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Archive for 9 giugno 2021

UNA GIORNATA INTERA DI VACCINAZIONI AL POLIAMBULATORIO

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Alziamo un grido per Saman Abbas

Giusy Savarino

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Delle tante battaglie di civiltà quelle a tutela della LIBERTÀ delle giovani donne islamiche non rientra tra le priorità della sinistra radical chic.

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Il loro silenzio è assordante, imbarazzante, inaccettabile. Allora grideremo più forte noi!

Per #samanabbas e per tutte le #Saman senza nome e voce.

https://www.ilgiornale.it/news/politica/povero-letta-problema-vita-non-ius-soli-1952800.html

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Sarà ancora l’Apiemme a liberarci dai ratti

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apiemmeIl 12 maggio 2021 l’Area tecnica-urbanistica del comune diretta dall’ing. Salvatore Saia ha determinato di affidare  il servizio di derattizzazione della parte esterna del territorio a una ditta che assicurerà un monitoraggio mensile.

La ditta è quella dell’anno scorso, l’Apiemme di Pani Antonio di San Giovanni Gemini (Ag), molto apprezzata dall’amministrazione comunale.

L’Apiemme svolgerà monitoraggio dell’area area esterna di scuole, piazza, centro storico, caserma ecc., derattizzazione delle case abbandonate con 12 interventi di derattizzazione con griglie, bocche di lup ecc. con erogatori a T comprensivi di cartello segnalatore.

Il tutto a 3.000 euro.


disinfestazione

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(altro…)

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Controlli straordinari delle funivie siciliane

Marco Falcone
In Sicilia funivie in sicurezza.
Sono stato a Taormina, per i controlli straordinari che abbiamo voluto in tutta l’Isola a garanzia di utenti e turisti, a garanzia di tutti.
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Poi una scappata sull’Etna, per un impegno mantenuto: ristrutturata dal GovernoMusumeci la Caserma dei Vigili del fuoco di Linguaglossa. L’abbiamo consegnata al territorio e ai nostri pompieri. Un luogo di lavoro sicuro e rinnovato per i ragazzi a cui ci affidiamo ogni giorno.

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Gli asini ragusani dell’Azienda silvo-pastorale del Comune di Troina attraversano le vie del borgo prima di salire sulle alture dei Nebrodi dove trascorreranno una fresca estate.

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L’antica pratica della transumanza è stata recentemente riconosciuta Patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO.

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Quel presidente del passato che non passa

di Matilda De Vita
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crocHo sempre rispetto per i distanti, verso chi non la pensa come me. Ma non riesco ad averne per chi fa politica cancellando le proprie tracce.
Su tutti per i maggiori azionisti del peggiore governo regionale che la Sicilia abbia mai avuto: il governo Crocetta nel precedente triste quinquennato.
Ex azionisti che hanno iniziato la loro campagna elettorale, com’è legittimo; solo che lo stanno facendo non parlando mai dell’esperienza di cui furono i massimi sponsor. Vogliono farsi dimenticare in quella veste. E fare dimenticare quel presidente della Regione.
Non si rendono conto che, ad ogni esternazione sguaiata contro l’attuale governatore, non fanno altro che ricordare il grande bluff di cui furono portabandiera.
Pensano che i siciliani, dopo averli puniti severamente dentro le urne, hanno già dimenticato la foto-simbolo di quel presidente spiaggiato: il simbolo della Sicilia che con lui e la sua giunta era arrivata all’ultima spiaggia. Pensano che possono aver dimenticato quel capo del governo politicamente inadeguato e inetto?
Colui che ad ogni piccolo o grande problema, al posto di risolvere, starnazzava urlando: al golpe, alle congiure, scomodando mafia, poteri forti e massoneria, senza mai prendersela con se stesso, senza mai un’autocritica?
I siciliani non hanno dimenticato coloro che non hanno rinunciato a poltrone e privilegi e che, fino alla fine, hanno continuato a reggere il moccolo a quel pacco regalo confezionato con un bel fiocco, il cui contenuto è stato un vero capolavoro di scorrettezza e incoerenza politica.
Oggi ogni attacco scomposto, di ex nemici che insieme solo perché “Il nemico del mio nemico è mio amico”, fanno riaffiorare la paralisi e la distruzione del peggiore governo della storia siciliana, la cui azione politica deleteria, insipiente e insignificante è stata con spregiudicatezza da loro sponsorizzata.
Le macchie lasciate sono ancora troppo visibili: nonostante gli sforzi, non è possibile lavarle. E neppure togliersi dalla testa il frastuono di quell’ orchestra sconnessa e scomposta.
I siciliani non hanno scordato le quotidiane sceneggiate condite da parole vuote e inutili, intrise di ipocrisia, finzione e doppiezza.
Oltre la politica, nelle mani di quei governanti e a quel presidente eravamo finiti. Tra questi i peggiori erano e sono quelli che col pennello riverniciano se stessi: mercenari che hanno barattato il bene del popolo per fini squisitamente personali, che trovavano sempre pretesti e motivazioni per non mollare la poltrona.
Ma il popolo è elefante: non ha dimenticato, non ancora almeno quella Sicilia nel baratro e i siciliani nella disperazione. E i responsabili che, uno per uno, vanno ricordati come coloro che vollero e fecero da corte a quel presidente che distrusse tutto ciò che toccò. La condanna peggiore sia per lui e per loro la memoria. Per sempre.

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Caltanissetta, sindacato infermieri scrive all’Asp: «Chiamateci dottori»

La Sicilia

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Chiedono di essere chiamati dottori, come i medici, visto che la loro formazione prevede un corso di laurea almeno triennale.

Sono gli infermieri, che a Caltanissetta, attraverso il sindacato Nursind, hanno scritto ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale rivendicando «il titolo di dottore. Nel tempo abbiamo avuto modo di leggere missive recanti in indirizzo l’appellativo “signor” o “signora” senza aggiunta ulteriore che non fosse il nome».

infNella lettera, a firma del segretario Giuseppe Provinzano, si legge che «che l’Asp di Caltanissetta conta ottimi professionisti regolarmente laureati. Ritengo questa abitudine scorretta e in qualche modo svilente.

Al di là delle regole di bon ton, nel nostro Paese il decreto ministeriale 270/2004, confermando un Regio Decreto del 1938, ha stabilito le diverse specificità della qualifica di dottore: spetta ai laureati che abbiano conseguito o la laurea triennale o il diploma universitario in un corso della stessa durata (legge 240/2010 articolo 17 comma 2 riforma Gelmini)».

«Questa lettera – prosegue il segretario territoriale del Nursind – ha lo scopo di sensibilizzare gli uffici e chiunque altro abbia ad interloquire personalmente o per iscritto con infermieri, affinché ad essi sia riservato lo stesso riconoscimento di merito e sociale attribuito ad altri professionisti. Parliamo di una moltitudine di soggetti qualificati e laureati che svolgono un ruolo essenziale nel tessuto sociale e nella sanità».

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Caltanissetta, Via Giuseppe Alessi

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Cerimonia di intitolazione  Si è svolta ieri mattina la cerimonia di intitolazione di una parte della via Cavour al senatore Giuseppe Alessi, dove aveva sede il suo studio legale.

Anni fa l’amministrazione comunale aveva intitolato ad Alessi, primo presidente della Regione, la via Due Fontane, ma poi la decisione venne revocata per problemi di natura logistica a causa delle difficoltà che il cambio di denominazione avrebbe comportato ai numerosi residenti.

Lunedì scorso a Caltanissetta la scopertura della targa alla presenza di numerosi parenti di Giuseppe Alessi e di amministratori comunali guidati dal sindaco Roberto Gambino.

alessi

Giuseppe Alessi nacque a San Cataldo il 28 ottobre 1905 – Palermo e morì a Palermo il 13 luglio 2009.

Nel dicembre 1943 la Democrazia Cristiana siciliana fu fondata nel suo studio. Il 30 maggio 1947 è eletto primo presidente della Regione Siciliana, fino al 1949, e torna dal 1955 al 1956 alla guida della Giunta regionale.

Dal dicembre 1956 al giugno 1959 è presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. Viene rieletto all’Ars nel 1951, nel 1955 e nel 1959. Lascia il parlamento regionale perché è eletto senatore nelle elezioni politiche del 1963.

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