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Archive for 11 settembre 2021

e la storia si ripete senza insegnarci nulla

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Silvia Renda
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infPuò essere durato giusto un paio d’ore: hai contratto il virus e non te ne sei accorto. Nessun sintomo, nessun segnale. Come è arrivato è andato via, grazie alla protezione messa in moto dal vaccino. Attualmente in Italia il 73,12% della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale. La protezione è sempre più alta e i dati del contagio si abbassano: nella giornata di ieri i positivi erano 5.522.

Nell’ultimo bollettino del Ministero della salute, infatti, si registra un Rt di 0.92, in calo rispetto alla scorsa settimana, come in calo è anche l’incidenza dei casi. Questo, probabilmente, è dovuto anche al fatto che infezioni lampo, asintomatiche e sostanzialmente innocue, possono circolare tra i vaccinati, senza lasciare a nessuno il tempo di rendersene conto. Lo spiega ad Huffpost il professor Clementi,  direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, co-fondatore e presidente della Società Italiana di Virologia:

“I soggetti con un ciclo completo di vaccinazione, qualora siano di nuovo a contatto con il virus, possono, probabilmente in maniera transitoria e con cariche basse, infettarsi. Il vaccino induce la formazione di anticorpi e quindi di immunità basata sulle IgG e IgM presenti nel siero, ma non dà la possibilità di formarsi a un’altra classe di anticorpi importanti per bloccare l’infezione subito, nella sede d’ingresso: questi si chiamano anticorpi IgA secretorie. Il soggetto vaccinato, in linea teorica, può consentire al virus di fare alcuni cicli replicativi, poi interviene l’immunità generata dal vaccino. Quel soggetto per un intertempo x può essere infettante per gli altri, questo però non è sufficiente per sviluppare la malattia e infatti quasi mai ricorre all’ospedale, non segnalando sintomi importanti”

impProfessor Clementi, parliamo di tempistiche: quali sono quelle minime impiegate dagli anticorpi per sovrastare il virus?

E’ ovviamente variabile, dipende da tanti fattori. In più non sono solo in ballo gli anticorpi, ma anche altri componenti dell’immunità. C’è un tempo per tutto. Comunque si tratta di poche ore.

Quindi il numero dei contagi potrebbe essere più alto: il virus circola in maniera lampo, senza sintomi.

Sì. Nei soggetti vaccinati può essere un evento così transitorio che è possibile non vederlo.

Qual è la probabilità che ci si contagi una volta ricevuto il vaccino?

Non dipende solo dall’immunità del soggetto vaccinato, ma anche dalla carica infettante, dal tipo di virus con cui si viene a contatto. Tutto questo ha un ruolo e si scontra col soggetto. È una questione biologica multifattoriale complessa.

Guardiamo gli ultimi dati: Rt 0.92. Cosa ci dice?

Ci dice che il virus circola meno e si sta in qualche modo riducendo l’attuale fase d’infezione, ma dobbiamo tenere presente che l’attuale fase vede due epidemie accavallarsi tra loro: quella dei vaccinati – con pochi casi, poca sintomatologia, pochissimi ricoveri – e quella dei non vaccinati – più casi, molti più ricoveri e sintomatologie più gravi.

Questo spiega il numero dei ricoveri…

I ricoveri sono quasi tutti a carico dei soggetti non vaccinati o che non hanno completo il ciclo. Non sorprende, ovviamente.

La circolazione della Delta che futuro ci prospetta?

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In cammino sulla Via dei Frati

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Il nostro concittadino Cipolla Gaetano oggi è ripartito, con un gruppo di San Cataldo per il Cammino la via dei Frati da Caltanissetta a Cefalù di 166 km.

Gaetano è contento di fare questo cammino sia da pellegrino che da guida in particolare a Graziella Gianporcaro e Grazia Pisello.

Oggi la prima tappa San Cataldo- Marianopoli

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Dalla Regione Siciliana 25 mln di euro per piccola e media impresa e partite iva

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In arrivo in Sicilia i primi venticinque milioni di euro per piccole e medie imprese e liberi professionisti, titolari di partita iva, duramente colpiti dalla pandemia.

Sono oltre un migliaio le richieste presentate, dal 22 luglio al 9 settembre, per ottenere finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto grazie alle risorse messe a disposizione dal governo Musumeci per sostenere il sistema produttivo dell’Isola.

A gestire la piattaforma informatica e a curare l’istruttoria è l’Irfis, l’Istituto finanziario della Regione, che nei prossimi trenta giorni provvederà alla verifica della documentazione presentata e alla liquidazione delle risorse.

«Conclusa questa prima fase – dice il presidente della Regione, Nello Musumeci – provvederemo a riaprire i termini, modificando i criteri per consentire anche ad altre aziende e professionisti di poter accedere alle agevolazioni. Un’altra opportunità per creare liquidità a sostegno delle imprese siciliane pesantemente danneggiate a causa del Covid».

musumeci-armao-1A disposizione c’è ancora una cinquantina di milioni di euro, provenienti dalla rimodulazione del Fesr 2014/2020 deliberata dalla giunta regionale.

Il finanziamento concesso (da diecimila a venticinquemila euro) è a tasso zero, senza commissioni e senza garanzie: prevede 48 rate ed ha una durata complessiva di 72 mesi (comprensivi i due anni di preammortamento).

Per ogni domanda si può richiedere un contributo a fondo perduto fino a cinquemila euro per spese di sanificazione e adeguamento dei luoghi di lavoro.

“Procederemo – aggiunge l’assessore all’Economia, Gaetano Armao – con celerità all’erogazione delle somme e a modificare i criteri, riaprendo così i termini per permettere la presentazione delle nuove domande a tutti coloro che in questa fase non hanno potuto partecipare». 

Nella prima fase, per poter accedere alle agevolazioni bisognava avere avviato l’attività entro il 31 dicembre del 2018 e nel 2020 il fatturato doveva essere stato minore del 40 per cento rispetto al 2019. Per le Pmi il fatturato massimo non poteva superare i 250mila euro, per i liberi professionisti i 40mila euro. Nella seconda tornata, infatti, i requisiti verranno modificati per allargare la partecipazione. 

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300 metri quadrati, oltre 200 posti a sedere, 26 mila euro per celebrare messa come ai tempi di Giacobbe

L. M.

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geLa risposta della comunità salesiana di San Domenico Savio dopo la chiusura forzata della chiesa lo scorso anno c’è stata ieri nel momento in cui il parroco don Paolo Terrana e la comunità si sono ritrovati sotto la grande tenda realizzata nel giro di qualche settimana per poter sopperire alla mancanza di un edificio di culto in cui poter celebrare messa e nello stesso tempo accogliere quanti più fedeli possibili.
«È la risposta della comunità – ha detto il parroco – che non mi stancherò mai di ringraziare. Ad un anno esatto dalla chiusura ci ritroviamo in questo nuovo posto e siamo stati anche fortunati. Se avessimo dovuto comprare questa tenda nuova avremmo dovuto spendere almeno 40 mila euro.
L’abbiamo trovata in seconda mano e non c’è stato bisogno neanche di fare un prestito perché tutti i lavori sono stati effettuati grazie alle somme che avete versato da un anno a questa parte».

Per un progetto archiviato (gli operai dovranno sistemare nei prossimi giorni il tendone perché è stato posizionato male) altri la comunità ne ha in mente ed uno di questi riguarda il riscaldamento durante i mesi freddi. Insomma una tenda in cui poter celebrare messa come ai tempi di Giacobbe.
Religione a parte, però, la comunità salesiana guarda al futuro e, dopo diversi incontri a cui il parroco ha preso parte, l’obiettivo è quello di poter rientrare nel Pnrr, cioè il piano nazionale di ripresa e resilienza, affinché si possano trovare le somme per recuperare l’edificio parrocchiale o realizzarne uno ex novo visto che nel terreno sul quale si erge la chiesa c’è un corso d’acqua che ha fatto cedere il terreno e creato delle crepe nell’ala ad ovest.

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