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Archive for 20 Mag 2019

Convocazione Consiglio Comunale

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Si avvisa che il Consiglio Comunale è stato convocato in seduta ordinaria, pubblica per giovedì 23 maggio 2019 alle ore  19:00, presso la sala consiliare del Comune, sita in Via Rimembranza, 24, per trattare i seguenti  argomenti:
  1. Approvazione verbali seduta precedente previa nomina scrutatori;
  2. Comunicazioni del Sindaco sulle interrogazioni della minoranza sulla brochure “Milocca-Milena Paese delle Robbe di Gesso, sui Rallentatori divelti e mancanti, sulla politica scolastica s sulle iniziative nei confronti dei sindaci di Montedoro, Campofranco e Sutera che invece di coordinarsi nei fatti stanno danneggiando Milena;
  3. Approvazione Regolamento Comunale  sul “Baratto Amministrativo” ai sensi dell’art. 190 del Codice dei Contratti Pubblici D.Lgs. 50/2016;
  4. Relazione sull’attuazione del Piano di Revisione straordinaria delle partecipazioni di cui alla delibera consiliare n°26 del 29/09/2017, ai sensi dell’art. 24, Decreto Legislativo 19 agosto 2016 n. 175, come modificato dal Decreto legislativo 16  giugno 2017, n.100. – Ricognizione annuale partecipate detenute al 31/12/2017​.

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Lettera aperta del prof. Giovanni Schillaci

 

Egregi Tutti,

mi chiamo Giovanni Schillaci, sono un cittadino di Milena nonché docente dell’Istituto Comprensivo di Milena-Campofranco. Per passione e professione, mi è sempre piaciuto riflettere sulle parole e sulla loro etimologia; l’etimo molto spesso ci apre a visuali, che l’uso automatico delle parole a volte ci nasconde: mi ha fatto sempre riflettere la parola politica, il ricercare il bene della città e del cittadino -πόλις, pόlis, “città-stato”, polī́tēs, πολίτης, “cittadino”-, come contributo alla propria comunità, a prescindere dal colore politico.

scuola divisaViste le problematiche che attualmente affliggono le comunità scolastiche e civili di Sutera, Campofranco, Milena, Montedoro, Bompensiere e Serradifalco, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione una proposta che potrebbe mettere d’accordo le varie Amministrazioni da Voi rappresentate e migliorare le comunità scolastiche dell’intera media Valle del Platani, soluzione dove tutti avrebbero da fare un passo indietro per permettere un grande salto di qualità in avanti al proprio territorio:

la creazione di un grosso e stabile comprensivo, l’Istituzione di un “Istituto Comprensivo del Vallone”, con Serradifalco, Montedoro, Bompensiere, Milena, Campofranco ed eventualmente anche Sutera, con una sede centrale per tutti e magari “neutra”.

Come ad esempio Bompensiere. Il comune si troverebbe nel centro di questo nuovo comprensivo e sarebbe una scelta “neutra” per tutte le sedi, non darebbe preferenza a nessuno e sarebbe equidistante da tutti, prevendendo la presenza di personale di segreteria a turno nelle varie sedi, come già avveniva nel comprensivo di Milena-Campofranco; proposta dove ognuna delle parti coinvolte abbia l’interesse a tenere in vita l’altro, per aiutare anche sé stesso.

scuolaUna piccola disamina dei benefici:

  • Partiamo dalla possibile sede centrale, Bompensiere: Il comune darebbe innanzitutto vita alle proprie sedi scolastiche da anni spente, e ritrovandosi al centro di questo nuovo comprensivo, come sede centrale sarebbe una scelta neutra per tutte le sedi, prevedendo, come detto, la presenza del personale di segreteria a turno nelle varie sedi.
  • Sutera: attualmente i propri alunni sono obbligati a recarsi a Mussomeli,a circa 12 km, 30 minuti (strade permettendo), per frequentare la scuola secondaria di 1^ grado, e tra non molto anche per la primaria. Per un motivo “politico” (il bene della polis e dei cittadini), sarebbe più logico e utile ai cittadini abbandonare le vecchie diatribe che hanno spinto Sutera ad andare con Mussomeli, ricongiungendosi adesso nuovamente con Campofranco, permettendo così agli alunni suteresi di frequentare le scuole ad appena 3 KM, ovvero a Campofranco, o accordandosi per la permanenza di alcune classi nella stessa Sutera.
  • 1480667732-1-coni-e-miur-rinnovano-l-accordo-per-promuovere-la-pratica-sportiva-in-tutte-le-scuoleCampofranco: il sindaco ha più volte affermato che la sua scelta è stata fatta perseguendo un criterio di stabilità. Quale maggiore stabilità nell’avere magari parte degli alunni di Sutera a Campofranco, di far parte di un comprensivo davvero stabile con più di 1100 alunni e di non seguire l’instabilità di Mussomeli, visto che con il prossimo ed oramai certo accorpamento dei due comprensivi mussomelesi, il destino delle scuole di Campofranco sarà ancora una volta incerto.
  • Montedoro: per gli stessi motivi di Campofranco, la stabilità, anche l’Amministrazione montedorese dovrebbe ritrovarsi d’accordo, avrebbe comunque la presenza di Serradifalco e nello stesso tempo il proseguimento dell’attuale progetto didattico, rafforzato dalla suddetta stabilità di un grosso comprensivo.
  • Milena e Serradifalco: anch’esse vedrebbero rafforzata la propria stabilità, non solo in termini numerici ma anche da un punto di vista della continuità didattica. Entrambe dovrebbero rinunciare a qualcosa, alla pretesa di essere sede centrale, al fine di creare una realtà che gioverebbe non solo all’intera media-Valle del Platani, ma sicuramente anche alle loro stesse comunità.

Un grosso e stabile Istituto Comprensivo creato grazie allo strumento dell’aggregazione, e non della soppressione, come purtroppo scelto nell’attuale piano di razionalizzazione. Lo strumento dell’aggregazione permetterebbe infatti di lasciare la personalità giuridica ad ogni sede, che non è cosa da poco. Personalità giuridica che invece viene persa con la soppressione.

Questa scelta perseguirebbe inoltre la logica del risparmio ricercata dal MIUR e gioverebbe inoltre anche a Mussomeli, che vedrebbe facilitata la strada per un accorpamento all’interno del proprio comune, come auspicato ufficialmente non solo dalla stessa istituzione scolastica, ma anche dagli stessi docenti e dall’utenza mussomelese.

montalcini101Sperando che questo mio contributo possa essere stato di aiuto e che possa essere fatto proprio dai vari Uffici e dalle varie Amministrazioni coinvolte, vorrei chiudere con un aforisma di Rita Levi Montalcini che era presente nella mia scuola di Milano e che dovrebbe essere da monito per noi abitanti di piccole comunità:

“Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva”!

Distinti saluti, prof. Giovanni Schillaci

 

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Ebbro D’Uva

Iva sugli assorbenti, D’Uva (M5s): «Si torni a coppette mestruali e pannolini lavabili». E twitter non perdona: «Aiutatelo…»

di Simone Pierini

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«Non abbiamo abbassato l’Iva sugli assorbenti perché non c’era la copertura finanziaria in quel provvedimento. E, in più, noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili». Così il capogruppo M5s alla Camera dei Deputati Francesco D’Uva durante la trasmissione Omnibus su La7.

Una dichiarazione che ha scatenato polemiche in studio con gli ospiti, a partire dall’ex magistrato Antonio Di Pietro che lo ha schernito invitandolo a cambiare tema. Disappunto anche da parte della conduttrice Gaia Tortora: «No, vabbè, ma ci fate tornare ai pannolini lavabili? Grazie», togliendogli la parola. E Francesco D’Uva sbotta: «Poi non ci lamentiamo che l’inquinamento aumenta».

L’intervento ha provocato anche l’ironia dei social. Su Twitter molti utenti hanno preso in giro il capogruppo M5s alla Camera dei Deputati: «Aiutatelo… ma a casa sua», scrivono. «Si sarà confuso con l’Ilva», aggiungono. E ancora: «Coppette mestruali, Francesco D’Uva su rieducational channel».

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Fila

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Fagiolino

di Briciolanellatte

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Quando il Sindaco giunse sul posto non riusciva a credere ai suoi occhi. Durante i lavori per la costruzione della circonvallazione la benna di un escavatore aveva portato alla luce un cannone antico.
«È perfetto!» esclamò il Sindaco quasi ballando sul posto. «Appena in tempo per le celebrazioni della Resistenza…»
«Guardi, sig. Sindaco,… si tratta di un cannone del fine Settecento» lo avvisò il prof. Pisquani della Sovrintendenza con tono sommesso. «La Resistenza c’entra davvero poco…»
«Sottigliezze storiche, professore, sottigliezze; qualunque sia l’epoca cui appartiene questo coso… certamente qui si è consumato un atto eroico della nostra Resistenza, di quella prode Resistenza che solo l’Uomo, con la IU maiuscola, può ergere senza tempo avverso la tracotanza del Nemico che pur ci invase in numero soverchio per ogni dove; qui le nostre indomite truppe hanno eretto imperituro baluardo con il loro petto ricolmo d’orgoglio patrio e il loro coraggio ardimentoso al fuoco invasore…» Poi, accorgendosi che il tono gli era scattato automaticamente sulla modalità comizio, il Sindaco tacque.
«Sì, certo», continuò il professore, togliendosi il berretto di lana e massaggiandosi i pochi capelli che aveva sul cranio. «Tutto vero. Tuttavia sento il dovere di farLe notare che questo cannone non è delle nostre indomite truppe ma proprio dei nemici tracotanti: questo è un cannone napoleonico e in quella battaglia del 1796 abbiamo pure perso.»
Il Sindaco lo guardò intensamente come se si sforzasse di capire se il suo interlocutore avrebbe avuto l’ardire di rimettersi a respirare. Il primo cittadino di Lughi aveva anche assunto (spontaneamente) quell’espressione da “bello e dannato” che tanto seduceva Tina, la sua giovane segretaria promossa in pochi giorni da shampista a segretaria particolare (e le cui doti professionali straripavano dalla maglietta leggera che indossava nonostante i zero gradi) e che da qualche tempo compariva sempre al suo fianco ovunque egli andasse.
«Ma allora lei ce l’ha proprio con me!» sbottò a quel punto il Sindaco rivolto al professore.
Tina, che fino a pochi momenti prima si stava mordicchiando le labbra, tutta presa nell’osservare il piglio sexy e autoritario del suo “Fagiolino”, come lei amava chiamarlo nell’intimità e come tutti avevano preso a soprannominarlo al bar, si lasciò andare a una risata liberatoria con un numero imprecisato di denti bianchissimi. Pisquani abbassò mortificato la testa.
«Ma chi vuole che se ne accorga!» insistette il Sindaco uscendo agilmente dalla buca per riguadagnare il piano viario. «Lo voglio pulito e lustrato sulla piazza del paese fra tre settimane» ordinò il Sindaco ai “suoi” indicando il cannone e prendendo la via della Casa comunale; Tina, che aveva rinfoderato la matita eyeliner che usava per prendere appunti (non c’era posto per la penna tradizionale nella sua microborsetta) gli trotterellò dietro con il tacco dodici.

Venne il giorno della cerimonia. C’erano il Questore, il Prefetto, Autorità militari ed ecclesiastiche varie ed eventuali; c’era anche in bella vista Luigino, il nonno del Sindaco, vestito per l’occasione alla bell’e meglio da partigiano anche se, per tutto il periodo della seconda guerra mondiale, aveva tranquillamente lavorato in un bananeto in Sudamerica. Era su una sedia a rotelle, poverino, e, per convincerlo a venire, gli avevano detto che si trattava di una puntata di Linea Verde e che ci sarebbe stata anche Miss Italia. Il nonno, per farsi notare, aveva allora fatto eccezionalmente la doccia prendendo con sé anche una vistosa paperella gialla del nipotino.
Il Sindaco, per l’occasione, si lasciò andare a un discorso vulcanico e trascinante, pieno di citazioni e sentimenti patriottici sempreverdi, spaziando da Luther King a Kennedy, da Gandhi (che non ci sta mai male) a Beyoncé, giusto per catturare l’attenzione dei pochi giovani presenti. Gesticolava in modo misurato e sobrio come aveva provato a lungo davanti allo specchio; fino a quando, nel dare una pacca all’affusto bronzeo del cannone, si sbloccò una specie di uncino che, scattando in avanti, provocò una scintilla. Seguì uno sfrigolio. Pochi attimi dopo, nell’istante in cui il Sindaco si stava chiedendo se avessero controllato che il pezzo non fosse rimasto carico per tutto quel tempo, il cannone con un gran boato esplose un colpo che si infilò dritto dritto tra la banca e la farmacia, facendo incuneare una palla da 22 kg verso la Casa Comunale che sventrò all’altezza della sua stanza. Per il rinculo il cannone prese a muoversi all’indietro, dapprima lentamente, e poi sempre più in modo rapido, trascinando nella sua corsa vessilli e stendardi, trombe e chiarine, fino a quando il peso considerevole del manufatto trascinò giù il pezzo lungo la ripida discesa a ridisegnare il negozio di Pino, il barbiere, che demolì completamente.
Il silenzio si fece sovrano, tanto che si sentirono cinguettare i canarini della signora

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