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Archive for 5 settembre 2019

Giuseppe Provenzano, auguri e buon lavoro

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I consiglieri comunali del Gruppo Milena Domani Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi e Maria Giulia Provenzano, orgogliosi del fatto che un concittadino di Milena sia andato a rivestire un’importante carica istituzionale, hanno espresso al neoministro Giuseppe Provenzano i migliori auguri di buon lavoro nell’interesse del Mezzogiorno e della Sicilia in particolare.

Sono certi che saprà far prevalere gli interessi generali su quelli di parte e che, grazie alla sua competenza, finalmente il Sud potrà finalmente essere al centro dell’azione del Governo Nazionale e che potrà interloquire proficuamente con quello Regionale del governatore Nello Musumeci, sempre disponibile a rispettare i ruoli istituzionali.

Il gruppo consiliare estende gli auguri a tutta la sua famiglia.

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Giuseppe Provenzano è il nuovo ministro del Sud del governo Conte bis

di ANTONIO FRASCHILLA
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Giuseppe Provenzano siciliano di Milena, 37 anni, ha condotto diverse ricerche sul Meridione ed è vicedirettore dello Svimez. Da sempre è legato da una forte amicizia con l’ex esponente del Pci Macaluso, nisseno come lui: “Il Mezzogiorno è la mia vocazione, ringrazio Zingaretti, Orlando e Conte per questo incarico”

Tra i suo migliori amici c’è il novantenne Emanuele Macaluso. Un riferimento da sempre per il trentenne Giuseppe Provenzano, appena nominato ministro del Sud nel governo Conte-bis che sigla l’intesa tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico.

Provenzano, 37 anni, laureato in Giurisprudenza a Pisa e specializzato alla scuola di eccellenza superiore Sant’Anna, ha sempre condotto ricerche sul Mezzogiorno arrivando a ricoprire il ruolo di vicedirettore dello Svimez. Ma parallelamente alla ricerca ha svolto attività politica, seguendo i consigli del “maestro” Macaluso, per lui un riferimento fin da ragazzino: entrambi provengono dalla provincia di Caltanissetta. A Macaluso ha appena dedicato il suo ultimo libro, “La sinistra e la scintilla”, una narrazione molto critica del renzismo e della perdita di alcuni valori sociali della sinistra in anni recenti.

“Il segretario Zingaretti con cui ho attraversato questo agosto travagliato, mi ha chiesto di far parte della squadra di un governo che dev’essere di svolta – le prime parole di Provenzano da ministro –  lo ringrazio per questo, ma non solo.
Ho sentito in queste ore tutto il peso dei dubbi e delle responsabilità. Tornerò più avanti sulle ragioni politiche della scelta del Pd. Il pensiero va a molte persone, in questo momento. Non posso citarle tutte, ma una sì: Andrea Orlando compagno e punto di riferimento in questi anni di battaglie, che ieri ci ha regalato una grande lezione umana e politica. Ho accettato la proposta del Presidente Giuseppe Conte perché il Sud è il cuore della questione italiana ed europea, ma può essere anche la soluzione. Il Mezzogiorno è stata la mia professione, sarà per sempre la mia vocazione. L’impegno è ora di svolgere questa alta funzione con disciplina e onore”.

Un altro suo grande amico è Gianni Cuperlo, che lo aveva proposto anche per il ruolo di sottosegretario nel governo Renzi, nomina poi sfumata. Da componente della direzione nazionale del partito nel 2018 rifiuta la candidatura alle Politiche in polemica con la scelta dell’allora segretario Renzi di candidare in Sicilia la figlia dell’ex ministro Salvatore Cardinale: “No grazie”, disse in una infuocata riunione. Il nuovo segretario dei dem, Nicola Zingaretti, lo vuole invece nella sua squadra con la delega del Lavoro: non a caso il suo nome è stato in bilico fino all’ultimo anche per ricoprire il ruolo del dopo Di Maio al ministero del Lavoro.

Provenzano, che nel partito è considerato uno che le cose le dice in maniera schietta, a volte fin troppo procurandosi anche qualche inimicizia,  è stato componente dell’assemblea dem in Sicilia nel 2010, criticando la scelta del partito di sostenere l’allora governo di Raffaele Lombardo. Con il governo Crocetta ha lavorato nello staff dell’assessore all’Economia Luca Bianchi, direttore dello Svimez  con il quale Provenzano ha firmato diverse pubblicazioni, tra i quali lavori sulla condizione del lavoro femminile al Sud. E’ stato anche consulente di Andrea Orlando nel 2013 al ministero dell’Ambiente e di Giovanni Legnini quanto era sottosegretario alle Finanze nel 2014. Insomma, giovane ma con una lunga esperienza di ricerca, sul Sud, e politica dentro il Partito demecratico in Sicilia e a Roma.

MML si congratula con il neoministro nostro concittadino Giuseppe Provenzano al quale augura buon lavoro nella speranza che possa riportare il Sud al centro dell’attenzione del Governo nazionale per farlo uscire finalmente dallo stato di abbandono in cui versa.

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Treni del Sud

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L’esperienza insolita di Franz Kafka

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“Un anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un’esperienza insolita.

Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. Kafka si offrì di aiutarla a cercare e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso giardino. Non essendo riuscito a trovare la bambola, Kafka scrisse una lettera, fingendo che fosse per Elsi da parte di Brigida.
“Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure…”, così cominciava la lettera.
Per molti giorni, Kafka e la bambina si incontrarono; egli le leggeva queste lettere attentamente descrittive di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. Era ovviamente diversa dalla bambola perduta; in un biglietto accluso spiegò: “I miei viaggi mi hanno cambiata”.
Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la bambola ricevuta in dono. Diceva: “ogni cosa che ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l’amore si muterà in una forma diversa“

Da “Kafka e la bambola viaggiatrice”

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foto/Marianna Scalia

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Giovanna Candura: boom di passeggeri a Fontanarossa

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Giovanna Candura, Vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Società Aeroporti di Catania, già assessore regionale all’industria e Commissario della Camera di Commercio di Caltanissetta, ci racconta l’estate del più importante scalo del Mezzogiorno.

Quanti passeggeri sono transitati da Catania nel periodo delle ferie estive?

La stagione estiva che volge al termine ha registrato un costante incremento dei passeggeri rispetto all’anno passato. Sin dal mese di giugno – che nel 2019 è stato record, avendo per la prima volta superato il milione di passeggeri – il trend di crescita è stato costante, sia per quanto riguarda i voli nazionali che quelli internazionali, Ue ed extra Ue. In generale, stando ai numeri elaborati dall’Ufficio Dati SAC, per il periodo giugno-settembre la crescita dell’Aeroporto di Catania in termini di passeggeri è stata di circa il 3,82% con ben 4.338.957 utenti, tra arrivi e partenze. 

Il mese di agosto si è chiuso con 1.122.154 passeggeri (erano stati 1.089.777 nel 2018).

Per il mese di settembre 2019 i passeggeri previsti saranno circa 1.055.000 (+1,5%). Il comparto nazionale dovrebbe crescere dello 0.40%, quello internazionale UE del 5%, mentre quello extra UE del 6,2%. 

Quanti sono i lavoratori dello scalo? La Sac ha in previsione nuove assunzioni?

La SAC impiega direttamente 174 dipendenti, mentre la controllata SAC Service può contare su circa 414 dipendenti, tra impiegati ed operai. Nel complesso, in ambito aeroportuale è possibile stimare un numero di lavoratori non inferiore alle 2.000 unità. La SAC non ha in previsione, almeno per l’immediato futuro, di procedere con nuove assunzioni anche se, considerata la crescita costante del traffico, non si può escludere un fabbisogno di forza lavoro aggiuntiva nel medio termine.

L’aeroporto presenta un solo istituto di credito al suo interno, la Banca Agricola Popolare di Ragusa nel piano arrivi e una postazione bancomat al Terminal piano partenze, ritiene sufficiente la presenza di questi servizi? Sono previste nuove aperture?

Sembra opportuno differenziare i servizi bancari tradizionali rispetto alle moderne postazioni “intelligenti” bancomat. E in effetti, l’interesse verso lo sportello tradizionale è tramontato ed anche la BAPR ha deciso di non rinnovare il contratto per l’attività aeroportuale. Viceversa resta molto alta l’attenzione verso i dispositivi bancomat moderni, che consentono l’effettuazione di numerose tipologie di operazioni finanziarie. Al momento i bancomat in aerostazione sono tre, ben distribuiti tra arrivi e partenze, e non si esclude la possibilità di trovare ulteriori aree di interesse generale, da destinare alla medesima attività.

Quali progetti futuri per lo scalo etneo, volano del turismo siciliano?

L’Aeroporto di Catania è in continuo fermento, dovuto alla crescita costante negli anni che impone azioni e iniziative volte, da un lato, a migliorare i servizi all’utenza e, dall’altro, a creare le condizioni affinché questo trend positivo sia sufficientemente supportato dall’infrastruttura, cosa per la quale la SAC sta lavorando assiduamente. Negli ultimi mesi, ad esempio, è stato rimodulato il piano parcheggi, con l’apertura di due nuove aree per la sosta – breve e lunga – ed è stato inaugurato il nuovo multipiano che sarà completato in autunno, quando aprirà al pubblico anche il nuovo P6. 

Sempre in autunno, poi, sarà migliorata la segnaletica e la viabilità esterna. Si sta inoltre ripensando alla vecchia aerostazione per realizzare il Terminal B.

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Dire Birra Messina è pubblicità ingannevole!

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L'immagine può contenere: oceano, acqua e spazio all'aperto

L’attuale Birra Messina, quella con i cristalli di sale, viene prodotta ed imbottigliata a Massafra in provincia di Taranto in uno stabilimento di proprietà del gruppo olandese Heineken, che con una pubblicità ben fatta, la rilancia, vantandone la sicilianità.

Nulla di più falso.

Per chi vuole bere Birre Siciliane, sono tante e tutte buone, e vuole bere la Vera Birra Messina deve bere “Birra dello Stretto” prodotta dai 15 Maestri Birrai che hanno rinunciato al loro TFR per acquisire il loro birrificio e continuare a produrre la loro e anche nostra Birra…

Per chi interessato: http://www.birrificiomessina.it/?pag=birrificio

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