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Archive for 12 luglio 2021

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TIFARE PER L’ITALIA E’ UN DRAMMA PER I TIFOSI DI SINISTRA!

Morsi di piranha

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mdpMa che hai? Non parli, sembri preoccupato, hai lo sguardo sfatto, ti sei girato nel letto per tutta la notte. Mi puoi dire che succede?

– Sì, ho la testa che mi scoppia e sono pieno di dubbi… È che non so come tifare: “Forza Italia” non lo urlo dal ’94, ora non posso neanche cantare “Fratelli d’Italia”. Quanto è difficile essere tifosi e di sinistra!!!

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Materiale da riciclo murales e piante per rendere il rione più bello

Gandolfo Maria Pepe

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caLe idee, i propositi diventano fatti e con piccoli gesti tre donne rendono più bello ed attraente il quartiere.

L’ideatrice e finanziatrice del progetto è stata Lilly Favata, coadiuvata dalla docente di artistica oggi in pensione, Franca Taibi e da Demelzia Nicastro. Insieme hanno provveduto a ripulire lo spazio, posizionando piante, materiali da riciclo e nuovi, disegnando un murales e facendo risistemare pure la nicchia della Madonna.

Lo spazio è all’incrocio tra le vie Umberto, San Giuseppe, Diaz e Palermo, un luogo oramai abbandonato dal momento che nella casa non ci vive più nessuno.
Lo spazio è diventato un bellissimo luogo di piante e colori, mentre il murales raffigura una pianta di fico d’India e un carretto siciliano.

“Il merito maggiore, se non tutto va a Lilly Favata – afferma Demelzia Nicastro – che ha pensato, ideato e finanziato il tutto, coinvolgendo me e la professoressa Taibi. Il senso è molto semplice, rendere Campofranco più bella, più accogliente. Il paese è di tutti e se ognuno di noi si impegna per migliorarlo, renderlo più vivibile, ne beneficiamo tutti.
Tra l’altro non c’è voluto neanche tanto tempo per fare questo, ci vuole volontà e dedizione”.

La speranza è che altri cittadini possano seguire questo esempio in altre zone del paese. “Le signore hanno voluto abbellire un angolo di Campofranco – afferma il sindaco Rino Pitanza –e questo non può che farci piacere. Il cittadino diventa protagonista del territorio, un’iniziativa che spero possa essere imitata. Queste signore hanno fatto tutto da sole, senza chiedere nulla.
Come Amministrazione comunale faremo posizionare delle panchine. In questo modo lo spazio non sarà soltanto più accogliente ma anche una zona di aggregazione”

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caco


Accorpamento contestato. Camera di Commercio di Caltanissetta con Siracusa. Il commissario Candura: «Proposta scellerata, martedì ci sarà un vertice a Palermo»

LINO LACAGNINA

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cameradicommercioUn nuovo “tsunami” si abbatte su Caltanissetta, piccola città di provincia che i volponi della politica nazionale e regionale trattano con scarsa considerazione, magari provando a toglierle quello che ancora ha per trasferirlo nei propri ambiti elettorali.

L’ultima “mazzata” arriva da Roma dove la commissione Bilancio alla Camera ha approvato un emendamento presentato da Forza Italia (prima firmataria l’on. Stefania Prestigiacomo) con il quale si… riordinano le Camere di Commercio siciliane, cancellando gli accorpamenti già stabiliti dalla Regione (per adesso soltanto sulla carta), tra cui quello delle Cciaa di Caltanissetta, Agrigento e Trapani (con quest’ultima capofila) con una certa autonomia per ciascun ente.

20091001_212130_2EE25FD7_displayCon l’emendamento approvato a Roma, restano le Camere di Commercio delle tre città metropolitane ma a Catania – e in questo c’è la mano dell’on. Prestigiacomo (che si è dichiarata orgogliosa di aver vinto una battaglia portata avanti da sei anni) – viene sottratta Siracusa che diventa capofila di una circoscrizione territoriale alquanto bizzarra, con un unico commissario ad acta, comprendente gli enti camerali di Ragusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani.

«È un’operazione scellerata – ha commentato ieri Giovanna Candura, commissario straordinario dell’ente camerale nisseno – che finirà per indebolire sempre di più le Cciaa su cui Siracusa avrà il predominio. Sarà la Regione siciliana a mettere i soldi per pagare il personale? E il fondo pensionistico degli ex dipendenti come verrà finanziato?
E vorrei anche capire perché da questo emendamento resta esclusa Enna, che invece rimane accorpata a Palermo. Unioncamere è pronta a contrastare fortemente ciò che è stato stabilito con l’emendamento proposta dall’on. Prestigiacomo. Ci riuniremo martedì a Palermo e appronteremo una strategia per contrastare questo scellerato piano».

downloadAlla riunione di Unioncamere Sicilia, parteciperanno Piero Agen (presidente della Cciaa di Catania, che al momento accorpa Siracusa e Ragusa), il presidente della Cciaa di Palermo-Enna Alessandro Albanese, il presidente dell’ente camerale messinese Ivo Landina, i commissari delle Cciaa di Trapani (Pino Pace, che è anche presidente regionale di Unioncamere), di Caltanissetta (Giovanna Candura) e di Agrigento (Giuseppe Termine).
È letteralmente furente il sindaco Roberto Gambino, secondo cui «la destra ci vuole togliere tutto, anche la Camera di commercio». Quindi prosegue: «È passato in sordina con il benestare dei deputati locali di centrodestra l’approvazione in commissione Bilancio alla Camera dei deputati di un emendamento dell’on. Stefania Prestigiacomo che ha lo scopo preciso – diciamocelo fuori dai denti – di azzerare la Camera di commercio nissena.

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Per ricordare quel 10 luglio una manifestazione con 4 momenti. La ricostruzione di quella giornata ad opera del prof. Nuccio Mulè. Il comportamento razionale della popolazione gelese e l’azione eroica del tenente Angiolino Navari


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78 anni fa gli Alleati sbarcavano a Gela

La Sicilia

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Veduta%20arerea%20dei%20primi%20mezzi%20da%20sbarco%20americani%20sulla%20spiaggia%20di%20GelaRicorre il 78esimo anniversario dello sbarco degli alleati angloamericani a Gela, nell’ambito dell’Operazione Husky.

Questi gli avvenimenti di quei giorni nella ricostruzione del prof. Nuccio Mulè: «Prima dello sbarco americano sulla spiaggia di Gela del 10 luglio 1943, iniziato alle ore 3 in contrada Senia Ferriata nella zona di Bulala, il comando militare dell’esercito italiano esattamente alle 2,50, fece saltare in aria con una carica esplosiva la parte centrale del pontile sbarcatoio pensando a torto di ritardare o impedire lo sbarco delle truppe alleate le quali, peraltro, non ebbero nessun impedimento da tale inutile demolizione.

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Uno dei tre settori prescelto per lo sbarco Alleato sulla Sicilia sud-occidentale fu quello di Gela con una estensione di circa 40 Km., da Punta Due Rocche del Licatese a Punta Braccetto del Ragusano.

Le fasi dello sbarco anglo-americano in Sicilia, se si toglie la zona di Gela, furono scarsamente contrastati dalle truppe italiane e tedesche che si trovarono impreparate e con numero di mezzi insufficienti.

Gli americani della 1a divisione di fanteria, la colonna “Dime” del Gen. Allen composta da 7 battaglioni con reparti d’appoggio e da due battaglioni di Rangers, sbarcarono su un fronte di 40 chilometri, tra Punta Due Rocche e Punta
Zafaglione, con l’obiettivo primario di occupare Gela e l’aeroporto di Ponte Olivo.

Avuta notizia dello sbarco nella zona di Gela, il comando delle truppe dell’Asse dispose un contrattacco avvalendosi delle unità del gruppo mobile “E” con carri armati Renault R35, della 155a Comp. Bersaglieri, del battaglione della divisione “Livorno” e della divisione panzer “H. Goering”.

L’esito non ebbe i risultati sperati, poiché l’azione dei tre contingenti oltre a non essere stata simultanea fu penalizzata dalle cattive comunicazioni radio, così il contrattacco fu respinto. Nel contrattacco della mattina del 10 luglio, nonostante il diluvio di fuoco che arrivava dal mare, cinque carri armati Renault R35, della 1a Compagnia del CI Battaglione, affiancati dalla 155a Compagnia Bersaglieri, alle ore 8,10 riuscirono ad entrare nell’abitato di Gela ingaggiando un duro combattimento con i rangers americani del Ten. Col. Darby.

g1Dei cinque carri Renault R35 solo uno attraversò Porta Caltagirone riuscì ad arrivare in piazza Umberto I nel cuore del centro storico; fu quello condotto dal Ten. Angiolino Navari il quale, dopo che il suo carro armato era stato colpito da un bazooka ai cingoli, trovò orrenda morte nell’incendio che avvolse lo stesso carro.

Una lapide, posta sul palazzo prospiciente via Matrice, ne ricorda l’azione eroica; allo stesso Navari fu concessa la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

Gli americani, però, dopo aver conquistata Gela, l’indomani dello sbarco subirono una seconda controffensiva delle truppe dell’Asse.

La divisione italiana “Livorno” al comando del Gen. Domenico Chirieleison e la divisione tedesca “Hermann Goring” diedero del filo da torcere agli invasori al punto tale quasi da ricacciarli in mare (“…seppellire l’equipaggiamento sulle spiagge e fare i preparativi per reimbarcarsi”. Firmato Patton), ma non riuscirono in tale intento sia perché non ebbero il promesso rimpiazzo dal comando italiano con nuove truppe e munizioni, sia per l’arrivo di mezzi corazzati americani di rinforzo da Licata e da Scoglitti.

L’appoggio aereo tattico, il fuoco dei mortai e, in particolare, l’azione della marina e dell’aviazione angloamericane salvarono le sorti di quella prima fase della battaglia di Sicilia che infuriò sulla Piana di Gela Gli scontri della Battaglia di Gela terminarono nel primo pomeriggio del 12 luglio con la ritirata degli italo-tedeschi e con la cattura da parte degli americani di alcune migliaia di militari.

Sbarco%20a%20Gela-06Gela così fu la prima città d’Europa ad essere liberata. Dalla presa dell’abitato di Gela degli americani e fino alla loro smobilitazione, non vi furono mai ali di folla applaudenti gli occupanti e forse non poteva essere diversamente dal momento che i gelesi si resero conto direttamente degli atti eroici e del sacrificio della vita dei soldati italiani nella difesa della Patria.

Durante l’occupazione avvenne un fatto che coinvolse allora un buon numero di gelesi, arrestati dagli americani perché creduti fascisti in quanto trovati con indosso una camicia nera, una consuetudine per coloro che avevano avuto un lutto in famiglia, e quindi con il rischio di essere fatti prigionieri o addirittura fucilati. Tutti questi, però, furono fortunatamente salvati grazie all’intervento di interpreti locali.

gela1_sbarco_250Molti autori hanno scritto sullo sbarco degli Alleati nell’Isola però, pochi di essi hanno trattato gli aspetti negativi che hanno contraddistinto le Forze occupanti.

Ci riferiamo non solo al coinvolgimento della mafia, della massoneria, del separatismo e di personaggi delatori ma anche a diverse stragi commesse dagli americani nel territorio tra Gela, Acate e Comiso a danno di inermi prigionieri, civili e carabinieri (in particolare in contrada Passo di Piazza a Gela) subito dopo lo sbarco.

E a proposito di carabinieri si riporta qui un fatto poco e niente conosciuto, quello accaduto in Piazza Umberto I a Gela, piazza che fu teatro di una sanguinosa lotta in cui si distinsero egregiamente i Reali Carabinieri, ai quali, nel frattempo, si erano uniti alcuni giovani gelesi contro gruppi di rangers e paracadutisti.

Lo scontro durò due ore circa. I Carabinieri si difesero strenuamente, ma furono sopraffatti quando, esaurite le munizioni, vennero circondati da altri paracadutisti, accorsi dalla parte della vicina Chiesa del Rosario.

Ed ancora, si racconta che molte donne a Gela, durante l’occupazione americana, furono coinvolte in numerosi stupri dagli occupanti, tant’è che la maggior parte di esse, per evitare di mettere mondo degli orfani di padre, procedette all’uso sistematico dell’aborto clandestino».

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