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Archive for 7 novembre 2019

Collezionisti di fallimenti

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La cosa che in questi giorni ci ha più meravigliati è il silenzio post gemellaggio.

È come se i nostri gemellati della Savoia partendo avessero portato con sé anche tutte le polemiche, dato un colpo di scopa o di aspirapolvere per essere più precisi. Non si parla più di niente, anzi non si parla più affatto. Si è chiuso il sipario, senza applausi e basta. Una stanchezza che ci convince poco.

Niente più discussioni sull’albero, niente sui regali, niente sulla composizione del tavolo del Re, niente sulle mancanze bipartisan elargite a piene mani, niente sulle presenze sfacciate ed inopportune in prima fila, niente sulle assenze sospette, niente!

Solo i forbicioni amici del sindaco, dopo averne dette di cotte e di crude su tutti, continuano imperterriti il loro delirio demolitorio nei confronti di chi ritengono indegno. E … Ci sarebbe però da vedere “chi è indegno a chi”, ma non è questo l’argomento di oggi.

Chi lo sa forse è l’esagerata quantità di cibo che ingurgitano o forse colpa del troppo alcool ctracannato, fatto sta che questi personaggi opachi che già oscurano il paese con la loro presenza, si mescolano, si intervallano, e poi … li ritroviamo insieme a bivaccare e a parlar male di tizio e di caio.

Sono persone unte di cui non vorremmo sapere niente, ciò non di meno ne riconosciamo l’inconfondibile stile del “leccare” di cui sono esperti da sempre. Unte come i tegami nelle cucine dei ristoranti dopo capodanno! Sono proprio come e peggio dell’olio, si adattano e formano la muffa nei fondi, nei bassifondi.

Noi ci chiediamo da cosa possa dipendere questo incessante desiderio di questi personaggi di giudicare la gente. Potrebbero limitarsi ad un dialogo interno per evitare spiacevoli avventure. Perché a parlar male degli altri è facile, il difficile è giudicare se stessi con occhio realistico!

Noi riteniamo che i giudizi negativi formulati da questi personaggi siano da considerare nulli, perché fondati su frustrazioni personali per niente attendibili.

Quando ci giungono notizie di questo genere ci rendiamo conto a quale livello infimo appartengono questi “signori”. Vestiti, con il vestito buono della domenica, ma con vite circolari, circostanziali e tendenzialmente prive di sostanza.

Gente abituata a cambiare col cambiar del vento! Gente di una insignificanza e banalità estrema, alimentati dall’invidia e rabbia ataviche. Gente sospinta da ansia generalizzata.

Noi siamo da sempre dell’idea che le persone serene non hanno neanche il tempo di parlar male degli altri o di interessarsi della vita degli altri, per cui questa disforia potrebbe dipendere da un non meglio definito problema interno familiare che li porterebbe a mettere il becco dappertutto. Chi lo sa!

Noi riteniamo che la vita sia troppo bella per trascorrerla ad osservare gli altri e preferiamo concentrarci a rendere ancora più meravigliosa la nostra, ci addolorano i pettegolezzi che siano diretti a noi stessi o agli altri ed è proprio per questa ragione che mai partecipiamo a crudeli e volgari battute di linguistica.

Vorremmo consigliare a questi galantuomini di iniziare a limitare lo spirito dell’ebbrezza e al contempo l’uso dei nomi propri da denigrare, soprattutto se non si intende iniziare un gioco serio. Siamo certi che la colpa dei propri problemi non sia da ricercare all’esterno, ma all’interno e non è affatto ”decoroso” attribuire agli altri le conseguenze dei propri fallimenti.

D’altronde bassa osservare l’evidenza tra le grandiose fantasie di questa gente e il proprio vissuto! È sconcertante come possano aprire bocca ed insultare gli altri. Dovrebbero prima mettere i piedi a terra e guardare la propria vita anche se oramai si trovano ai tempi supplementari … Troppo tardi!

Ai collezionisti di fallimenti auguriamo una vita serena … possano sprecare le ultime energie per raggiungere obiettivi e veri stili di vita che fino ad oggi possono solo guardare da lontano o al massimo da dietro una persiana semi chiusa.

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La groviera del Vallone

Salvatore Ferlisi

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La groviera del vallone, non è un formaggio poco conosciuto. Non è un nuovo DOP alimentare. E’ la metafora del meridione profondo, lontano, sperduto ed irraggiungibile. Per il viaggiatore che dovesse avventurarsi, con una normale utilitaria lungo la strada provinciale che passa per i comuni di Serradifalco, Montedoro, Bompensiere e Milena, come per incanto, ad un certo punto, si troverà immerso fino ai capelli nella groviera del vallone.

Per chi non lo avesse ancora capito sto parlando della strada provinciale n. 23. Noi utenti per necessità, la conosciamo molto bene. Siamo come quel pecoraio, dei lontani ricordi infantili, che non sapeva contare e non sapeva il numero esatto delle sue pecore, ma le conosceva tutte per nome, ed ogni sera quando le faceva rientrare all’ovile non le contava ma le chiamava per nome.

Le BUCHE, noi viaggiatori, le conosciamo per il diametro e per la profondità. Infatti c’è quella larga, quella profonda, quella a scalino, quella a trabocchetto e via dicendo, a secondo dei gusti e delle passioni individuali. Sappiamo dove sono ubicate, perché ci aiutano ad non annoiarci nell’interminabile percorso di collegamento dai paesi a Caltanissetta e viceversa.

NUOVO CARTELLO STRADALE !

Come sono nate e perché ce ne sono tante è difficile dirlo. Cercare colpe e responsabilità, è compito che non ci appartiene, le buche ci sono e fanno bella vista, quando c’è un segnale di pericolo provvisorio a loro vicino, sono un pericolo grave, quando non sono segnalate e tali da costituire un autentico trabocchetto.

Qualche settimana fa, una qualche mano pietosa, non verso le buche, ma verso le sospensioni meccaniche delle auto, senza il preventivo auspicio degli dei, coprì alcune di queste buche con del materiale di cava o qualcosa di simile, compiendo involontariamente un atto sacrilego, tanto da far arrabbiare giove pluvio, che gli ha buttato sopra tanta di quella acqua fino a riportarle al loro alla loro grandiosa maestosità di buche della groviera del vallone.

Potrebbe sembrare, a prima vista, un serio handicap, per i residenti e per coloro che hanno necessità di percorrere questo tratto stradale, ma non è cosi ! Grazie a loro, noi utenti della sp23, siamo molto amici dei meccanici e dei gommisti. Oltre a poter ammirare le ambulanze, ( quando capita ) che a sirene spiegate, quasi ferme o a passo d’uomo, percorrono questa strada deserta, che in alcuni tratti, specie tra Bompensiere e Milena, ha le buche ubicate in una lunga serie di dossi naturali, perché in questo tratto, la sp 23 ha un andamento ondulatorio. Sembra di stare in alto mare, non in auto !

Noi, in questo territorio non abbiamo niente di cui andare orgogliosi e per potercene vantare, ma le buche che rendono la nostra provinciale simile ad un pregiato formaggio, ci appaga dal punto di vista dell’identità di appartenenza.

A chiunque ha potere per poter intervenire, ci faccia un grande piacere, se può : faccia mettere dei cartelloni turistici in prossimità di ogni buca, con indicato il nome della buca, la data di nascita e quante macchine ha rotto.

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Borgo dei Borghi, il “pasticcio” Daverio finisce in Parlamento

La Sicilia

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"Il Borgo dei borghi" e la sconfitta di Palazzolo, Daverio: «Una roba da querela»

L’ex presidente del Senato Renato Schifani ha chiesto chiarimenti alla Rai: «Chiarire perché il voto popolare non è stato considerato decisivo»

“La vicenda legata al concorso televisivo Borgo dei Borghi, andato in onda su Rai3, merita un chiarimento. La questione, infatti, non riguarda solo l’esito della competizione tra i borghi italiani ma coinvolge la trasparenza e l’imparzialità del servizio pubblico nonchè le modalità con cui la Rai valuta le partecipazioni ai suoi programmi”.

 

Così in una nota il senatore di Forza Italia Renato Schifani, componente della commissione di Vigilanza Rai, che sul tema ha inviato una lettera ai vertici Rai e ha depositato un’interrogazione parlamentare.

“La questione, come noto, parla di inaccettabili e reiterati attacchi mossi dal professor Philippe Daverio alla Sicilia e ai siciliani, nonché di dubbi sull’esito del concorso che, in base al voto della giuria presieduta da Daverio, ha visto prevalere il borgo di Bobbio, di cui lo stesso Daverio è poi risultato cittadino onorario, sul borgo siciliano di Palazzolo Acreide che era stato invece premiato dal televoto”, aggiunge.

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“Chiediamo perciò ai vertici Rai se in questa vicenda ci siano stati un conflitto d’interessi e un danno ai numerosi tele votanti e all’Azienda, e se la Rai intende continuare ad avvalersi della partecipazione del professor Daverio ai suoi programmi”, conclude.

 

L’iniziativa è sostenuta anche dalla senatrice di Forza Italia Urania Papatheu, secondo la quale “il Servizio pubblico ha il dovere di spiegare ai suoi abbonati che hanno partecipato alla votazione tv cosa sia accaduto”.

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