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Archive for 15 agosto 2019

Aveva un altro sapore la felicità…

Pensiero dal web

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Io me la ricordo la felicità, era fatta di operai che andavano al mare nei giorni di agosto. Le macchine senza aria condizionata, con i portapacchi pieni di valigie e le autostrade senza bollini neri.

Erano gli anni dove i pensionati potevamo permettersi la giusta ricompensa dopo una vita di sacrifici, erano gli anni delle spiagge con i tavolini e le paste al forno, e quei contenitori frigo, più forniti dei supermercati.

estateLa felicità, con quelle sedie pieghevoli e quei caffè nei termos a fine pranzo, le foto con i rullini, i discorsi tutti insieme a fine pranzo, i bambini che facevano i bambini.

Le città deserte, per il pane dovevi andare alla stazione centrale perché tutti sapevano che lì c’era un supermercato sempre aperto.

Aveva un altro sapore la felicità!

Le discoteche in spiaggia, fatte di legno con le lampadine colorate, le ragazze sedute che aspettavano l’invito per ballare quei lenti e conoscersi meglio, eravamo più estranei e molto più intimi senza sapere ancora il nome.

Noi, con una chitarra e un fuoco in spiaggia, avevamo il paradiso, noi in cerchio e una bottiglia che girava trovavamo un bacio, e porca puttana ti capitava sempre quella che non ti piaceva.

ef5c48147f315ae80c138eb3b6a5c579Noi, figli dei francobolli e delle cartoline “tanti saluti dal mare” che le spedivamo sempre l’ultimo giorno, forse per questo avevano il sapore amaro quei francobolli quando li leccavi, perché le vacanze finivano, ma si tornava a casa felici, senza bollette arretrate nei cassetti, con le cartoline che arrivavano in autunno, con la serenità nella testa e la speranza sempre a portata di mano.

Invece oggi il 15 agosto i centri commerciali sono sempre aperti, le città sempre più popolate, i pensionati li vedi lì, sotto qualche albero per un po’ di fresco.

vacCi facciamo sempre più foto senza il bisogno di andarle a sviluppare, e qui, ci hanno fregato l’attesa. Andiamo in spiagge organizzate e devi rispettare i limiti, e qui, ci hanno fregato gli spazi. Abbiamo voluto di più ma abbiamo ottenuto di meno. Abbiamo ottenuto un smartphone per parlare con il mondo, e qui, ci hanno fregato la voglia di stare insieme.

Io me la ricordo la felicità, rimaneva a te, sulla pelle, e non aveva nessuna password…

 

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Tutto quello che dobbiamo sapere per proteggere i nostri bimbi

Attenzione alle Meduse!

dal Bambino Gesù, ospedale pediatrico – Roma

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Sembrano dei polipi rovesciati. Hanno un aspetto gelatinoso, colori scintillanti, filamenti fluorescenti. È un piacere osservare l’agilità delle contrazioni che le fa muovere per propulsione. Eppure, a dispetto del loro aspetto elegante e sinuoso, le meduse possono rappresentare un fastidioso pericolo per i nostri bimbi. Ecco qualche consiglio su cosa fare in caso di contatto con questi affascinanti animali marini, composti per lo più di acqua e capaci di irritare la nostra pelle.

LA MEDUSA PUNGE?

No, la medusa non punge, né morde. I suoi tentacoli emettono una sostanza urticante per la pelle, che causa irritazioni cutanee dolorose, gonfiore e arrossamento. Per avere questa reazione cutanea, non è necessario essere sfiorati dalla medusa: basta solo entrare in contatto con il liquido urticante che libera attraverso i suoi filamenti.

COSA SI SENTE AL CONTATTO CON LA MEDUSA?

Al primo contatto tra la pelle e la medusa, il bambino percepisce un forte bruciore e dolore. Subito dopo la pelle si irrita, diventa rossa, e compaiono piccoli pomfi (rigonfiamento della cute), tipo orticaria. La sensazione di bruciore comincia ad attenuarsi dopo 10-20 minuti. Poi il bimbo inizia ad avvertire un intenso prurito.
Se viene colpita un’area più estesa del 50% del corpo del bimbo, l’intensità di dolore e del bruciore può diventare insopportabile.

COSA FARE IN CASO DI CONTATTO?

La prima cosa da fare è tranquillizzare il bambino e farlo respirare normalmente. Se si è vicini alla riva, farlo uscire dall’acqua. Se ci si trova a largo, sorreggere il bambino e richiamare l’attenzione per farsi aiutare, specie se anche l’accompagnatore è venuto a contatto con la medusa. Per prima cosa verificare che non vi siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e, nel caso, eliminarle delicatamente con le mani. Se non si dispone di medicamenti, può essere utile far scorrere acqua di mare sulla parte interessata per tentare di diluire la sostanza tossica non ancora penetrata.

COME SI DEVE CURARE LA PARTE IRRITATA?

La medicazione corretta consiste nell’applicazione di Gel astringente al cloruro d’alluminio. Il Gel astringente ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine. Purtroppo non è ancora diffusa in Italia l’abitudine di portare con sé questo gel, che è utile anche per le punture di zanzara. In mancanza di questa pomata, si può usare una crema al cortisone anche se ha un effetto più ritardato (entrano in azione dopo 20-30 minuti dall’applicazione), cioè quando il massimo della reazione si dovrebbe già essere spenta naturalmente.
Evitare di grattarsi o di strofinare la sabbia sulla parte dolorante. E non usare medicazioni estemporanee con ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone: peggiorerebbero la situazione.

QUANDO CI SI DEVE PREOCCUPARE?

Se immediatamente dopo il contatto, la reazione cutanea si diffonde e compaiono difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione e disorientamento, chiamare il 118 e spiegare di cosa si tratta: si riceveranno le istruzioni sul da farsi in attesa che arrivi il personale di Pronto Soccorso.

QUALI SONO GLI ESITI?

L’area di pelle colpita dalle meduse rimane sensibile alla luce solare e tende a scurirsi rapidamente. Per evitare che la pelle si macchi, è bene evitare pomate antistaminiche e occorre tenere coperta, o ben protetta da uno schermo solare, l’area colpita, fino a quando la razione infiammatoria non scompare (non più di due settimane).

14agosto

Milocca-MilenaLibera nel Mondo

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ferragosto risorgono gli zombie …

Rino Nania

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Vivo sempre con l’ingenua speranza che i fatti e le dinamiche della politica, una volta per tutte, possano cambiare ed immagino, illudendomi, una dimensione diversa per l’avvenire del nostro paese.
Invece stamattina ascoltando le trasmissioni radiofoniche sentivo che i soliti autorevoli soloni ipotizzavano nuovamente un ritorno al governo di questo turlupinato paese dei redivivi Enrico Letta, Valter Veltroni, Raffaele Cantone, Sabino Cassese ed il solito Mario Monti.
Si prefigurava così che i soliti detentori del potere_nascosto negli arcana imperi intendono, ancora una volta, commissariare la Repubblica_Italianacon le solite facce ed i soliti triti intendimenti ovverosia quello rispondere ai voleri di un sistema globale che in tutti i modi si può qualificare ma certamente nulla ha a che vedere con la democrazia reale e rappresentativa.
Insomma per l’ennesima occasione ed in questo frangente si vogliono svuotare gli esiti elettorali per dimostrare che comunque il popolo, pur esprimendo la sua propria libera volontà, checché ne indichi la nostra tanto apprezzata Costituzione, non possiede il potere di esercitare e far rispettare il volere del corpo elettorale e che sancisce, in via definitiva, che la sovranità non appartiene allo stesso organo originario dello Stato.
Sicché la locuzione che vorrebbe farci credere che ‘La sovranità appartiene al popolo,’ appare solo un miraggio, la cui astrattezza rende il principio povero di sostanziale valore e chiunque può permettersi di disattenderlo senza subire alcuna sanzione, neppure di natura morale.
L’attuale crisi di governo sembra, così, l’ennesima occasione persa per rendere la democrazia italiana coerente con i propri dettami ed invece appare, nel suo solito costume, preda dei soliti cialtroni che usurpano di sottobanco e con sotterfugi le prerogative istituzionali violando i principi costituzionali, agendo, ancora una volta, a viso coperto … come i soliti noti.

(#Rino_Nania / 14 agosto 2019)

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