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Archive for settembre 2019

Mandato ai Catechisti

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Signor Giletti, quando la smetterà di continuare ad infangare la Sicilia?

Adriana Vitale

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Signor Giletti, quando arriverà l’ora di smetterla di infangare la Sicilia a cadenza settimanale? Qual è lo scopo? Politico? Luoghi comuni? Una forma sofisticata di razzismo ad appannaggio del nord? Audience? Qual è il vero scopo di cotanto fango spruzzato a iosa una puntata si e l’altra pure?
Vede, Signor Giletti, i vitalizi sono stati aboliti nella scorsa legislatura. Per amore di verità, gli unici vergognosi vitalizi rimasti sono quelli vecchi e sui quali bisogna mettere mano al piu presto e non perché risolverebbero la crisi di una Regione, semplicemente per dare un segnale di sobrieta e rispetto verso coloro i quali patiscono la fame.
Per esempio, quando parla di forestali omette di dire che sono stagionali e ci vogliono sei operai per farne uno.
Per esempio, quando fa i paragoni con la virtuosa Lombardia sul numero dei dipendenti regionali, omette di aggiungere anche gli impiegati statali nel computo, in Sicilia le competenze statali e regionali sono svolte dai regionali a differenza delle altre regioni.
Quando parla dei costi dell’Ars, non specifica che i costi sono complessivi, facendo credere che riguardano gli emolumenti dei parlamentari come se guadagnassero più di due milioni all’anno. Disonestà intellettuale che allontana di più i cittadini alla politica.

crocChi scrive non è un politico, solo una siciliana disoccupata, dovrei essere adirata e lo sono, ma ancor prima che la spicciola demagogia amo la verità e la mia terra. Questo giochino può incantare la pancia della gente ma non certamente chi usa testa e cuore.
La disonestà intellettuale è la forma più becera di mistificazione della realtà, che genera confusione e inganno, che sbandiera le falsità spacciandole per verità. L’onestà intellettuale, oramai fuori moda, esige integrità, responsabilità, coerenza, sensibilità, empatia, equanimità.
Quindi Signor Giletti, la smetta per cortesia di gettare fango sulla mia terra, la Regione non ruba danari allo Stato, anzi è al contrario, faccia un’indagine giornalistica e scoprirà che la Sicilia, negli ultimi anni, è stata il bancomat romano.

Ovviamente se i politici siciliani la smettessero di prestare il fianco a questo cortile, dove ha ragione chi urla più forte, si toglierebbe fiato al becero e pericoloso populismo su temi delicati, oltre a fare cosa buona e giusta. Gli sprechi sono tanti e insopportabili né più né meno di quelle delle altre Regioni, ogni tanto giri lo sguardo altrove invece di puntare il dito solo sulla mia terra.
Signor Giletti, prestare il fianco a chi ha un disegno ben preciso contro la Sicilia, è fin troppo evidente e Signori politici siciliani che vi fate usare per un misero momento di notorietà o peggio per becera campagna elettorale, vi arrivi, da Siciliana, il mio sdegno totale e la mia condanna senza appello!

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Il mentitor scortese

Quel Crocetta tipo da spiaggia

Gaetano Armao

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L'immagine può contenere: 1 persona, oceano, bambino, spazio all'aperto e acqua

 

Un personaggio da spiaggia come Crocetta, senza vergogna e dignità istituzionale, per cancellare il disavanzo da 2,5 miliardi euro che ci hanno scaricato, mi attacca dicendo il falso sul bilancio del 2012: approvato dal suo partito, parificato dalla Corte dei conti, rispettando il patto di stabilità, e dopo una riduzione della spesa apprezzata dal Governo Monti.

MARTEDÌ SI TERRÀ UNA CONFERENZA STAMPA SUI RISPARMI CONSEGUITI

Uno che ha svenduto la Sicilia con accordi capestro, portato al ridicolo la credibilità della Regione, disamministrato provocando disastri che ci affliggono ogni giorno, favorito l’ingerenza si poteri occulti a causa dei quali é indagato per gravi reati, condannato dalla Corte dei conti, si permette di parlare.

Una cialtronata che spiace sia stata tollerata da Giletti e da “la 7” in totale assenza di contraddittorio, insieme ad una serie di castronerie sulla Sicilia (come quella sui dipendenti o su strade e ferrovie che sono a vergognosa gestione dello Stato).

Sulla vicenda dei vitalizi, non percepiti, né percepibili dai non parlamentari, preferisco non esprimermi, ma occorre una decisione seria.

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24 milioni per evitare la marginalità sociale

Nello Musumeci

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Per contrastare il rischio di deriva verso la marginalità sociale abbiamo voluto potenziare il sostegno a percorsi di autonomia delle persone a maggiore rischio di esclusione sociale, favorendone l’inserimento in ambienti lavorativi.

 

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Risanamento ambientale: Gela, inaugurata la bioraffineria di Eni

#Sicilia #energia #ambiente Alberto Pierobon

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Soddisfazione per l’inaugurazione della bioraffineria dell’Eni a Gela è stata espressa dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
«Si tratta – sottolinea il governatore, assente alla cerimonia perché impegnato in Aula all’Ars per l’approvazione del “collegato” alla Finanziaria – di un’esperienza innovativa che lascia ben sperare per una riqualificazione ambientale dell’area gelese. Con l’Eni vogliamo consolidare un rapporto di reciproca collaborazione soprattutto nel campo dei rifiuti per un’economia sempre più bio-sostenibile».

Per l’assessore all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, presente all’inaugurazione «i cambiamenti geopolitici, che condizionano anche le tendenze in atto sulle energie rinnovabili, sottolineano tra l’altro l’importanza dei biocarburanti e prima ancora la necessità di rivedere i modelli industriali.

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Realtà tradizionali come l’Eni stanno riconvertendo i loro siti industriali, ovvero gli impianti di raffinazione in “green” con tecnologie inedite e pioneristiche.

Ad esempio a Gela l’idrogenazione completa degli oli di origine vegetale crea flessibilità per quanto riguarda il materiale da trattare, che potrà contemplare anche oli vegetali, grassi animali, oli esausti di cottura “advanced” come oli da alghe e lignocellulosico. Si ottiene così un ottimo green diesel riducendo, al contempo, le emissioni di gas serra. Il tutto con vantaggi per la comunità sotto il profilo economico e ambientale, rispettando i principi di economia circolare e decarbonizzazione».

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Cuore a cuore

Cuore a cuore

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Posò il libro sul comodino. Le palpebre avevano preso a bruciargli. La stanchezza lo stava incatenando al letto e quando spense la luce provò il sollievo di un panno umido sulla nuca. Si girò d’un lato aggiustandosi lentamente sul materasso per prendere la posizione giusta del sonno. Il cuore gli pulsava prepotente e l’orecchio sul cuscino ne amplificava il suono. Tunf, tunf, tunf. Un suono forte, chiaro: la vita gli scorreva dentro.
Il pensiero corse al giorno dopo. A quello che avrebbe dovuto fare: a quella riunione complicata, ai problemi irrisolti che si trascinava dietro da tempo. Tunf, tunf, tunf.
Pensò a quella vacanza che sembrava non arrivare mai e pensò anche a lei, a quell’ultima sua frase che ancora gli bruciava dentro. Tunf, tunf, tunf.
Il cuore sembrava ora battergli più lentamente. Lo avvertiva sempre rumoroso sul cuscino, ma stava rallentando e ancora e ancora. Poi un battito più lento e un altro molto più lento, poi più nulla.
Si mise a sedere di scatto sul letto. Si tastò il polso. Nulla. Poi la tempia, nulla. La carotide, nulla.
Accese la luce spaventato. Si accorse che stava tremando. Scese scalzo e andò di corsa in bagno. Lo specchio rimandava l’immagine di un volto pallido, le guance incavate, la pelle anelastica.
Oddio, oddio, che mi sta succedendo, che mi sta succedendo?
Passò rapido in studio alla ricerca del telefonino. Doveva chiamare l’ambulanza, stava male, non c’era dubbio: bisognava fare qualcosa.
Già…’ pensò ‘ma se poi mi chiedono cosa mi sento, che dico? Che non ho più il polso? Che il mio cuore si è fermato? Non mi crederanno mai, si metteranno a ridere’.
Uscì irrazionalmente di casa come se tra quelle mura non vi fosse più aria da respirare. Doveva parlare con qualcuno; il freddo della notte gli crollò addosso all’improvviso.
Ma sono in pigiama! E scalzo!’ si disse guardandosi la punta dei piedi: ‘dove credo di andare?
E poi era notte, tutto intorno solo campagna e i vicini che conosceva appena.
Si sedette sotto il portico cercando di raccogliere le idee. Il gatto scivolò fuori dall’ombra della sua cuccia e gli si strusciò contro.
Cosa si deve fare in questi casi? Cosa si deve fare?’ Si chiese tenendosi con le mani entrambe le ginocchia e dondolandosi con il busto. ‘Devo stare calmo, c’è un rimedio a tutto, ne sono sicuro’.
Ma pensò che non aveva mai sentito dire di persone che si accorgono che il proprio cuore si è fermato e che se ne disperino. Non può accadere, non è possibile, non è normale. Il gatto lo stava studiando sotto la pozza di luce del portico e gli aveva messo una zampa sulla gamba come per dargli il suo aiuto.
E allora lui cominciò a pensare a quando da bambino andava con il padre al prolungamento a mare. Aveva cinque anni, forse sei.
Facciamo una sorpresa alla mamma‘ gli disse quel giorno il padre con quel suo sorriso che scioglieva le pietre. ‘Ti insegno ad andare in bicicletta’.
A me papà?
Certo, proprio a te! Che ne dici? C’è giusto un signore simpatico là in fondo che noleggia bici per bambini come te e sono sicuro che ce n’è una che ti piace’.
Sto andando bene, papà?
Benissimo’.
Mi stai tenendo, vero?’ ‘
‘Ti sto tenendo figliolo’.
E lui felice pedalava da solo, incerto, zigzagando su quella bici rossa alla scoperta del mondo; e quando si girò si accorse che il padre era rimasto invece laggiù, vicino alla fontana; e lo salutava fingendosi stupito; faceva un gesto semplice, uno dei suoi, uno di quelli che attraversano un’esistenza intera e vanno oltre, come per dire: ‘Hai visto?

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Il misfatto dell’Albero

Salvatore Ferlisi

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Pericoloso per la comunità locale, non era un albero innocuo che qualcuno ha preso da un vivaio e lo ha portato a vivere tra noi, ma chi aveva il dovere istituzionale di assisterlo e curarlo.

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L’albero non è cresciuto tra l’asfalto cittadino contro la volontà dei residenti, è cresciuto per volontà dei tanti cittadini, compresi i suoi nemici assassini ( di piante ) che gli portavano l’acqua quando era piccolo, come una mamma premurosa quando allatta il suo neonato.
Questo misfatto dovrà segnare indelebilmente il curriculum dell’autore.
Quest’individuo sarà ricordato negli annali di questo comune, come l’autore dell’espianto di un albero voluto e piantato dai suoi predecessori e come inventore della capitozzatura estiva delle piante ornamentali comunali.
Teniamo conto che per questi comportamenti ostili verso la comunità locale si fa anche pagare ! 

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Dedica un giorno al tuo cuore

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Sono ancora la prima causa di morte in Italia e nel mondo: ogni anno le malattie cardiovascolari uccidono infatti  17,9 milioni di persone. È per questo che è necessario prenderci cura di quest’organo fondamentale per la nostra salute troppo spesso trascurato.

A sensibilizzare sull’importanza di prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari ci pensa anche quest’anno la Giornata Mondiale del Cuore.

Il 29 settembre, il World Heart Day è presente in tutta Italia con test gratuiti e stand con lo slogan “Diventa un eroe del cuore“: l’occasione buona per ricevere consigli su come prevenire le malattie cardiovascolari e come cambiare stili di vita e per ricevere uno screening cardiologico completo con controllo pressione, visita cardiologica ed elettrocardiogramma.

Secondo un’indagine condotta a livello nazionale da Astra Ricerche per la Fondazione italiana per il cuore, nel nostro Paese è aumentata la consapevolezza dei danni legati al fumo attivo e passivo identificato dal 60% degli intervistati, quasi a pari merito (56%) con colesterolo, ipertensione e diabete.

Per preservare la salute del cuore, solo 1 italiano su 3 considera come fattori importanti le buone abitudini, come uno stile alimentare sano e una regolare attività fisica.

Qui trovate tutti gli eventi di domani 29 settembre.

 

Murales di Hira visibile a Marsala

Come prevenire le malattie cardiovascolari

Almeno nel mondo occidentale, le malattie legate al cuore sono ancora la prima causa di morte. L’obiettivo fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a livello mondiale è di riuscire a ridurre del 25% i decessi prematuri causati dalle malattie cardiovascolari entro il 2025. Tutto questo agendo a livello preventivo con alcuni semplici (ma non per tutti) accorgimenti.

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Il tesoretto di Ibla

LASICILIADIMONTALBANO.COM

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