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Archive for 14 luglio 2019

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Questa splendida creatura si chiama Sicilia

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Questa splendida creatura si chiama Sicilia

Adriana Vitale

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L’umanità in uno sguardo, la tenerezza tra le braccia, la bellezza nei cuori, il sorriso della speranza. Restiamo umani verso tutti 💞

Foto di Gennarino Saltalamacchia

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REGIONE, SANITÀ

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PRONTI I CONCORSI PER RIPORTARE IN SICILIA 1600 TRA INFERMIERI E OPERATORI SANITARI

l’Opinione della Sicilia

Riportare in Sicilia circa 1600 professionisti, tra infermieri e operatori socio sanitari.

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Questo l’obiettivo di due “concorsoni” che saranno pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Regione – così come prevede la normativa – successivamente su quella nazionale e che riguarderanno le Asp di Palermo e Catania.

Si tratta della manovra di mobilità, regionale e interregionale programmata dal Governo Musumeci e messa in atto dalle Asp di Palermo e Catania, rispettivamente per i Bacini occidentale e orientale della Sicilia, che proprio ieri hanno emanato le delibere avviando così le procedure.

Si avrà tempo fino al trentesimo giorno dalla pubblicazione per presentare le domande di partecipazione.

Se i posti messi a bando non saranno coperti attraverso i percorsi di mobilità, in automatico si procederà a un concorso per titoli ed esami che consentirà l’ingresso nel mondo del lavoro ad altri professionisti.

Per l’area ovest della Sicilia sono stati previsti 719 infermieri e 236 operatori socio sanitari, per un totale di 955 unità.

Nel bacino della Sicilia orientale, invece, sono stati previsti 391 infermieri e 227 operatori socio-sanitari, così il concorso del bacino est mette a bando 618 unità.

Complessivamente i due ‘concorsoni’ interesseranno 1573 posti. Va ricordato inoltre che, nell’ambito dell’apertura del nuovo ospedale San Marco di Catania, recentemente sono state già ultimate le procedure indette dal policlinico Vittorio Emanuele per 110 infermieri, alcuni dei quali hanno già preso servizio, mentre entro il primo ottobre saranno assunte le altre unità.

I numeri dei due concorsi di Bacino sono il frutto di un’attenta ricognizione del fabbisogno delle Aziende del servizio sanitario regionale disposta dall’assessore alla Salute, Ruggero Razza.

L’assessore regionale alla sanità Razza e il governatore della Sicilia Musumeci

Di fatto si è provveduto a dare copertura all’ottanta per cento delle esigenze di personale, una misura programmata, oltre che dalle riserve stabilite per legge, anche per comprendere al meglio gli ‘effetti d’uscita’ scaturiti dalla cosiddetta ‘quota cento’. Successivamente, infatti, è stata già definita la predisposizione di una procedura per garantire la copertura del restante fabbisogno. Inoltre, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha dato mandato all’assessore Razza di procedere all’apertura dei concorsi per tutte le posizioni.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci commenta:

“È un’importante operazione di richiamo dalla quale auspichiamo possa innescarsi un vero controesodo dei cervelli e delle braccia. Perché, se da un lato, puntiamo a proseguire l’azione di ripopolamento degli ospedali siciliani migliorandone il funzionamento, contribuendo anche ad accrescere l’offerta al paziente, dall’altro immaginiamo anche i tanti processi di ricongiungimento degli affetti. Per ogni professionista che torna, infatti, ci sarà probabilmente un coniuge, quindi una famiglia che vivrà nuovamente in Sicilia. Ed è bellissimo”.

https://www.infermieristicamente.it/articolo/10748/sicilia-occidentale-bandite-centinaia-di-mobilita-e-concorsi-per-infermieri-532-posti-e-oss-236-posti-scarica-delibera-e-bando/?fbclid=IwAR3iLA5_dzGPXBxqatjIhAJyHiIbuqOAyVFTaBKhUckCcO1p_kqjE9mJRyg

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“Le donne devono avere il diritto di conciliare lavoro e doveri materni. È giusto così”

Vittorio Feltri

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Un caso di scuola di cui ha riferito ieri il Corriere della Sera.

Una avvocatessa, recatasi a Lodi per un processo, essendo stata convocata d’ urgenza in aula, non ha avuto modo di organizzarsi al fine di collocare il proprio bimbo di nove mesi, cosicché se lo è portato con sé in aula.

E qui è stata redarguita dal presidente della sezione civile. Il quale evidentemente non gradiva la presenza del piccolo nelle sacre (si fa per dire) stanze ove si amministra la giustizia.

La professionista in questione, dottoressa Samantha Ravezzi, non solo ci è rimasta di sasso: ha anche protestato per il trattamento subìto. Ed è scoppiata la polemica.
A mio modesto avviso ha ragione la signora a cui non è certo vietato riprodursi, partorire e accudire all’ infante. Sono dalla sua parte. Che male c’ è portarsi a Palazzo di Giustizia un pistolino, non certo in grado di bloccare una udienza?

Una mamma ha il diritto di lavorare e al tempo stesso di occuparsi della prole. Gli uomini di buon senso dovrebbero saperlo, ma non tutti lo sanno, pertanto una vicenda come questa suscita scandalo. L’ opinione pubblica si divide tra chi sostiene la donna e chi appoggia la severa toga.

In realtà basterebbe un po’ di buona volontà per capire che una madre non può sdoppiarsi nemmeno se la sua attività è quella della avvocatessa. Nella circostanza Samantha cosa avrebbe potuto fare? Buttare il pargolo dalla finestra, affidarlo alla portinaia, rinchiuderlo in automobile? Ha scelto di portarselo appresso.

Meriterebbe un premio che contribuirebbe a rafforzare un concetto elementare: è ridicolo piangere perché le culle italiane sono vuote e poi lagnarsi in quanto una gentile madama cerca di conciliare il lavoro coi doveri materni.

Qui a Libero, considerato parente stretto del diavolo, abbiamo introdotto una regola: le giornaliste che hanno degli eredi e che in certi periodi dell’ anno non sanno dove piazzarli, in assenza di nonne o bambinaie (ben retribuite), hanno facoltà di portarli in redazione. Dov’ è il problema? I fanciulli si siedono al tavolo, disegnano, scrivono, ed essendo sotto lo sguardo vigile delle genitrici non disturbano, anzi rallegrano l’ ambiente nel quale i colleghi seguitano a vergare senza patire alcun inconveniente. Invito i giudici e non solo loro a copiare la nostra indolore iniziativa. Si accorgeranno che a rompere i coglioni non sono gli infanti bensì gli adulti.

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Dal Movimento 5 Stelle la proposta di aggiungere il nome “Milena” a quello di “Stazione di Campofranco”

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cmIl 9 luglio 2019 Il Garante del MeetUp M5S di Milena Giovanni Schillaci una lettera al sindaco e ai consiglio comunale contenente la proposta di aggiungere il nome “Milena” a quello di “Stazione di Campofranco” evidenziando i seguenti punti:

– che la tratta ferroviaria Agrigento-Palermo collega la zona della Valle del Platani con Palermo ed Agrigento;
– che le fermate della tratta Palermo-Agrigento riportano per lo più i nomi dei due paesi più vicini alla stazione (Acquaviva-Casteltermini; Cammarata-San Giovanni Gemini, Roccapalumba-Alia etc);
– la vicinanza del Comune di Milena alla stazione di Campofranco;
– che la vocazione turistica del territorio sta attraendo negli ultimi anni sempre più turisti green;
– che Milena vanta una vocazione turistica considerevole, con la presenza di un museo archeologico, dei siti archeologici risalenti al Miceneo, di un museo della civiltà contadina; una conformazione urbana atipica con le Robbe; il passaggio dei pellegrini della Magna via Francigena, etc;.

In sintesi si chiede:
– al signor Sindaco del Comune di Milena, al sig. Presidente del Consiglio Comunale, ai sigg. Consiglieri del Comune di Milena di vagliare la nostra richiesta e inoltrare la stessa agli Uffici competenti per via istituzionale, al fine di modificare il nome della stazione di Campofranco in Campofranco-Milena;
– al sig. Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Danilo Toninelli e alla Direzione Generale Trenitalia, alla luce di quanto esposto, di modificare il nome della Stazione di Campofranco in “Campofranco-Milena”.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,25-37

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In quel tempo, un dottore della legge si alzò per metter alla prova Gesù: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?».
Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?».
Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso».
E Gesù: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?».
Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.
Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte.
Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.
Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione.
Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.
Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.
Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?».
Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».

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