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Archive for 1 novembre 2019

Le pietre raccontano un incredibile paesaggio

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Scrive Federico Messana: “Raffi è una località ricca di cacciagione, facente parte del territorio di Mussomeli, dichiarata zona archeologica in seguito agli scavi che hanno portato alla luce importanti reperti storici (villaggio del II millennio A.C.) dei Sicani, antichi abitanti della zona.

Sono state anche trovate testimonianze del periodo dell’invasione dei Greci di Agrigento e successivamente dei Romani, di cui fu uno dei principali granai. Dopo i Romani vi passarono i Bizantini e i Musulmani ai quali probabilmente si deve la costruzione del primo nucleo abitativo.”.

Ma Raffi è anche un giardino di pietra dove puoi scoprire scolpiti nelle millenarie pietre il leone e l’aquila.

E non solo…

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Un successo nonostante il maltempo

Christ Stefanini
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Questa terza edizione di Escape Game che si è svolta al Museo Faure, in occasione della festa di Halloween, ha ottenuto un enorme successo al di là delle più rosee aspettative degli organizzatori!

Malgrado il cattivo tempo, una lunghissima fila di ragazzi e genitori, a volte truccati e travestiti, si è allungata fino in cima al parcheggio di Notre Dame.

Hanno dovuto pazientare per potere entrare nel museo dove li aspettavano terrificanti creature!

Ma l’attesa ne è valsa la pena.

Escape game au musée à Aix-les-Bains : plus de 700 visiteurs au musée Faure pour la Nuit des musées

LeDophine.com par MANON BAFFIE

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Per venerdì sera il museo Faure ha organizzato un Espace Game nel quadro della Notte europea dei musei.

Per ridare vita alle opere nello spazio di una notte 750 visitatori hanno dovuto risolvere quattro enigmi, aiutati dal dottor Batista, dal mago-maestro, la donna con l’ombrello e lo sponsor. 

Per la direttrice del museo, Delphine Miège, un’operazione di questo tipo « attira un pubblico che non è abituato a frequentare i musei».

Questo sabato sera il museo aprirà nuovamente le sue porte dalle 18 alle 22.

Sono previste numerose animazioni e l’entrata è gratuita.

 

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Il salva-bambini

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Perché una Commissione per la prevenzione dell’odio “in generale” è un mostro giuridico

di Antonio di Siena

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Perché una Commissione per la prevenzione dell'odio in generale è un mostro giuridico
Con il pretesto di contrastare l’intolleranza e il razzismo, è stata istituita fra applausi scroscianti una commissione per la prevenzione dell’odio in “generale”.

Un comitato di controllo che si “impegna a livello nazionale contro l’odio in TUTTE le sue forme e in particolare contro l’hate speech”. Definizione di cui, lo stesso testo approvato dal Senato, dice esplicitamente “non esistere ancora una definizione normativa” di essere quindi di “difficile definizione” e pertanto [..] “suscettibile di applicazioni arbitrarie”.
Ma nonostante i rischi connessi all’adozione di un provvedimento così generico, e quindi potenzialmente liberticida, si è voluto proseguire dritti, perché è ritenuto “fondamentale prevedere una norma che vieta OGNI forma di odio”.

Creando pertanto i presupposti (evidentemente con scientifica cognizione di causa) per la formazione di uno specifico reato aberrante: l’odio “generico”.  Attraverso il quale sarà possibile perseguire penalmente qualunque manifestazione di dissenso nei confronti del potere costituito. Una mostruosità giuridica, mascherata dagli alti valori democratici, degna dei peggiori regimi dispotici. Un attacco frontale a chiunque dissenta, sopratutto in un momento storico in cui si sta disvelando con tutta la sua potenza il conflitto di natura politico-economica fra governanti e governati.

Perché va ricordato ai plaudenti benpensanti che anche l’odio di classe è odio. E renderlo potenzialmente punibile significa stare dalla parte degli oppressori e non da quella degli oppressi.

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Prima di pagare l’Agenzia delle Entrate chiama la Difesa Debitori

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Notifica da Agenzia delle Entrate Riscossione. Prima di pagare verifica con gli Esperti di Difesa Debitori Spa i requisiti per uno Sgravio Fiscale.

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ECOMUSEI, MUSUMECI SBLOCCA LA LEGGE INATTUATA DA CINQUE ANNI

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“In Sicilia per cinque anni la legge che istituisce gli Ecomusei è rimasta inattuata per la mancata costituzione del Comitato tecnico-scientifico, l’organo che avrà il compito di avviare il processo di costituzione di questi soggetti destinati a preservare e a promuovere l’identità culturale delle nostre comunità. Un atto che andava compiuto e al quale ho dato seguito. Adesso, il nostro territorio ha uno strumento in più per puntare sulla valorizzazione di quegli elementi che maggiormente lo caratterizzano, lo rendono unico e, per questo, di grande richiamo e interesse”.

Così il presidente della Regione Nello Musumeci, dopo aver firmato il decreto di nomina dei quattro esperti esterni e dei due interni che comporranno l’organismo previsto dalla legge 16 del 2014 per la quale, dopo l’approvazione delle linee guida, non erano stati fin qui consumati i passaggi necessari per renderla operativa.

Si tratta dello storico Domenico Jalla, degli etnoantropologhi Vito Lattanzi e Rosario Perricone e dell’architetto paesaggista Francesco Baratti. Per quanto riguarda i due componenti interni, la scelta è caduta su due archeologhe: Alessandra Merra, che fa parte dell’ufficio di Gabinetto dell’assessorato dei Beni culturali e Maria Lucia Ferruzza, del del dipartimento regionale dei Beni culturali.
La legge prevede che la Regione Siciliana, sulla base di specifici requisiti, riconosca e promuova gli Ecomusei allo scopo di recuperare e valorizzare le peculiarità storico culturali, artigianali e paesaggistiche di un ambito territoriale, nella prospettiva di orientarne lo sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione dell’intera comunità locale e in collaborazione con soggetti pubblici e privati.

Già nel 2017, al dipartimento dei Beni culturali tramite le soprintendenze, erano giunte da parte di soggetti pubblici e privati diverse istanze per l’istituzione dei seguenti Ecomusei: Agrigento (“Libero consorzio comunale” di Agrigento); Catania (“Riviera dei Ciclopi” a Aci Castello, “Acqua dell’Etna”, “Del cielo e della terra”); Enna (“Rocca di Cerere Geopark”); Palermo (“Madonie Palazzo Pottino” a Petralia Soprana, “Urbano Mare Memoria Viva”); Siracusa (“I luoghi del lavoro contadino Buscemi” a Palazzolo Acreide, “Degli Iblei” a Canicattini Bagni). Toccherà adesso al neonato Comitato scientifico esaminarle, insieme a quelle già pervenute quest’anno, dopo che l’avviso per la presentazione era stato riaperto fino allo scorso mese di maggio.

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Perchè se uno alza la mano aperta viene denunciato mentre se un altro alza il pugno chiuso nessuno gli dice niente? Eppure il comunismo, al contrario del fascismo, ha ammazzato milioni di persone!

Salvo Coppolino

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Domenico Asaro è ufficialmente MISTER EUROPA 2019

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