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Archive for 11 settembre 2019

https://www.vanityfair.it/news/cronache/2019/06/26/11-settembre-le-foto-inedite-di-una-tragedia-non-ancora-finita

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La minoranza invita il Sindaco in consiglio comunale a dare chiarimenti  sull’annunciato taglio dell’Albero del Gemellaggio; e propone soluzioni alternative per il monumento.

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Ieri i consiglieri comunali del Gruppo MILENA DOMANI Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi e Maria Giulia Provenzano hanno invitato il Sindaco Claudio Cipolla a riferire in consiglio comunale sull’annunciato taglio dell’albero del gemellaggio e sulla posa, al suo posto, di un monumento costruito da un artista di Aix-les-Bains.

La nota è stata trasmessa per conoscenza anche al Presidente del Consiglio comunale.

In pratica la minoranza ha invitato il sindaco a dare chiarimenti sull’annunciato taglio dell’Albero del Gemellaggio e a cercare un posto diverso dove collocare il manufatto creato da un artista di Aix-les-Bains.

I consiglieri di MILENA DOMANI hanno scritto: “Abbiamo saputo – non da fonti ufficiali – ma dalla stampa e dai blog che è sua intenzione fare tagliare l’albero di piazza Aix-les-Bains in seguito alle lamentele di alcuni cittadini e a non meglio specificati danni causati nella zona adiacente.

Abbiamo anche saputo che è sua intenzione di far collocare al posto dell’albero tagliato, l’opera cementizia di un non meglio identificato artista della città savoiarda con la quale siamo gemellati

A tal proposito, le rinnoviamo l’invito a volere rispettare il galateo istituzionale che prevede di riferire ai signori Consiglieri comunali le notizie inerenti l’azione amministrativa: nel caso specifico sulle due visite istituzionali di altrettante delegazioni ufficiali del Comune recatesi recentemente ad Aix-les-Bains delle quali, purtroppo, nulla è stato riferito in sede consiliare.

Riguardo al tema in oggetto, la invitiamo a sospendere il taglio dell’Albero del Gemellaggio e di riferire in Consiglio su tutto quanto concerne lo stesso; in quella sede istituzionale si può cercare di trovare – insieme – delle soluzioni alternative capaci di salvaguardare l’albero e consentire il collocamento in piazza Aix-les-Bains dell’annunciata opera artistica.”

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Raffi il leone di pietra

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Piangere ai funerali: un mestiere scomparso

Alfonso Gucciardo

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Prefica, più comunemente usato al plurale prèfichi, piagnone, per indicare un gruppo di donne che svolgevano il curioso compito di piangere e strapparsi i capelli durante la veglia e il funerale di un defunto, regolarmente pagate dai parenti, che sebbene affranti dal dolore, si servivano di esse per dare più tristezza e costernazione alla dolorosa dipartita del caro congiunto.

L'immagine può contenere: una o più persone e persone sedute
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Attenti alle piogge

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Il guaio d’ignorare una pessima legge

Renato Pierri

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La legge non ammette ignoranza. Ma il povero Egidio Tiraborrelli non ebbe neppure la possibilità di riferire al giudice, che ignorava la legge che lo avrebbe mandato in carcere. Il povero Egidio Tiraborrelli ignorava persino d’avere subito un processo in contumacia.

Aveva aiutato, tramite un passaggio in macchina, una persona dell’est ad entrare in Italia. Non sapeva d’aver commesso il reato di  “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Non lo sapeva. Ed è stato condannato e carcerato, con i suoi ottantadue anni e il suo tumore ai polmoni.

“Diritti in casa”,  il collettivo di Parma che lotta per il diritto alla casa, era riuscito a fargli ottenere i domiciliari tramite il ricovero ospedaliero. Ci ha passato una settimana in ospedale, Egidio Tiraborrelli, e venerdì scorso è morto. Una notizia senza importanza. Solo un giornale ne ha parlato.

Chi conosceva, infatti, l’operaio saldatore, Egidio Tiraborrelli, emigrato in giovane età in Argentina? Era un uomo buono, mite. Rientrato in Italia, povero, viveva in una roulotte, sistemata nel cortile di una casa occupata. Coltivava un orto e condivideva gli ortaggi con gli abitanti della casa. Mite e povero.

Qualche anno fa, grazie all’interessamento del collettivo, gli era stata assegnata una casa popolare. Ma Egidio Tiraborrelli non ha potuto godersela a lungo la casa popolare, giacché nel mese di dicembre dell’anno scorso, lo hanno arrestato e portato nel carcere di Parma. Nel carcere c’era solo un impianto della bombola d’ossigeno per tutti i detenuti malati. Se la scambiavano a turno. Notizie senza importanza.

 

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