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Archive for 3 giugno 2021

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Il sindaco di Canelli, Paolo Lanzavecchia, si è vaccinato all’Hub di via Bosca e, per invitare i suoi concittadini a fare altrettanto, si fa fotografare con il personale sanitario.

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Nella foto la nostra concittadina Veronica Ingrao.

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Parte la campagna antincendio nel Nisseno

L.L.

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incSaranno 20 le postazioni predisposte dal Vallone alla zona di Gela, Mazzarino e Niscemi.
Nel corso di una riunione nella sede dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Caltanissetta per definire insieme l’avvio della campagna antincendio che quest’anno è stata prevista in anticipo con l’immissione in servizio dal 3 giugno di 504 lavoratori.

È stato concordato che le visite mediche avverranno, nei quattro Distretti, la prossima settimana, ed è stato confermato che gli automezzi che servono per l’espletamento del lavoro sono in fase di collaudo e che già venerdì prossimo saranno assegnati alle varie squadre. Il controllo del patrimonio verde esistente in provincia di Caltanissetta avverrà nell’arco delle 24 ore, con turni di 8 ore per ciascuna squadra.

Quest’anno la campagna antincendio in Sicilia è stata anticipata di due settimane, «allo scopo – ha spiegato il presidente della Regione Nello Musumeci che ha deciso in tal senso – di potenziare l’attività di contrasto ai roghi, in un periodo in cui l’innalzamento delle temperature e la mano criminale dei piromani rischiano di mettere a rischio il patrimonio verde del nostro territorio».

Proprio per questo lo scorso 25 maggio l’Ispettorato ripartimentale delle foreste di Caltanissetta ha avanzato ai Centri per l’impiego di Caltanissetta, Gela e Mussomeli la richiesta dei nullaosta di avviamento al lavoro per un periodo di 56 giornate degli operai appartenenti ai contingenti 101 e 151.

  1. I forestali del Distretto forestale 1 saranno impiegati nelle postazioni Sant’Elia, Furiana, Garlatti di Caltanissetta, di Mustigarufi, Campana e Gabbara di San Cataldo, Deri di Santa Caterina, Galassi di Sommatino.
  2. I forestali del Distretto 2 opereranno in territorio di Mazzarino (in località Verdecanne e Alzacuda),
  3. I forestali del Distretto 3 nelle postazioni di Niscemi (Stizza e Arcia) e di Butera (Comunelli, Bombara, Suor Marchesa),
  4. I forestali del Distretto 4 in territorio di Mussomeli (postazione Raffe), Campofranco (postazione Milena e torretta Spagnolo), Sutera (distaccamento forestale e torretta nel monte San Paolino.

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Villa incustodita e pericolosa

Enrico Lipari

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caCon la nascita di mio figlio capita ormai spesso di portarlo alla villa comunale Falcone-Borsellino ed ogni volta non posso far altro che constatare lo stato in cui versa la stessa con rifiuti sparsi dappertutto ed i giochi per bambini in gran parte rotti e pericolosi.
Due Sabati fa ho assistito ad un evento spiacevole in cui un ragazzino si era infortunato proprio in una di queste giostrine in quanto vi è una sbarra (arrugginita) rotta ed ho subito chiamato la polizia municipale per far chiudere con il nastro il gioco chiedendo che venga al più presto tolto in quanto troppo pericoloso.
Ad oggi l’inciviltà dei bambini e ragazzi che quotidianamente vivono la villa ha portato a togliere il nastro dalla giostra rotta ed a rompere un nuovo gioco che era stato da poco installato. Inoltre i riuniti che si trovano in giro sono ormai al pari delle foglie che cadono.
Questa situazione non è più sostenibile, dovremmo prenderci cura dell’unico luogo in cui bambini e famiglie passano il tempo ogni giorno e dovremmo farlo pretendendo la massima sicurezza e la giusta pulizia.
Che i bambini/ragazzi siano incivili lo sappiamo, il punto è come risolvere il problema. Perché è così difficile mettere qualcuno che presti quotidianamente un servizio presso la Villa e la renda vivibile?
Marco Falletta: Enrico ci sono tanti redditi di cittadinanza a spasso…si potrebbero impiegare li,per esempio!

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Così il feroce assassino Giovanni Brusca ci ha fregato

Alessandro Sallusti

bruscaGiovanni Brusca, uno dei più feroci assassini nella storia della mafia – oltre cento omicidi, un bambino sciolto nell’acido e la strage in cui morirono Giovanni Falcone e la sua scorta – è tornato libero dopo soli 24 anni di carcere.

E in molti a dire: è avvenuto “in punta di legge” quindi va bene. No, non va per nulla bene, al massimo si può sostenere che è “inevitabile”, cosa diversa dal “giusto”. È “inevitabile” perché con quel mostro-macellaio lo Stato a suo tempo fece un patto del diavolo del tipo “tu parli e io sarò clemente”, cioè avvenne una trattativa stato-mafia sia pure ad personam. 

Ovvio che uno Stato i patti li debba mantenere, e magari lo facesse tutti i giorni con lo stesso millimetrico rigore anche con i cittadini onesti oltre che con i criminali mafiosi, ma resta il fatto che Giovanni Brusca libero è uno schiaffone agli italiani di quelli che fanno veramente male.

Ci ha fregato, il Brusca, tra tentativi di depistaggio, reticenze e mezze verità soprattutto sui suoi nemici dei clan rivali e mai sui compari veri. Come tanti anni fa ci fregarono i terroristi che si rifugiarono in Francia camuffati da perseguitati politici nonostante assassini conclamati e che ancora oggi, nonostante i recenti annunci, se la godono in quel di Parigi. 

auto falconeCasi diversi, si dirà. Certo, il primo sfrutta i vantaggi della giustizia premiale riservata ai pentiti (leggi sconto di pena), i secondi la latitanza protetta dalla dottrina Mitterrand. Ma il risultato è identico: chi ha fatto carne di porco della democrazia, chi ha ucciso il giudice Giovanni Falcone e il commissario Luigi Calabresi è in libertà e nessuno può farci nulla. Io per carità resto garantista.

Ma non mi ci arriva il cervello a comprendere che più la fai grossa meno la paghi. È un po’ come per gli evasori o le esposizioni bancarie: se sei fuori di mille euro fisco e banche ti fanno un mazzo tanto, se sfori di milioni male che vada tratti e lo sconto è assicurato. 

Si chiama ingiustizia terrena che proprio nulla ha a che fare con quella divina. Possiamo consolarci che Brusca graziato da uno Stato debole pagherà il suo conto una volta giunto al cospetto di Dio? Non ne sarei così sicuro. Anche da quelle parti, dicono, il pentimento – vero o falso che sia – permette di accedere a consistenti sconti di pene.

Giovanni Brusca, nuova vita dopo il carcere: casa segreta e assegno mensile pagato dallo Stato, ecco le cifre

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bruNuova identità, nuova casa in una località segreta e anche un cospicuo “stipendio” erogato dallo Stato: è questo che attende il boss Giovanni Brusca dopo 25 anni di carcere. Il mafioso che ha azionato il telecomando di Capaci, provocando la morte di Giovanni Falcone, della moglie e degli agenti di scorta, dopo la scarcerazione era “frastornato” e – come riporta il Messaggero – ha contattato il suo avvocato Antonella Cassandro, per ringraziarla del lavoro svolto. Poi è sparito. 

I termini dell’accordo che Brusca ha firmato prima di lasciare Rebibbia prevedono anche che il boss rispetti regole precise. Innanzitutto sarà sottoposto al regime di libertà vigilata e probabilmente anche all’obbligo di dimora, nel luogo segreto dove adesso risiede. E ovviamente non dovrà tornare a delinquere.

Per quanto riguarda l’indennità, invece, già in carcere – a partire dal 2000 –  il collaboratore di giustizia percepiva un piccolo stipendio per provvedere alla famiglia. Un mantenimento garantito dallo Stato anche adesso che è libero. In genere – come fa sapere il Messaggero – l’indennità per i collaboratori di giustizia varia tra i mille e i mille e 500 euro la mese. Ai quali vanno aggiunti altri 500 euro per ogni familiare a carico.

In realtà però Brusca, 63 anni, è solo: ha divorziato dalla moglie mentre si trovava in carcere e il figlio, nato da questa relazione, è ormai adulto. In ogni caso, al pentito potrebbero essere garantiti, oltre all’affitto e alle spese mediche, anche altri benefit inclusi nel programma di protezione. La rinuncia a tale programma e quindi a vantaggi economici, invece, prevederebbe comunque una sorta di liquidazione.

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LA POLEMICA TRA L’ATTUALE SINDACO E IL PREDECESSORE

«Una posizione di opposizione preconcetta Messana è mosso da un inspiegabile rancore»

Carmelo Locurto

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Federico Messana

«Dopo aver letto le affermazioni dell’ex sindaco, mi farebbe piacere se un cittadino di un paese diverso venisse a Montedoro a toccare con mano questo “desolante abbandono”. È chiaro ormai che l’illustre concittadino ha assunto una posizione di opposizione preconcetta mosso da un inspiegabile rancore».
Così il sindaco Renzo Bufalino replica al suo predecessore Federico Messana, che nei giorni scorsi aveva rivolto critiche sull’attività amministrativa dell’attuale primo cittadino.

«A proposito dei Musei – rileva Bufalino – non dice che la pulizia ordinaria spetti all’associazione che li gestisce, ma malgrado ciò, in più di un’occasione, ho dovuto prendere personalmente ramazza e paletta; per la mia Amministrazione la valorizzazione e la tutela delle attrazioni culturali è una delle principali mission, per tale ragione abbiamo aderito ai “Borghi dei tesori”.

rbÈ vero che al momento la biblioteca è chiusa perché non abbiamo fondi, anzi proprio per l’assenza di risorse potremo essere costretti ad ulteriori scelte dolorose; lo scorso anno, ad esempio, la mia Amministrazione ha dovuto pagare 800.000 euro di debiti pregressi, impedendo di liquidare altre spese importanti».

E in merito alle lettere scritte dall’ex sindaco ha precisato: «Non contengono domande, ma solo ordini sotto forma di proposte, come ad esempio la richiesta di demolizione dei muretti a secco, previsti dal progetto redatto dai tecnici nominati nel maggio 2018 e realizzati nel parco urbano».

Bufalino poi rileva: «Questa Amministrazione non è stata inerte o indolente; abbiamo portato la differenziata dal 50% al 75%, stabilizzato i precari storici, proseguito con la progettazione e la partecipazione ai bandi ottenendo un finanziamento per il teatro di 123.000 euro, predisposto il progetto per la messa in sicurezza della Sp 23; infine il Ministero dell’Interno ha finanziato per 87 mila euro il consolidamento della collina del Calvario e la manutenzione straordinaria delle strade di campagna.

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Serradifalco cercasi progettista per riqualificare piazza S. Francesco

Carmelo Locurto

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seL’amministrazione comunale ha deciso di aderire al bando pubblico per la predisposizione di un programma regionale
di finanziamento di interventi di riqualificazione architettonica ed urbana.

Per partecipare l’amministrazione Burgio ha deciso di puntare sui lavori di restauro e rifunzionalizzazione della piazza San Francesco. Si tratta della piazza nella quale, originariamente, sorse il primo insediamento abitativo serradifalchese nel 1640. Per altro, tale intervento è stato inserito nel Programma triennale delle opere pubbliche 2021/2023.

Tuttavia, rendendosi necessario acquisire un progetto di livello esecutivo-cantierabile al fine di ottenerne il finanziamento, è stato deciso dall’amministrazione comunale di fare ricorso a professionisti esterni all’ente in quanto l’area tecnica del Comune è oberata da lavoro pregresso.
Pertanto, la Giunta ha autorizzato il responsabile dell’area urbanistica del Comune, l’arch. Michele D’Amico, ad avviare la procedura per pervenire al conferimento dell’incarico di progettazione esecutiva ad un professionista esterno all’ente. Per tale scopo è stata prevista una spesa di 24.183,02 euro.
A questo punto, l’amministrazione comunale dovrà avviare la procedura di evidenza pubblica per individuare il professionista esterno cui affidare l’incarico di redazione del progetto esecutivo dei lavori di restauro e rifunzionalizzazione della piazza San Francesco.

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L’ansia ferroviaria

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