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Archive for 9 luglio 2021

Sindaco, assessori e consiglieri vadano a… Robba Maaru dove ormai in pochi vivono tra molte case pericolanti o crollate!

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OCCHIO CHE NON VEDE – CUORE CHE NON DUOLE

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Per il giovane centrocampista nisseno è al sesto anno in rossonero, dopo tutta la trafila nelle giovanili e l’approdo nella formazione Primavera.


Enrico Di Gesù è da oggi a Milanello per la preparazione precampionato con il Milan

GANDOLFO MARIA PEPE

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dgUn giorno importantissimo questo 8 luglio 2021, forse il più importante della sua vita per il giovane di origini nissene Enrico Di Gesù. La classe e la bravura da un lato, l’umiltà, la serietà dall’altro lato, hanno fatto la differenza per il centrocampista esterno.

Enrico Di Gesù ha appena 19 anni, è nato il 26 marzo del 2002, un calciatore che ha nelle corde tanta corsa, quantità e una tecnica più che discreta che, mischiate ad una personalità piuttosto decisa, fanno di lui un giocatore moderno e duttile. Un calciatore che da equilibrio alla squadra, grazie alla sua intelligenza tattica in quanto abile sia in fase difensiva, sia in quella offensiva.

Oggi Enrico Di Gesù varcherà i cancelli di Milanello per cominciare il ritiro con il Milan che l’anno scorso ha chiuso il campionato al secondo posto e dopo 9 anni è ritornato in Champions League. È tra i convocati di mister Stefano Pioli, farà parte almeno in questa prima parte di stagione del gruppo della prima squadra, per poi magari fare la spola con la Primavera.

Se dovesse fare un ottimo precampionato per lui potrebbero schiudersi definitivamente le porte della prima squadra. Questo che comincia è il sesto anno di Enrico Di Gesù al Milan, dove è approdato nel 2016 e con cui ha fatto tutta la trafila nelle giovanili, Under 15, Under 16, Under 17, Primavera e adesso prima squadra. Non è una novità tra l’altro per Di Gesù, già l’anno scorso diverse volte si è allenato stabilmente con la prima squadra, ottenendo pure due convocazioni in prima squadra e andando in panchina a gennaio, con il Torino in Coppa Italia a San Siro e in trasferta a Cagliari in campionato. Cagliari dove lo scorso settembre Enrico Di Gesù aveva esordito in Primavera, dove nella stagione ha collezionato 23 presenze, realizzando pure l’1-0 finale.

Un predestinato verrebbe da dire Enrico Di Gesù, la cui storia con il Milan comincia quando aveva appena 9 anni. Tutto è cominciato in un villaggio turistico in Puglia, ad Alimini, in provincia di Lecce. La famiglia Di Gesù si trovava in vacanza e contemporaneamente in quel villaggio si svolgeva uno dei tanti Milan Junior Camp, al quale Enrico partecipa per divertimento e passione. Enrico in quella occasione impressiona gli osservatori del Milan, che vogliono a tutti i costi
quel ragazzino. Da allora il Milan ha sempre attenzionato la crescita di Enrico, fino a quando ha compiuto 14 anni, potendo così firmare il suo primo contratto e trasferirsi a Milano.

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A GELA RUOLI INVERTITI !


Il sindaco protesta a Timpazzo, mentre l’opposizione incontra l’assessore Baglieri a Palermo!

ilgazzettinodigela

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geIl sindaco sta a Timpazzo senza tutta la sua giunta, senza l’assessore alla salute, senza i due unici partiti della sua alleanza e nello stesso momento  l’opposizione va a Palermo a discutere con l’assessore regionale ai rifiuti Daniela Baglieri.

La delegazione composta da Totò Scerra e Sandra Bennici ha dialogato con l’assessore, la quale ha annunciato che verrà presto a Gela per chiarire ogni cosa e tranquillizzare i cittadini che non ci sarà alcun inquinamento.

ge1“Sono rifiuti pre trattati – dice Scerra – si tratta di un conferimento limitato nel tempo ed è un’azione di solidarietà.

Greco, invece di organizzare proteste inutili e strumentali, vada a Palermo a chiedere alla Regione i finanziamenti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti”.

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In versi la confessione di padre Sarinu taumaturgo al contrario

Giuseppe Digiacomo

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confDunque, Padre Sarinu era lo storico insegnante di religione alle scuole medie, sotto il cui santo magistero tanti erano stati mandati all’Averno e tanti erano in lista d’a ttesa… sì, era stato un infaticabile allevatore di figghi ri bajascia!
Inoltre, padre Sarinu era una sorta di guida spirituale e corporale di tutta la comunità paesana: la malmaritata confessava, disperata, i tradimenti del marito? Padre Sarinu faceva giustizia trombandosela e assolvendola.
Bisognavi di qualche importo per una spesa imprevista?
Lui era pronto al prestito con un tasso d’interesse che solo in alcuni rari casi superava il 100%.
Occorreva una raccomandazione per non fare il militare?
Eccolo pronto a truccare i certificati medici in combutta con un generale più farabutto di lui, piazzato al distretto militare di Messina: a prezzi veramente modici, ottenevi almeno una rivedibilità con la quale partivi solo in tempo di guerra… insomma, un uomo non solo santo, ma taumaturgo al contrario!
Padre Sarinu da qualche anno aveva appeso il Vangelo al chiodo ed era andato in pensione: né scuola né parrocchia, anche se mai si era sottratto alle incombenze e ai suoi doveri nei confronti del popolo sofferente e delle pecorelle smarrite.
Certo, a volte giungevano notizie di una qualche sfasciata di corpa ma, si sa, questi erano gli inconvenienti del mestiere e bisognava armarsi di santa rassegnazione contro l’umana ingratitudine.
E fu durante una di queste convalescenze trascorse in dolorosa ascetica solitudine, che il sant’uomo s’ispirò e compose una silloge di poesie che aveva sottoposto al giudizio del suo antico allievo, la giovane speranza della poesia italiana contemporanea, cioè io.
E così, mi diressi con passo spedito verso l’abitazione di padre Sarinu, il quale m’accolse a braccia aperte, felice che fossi lì per parlare dei suoi versi, cosa per la quale era da settimane in trepidante attesa, anche perché sperava che lo presentassi al mio prestigioso editore per un’eventuale pubblicazione dell’opera sua.
Credo sia il caso, a questo punto, che riporti una poesia di padre Sarinu che ritengo emblematica di tutta l’inedita raccolta. Le tentazioni di Sarinu
«La Tua santità, inver,
mi paragono al mio
debol vagare in questa vita.
Laddove Tu negasti a Satana
di trasformare i sassi in pane,
stolto non mi negai
non solo al pane,
ma a ‘nciminate
e scacce in quantità
e poco fui tetragono
al periglio
di carnal tentazione.
Caddi, in verità, e -lasso! –
fui sedotto da temporal potere
ed or, che breve
è il cammino dianzi
e lunga la memoria
dei disdori,
pietade chieggo
e misericordia a Te,
Altissimo Fattore,
per questa mia santità incoata!
E similmente ai Padri
Francesco e Agostino,
sommessamente imploro:
“Deh, pastor mio, perdona
il servo tuo ramingo,
perdona padre Sarino!
Omai il più giace in casanza
e la mercede all’uopo
abbasta e avanza:
se mi mandassi
un segno di clemenza
ai poveri darei
mendole e semenza,
liberalmente, senza pegni
e rate…
fors’anche aggiungerei
fave atturrate!»
Quindi, sorvolando su tutto il resto, il delinquente di padre Sarinu si paragonava a San Francesco e Sant’Agostino e, secondo me, sarebbe bastato solo questo per farlo sprofondare nelle fiamme più fiammeggianti dell’Inferno.

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