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Archive for 12 agosto 2019

Conclusa l’edizione 2019 della Festa di S. Antonio Abate, rivolgiamo un sincero ringraziamento a quanti ci hanno accordato aiuto, fiducia, sostegno e collaborazione. La stanchezza passerà, lasciando il ricordo di una grande, accaldata e affollata festa di Dio e di Popolo.


Appuntamento al 17 gennaio per la memoria liturgica e, ancora una volta: troppa grazia S. Antonio!

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I contadini africani stanno installando alveari lungo i loro campi – ma non per avere il miele!

The Elephants & Bees Project / Lucy King

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Se i contadini europei devono difendere il loro raccolto da lepri o talpe, i loro colleghi africani si trovano di solito a fronteggiare un nemico ben più pesante. Gli elefanti sono infatti la prima causa di devastazione delle coltivazioni africane, e come potete immaginare i coltivatori disperati ricorrono ad ogni mezzo per tenerli lontani.

Per arginare questa lotta estenuante, che spesso arriva a ferire o uccidere sia gli uni che gli altri, è intervenuta la zoologa Lucy King con una soluzione naturale e sostenibile.

Tutto parte da un presupposto: gli elefanti sono terrorizzati dalle api.

A quanto pare gli enormi pachidermi sono terrorizzati da questi laboriosi insetti poiché questi tendono a pungerli all’interno della proboscide. In quel punto del corpo c’è ben poco che l’animale possa fare per avere sollievo, e per questo si tiene ben lontano dagli alveari.

Installando delle arnie ad intervalli regolari lungo il perimetro delle aree coltivate, la zoologa ha pensato di creare una barriera naturale per tenere lontani questi animali dal prezioso raccolto dei contadini.

 

Il test di avviamento compiuto nel 2009 ha dato risultati eccellenti: i pachidermi si allontanavano appena sentivano il ronzio degli insetti che pattugliavano il territorio intorno al nido.

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(altro…)

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Perché non copiamo i buoni esempi diffusi nei paesi più civili d’Italia?

Betta Calasci

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cassE la chiamano “raccolta differenziata porta a porta”!

Ecco una batteria di “cassonetti intelligenti” .

Guardateli: si aprono con una specifica card e quantificano il “rifiuto” (materiale post-consumo).

Questa sì che si chiama raccolta differenziata: efficace, efficiente e trasparente. E ovviamente più si differenzia e meno si paga.

Altro che la nostra “raccolta differenziata porta a porta” precaria, complicata e forse persino inutile.

Ed elargiscono pure le sanzioni…..

Ma da noi quando arriverà?

 

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Scuola in Sicilia da 0 a 6 anni, parte nuovo sistema integrato: più servizi

La Sicilia

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Scuola in Sicilia da 0 a 6 anni, partenuovo sistema integrato: più servizi

Inviata ai comuni dagli assessori regionali all’Istruzione e alla Famiglia una direttiva con le modalità di destinazione di oltre venti milioni di euro, da integrare con le risorse residuali di annualità precedenti. Ecco tutte le novità

Parte il nuovo sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni della Regione Siciliana. Gli assessorati all’Istruzione e alla Famiglia hanno inviato, a firma degli assessori competenti Roberto Lagalla e Antonio Scavone, una direttiva ai comuni con le modalità di destinazione di oltre venti milioni di euro, da integrare con le risorse residuali di annualità precedenti. In sinergia con l’ufficio scolastico regionale, il governo Musumeci aveva già annunciato il progetto agli enti locali lo scorso mese di marzo, con l’obiettivo di favorire la continuità didattica ed educativa, rimodulando il percorso scolastico dell’alunno sin dai primi anni di vita.

«Da un lato – dice Musumeci – puntiamo ad aumentare il numero di bambini che avranno accesso ai servizi, dall’altro a offrire servizi migliori e integrati alle nuove esigenze delle famiglie». Per i servizi della prima infanzia (da zero a tre anni) una prima somma individuata è di circa 12 milioni di euro. Sarà possibile, così, accrescere il numero dei posti, con la gratuità del servizio, per circa mille bambini nelle strutture private accreditate alla Regione o provvedere all’ampliamento di altrettanti posti nelle strutture pubbliche comunali. A questa misura ne viene affiancata un’altra che permette di allargare l’accesso al «bonus nido» nazionale, con criteri e priorità analoghe allo stesso, ma che prescindono, in prima istanza, dal reddito, in maniera da intercettare anche quei target sociali che oggi presentano importanti difficoltà economiche, soprattutto in presenza di più bambini in famiglia.

Le linee guida consentiranno, inoltre, di incrementare la qualità dei servizi attraverso un ampliamento dell’orario di accoglienza, compresi i mesi estivi durante i quali spesso i nidi sono chiusi, rispondendo così positivamente alle esigenze lavorative delle famiglie e provvedendo, nel contempo, alla realizzazione di progetti che aumentino l’accessibilità del servizio.
Per la scuola dell’infanzia, da tre a sei anni, di competenza del dipartimento Istruzione, la prima novità è rappresentata dall’abbattimento dei costi a carico dei comuni per le mense. Con due milioni e mezzo di euro, infatti, sarà messo a disposizione un contributo di circa quaranta euro per 63mila bambini. Altri due milioni e mezzo di euro serviranno, poi, per l’accoglienza gratuita di due bambini, in condizioni di disabilità certificata o di disagiate condizioni economiche, per ogni scuola dell’infanzia che ne abbia fatto richiesta, per un totale di 2.386 alunni.

È poi aumentato il numero delle «Sezioni primavera» – riferite alla fascia d’età dai ventiquattro ai trentasei mesi – che passano da 138 a 252 grazie al contributo di oltre un milione di euro. Questo consentirà di potenziare il servizio in favore delle famiglie, permettendo una maggiore distribuzione sul territorio regionale. Sono state, inoltre, incrementate le risorse a disposizione delle Sezioni già esistenti, grazie a un ulteriore stanziamento di quattrocentomila euro. Per ognuna delle nove province siciliane sarà realizzato un «Polo didattico», cui sono destinati complessivamente 180 mila euro per avviare, anche in collaborazione con le università, iniziative di progettazione e ricerca pedagogica e didattica in continuità con la scuola primaria.

Altra novità, infine, riguarda la formazione del personale: con un budget di oltre 180 mila euro saranno istituite le scuole “Polo per la formazione», già individuate dall’ufficio scolastico regionale, che avranno il compito di organizzare, per docenti ed educatori del territorio, due moduli di trenta ore ciascuno, dopo aver rilevato i bisogni formativi.

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