Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 21 giugno 2021

Intesa Musumeci-Figliuolo: sull’Isola i primi presidi vaccinali mobili per immunizzazione nelle aree isolate

.

murafiRaggiungere i cittadini più anziani e fragili non ancora vaccinati ovunque si trovino, anche nelle aree più isolate. Con questo obiettivo prosegue la campagna vaccinale in Sicilia con il supporto dell’Esercito.

Su input del Commissario straordinario all’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, a seguito di una riunione operativa col presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, si trovano sull’Isola i primi presidi vaccinali mobili per la campagna d’immunizzazione nelle aree isolate (nei paesi più difficilmente raggiungibili e dotati di presidi sanitari insufficienti) e a domicilio.

vacIn questo modo si potrà raggiungere una fascia di popolazione che molto difficilmente avrebbe accettato o semplicemente avuto l’opportunità di vaccinarsi a fronte di spostamenti, spesso difficoltosi, dal proprio domicilio.

L’obiettivo è la vaccinazione di over 60 e soggetti fragili, ossia delle fasce di popolazione considerate a maggior rischio di contagio, nelle aree più remote e montuose.

Previsto l’invio di un complesso sanitario in 25 “punti sensibili“, ossia piazze in Comuni distanti da presidi vaccinali e che registrano basse percentuali di soggetti fragili immunizzati. 

vac2Tornano gli «open days» vaccinali in Sicilia

.

Da oggi a martedì 22 giugno, «porte aperte», senza prenotazione, in tutti i punti vaccinali dell’Isola per i soggetti con più di 60 anni che vorranno ricevere il vaccino a mRna (Pfizer e Moderna) e per le persone con fragilità di qualsiasi età.

L’iniziativa, che è rivolta a chi non ha ancora ricevuto la prima dose vaccinale anti-Covid, è stata decisa dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, per accelerare ulteriormente la campagna d’immunizzazione nell’Isola. 

attenzione

Read Full Post »

Custodiamo il Parco Urbano

Gruppo Consiliare “Milena Domani”

.

Mantenere in ordine e pulito il Parco urbano “Sandro Pertini” spetta in ugual parte all’Amministrazione comunale e ad ogni singolo cittadino che lo frequenta e ne usufruisce. Ognuno deve fare la sua parte. Fino in fondo.

b2

Se qualche incivile lo sporca o lo danneggia, non si può permetterlo. Ecco perché ci vuole un custode che sorvegli e faccia rispettare le regole. E non ci si nasconda dietro la scusa che mancherebbero i fondi quando per altre cose meno utili si buttano via migliaia di euro in opere faraoniche e poco utili alla collettività.

b1

Tra l’altro gli Amministratori – se volessero – potrebbero attingere al bacino “gratuito” dei Lavori Socialmente Utili, o al Baratto Amministrativo (approvato dal Consiglio Comunale ma mai fatto partire!) o ai percettori del Reddito di Cittadinanza, come fanno in altri paesi. Migliori del nostro.

b3

Quel che non si può più fare è continuare a chiudere gli occhi, trascurare e fare perdere una delle più belle strutture esistenti nel nostro paese, frequentatissima d’estate da centinaia di cittadini residenti o emigrati ritornati in paese in cerca di fresco, riposo e socializzazione.

E, non finiremo mai di ripeterlo, ci vuole la videosorveglianza della villa sia per prevenire atti vandalici e identificare i responsabili, sia soprattutto per tutelare i frequentatori più piccoli, alcuni minorenni, e le strutture.

(altro…)

Read Full Post »

Nella zona di via Atenea lo “sballo” si consuma sotto casa

ANTONINO RAVANÀ

.

sbComprano la droga, si appartano, quindi senza preoccuparsi di chi c’è attorno, o alle finestre, la consumano anche in gruppo.

Succede nel centro storico di Agrigento, secondo quanto denunciano i residenti, con tanto di foto e video, effettuati direttamente dai balconi di casa. Tra i consumatori di stupefacenti tanti giovani e giovanissimi.

In un filmato inviatoci da un nostro, si vedono tre ragazzi imboccare un vicolo, nelle vicinanze della via San Francesco, e della via Atenea.

Il gruppetto prima si guarda attorno, capisce che quel luogo prescelto per “sballarsi”, è lontano dagli occhi della massa. A quel punto si piazzano uno accanto all’altro, e consumano la droga.

atenea«Si drogano sotto le nostre abitazioni – racconta l’agrigentino -, approfittando di queste zone isolate nella notte. In questa zona si attua un vero e proprio commercio, e consumo di stupefacenti, che non ha fatto altro che aumentare il degrado».

Le famiglie che abitano in centro cittadino, non ne possono più, sotto le finestre di casa lo scenario è angosciante. Con le riaperture, e con le misure Covid allentate, è tornato il consumo sfrenato di alcolici e stupefacenti, ragazzi e ragazze che urinano in strada, e poi, schiamazzi, tra inciviltà e maleducazione.

Read Full Post »

Lunedì 21 giugno 2021 giorno del Solstizio d’estate

.

StonehengeIl 21 giugno 2021 si celebra Solstizio d’Estate: il giorno più lungo e la notte più breve dell’anno nell’emisfero settentrionale del nostro pianeta. Il sole sorgerà alle alle 5:31 e tramonterà alle 20.51.

Il giorno del solstizio d’estate (dal latino solstĭtĭum, composto da sōl, «Sole», e sistĕre, «fermarsi») si dice che sia il più lungo dell’anno, nel senso che il periodo di luce ha la massima durata. Il Sole, nel suo moto, si trova più a Nord rispetto all’Equatore celeste. Una posizione che garantisce la massima permanenza del sole al di sopra dell’orizzonte, così che a chi vive nell’emisfero Nord sembrerà fermarsi più a lungo.

6 cose che (forse) non sai sul Solstizio d’estate – greenMe

Read Full Post »

Read Full Post »

Emilio Orlando
.

Re3bd309fcf8db292a6ed8a8638a83769Dovrà scotare otto anni di carcere per un cumulo di pena per reati contro la libertà sessuale. La condanna equivale a 5 anni di detenzione in via definitiva con sentenza della Cassazione.

Questa mattina gli agenti del primo dirigente Eugenio Ferraro del distretto di polizia di San Basilio hanno notificato al “disturbatore” televisivo Gabriele Paolini un ordine di esecuzione, pena da scontare in un peitenziario.

OIP (2)Induzione alla prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale su minori, i reati per cui Paolini è stato condannato in via definitiva.

Tutto è iniziato nel 2013, quando Gabriele Paolini aveva una relazione con un ragazzo di 17 anni. Il condannato, tramite il suo profilo Instagram che conta più di un migliaio di follower, ha dedicato la sua “ultima dichiarazione pubblica” proprio a quel giovane.

Gli inquirenti lo accusavano di aver indotto più di un minorenne ad avere rapporti sessuali con lui in cambio di regali o anche denaro. In queste ore, l’ultimo ‘addio’ sui social.

Read Full Post »

Voto Connection? Pagano  (Lega): “Soddisfatto per proscioglimento perché il fatto non sussiste. Ma gli atti sono gli stessi di 3 anni fa”.

.

pagano-7-1-1145x720Con il provvedimento del G.I.P. di Termini Imerese di proscioglimento perchè il fatto non sussiste si conclude un inutile calvario giudiziario durato ben 3 anni. Tanti sono stati gli anni che la giustizia ha impiegato per accertare una cosa che era evidente sin dall’inizio. Non c’era alcuna prova legalmente idonea a sostenere l’accusa in giudizio”.

Esordisce così Alessandro Pagano, ViceCapogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, a proposito dell’inchiesta “Voto connection” promossa dalla Procura di Termini Imerese che per Pagano e altre 86 persone aveva chiesto il rinvio a giudizio.

Con un eccesso di zelo, ho rinunciato a importanti incarichi politici, a cominciare dalla Segreteria Regionale del mio partito, nuocendo di fatto anche ai miei elettori – prosegue -. Per l’insistenza della pubblica accusa ho dovuto sottrarre energie preziose al mio mandato popolare e impegnare corpose risorse economiche per fronteggiare una accusa del tutto priva di basi.

87 Nel frattempo il tutto si è ingigantito con un tam tam mediatico del quale soltanto oggi possiamo sorridere”.

“E se la terzietà del G.I.P. è stata chiara e confortante nell’evitare un processo assurdo, mi domando: a chi hanno giovato queste inchieste che non hanno alcuna base?

Perché i pubblici ministeri non studiano i casi e le norme prima di chiedere il rinvio a giudizio costringendo i cittadini a costi che nessuno gli rimborserà per intero? Perché se un medico applica una tecnica superata, o un avvocato non si aggiorna, questi pagano di tasca e un pubblico ministero che sostiene tesi infondate, no?”chiede.”

Questo Paese ha bisogno di una magistratura credibile. Anche per questo, con convinzione ho aderito al grande movimento popolare voluto dalla Lega di Matteo Salvini e dai Radicali, per un referendum sulla modifica della magistratura. Il popolo ha bisogno di ritrovare fiducia nei confronti della “giustizia”, fiducia che si è persa per colpa di pochi magistrati organizzati in lobbies”, conclude il Vicecapogruppo della Lega-Salvini Premier alla Camera dei Deputati.

.

 

Read Full Post »

Fofografare la musica della natura

Carmelo Dini

.

diniSi chiama Riserva Naturale Valle dell’Aniene, ma in realtà, purtroppo, perlomeno l’area umida della Cervelletta, è un parco naturale.

Quest’area, infatti, è aperta al pubblico, che può entrarvi, andare dove vuole e magari anche non rispettare l’ambiente.

In una Riserva Naturale, invece, “i visitatori sono spesso tenuti a seguire percorsi prestabiliti o vengono accompagnati da guide specializzate che oltre ad illustrare le particolarità paesaggistiche della riserva fungono anche da forza di controllo dell’area” (Magazine – Pagine gialle).

Questo non avviene, purtroppo, dicevo, nell’incantevole area umida della Cervelletta.

Trascrivo le lamentele di un frequentatore del “parco” sul Gruppo Facebook del quartiere Colli Aniene:

“Tante volte, invece dell’usignolo, mi fanno compagnia cani rumorosi, chiacchierate ad alta voce e vivaci telefonate”.

Io evito di recarmi nel luogo quando c’è troppa gente, mai di sabato, mai nei giorni festivi. Come potrei altrimenti, ascoltare, fotografare la musica della natura, sentirne il profumo?

Read Full Post »

Leonardo Sciascia e Bettino Craxi alla Noce

PAOLO CILONA

.

sc2Era il pomeriggio del 20 giugno 1986, alla vigilia delle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana, quando l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi da Agrigento decise di andare a trovare il suo amico Leonardo Sciascia alla Noce, località alle porte di Racalmuto, dove lo scrittore amava trascorrere le giornate estive.

La Noce era il luogo della villeggiatura, un posto tranquillo lontano dalle zolfare e soprattutto una zona ricca di vegetazione e di vigne eccellenti adatte a produrre il miglior vino della contrada. Il paesaggio è quello della Sicilia interna: colline rocciose sparse di mandorli e di olivi. Per Sciascia la Noce era il teatro della memoria, il luogo preferito per incontrare gli amici. Va riferito che Sciascia intratteneva gli ospiti anche a tavola, in quanto era anche un esperto di cucina: «Un buon piatto – amava dire – è come un buon libro: bisogna saperlo cucinare bene».

C’era grande attesa per l’arrivo del presidente del Consiglio alla Noce. Un incontro tra cari amici in forma del tutto personale, voluto espressamente da Bettino Craxi. Da anni i due erano legati da sincera amicizia e da solidarietà politica. Del resto, Leonardo Sciascia, non fece mai mistero di aver votato dal 1980 in poi per il Partito socialista.

Il primo incontro tra Craxi e Sciascia risaliva nel periodo in cui era deputato radicale e che aveva accettato di entrare nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del leader della Democrazia cristiana Aldo Moro. Un giorno Sciascia chiese a Nino Neri, deputato socialista della Calabria, di fissargli un appuntamento con il segretario del Psi Bettino Craxi, naturalmente in via del tutto riservata.

Dopo pochi giorni Craxi e Sciascia si incontrarono e si trovarono perfettamente d’accordo su molte questioni
politiche di quel grave momento che attraversava l’Italia. I due erano sorpresi e indignati dinanzi alle tante omissioni e reticenze. Sciascia visse il “caso Moro” con particolare delusione e amarezza. La relazione di maggioranza, approvata dalla Dc e dal Pci, a conclusione dei lavori della “Commissione Moro”, per lo scrittore racalmutese, rappresentava una pagina inquietante nella difficile storia del Paese.

Per nulla convinto di ciò che avevano sostenuto i suoi colleghi, contrappose in piena autonomia e convinzione la relazione di minoranza che con alcune aggiunte diverrà “L’af faire Moro”. Quella fu senz’altro una stagione politica assai impegnativa per Sciascia il quale trovò nel segretario socialista non solo un alleato leale ed autorevole, ma il punto di riferimento certo.

Tra Craxi e Sciascia avvennero altri incontri politici a Roma. Sciascia, secondo Craxi, era di poche parole, pragmatico, sereno, lucido e soprattutto una persona che sapeva amalgamare le varie situazioni. Guardava l’interlocutore sempre fisso negli occhi. Inoltre, cercava di leggere il pensiero altrui, anche durante le pause. Il suo orgoglioso pudore, i suoi tratti di gentilezza, le sue delicatezze, quel modo di sorridere con gli occhi, quella lieve increspatura delle labbra, costituivano quanto di più nobile in un uomo che non solamente pensava, ma analizzava attraverso i suoi liberi convincimenti. Al di là delle virtù di sommo scrittore, era la sua umanità che aveva colpito profondamente Bettino
Craxi.

Sciascia rappresentava la bandiera della Sicilia, il narratore solitario, l’illuminista ribelle, il grande inquisitore, il grande laico, e soprattutto maestro di impegno civile, che denunciava la realtà sociale della sua amata Sicilia. Dopo  l’esperienza politica, prima nel Pci e poi nel partito radicale, Bettino Craxi lo aveva più volte invitato a continuare il suo impegno tra i socialisti, ricevendone però risposta negativa.

Di contro Leonardo Sciascia non aveva mai nascosto la sua ammirazione per Craxi a partire dalla dolorosa vicenda umana che colpì Enzo Tortora, ingiustamente perseguitato dalla “malagiustizia”, Craxi e Sciascia in materia di diritti civili erano egualmente impegnati a condurre battaglie di libertà.

Sciascia votò contro il decreto legge sull’antiterrorismo, perché a suo parere andava a ridurre l’habeas corpus e introduceva l’uso dei pentiti. In quell’occasione pronunziò in assoluta autonomia le parole: «Si è smarrito il
senso della legge, del diritto, della giustizia». E poi Bettino Craxi, nella qualità di direttore dell’Avanti, su consiglio di Giuliano Vassalli e di Leonardo Sciascia, in data 9 gennaio 1981, autorizzò la pubblicazione del comunicato stampa delle Brigate rosse.

sc1Alla casa della Noce Sciascia e Craxi si abbracciarono da vecchi e cari amici. Un incontro tra persone leali e sincere, tra due uomini impegnati fortemente a favore dei diritti civili. Accanto ai due ritrovati amici la moglie di Sciascia la signora Maria Andronico, donna discreta e silenziosa che strinse la mano all’illustre ospite per poi sparire in un’altra stanza per accogliere i tanti giornalisti e le persone al seguito del presidente del Consiglio dei Ministri.

I giornalisti furono ammessi solo per un paio di minuti. Craxi e Sciascia rilasciarono una breve intervista per il Tg2, nel corso della quale espressero l’augurio per un buon governo della Sicilia, formato da uomini capaci. Un giornalista chiese poi allo scrittore di formulare un augurio per il futuro della Sicilia. Sciascia rispose dicendo: «Trovandomi qui nella terra di Agrigento, mi auguro che venga risolto il grave problema dell’acqua che attualmente arriva alla città dei Templi per due o tre ore ogni nove giorni».

Aggiunse ancora: «Craxi è un caro amico e quando è convinto di una giusta causa, dà tutto se stesso. Abbiamo lottato
a fianco a fianco per la liberazione del giudice D’Urso, all’inizio degli anni ’80, e lui ha pianto quando alla fine, il giudice venne liberato. Con Craxi ho discusso del grave problema della giustizia in Italia, che è stato anche il tema di un convegno che abbiamo fatto, alla fine di aprile, proprio a Racalmuto».

Fra i tanti libri di Sciascia letti da Craxi, c’era quello di “Frà Diego La Matina”. Il libro presenta la triste storia del frate, rinchiuso nel carcere del Sant’Uffizio di Palermo, per avere ucciso un uomo che aveva abusato della sorella. E poi “Il giorno della civetta”, Il consiglio d’Egitto, Cadaveri eccellenti, Todo modo, Il contesto, L’onorevole e tanti altri.

Tra Leonardo Sciascia e Bettino Craxi si realizzò un filo conduttore una perfetta convergenza sul piano dei diritti umani e civili. Al pari di Sciascia, Craxi aveva subito duri scontri con il Pci. Dalla prigionia di Aldo Moro con i comunisti furono sempre conflittuali. Per Sciascia la politica era sporca nel suo insieme. Se alla Dc rinfacciò il “parricidio” di Aldo Moro, ai
comunisti rimproverò l’uso sistematico della menzogna. Sciascia fu anche molto critico con i professionisti dell’antimafia e sul ruolo dei magistrati chiedendone la responsabilità civile degli atti compiuti. Per Craxi, lo scrittore non ingannò mai i suoi lettori.

L’incontro tra i due personaggi si chiuse con un forte abbraccio. Craxi in ricordo della visita consegnò all’amico un astuccio con delle medaglie  d’argento riguardante l’epopea garibaldina. Sciascia, invece, regalò all’illustre amico una elegante confezione di bottiglie di buon vino, della contrada Noce.

Craxi ritornò a Racalmuto tre anni dopo per partecipare ai funerali dell’amico Sciascia, morto a Palermo il 20 novembre 1989. Alla notizia della dipartita Craxi espresse il suo profondo dolore affermando: «E’ stato per me un amico fraterno e indimenticabile.

(altro…)

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: