serenità. Sulla proposta di un’alleanza alle Regionali con DiventeràBellissima la nostra leader deciderà, come sempre per il meglio, al momento giusto. Io mi limito ad avere la mia opinione».

Che ovviamente è favorevole…

«È di logica apertura rispetto a un percorso che ritengo naturale. Alla  Meloni tutti riconoscono di aver riunito la destra italiana, un’impresa straordinaria. E allora io mi chiedo: perché chiudere la porta  a  Musumeci, che rappresenta un pezzo importante della nostra storia in Sicilia?».

Magari perché gli avevano chiesto di entrare in FdI due anni fa e lui rifiutò…

«Sì, è vero. Ma non si può serbare rancore per un peccato veniale, né emettere sentenze di condanna politica. C’è chi ha scelto prima di appoggiare Giorgia in quella che sembrava un’avventura, e c’è chi l’ha fatto dopo. Io fui fra i primi, dopo di me arrivarono, fra gli altri, Stancanelli, Pogliese e Catanoso. E ora, per riunire la destra siciliana, mancherebbe Musumeci, che governa la Sicilia e ha una sua forza elettorale. Dovremmo essere felici di essere visti come un punto di riferimento da una realtà importante come DiventeràBellissima».

In FdI magari c’è qualcuno che teme la concorrenza degli ultimi arrivati.

«Il nostro partito non può avere paura di Musumeci e dei suoi. Innanzitutto perché FdI in Sicilia ha una classe dirigente eccellente e un ottimo gruppo all’Ars. E poi perché il governatore è una persona perbene e leale. Per intenderci: in Sicilia abbiamo detto di no a chi voleva salire sul treno di FdI per accaparrarsi qualche seggio e molti di questi si sono già accasati altrove. Ma il discorso, con Musumeci, è diverso».

Va da sé che secondo lei il governatore va ricandidato, magari come esponente di Fratelli d’Italia.

«A mio parere Musumeci resta il miglior candidato che il centrodestra siciliano può esprimere. Per il resto, da uomo di partito, mi attengo a quello che ha detto la Meloni: FdI è con lealtà al governo con Musumeci, noi al momento giusto discuteremo delle prossime Regionali. Giorgia e Nello hanno come priorità l’unità del centrodestra, il governatore ora dev’essere bravo a ricompattarlo su di sé, come nel 2017».

Nel frattempo ha perso qualche pezzo. Come  un influente esponente del suo partito: Stancanelli. Ma anche nel resto della coalizione non c’è un coro unanime per il Musumeci-bis.

«Sì, ci sono idee diverse, nella coalizione e in parte anche nel mio partito. E mi dispiace che Stancanelli, che fu il magistrale artefice della candidatura del 2017, ora pensi a una soluzione diversa. Mi dispiace soprattutto da uomo di destra, perché Nello e Raffaele sono personaggi imprescindibili  nella  nostra storia in Sicilia. Se tornassero a parlarsi sarebbe un bene per tutto il centrodestra e per  i siciliani».

Si sta offrendo da ambasciatore?

«E perché no? Mi propongo come quello che, conoscendo bene il carattere difficile di entrambi, può farli sedere a un tavolo per tornare a dialogare. Il che non è facile, bisogna superare i rancori personali e guardare avanti. Ma, se dovessi riuscire nell’impresa, col rispetto dovuto a entrambi mi permetterei solo di dare loro un consiglio: FdI non è la vecchia An, niente liti fra tribù perché nel partito c’è una sola corrente, quella della leader».

Magari però, prima di far sedere al tavolo i due nemici, sarebbe il caso  che lo  prendesse lei un caffè con Stancanelli. Ha bollato l’eurodeputato come «carbonaro» anti-Musumeci e  lui non l’ha presa bene…

«Con Raffaele non ho bisogno di chiarire, posso prendermi cento caffè o magari un bel piatto di carbonara, visto che a lui piace. Nel direttivo di FdI io ho parlato di chi “partecipa a incontri carbonari” anziché essere leale col governatore. Non parlavo di Stancanelli, al quale, da vecchio saggio e da regista raffinato, non sfugge la necessità di un centrodestra unito, che non può prescindere da Musumeci».

 

 

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Mare o monti?

Lapalissiane

Guido Clericetti

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Per evitare senza rischi il pericolo dello tsunami è consigliabile andare in montagna. Per evitare senza rischi il pericolo delle valanghe è consigliabile andare a mare.

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