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Archive for 15 giugno 2021

In pochi righi c’è tutta l’enorme differenza tra un SINDACO e un altro


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bancheri

Gianfilippo Bancheri sindaco di Delia

Ieri mattina alcuni percettori del reddito di cittadinanza (come previsto dalla normativa nazionale e come deliberato dal distretto socio sanitario) hanno preso servizio insieme ai manutentori e agli operatori comunali.

Il Sindaco Gianfilippo Bancheri


Con Bancheri il comune di Delia ha fatto… 13!

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Sempre ieri è cominciata tramite gli operai dell’Ente Sviluppo Agricolo (E.S.A.) la pulizia dello spazio antistante il Castello dei Normanni.
Tra mille difficoltà in 15 giorni abbiamo provveduto alla pulizia straordinaria di gran parte del Boschetto Mele, di via Campo, delle aiuole di Largo Canale, di parte di via Diaz, del Parco Robinson e oggi del Castello.
Inoltre abbiamo anche già effettuato un intervento di disinfestazione e derattizzazione.

P.S.

Quasi quasi è più importante rimuovere l’erba che intercettare quasi tredici milioni di euro di finanziamenti europei che di fatto hanno cambiato e migliorato tutti gli edifici pubblici dopo quasi trent’anni di vuoto assoluto…

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Predicare bene e razzolare male… no!


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L’ordinanza antincendi del Comune vale solo per i cittadini?

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incendi_prevenzioneIl Comune impone a noi cittadini di estripare le erbacce secche entro il 15 giugno, imponendo delle sanzioni per chi è inadempiente.

Ma per le aree comunali piene di erbacce vale lo stesso ultimatum?

L. F.

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Immagine 2021-06-09 133950Spesso e volentieri – purtroppo –  gli enti pubblici non rispettano quelle norme che impongono ai cittadini e – soprattutto – non pagano le multe. Accade un po’ dovunque e dispiace.

Nel segno della ressegnazione propria di noi siciliani, paghiamo senza sorridere e ce ne usciamo con il celebre mantra “Cu cumanna fa’ a liggi”.

Siamo in piena democrazia, tutti uguali davanti alla legge e -quindi – “o paghiamo tutti oppure nessuno” verrebbe da dire. Ma non ci stiamo. Ci consolerebbe sapere che “Cu cumamma ava a dari l’esempiu” ma che se sbaglia dovrebbe pagare. Con i soldi propri, s’intende.


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DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE

OIP (1)Jacopo Penazzi

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“Pistola” era il nome comune con cui nel passato si indicavano le monete d’oro, nome derivato da “piastola” o piccola piastra.

L’espressione è dunque l’equivalente della “domanda da 1.000.000 di dollari”.

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Acquistati alberi per neonati milenesi per 806,00 euro

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albA Milena il verde avanza.

Il 15 novembre 2019 la minoranza aveva proposto la mozione, approvata all’unanimità, di piantare Un albero per ogni neonato e celebrare annualmente il 21 novembre la Festa dell’Albero.

Il 29/04/2020 il comune ha affidato alla ditta Vivai Garlisi – Società agricola semplice la fornitura di piante varie per l’iniziativa “Piantare un albero per ogni nato”.

Il 3 maggio 2021 è stata saldata la fattura ammontante di 806 euro.

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Cefalù Largo Degli Eroi, tutti ad ammirare il mare in tempesta, buona serata. Ci sono cavalloni e cavalloni. Alcuni vogliono portarti al largo e mostrarti antichi tesori e sirene. Sono i più pericolosi altri vogliono solo mostrarti quanto sono irripetibili e perfetti. Sono i più vanitosi. Altri vogliono giocare con te a toglierti il costume. Sono i più bambini. (Fabrizio Caramagna)

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Si deve a una donna, la regina Costanza d’Altavilla, madre di Federico II se oggi è stato possibile riscoprire le Vie Francigene di Sicilia grazie alla passione dell’archeologo messinese Davide Comunale


Santiago? No, Magna via Francigena di Sicilia il cammino è (anche) qui

di Carmen Greco 

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mvfSe quest’anno gli appassionati di turismo a piedi rinunceranno (com’è probabile) a fare il cammino di Santiago, un’alternativa c’è e si trova a due passi da casa. Due passi in linea d’aria, ma chilometri in fatto di conoscenza, quella che manca sulla rete di strade che nei secoli, dai Romani in poi, attraversano la Sicilia.

Strade che ha riscoperto Davide Comunale, archeologo messinese trapiantato a Roma per lavoro, studioso del periodo medievale con il pallino di riportare alla luce il «sistema venoso» – come lo chiama lui – della viabilità siciliana.

Una passione nata con gli scout, cementata nella parrocchia di San Giacomo (quella che frequentava da ragazzo a Messina) e passata inevitabilmente dal Cammino di Santiago (sempre San Giacomo è) percorso nel 2007 per affrontare «lo stress dell’emigrante», dopo il suo trasferimento nella Capitale. «Tornato da lì – racconta – ero talmente entusiasta di una cosa che mi aveva obiettivamente cambiato la vita che mi sono domandato se in Sicilia potesse esserci qualcosa di simile. Ho guardato la cosa dal mio punto di vista, quello del ricercatore archeologo che si occupa di paesaggio e di medioevo.

Mi sono messo a cercare cosa ci fosse al tempo di Santiago in Sicilia, mi sono chiesto camminavano pure qui i pellegrini? C’era una viabilità, si poteva ricostruire? Così ho iniziato uno studio sul sistema di viabilità siciliano a partire dai Romani fino alle regie trazzere dell’Ottocento. Fino a quando con un gruppo di amici abbiamo smesso di pensare che potesse essere solo un’idea scientifica e abbiamo deciso di “provarle”. Di scritti sulla viabilità in Sicilia ce ne sono tantissimi a partire da Michele Amari che nell’800 tradusse dall’arabo il libro di Edrisi a centinaia di docenti e studiosi che hanno scritto e parlato della viabilità ma nessuno s’era mai preso uno zaino in spalla per andare a vedere se esistessero ancora».

E che Sicilia avete trovato?
«Il problema di fondo è che i Romaniqui non hanno lastricato le strade. Le strade ci sono, ci sono i codici degli itinerari, perfino i disegni negli “itineraria picta”.

Ce n’era una da Messina a Palermo fino a Marsala, una da Marsala a Siracusa che poi ritornava a Messina, una da Palermo ad Agrigento che che al tempo era la via Aurelia di un console siciliano Aurelio Cotta costruita per consentire ai Romani di conquistare Palermo contro i Punici e ce n’era una che da Catania andava ad Agrigento e tagliava la Sicilia dall’interno.

Dopo il crollo dell’impero romano queste strade andarono un po’ in disuso e solo nel Medioevo furono riattivate, abbiamo tracce di viaggiatori arabi che parlano di Tarik Al-Askar, la via degli eserciti. I Normanni che colonizzarono l’isola dal 1060 le adottarono tutte nel loro sistema viario, e sono quelleo che oggi chiamiamo Vie Francigene (dai Franchi). Ma si deve a una donna, Costanza d’Altavilla, la madre di Federico II, il merito di averle testimoniate.

Durante la sua reggenza fece stilare dalla cancelleria di Palermo l’elenco dei beni in possesso della corte. Nel fare ciò vennero fuori una serie di regali (“diplomi”) che i nobili erano soliti fare alle varie diocesi indicando in maniera molto precisa i confini dei territori. Certo, usavano come riferimenti un grande albero o la cresta dei monti, ma in alcuni di questi diplomi appare per 4 volte la dicitura Viam Francigenam, con degli appellativi “Magna” nel caso di Castronovo, “Fabariam” nel caso di Vizzini-Grammichele, Mazarensis nel tratto che collega Mazara con Marsala e “via Francigena” nel caso di Milazzo». 

via-Francigena-Magna-Grecia-Cartina-PercorsoOggi su quelle strade avete realizzata quattro percorsi… 
La prima strada è la Palermo-Agrigento lanciata nel 2017. È la Magna Via Francigena, la più conosciuta in Italia, 186 km che coinvolgono 20 comuni della Sicilia centro occidentale. Il secondo percorso è sulla Palermo-Messina, è quello che va per le montagne, 370 km, tocca quasi 40 comuni e riguarda tutto il sistema dell’appennino siciliano Madonie-Nebrodi-Perloritani o viceversa.

Gli altri due percorsi sono la Via Francigena Fabaria che da Gela lascia l’antica via Selinuntina e punta all’abbazia di Santa Maria di Maniace, ai piedi dell’Etna. Il percorso in sè è di 320 km e dura due settimane di cammino toccando 25 amministrazioni comunali. È tutto segnalato dobbiamo fare il collaudo quest’estate. Doveva partire a marzo 2020 ma il Covid ci ha bruciato.

Il quarto percorso, secondo me il più bello come tutti i figli che arrivano per ultimi, è la via Mazarense da Agrigento a Mazara e da Mazara a Palermo. È stata già tracciata, percorsa, mappata con il gps, dobbiamo finire la tracciatura e risolvere dei problemi tecnici non non creati da noi nella zona del Parco archeologico di Selinunte. L’accesso al parco ha un ingresso principale e uno, mai inaugurato che è una sorta di cattedrale nel deserto, Ci sono i tornelli, ma il Parco non ha personale e quindi non sono utilizzabili. Possiamo entrare ma non uscire ed è una delle cose che stiamo cercando di risolvere con un tavolo di servizio con gli amministratori locali e il Parco. Se si risolve questa cosa la Mazarense è prontissima».

Com’è stata accolta l’idea dei cammini sulle Vie Francigene dalle Amministrazioni locali?

 

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Annukka

Annukka

di Briciolanellatte

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«Hai una casa davvero molto bella Ademaro…». Renato era appena entrato nella sala e la luce intensa della mattinata gli era venuta incontro dall’ampia terrazza sul mare. L’amico aveva tanto insistito perché lui andasse a vedere il nuovo appartamento ma, prima per lavoro, poi per ragioni di salute, aveva sempre rimandato. Ed adesso il momento era arrivato e lo stava sorprendendo.

L’arredamento rispecchiava lo stile dell’amico e, anche se non si poteva non notare la mancanza di un tocco femminile, l’atmosfera era molto gradevole e rilassante.

Il pezzo forte era però il panorama che si apriva sul golfo: toglieva il respiro e l’occhio riusciva a spaziare libero verso l’orizzonte a dispetto di qualche vela di cutter che galleggiava su di un blu così intenso da sembrare finto.
«Complimenti, mio caro, complimenti davvero…» gli disse sinceramente rientrando in casa e sorbendo il caffè che Ademaro gli aveva appena allungato. «Ora che hai una casa così non ti resta che sposarti… del resto la fidanzata ce l’hai, e pure bella.»

L’amico, prima di sedersi, lo guardò torvo in modo simpatico e poi gli disse: «la casa non ha niente a che vedere con la fidanzata, come la chiami tu… c’è tempo per mettere su famiglia e nessuno dei due ha fretta di fare un simile passo.»
Renato sorrise. Sapeva che quello era un argomento “scottante” anche perché l’amico lo aveva affrontato probabilmente chissà quante altre volte tra amici e parenti. Decisero di parlare d’altro, del loro hobby comune e di un possibile prossimo viaggio assieme in Canada.
Poi Ademaro si mise a parlare della casa, di come fosse stato un affare comprarla e che vantaggi aveva, visto che riusciva infatti a coniugare la pace della semi campagna con la comodità di poter essere a pochi minuti dal centro. E poi non faceva che decantare la tranquillità e il silenzio di quei luoghi.
Non era ancora sopita nell’aria la suggestione che avevano creato quest’ultime parole che si sentirono alcuni passaggi insistenti di un aereo da turismo sopra di loro e poi forse anche quello di un elicottero.

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Vaffa alla giraffa!

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