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Archive for Maggio 2021

I punti salienti dell’ultimo consiglio:

  1. Il Muro del Ricordo dei sepolti fuori Milena
  2. La Consulta dei Giovani finalmente di farà
  3. La vaccinazione anticovid da incentivare
  4. La diretta streaming dei Consigli comunali.

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SANTA CATERINA

Oggi e domani l’ex ospedale diventa un centro vaccinale

Carmelo Locurto

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resuttano3Una due giorni dedicata alla vaccinazione di comunità. E’quella che oggi pomeriggio e domani per l’intera giornata, si svolgerà a Santa Caterina.

Le vaccinazioni saranno effettuate nell’ex ospedale.

Prevista la vaccinazione degli over 80 con vaccini Pfizer o Moderna, per la fascia di età 60-80 anni con vaccini Astrazeneca o Jannsen.
Per i soggetti vulnerabili saranno utilizzati vaccini Pfizer o Moderna. Sarà vaccinato anche personale scolastico, forzedell’ordine, conviventi e caregiver con aventi diritto, operatori sanitari e non operanti in strutture sanitarie.

Per vaccinarsi non servirà alcuna prenotazione.

Le persone non trasportabili potranno prenotare la vaccinazione domiciliare chiamando direttamente il sindaco ai numeri 338- 1463950, 0934 – 671564 e 328 -9488029. Sarà necessario munirsi di certificato di “non trasportabilità”, rilasciato dal proprio medico di famiglia.

Per la vaccinazione occorrerà compilare dei moduli e chi ne ha la possibilità può stamparli e compilarli preventivamente per accorciare i tempi scaricandoli sul link https://tinyurl.com/modulivaccinazioni. Per chi non riuscisse, i moduli verranno resi disponibili direttamente all’accesso al Poliambulatorio. Saranno presenti a supporto del personale Asp i volontari della Croce Rossa Italiana che quelli dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

SERRADIFALCO

Inoculate in 2 giornate 600 dosi di vaccino. E a giugno si replica.

Carmelo Locurto

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villalbaSono stati 294 i vaccini inoculati in occasione della seconda giornata di vaccinazione di comunità che s’è svolta a Serradifalco.

Stavolta, rispetto alla prima giornata, la novità è stata che i vaccini sono stati inoculati non solo agli over 60 e ai soggetti fragili, ma anche agli over 50, essendo stata allargata la fascia per le somministrazioni.

Sono stati 198 i vaccini Pfizer, 74 gli AstraZeneca e 22 i Moderna.
Che sono andati ad aggiungersi ai 300 vaccini che erano stati inoculati in occasione della giornata precedente.

Il sindaco Leonardo Burgio ha confermato che la terza vaccinazione di comunità a Serradifalco si svolgerà il 19 o il 20 giugno (per l’ufficialità della data si attende la conferma). «In quell’occasione – ha spiegato – mezza giornata sarà dedicata all’inoculazione della dose di richiamo per chi ha già ricevuto la prima, mentre la seconda metà sarà riservata sia agli over 50 che anche agli over 40».
Dunque, un ulteriore allargamento della fascia di persone vaccinabili per Serradifalco che fa ben sperare.

Nel frattempo, la curva del contagio in paese continua ad abbassarsi. Al momento sono cinque le persone positive al Covid, di cui tre in quarantena domiciliare e due ricoverate nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.

 

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Un corto contro il catcalling girato in pieno giorno a Scicli

di Lucia Fava

Il video realizzato dalla regista Martina Giannone è stato patrocinato dal Comune di Scicli per richiamare l’attenzione sul fenomeno della molestia verbale subìta per strada.

Scicli  (Ragusa) – S’intitola “Stato di natura” il cortometraggio girato a Scicli dalla regista Martina Giannone e dedicato al fenomeno del catcalling. Il termine, nato dalla fusione delle parole inglesi cat (gatto) e calling (chiamare), viene utilizzato per indicare la molestia verbale rivolta prevalentemente a donne incontrate per strada.

catSi tratta di un fenomeno in crescita, in grado di condizionare molte donne limitandone la libertà di camminare tranquillamente e indossare ciò che vogliono. Il video, patrocinato dal Comune di Scicli, è stato pubblicato su Youtube. “Stato di Natura” cita indirettamente Malèna di Giuseppe Tornatore e ha per protagoniste alcune giovani donne di Scicli che, nella rappresentazione scenica, vivono con disagio la scelta di camminare sole per strada, in ragione degli apprezzamenti, a volte volgari, che gli uomini possono riservare loro.

Quello del catcalling è un fenomeno che non va sottovalutato. La violenza verbale prelude, a volte, a una mancanza di rispetto nei confronti della donna anche nella dimensione ulteriore, quella fisica. Da qui l’esigenza di educare a rapporti non stereotipati tra uomini e donne.

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Una coppia gay è stata aggredita a Palermo in via dell’Università. Un gruppo di ragazzini li ha circondati vicino via Maqueda, nel centro storico della città.

Le scuse del Presidente della Regione che li invita a ritornare da ospiti graditi.

Ansa

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nello gayI due, di Torino, erano in vacanza nel capoluogo e stavano cercando un albergo. I ragazzini prima li avrebbero insultati perché i due si tenevano per mano, poi li hanno circondati ed aggrediti.

Una delle due vittime è rimasta ferita ed è stata soccorsa dal personale del 118 e portata al pronto soccorso. Indaga la polizia che ha acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per risalire agli autori del gesto.

E’ stato dimesso dall’ospedale il giovane, la prognosi è di 25 giorni. Il giovane ha raccontato ai poliziotti di essere stato insultato e dileggiato perché si teneva per mano con il compagno.

Ha una frattura al naso e diverse ecchimosi al volto. Sarebbe stato colpito ripetutamente al volto con diversi pugni. “Sono stati eseguiti tutti gli accertamenti – dicono i medici dell’ospedale – e tutte le indagini diagnostiche e poi è stato dimesso”.

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Come si diventa galli

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Ecco perché Razza può (e deve) ritornare

di Carmelo Briguglio

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Ruggero Razza

Sergio Rizzo, su Repubblicascrive che Ruggero Razza “non può ritornare” a fare l’assessore: adduce motivi di opportunità e si impegna in elaborazioni, molto soggettive, di etica pubblica.

Rizzo è coautore con Gianantonio Stella, al tempo in cui erano ambedue al Corriere della Sera, di un libro fortunato che tutti o quasi abbiamo letto. Chi ama leggere, lo tiene nella propria biblioteca. “La Casta” ha segnato una stagione, innovando il lessico degli italiani: ha meritoriamente aperto i riflettori su abusi tipici della classe dirigente che, ieri e sempre, si scontrano con la sensibilità della gente.

Solo che Razza non ha nulla a che vedere con questa roba: voli di stato facili, affitti d’oro, spese pubbliche folli. Nè, tantomeno, con reati di mafia, corruzione, concussione o con tangenti e bustarelle.

In un campo vischioso come la sanità, che coinvolge interessi giganteschi, in una regione come la nostra, chi raccoglie un testimone da eredità inquietanti, corre quel genere di rischi. Diciamocela tutta: ci si può aspettare ben altro. E invece l’ex assessore si è tenuto lontano da quegli interessi, ha combattuto il malaffare: è stato ritenuto – come certe intercettazioni hanno rivelato, strano nessuno le ricordi più – “il bambino” non funzionale ad esso; era un ostacolo da rimuovere.

Ora Razza è indagato – solo indagato – e per ipotesi di reato – appunto ipotesi – lontanissime da comportamenti riprovevoli della “casta” politica e legate alla gestione organizzativa dei dati della pandemia. Una vicenda, molto ridimensionata, da cui ritiene di uscire a testa alta.

R5566bc27db39742efbc62e74ca5b2844 C’è anche da dire che, secondo alcuni – era il 2007, i tempi sembrano suggerirlo – il libro di Stella e Rizzo provocò un effetto politico distorsivo, che gli autori non potevano prevedere: aprì la strada al grillismo e a una nuova ondata di giustizialismo – di cui il M5S si fece portatore – fondato su giudizi anticipati e gogne mediatiche, anche in base a un semplice avviso di garanzia.

Bene: proprio in nome di un avviso di garanzia – atto che come sappiamo è emesso dall’Autorità giudiziaria a tutela dell’indagato – si vuole adesso porre un divieto a Razza di ritornare a fare l’assessore.

Il problema è che il disco rosso di Rizzo a Razza è politico. Tutto politico. Il tornare o meno non è rimesso alla valutazione dell’interessato, ma gli si pone una proibizione imperativa: una interdizione che neppure la magistratura ha ritenuto di emanare.

ugÈ una questione di opportunità? Beh, se parliamo di opportunità – che appartiene alla sfera politica – il divieto non poteva arrivare in un momento meno opportuno.

Ieri è stato il giorno della conversione dei grillini al garantismo: Luigi Di Maio ha scritto una lettera al Foglio per fare pubbliche scuse a Simone Uggetti, di cui egli stesso (e Salvini, che si è scusato, in privato) chiese e ottenne, nel 2016, le dimissioni da sindaco di Lodi: Uggetti era stato raggiunto da un avviso di garanzia per turbativa d’asta.

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Il pianto “liberatorio” di Simone Uggetti dopo un calvario di 5 anni

Il ministro degli Esteri, dopo che Uggetti è stato assolto in appello dalle accuse, fa pubblica ammenda per le “modalità con cui abbiamo dato battaglia appaiono adesso grottesche e disdicevoli”. Cinque anni dopo. Le scuse, ennesima svolta o giravolta dei grillini, tornano ad onore di Luigi Di Maio.

Per questo, in una giornata emblematica che marca un radicale cambiamento impresso al costume politico da una grande forza al governo del paese, non si può porre un veto – ancora dentro una pandemia e una campagna di vaccinazione decisiva – a un uomo di governo che ha fatto bene: una persona perbene, cresciuto a pane e morale. Non si può, in base a un “avviso” e con una pubblica opinione in cui è maggioritaria la richiesta di farlo rientrare.

Perché, oppositori a parte che fanno il loro mestiere, è questo il sentimento diffuso tra cittadini e operatori sanitari. La nostra opinione è che Razza abbia sbagliato a dimettersi; e che adesso possa tornare a guidare la sanità nell’Isola. Non c’è ragione perché non lo faccia. Ma spetta a lui decidere. A lui e al presidente della Regione.

Nessuno ha il diritto di emettere un veto politico. Quello di Sergio Rizzo lo è. E per ciò, non si può accettare. Non vogliamo più scuse “successive”.

E neppure altre conversioni da condanne anticipate. Sì: “grottesche e disdicevoli”. Incivili.

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REALMONTE 21 ottobre 1971: grandiosa MANIFESTAZIONE OPERAIA E POPOLARE PER LA LAVORAZIONE INDUSTRIALE DEI GRANDI GIACIMENTI DI SALGEMMA rinvenuti dall’Ente Minerario Siciliano lungo la fascia costiera che va da Realmonte a Ribera. (Tratto da Gero Difrancesco)

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Una dolorosa confessione in pubblico.

Agostino Spataro
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188926783_3899253720196956_1021917787610332757_nUna vicenda assai importante da cui si originò una lotta politica e affaristica che, purtroppo, attraversò anche i partiti, compreso il mio, amatissimo, Pci.
Fu una stagione esaltante, ma anche segnata da manovre oscure e pugnalate alle spalle.
Qui dirò, confesserò, dei fatti, certo legati alla mia persona, ma che vanno ben al di là della persona e si configurano come segnali di una tendenza negativa che coinvolse anche una parte del vertice regionale del Pci, all’indomani della batosta elettorale del 1971.
Dico una cosa che non ho mai detto non per paura, ma per pudore.
Io seguii la vicenda della fusione Sams-Realmonte Sali da responsabile economico della Federazione provinciale del Pci e da corrispondente prov/le de L’unità di Agrigento e fui uno dei più convinti sostenitori della linea di lotta per la “verticalizzazione ” (industrializzazione) del salgemma della “fascia meridionale della Sicilia” portata avanti dai tre sindacati (CGIL, CISL e UIL) e dai sindaci e dalle popolazioni della fascia costiera: Porto Empedocle, Realmonte, Siculiana, Montallegro, Cattolica Eraclea, ecc).
Dietro le quinte di questo imponente movimento, a Palermo si tramava per ridimensionare questa grande possibilità di rinascita socio- economica e – di fatto- privatizzarla mediante l’ingresso (a condizioni scandalose) di un industriale privato del sale.
La verità fu che mentre noi combattevamo altri remavano contro.
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Ricordo che in quel periodo mi presi (in compagnia di Ricchini, dir. resp. de l’Unita) una minacciosa denuncia per diffamazione da parte dell’on. Giuseppe La Loggia, (uno fra i “potentissimi”della Dc siciliana) per un mio articolo che denunciava tale manovra.
Mentre all’interno del partito fui convocato, agli inizi dell’estate del 1971, da solo (non- come da me richiesto- con tutta la segreteria del Pci di Ag di cui facevo parte), dal compagno Emanuele Macaluso, segretario regionale e membro dell’Ufficio politico, il quale, fra una tirata e l’altra del suo fastidioso sigaro toscano, mi redarguì e mi disse che dovevo smetterla con “questo tuo attivismo”.
Ovviamente, non mollai di una virgola perché ritenevo di essere nel giusto e comunque in sintonia con la classe operaia e con le popolazioni e i sindaci della fascia costiera.
Per tutta risposta, a fine luglio fu organizzata una riunione ad oltranza della Direzione prov/le del Partito per estromettermi dalla segreteria prov/le e inviarmi alla Cgil.
Si arrivò al punto che Macaluso, presente a tutte le riunioni, mi disse che se non si fosse chiusa la discussione (assai accesa) sul mio trasferimento non avrei potuto andarmi a sposare in Ungheria, dove il matrimonio era stato fissato, e annunciato con gli inviti, per il 26 luglio.
Infatti, fummo costretti a rinviare (al 31/7) per consentire la… mia estromissione (avvenuta) dalla segreteria del partito. A dicembre/1971 trovammo casualmente fra le carte della Federazione, la bozza di accordo fra Regione siciliana (Ems- Realmonte Sali) e privato ossia l’avvocato Morgante (Sams) risalente ai primi del 1971 che il segretario si era tenuta ben stretta, ma non ben custodita.
Per cui mentre il movimento di popolo inscenava grandi manifestazioni contro l’ipotesi di fusione con il privato, il segretario prov.le del Pci aveva il testo della bozza di accordo concordata a Palermo tra Regione e Sams.
Com’é noto la fusione Sams- Realmonte sali si farà e sarà portata in tribunale con risvolti assai imbarazzanti per i contraenti. (consultare gli atti e soprattutto i pareri del prof. Piga)
Come ho scritto qualche anno fa, anche Leonardo Sciascia fu contrario a tale fusione.

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Il terzo incomodo

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anna spighe

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