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Archive for 13 settembre 2021

Seconda giornata della visita ufficiale per la riapertura di CasaSciascia, piove e la manifestazione continua al teatro

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mrIl Presidente della Regione Siciliana ha iniziato la sua visita istituzionale nella cittadina agrigentina venerdì pomeriggio, incontrando assessori e consiglieri comunali al Palazzo municipale – presenti anche l’assessore regionale Marco Zambuto e la deputata Giusy Savarino – dove è stato salutato dal sindaco Vincenzo Maniglia e dal presidente del civico consesso Sergio Pagliaro.

d5e63fd077774d2943fe7d853fb27418Sabato mattina piove su Racalmuto e mette in crisi il programma della seconda giornata della visita ufficiale di Musumeci nel paese di Racalmuto che prevedeva l’inaugurazione di CasaSciascia nel centenario della nascita dell’intellettuale, lì dove ha vissuto parte della sua vita e sono conservati con cura arredi, accessori, libri ed effetti personali.

Per fortuna gli organizzatori hanno avuto la capacità di riunire i numerosi presenti a tempo di record nel Teatro comunale, riaperto anche grazie ai fondi del governo regionale, e alla Fondazione Leonardo Sciascia, dove si può visionare la mostra fotografica su “Il Giorno della Civetta”. Purtroppo in tanti sono rimasti fuori della sala a causa delle disposizioni sanitarie legate alla pandemia.

Alla cerimonia di riapertura di CasaSciascia, alla quale erano presenti, fra gli altri, oltre al sindaco di Racalmuto, il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa, il presidente della Associazione CasaSciascia Pippo Di Falco, Charles Criminisi e Joe Grimaldi, rispettivamente presidente e componente di The Sicilian Society of Hamilton, Felice Cavallaro, direttore Strada degli Scrittori, Giusy Savarino, presidente della Commissione Ambiente dell’Ars e il fotografo Giuseppe Leone.

Il Presidente Musumeci ha ricambiato il regalo, una statuetta dell’Orso Nero di Charlie e Joe figli di emigrati racalmutesi ad Hamilton, cittadina sul lago Ontario, e particolarmente legati al paese natio dei genitori, con una raffinata Testa di Moro in ceramica e, soprattutto nominandoli ufficialmente ambasciatori della Sicilia nel Canada.

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«Il messaggio di Sciascia costituisce per noi un costante riferimento. Ha interpretato il pessimismo della Sicilia, scavando fra le pieghe della rassegnazione, della sofferenza e del sacrificio dei più deboli. Quella di oggi è una iniziativa di grande significato anche perché sostenuta da cittadini emigrati, quindi un valore legato al radicamento e alla identità: un atto di omaggio al vostro grande concittadino Sciascia, al quale va l’omaggio di tutti i siciliani ovunque nel mondo».

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Quindi Nello Musumeci si è soffermato sul celeberrimo scrittore di Racalmuto: «Sciascia era convinto della irredimibilità della nostra terra. Noi dobbiamo lavorare per vincere lo spirito di rassegnazione ancora diffuso e restituire speranza ai più giovani. Il suo messaggio costituisce per noi un costante riferimento. Ha interpretato il pessimismo della Sicilia, scavando fra le pieghe della rassegnazione, della sofferenza e del sacrificio dei più deboli».

Il Presidente della Regione Siciliana ha voluto però lanciare il proprio messaggio positivo.

«Quella di oggi è una iniziativa di grande significato anche perché sostenuta da cittadini emigrati, quindi un valore legato al radicamento e alla identità: un atto di omaggio al vostro grande concittadino Sciascia, al quale va l’omaggio di tutti i siciliani ovunque nel mondo. Sciascia era convinto della irredimibilità della nostra terra. Noi dobbiamo lavorare per vincere lo spirito di rassegnazione ancora diffuso e restituire speranza ai più giovani».

2Un invito a essere ottimisti rivolto al fotografo Giuseppe Leone che aveva criticato la costruzione del Ponte sullo Stretto quando invece si devono aggiustare le strade da terzo mondo che abbiamo. “La costruzione e la manutenzione delle strade non è compito della Regione ma del governo nazionale e delle ex Province, disciolte e oggi commissariate, che si trovano praticamente senza fondi adeguati. Ciò nonostante la Regione interviene sulle strade con fondi del proprio bilancio.

In quanto al Ponte – sempre rivolto al celebre fotografo – Musumeci precisa che nulla vieta che si possa costruirlo contemporaneamente alle strade e alle ferrovie per i treni a grande velocità”.

“Non possiamo essere preda dell’atavico pessimismo siculo, ma avere una visone positiva della Sicilia futura” è stato il messaggio molto applaudito da tutti i presenti nel teatro.

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«Cartoni di pizza, bicchieri, bottiglie e lattine vuote lasciati in strada a Serradifalco: che amarezza…»

c.l.)

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rifBottiglie di birra vuote, messe in fila su un muretto, ma anche lattine di coca cola, anch’esse vuote, e poi bottiglie di plastica di acqua minerale, bicchieri di plastica, cartoni di pizza, involucri di patatine e vaschette di plastica.

E’ lo spettacolo di inciviltà che l’altro ieri mattina s’è trovato di fronte l’operatore addetto alla pulizia nello spiazzo antistante il monumento a tutte le vittime del terrorismo.

Lo spazio è quello compreso tra la centralissima via Cavalieri di Vittorio Veneto e la via Papa Giovanni XXIII che costituisce punto di ritrovo per tanti giovani serradifalchesi.

221920545_1018595895562139_200310070982651958_nEvidentemente, alcuni di questi, riunendosi, non avranno ritenuto di meglio che consumare ed abbandonare bottiglie, bicchieri e cartoni di pizza senza provvedere a conferirli negli appositi cestini per la raccolta differenziata.

Il sindaco Leonardo Burgio, nel sottolineare che l’area è stata ripulita, ha sottolineato: “Queste cose lasciano tanta amarezza per un solo motivo: potrei capire questi rifiuti abbandonati così se nella zona mancassero i cestini per la differenziata, ma questa inciviltà è del tutto gratuita e fuori luogo; non capisco perché si debbano abbandonare i rifiuti ed i cestini dei rifiuti debbano essere vuoti!

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 Consolazione

Gabriele D’Annunzio

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Luisetta De Benedictis madre di D’Annunzio

Non pianger più. Torna il diletto figlio

 a la tua casa. È stanco di mentire.

 Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire.

 Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.

 

 Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato

 serba ancóra per noi qualche sentiero.

 Ti dirò come sia dolce il mistero

 che vela certe cose del passato.

 

 Ancóra qualche rosa è ne’ rosai,

 ancóra qualche timida erba odora.

 Ne l’abbandono il caro luogo ancóra

 sorriderà, se tu sorriderai.

 

 Ti dirò come sia dolce il sorriso

 di certe cose che l’oblìo afflisse.

 Che proveresti tu se fiorisse

 la terra sotto i piedi, all’improvviso?

 

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