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Archive for 3 ottobre 2019

Perché è stato rimosso quel video?

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foto dal web

Alle 20,30 circa del 2 ottobre una camionetta e due autobotti dei pompieri stavano salendo in fretta gli ultimi tornanti che portano a Milena spezzando il buio con la luce azzurra dei loro lampeggianti.

Da qualche tempo intanto si alimentavano le fiamme di un incendio che sembrava provenire dalla zona della discarica mentre un acre odore di bruciato si diffondeva sulle case del Paese delle Robbe.

Contemporaneamente via internet veniva condiviso un video in cui si scorgevano i pompieri in azione intenti a circoscrivere e a spegnere l’incendio. I Vigili del Fuoco finiranno il loro intervento qualche minuto dopo la mezzanotte, quando i loro mezzi, ridiscenderanno verso valle per prendere la scorrimento veloce Agrigento Palermo.

L’ultima volta che i coraggiosi uomini del 115 erano venuti a Milena fu dopo ferragosto quando le fiamme divorarono la zona dove erano stati tagliati degli alberi ad alto fusto, alcuni dei quali pendevano minacciosamente sulla strada che porta al bivio per Masaniello; di quell’ intervento restano le foto pubblicate dai blog (una è qui a lato).

Anche l’incendio di ieri notte è stato ripreso, addirittura con un video irrdiato diffuso via internet come in una lunga catena di sant’antonio. Purtroppo la tempestiva informazione è durata poco perché l’indirizzo di quel video ben presto non si è potuto più aprire, tra le proteste degli internauti che si chiedevano il perché. Un perché che magari si verrà a sapere in seguito.

incResta comunque il fatto che, nello spazio di poco tempo, le fiamme hanno bruciato prima la zona vicina all’abbeveratoio di Jannigallo (nella foto), poi quella vicina al bivio di Masaniello e ora quella della ex discarica (come si riportava nel video scomparso).

Agli inquirenti spetterà stabilire caso per caso se si tratti di autocombustione o dell’opera di qualche piromane. L’intero paese si augura che si tratti della prima spiegazione ma teme che possa invece trattarsi di origine dolosa, nel qualcaso ci sarebbe da allarmarsi e augurarsi che i responsabili vengano identificati e assicurati alla giustizia.

Intanto con la notte scende la pioggia come a completare l’intervento dei Vigili del Fuoco.

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Niente più “avvisi” di pagamento, ma solo una “comunicazione di presunte irregolarità” sanabili entro 30 giorni, senza pagare nessun interesse.

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I consiglieri della Minoranza giorno 30 settembre 2019 hanno protocollato una proposta di deliberazione per il consiglio comunale che si terrà ai primi di questo mese di ottobre.

La proposta si chiama “Comunicazione dell’Ufficio comunale dei tributi di presunte irregolarità nei pagamenti” e – se avrà il consenso della maggioranza – sarà inserita nel Regolamento Tributi e consentirà a tutti i contribuenti milenesi di pagare soltanto il tributo dovuto senza l’aggravio di pesanti maggiorazioni e interessi di vari anni; e instaurerà un nuovo rapporto di amicizia tra Comune e Cittadini.

Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi e Maria Giulia Provenzano, nella richiesta formulata al Presidente del Consiglio Giovanni Randazzo, hanno illustrato la proposta a favore della Cittadinanza descrivendo la situazione attuale.

Stanno arrivando in questi giorni avvisi di pagamenti di tributi riferiti all’anno 2014, ciò non è giusto in quanto il peso delle multe e degli interessi richiesti fanno aumentare di molto la somma originaria dovuta dai cittadini al Comune. Tutto ciò fa sì che i contribuenti milenesi si sentano a ragione trattati non da cittadini, ma da sudditi in quanto non si possono certamente attribuire a loro la responsabilità e il peso economico di questo enorme ritardo, ma agli uffici preposti.

Quindi illustrano cos’è la “Comunicazione dell’Ufficio comunale dei tributi di presunte irregolarità nei pagamenti”.

La finalità della suddetta “Comunicazione dell’Ufficio comunale dei tributi di presunte irregolarità nei pagamenti” è quella di instaurare un nuovo rapporto tra l’Amministrazione e i Contribuenti che potranno essere informati sulle presunte irregolarità dei loro pagamenti in vari modi (per posta elettronica, posta elettronica certificata, raccomandata). Eseguite le verifiche, i contribuenti, entro trenta giorni potranno procedere al pagamento, se dovuto, senza alcuna sanzione aggiunta.

Trascorsi i 30 giorni, i contribuenti potrebbero pagare un modesto interesse per ogni mese di ritardo. Oppure potrebbero scegliere di aderire al “Ravvedimento operoso” già in vigore nell’Agenzia dell’Entrate, una volta inserito nel Regolamento comunale sui Tributi.

Per quanto riguarda le tasse risalenti a meno di cinque anni, Imu agricola del 2014/2015 compresa, si potrebbe:

  • -o applicare la legge nazionale che prevede la “Rottamazione delle cartelle”,
  • -o fare pagare l’intero importo dovuto senza ulteriori tassazioni, permettendone anche la rateizzazione ove richiesta.

Infine fanno presente i vantaggi.

La “Comunicazione dell’Ufficio comunale dei tributi di presunte irregolarità nei pagamenti” se verrà adottata, permetterà di fare pagare ai cittadini le tasse senza interessi nell’arco di un anno, tempo più che sufficiente agli uffici tributari per incrociare i dati dei contributi e procedere all’accertamento dei pagamenti e di eventuali irregolarità.

Questo sistema consentirà anche al Comune di incamerare i tributi nel più breve tempo possibile.

E così concludono: la “Comunicazione dell’Ufficio comunale dei tributi di presunte irregolarità nei pagamenti” al cittadino, accompagnata dall’invito amichevole a regolarizzare nel tempo più breve possibile la sua posizione senza dover pagare sanzioni e interessi ingiustificati, farà compiere al Comune di Milena un salto di qualità nel rapporto con i propri cittadini contribuenti che, in questo difficile periodo, subiscono la grave crisi economica che pesa particolarmente sul Sud.

A questo punto resta solo di aspettare pochi giorni per vedere se i Consiglieri Comunali di Milena sapranno dare una risposta positiva ai loro Concittadini che proprio in questi giorni non sanno più come fare a pagare non solo l’Imu ma anche i rifiuti e l’acqua che ormai hanno raggiunto cifre da capogiro.

Per non parlare del gas, delle tasse automobilistiche etc. etc. praticamente per pagare le tasse uno stipendio non basta, come non bastano le misere pensioni. Figuarsi poi i senza lavoro e i disoccupati.

Ecco perché i Cittadini di Milena si aspettano dal Consiglio Comunale e dall’Amministrazione Comunale un segnale di comprensione e di amicizia e qualsiasi sforzo per “calare” tutte queste tasse che avvelenano la loro vita.

Speriamo bene.

 

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La gallina dell’Arcangelo

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In Sicilia esiste una gallina il cui allevamento è riservato solo a chi ha comportamenti di elevata moralità .
Parliamo della Cornuta di Caltanissetta, una gallina tra le più antiche di cui si ha memoria le cuii origini si perdono nei millenni. Sono infatti documentate fin dai tempi dei sikani, con il culto del sole e taurini, (Museo Marianopoli) sono state nel tempo esportate anche all’estero e riselezionate, (La Fleche)
E’ una gallina campagnola e ha un aspetto molto selvatico e spesso la postura è alta specie se è in allerta. Il gallo e la gallina per la presenza del dimorfismo sessuale sono diversi, il gallo è rosso nero e la gallina è simile alla pernice. Molte hanno la testa di moro, cioè nera. Il peso non supera i 2 kg per la gallina e 2,5 per il gallo. La forma preferita è quella ‘a corna di bue.
L’allevamento di questa specie non può essere separato dalle leggende legate alla sua origine. Come tutti sappiamo, Lucifero fu cacciato dal Paradiso perché voleva farsi simile a Dio.
E il Padreterno mandò l’Arcangelo Michele a combattere lo spirito ribelle: i due iniziarono così, un incredibile duello nei cieli.
Il diavolo vola veloce da una nuvola all’altra, tenta di sfuggire all’Arcangelo che ad un certo punto sta per raggiungerlo e afferrarlo: ma Lucifero, con un balzo portentoso, riesce a scansarlo e a rifugiarsi all’interno dell’Etna.
Lì si raggomitola a mo’ di serpente, ma è talmente lungo che il vulcano non può accoglierlo tutto e così la testa gli rimane fuori del cratere.
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San Michele in Processione /Foto Anna Cassenti

A quel punto San Michele, accortosi di ciò, spicca anch’egli un prodigioso salto e raggiunto il vulcano con un colpo della sua spada fiammeggiante tronca di netto un corno del demonio.Vuole la leggenda che questo corno, con una lunghissima parabola, finisca addirittura nei pressi di Mazzara e che si trovi ancora lì, al chiuso di una grotta, dove nessuno può entrare a meno che non voglia andare incontro a morte sicura. Il corno è conservato dai pastori nella stessa grotta. (ma questa è un’altra storia).

Il diavolo allora, fremente di rabbia per aver perduto un corno, lancia un lungo e terribile urlo, tanto da far tremare tutta la terra: e dato che si vede ormai perduto, con un altro prodigioso balzo sbuca fuori dal vulcano , che prende a vomitare fuoco: e con un impeto di vendetta, si scaglia contro San Michele, riesce ad addentare la penna di un’ala dell’Arcangelo e a staccargliela di netto.

Contento e baldanzoso per quella preda, una penna che, secondo la tradizione, è tutta adorna di preziosissime perle il diavolo vola via, ma ad un tratto ma gli sfugge di bocca per cadere proprio a Caltanissetta.

Come sia finita la battaglia tra l’arcangelo Michele e Satana è cosa nota a tutti.
Ma pare che la penna celestiale reliquia fu conservata come preziosissima testimonianza della mitica lotta dalla popolazione nissena e oggetto di processioni e preghiere di ringraziamento , si organizzarono feste straordinarie e si decise l’erezione di una chiesa a memoria del prodigioso evento, con un grande tabernacolo tutto d’oro ove custodire la penna.
Ma la penna di un essere così potente divenne oggetto della cupidigia umana , lotte fratricide per il possesso , uso improprio della reliquia a funi lussuriosi e di potere portarono gli abitanti di Caltanissetta vicini alla dannazione eterna, proprio a causa dei troppi peccati la penna decise quindi di tornare dal suo proprietario sdegnata .

L’Arcangelo Michele allora affidò ai pastori un compito molto difficile; per riscattare l’onore dei nisseni affidò loro un animale che racchiudeva in se quel corno perduto e quella penna, chiedendogli di conservare l’animale e di cederlo solo a persone affidabili, persone che abbiano dimostrato in vita di essere oneste e corrette. L’ Arcangelo intercede con i custodi per mettere alla prova gli uomini che per la loro cupidigia si guadagnano spesso le fiamme 🔥 dell’inferno.

 

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Milena cala il Poker di Assi

C. Mantione, G. Pellitteri, M. Mancuso, G. Provenzano

Poesia attribuita a Gioacchino Pellitteri

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