Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 17 maggio 2019

Annunci

Read Full Post »

Musumeci non vuole disparità tra gli studenti di paese e di città

.

Nella pausa pranzo della Festa per il 73° anniversario dell’Autonomia della Regione Siciliana che si è tenuta a Palermo, il prof. Giovanni Schillaci accompagnato dalla docente universitaria prof.ssa Castiglione, ha avuto la possibilità di incontrare l’assessore Roberto Lagalla e il presidente Nello Musumeci.

mumancipcanMusumeci si è rallegrato quando ha saputo che è di Milena, un paese che ha avuto modo di visitare diverse volte da presidente della provincia di Catania, da deputato europeo, e da presidente della Regione il giugno scorso in occasione delle elezioni comunali persostenere la candidatura del dott. Cipolla.

In quest’occasione ha avuto modo di conoscere e apprezzare sia l’arciprete Luca Milia che gli ha fatto visitare la Chiesa Madre nonchè il maresciallo capo Vincenzo Butera.

schillMusumeci e Lagalla hanno ascoltato cortesemente e condiviso quanto ha riferito loro il prof. Schillaci riguardo la lesione della parità di diritti degli studenti del Vallone con quelli delle città più popolose.

Come si sa gli studenti dei paesini del centro-sicilia sono costretti a fare i conti con la logica del numero minimo delle classi, penalizzati dalla denatalità e dal rischio di percorrere decine di chilometri al giorno per recarsi in scuole lontane dal loro paese, per giunta su strade da terzo mondo piene di buche e di frane.

I due prestigiosi esponenti politici si sono dichiarati disponibili alla richiesta di un incontro privato, premettendo comunque che il tutto dipende dal Miur, che la Regione si premurerà di ricontattare al fine di trovare una soluzione definitiva al disagio del mondo scolastico.

scuola divisa

Il presidente Nello Musumeci, nel suo intervento, a tal proposito ha infatti sostenuto: Anche gli alunni dei paesini della Sicilia centrale devono avere le stesse possibilità in termini di studio dei loro coetanei cittadini”.

Domani pubblicheremo una LETTERA APERTA sul tema della suddetta problematica scolastica del prof. Schillaci alle autorità e ai politici in cui prospetta delle soluzioni.

(altro…)

Read Full Post »

Comunicato del Movimento 5 Stelle di Campofranco

.

Grazie al lavoro di controllo dei consiglieri comunali di minoranza si palesa l’inefficienza di questa amministrazione comunale di Campofranco

.

RinoPitanza

“Tra i vari record negativi dell’amministrazione Pitanza ce n’è uno che ha causato insonnia e preoccupazione nei cittadini campofranchesi per il metodo invasivo con cui è stato perpetrato.

Per la prima volta infatti, alcuni concittadini si sono visti pignorare il proprio c/c dalla SORIT SPA, società di riscossione, vincitrice del servizio tramite bando di gara.

Vista l’unicità del provvedimento, ci siamo chiesti: chissà se questo tipo di atto è previsto nel contratto?

Abbiamo così fatto un accesso agli atti e dagli approfondimentimenti normativi e dalla lettura del contratto, scopriamo qualcosa di incredibile. Il contratto con la sopracitata società di riscossione è scaduto da più di due anni, esattamente il 3 Maggio 2017!

Questo vuol dire che tutti gli atti emessi dalla società di riscossione, da quella data sono illegittimi e quindi NULLI!

Non solo si è quindi permesso che venissero messe le mani in tasca ai cittadini ma lo si è fatto senza aver verificato la legittimità di quell’atto.

Inoltre, vi è anche la gravità del fatto che il Comune ha pagato la SORIT in questi due anni di contratto scaduto. Soldi che ovviamente non dovevano essere erogati e che quindi prefigurano un danno erariale nei confronti dell’ente.

Ancora una volta, grazie al lavoro di controllo dei consiglieri comunali di minoranza si palesa l’inefficienza di questa amministrazione.

Da una parte vi è un controllo scrupoloso e maniacale su tutti gli atti della minoranza (che sconfina spesso dalle proprie competenze) e il bisogno di approvare regolamenti di “grande necessità” come quello sul cerimoniale, sia mai che qualcuno si sieda erroneamente alla destra del padre; dall’altro vi è un’assenza di totale di verifica sugli atti rilevanti che riguardano il Comune che viene amministrato.

Dopo un disavanzo di 175.000 €, un aumento del costo nella gestione dei rifiuti (velata da politiche clientelari), un bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019 non ancora approvati e l’anessa gestione provvisoria, l’amministrazione Pitanza continua ad inciampare peggiorando la situzione economica, finanziaria e sociale dei nostri concittadini.

Ecco i risultati di chi professava competenza, esperienza e capacità di gestione.

Alle volte, per coprire certi buchi una mano di bitume non basta.”

Read Full Post »

L’ingiustizia di precludere il sacerdozio alle donne, e un’interessante obiezione

Renato Pierri

.

“Caro Papa, oggi negare il sacerdozio alle donne è una palese ingiustizia”. E’ il titolo di un mio articolo pubblicato qualche giorno fa sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi.

Di norma prima di pubblicare qualsiasi cosa cerco d’immaginare tutte le obiezioni possibili per verificare se possa aver sbagliato in qualcosa. All’obiezione, però, che mi è stata rivolta da un lettore, devo ammettere sinceramente di non aver pensato.

Il lettore scrive:  «Non capisco la frase: “Oggi negare il sacerdozio alle donne è una palese ingiustizia”. La Giustizia dipende dalla Verità, e per definizione essa non può certo cambiata tra ieri, oggi, o domani! Ne deduco che se lei ha ragione, allora questa è sempre stata un’ingiustizia, e che la Chiesa si è sempre sbagliata».

Nella sostanza, se non sbaglio, l’obiezione è la seguente: se precludere il sacerdozio alle donne è un’ingiustizia oggi, significa che è sempre stata un’ingiustizia, e sia Gesù sia la Chiesa hanno commesso un errore.

Rispondo con un breve racconto che si svolge nel nostro tempo. Sono a letto con la febbre alta, bisogna andare in farmacia ad acquistare un antipiretico. Entrambi i figlioli, femmina e maschio esprimono il desiderio di fare la commissione. E’ sera tardi, le strade sono deserte, il quartiere non è tranquillo. La figliola correrebbe rischi assai maggiori del maschio. Decido di affidare l’incarico al figlio.  Se avessi fatto uscire entrambi, avrei fatto correre rischi ad entrambi, dovendo il fratello, in caso di pericolo, difendere la sorella. Ho commesso un’ingiustizia? Se si vuole considerarla tale, bisogna ammettere che sono stato costretto a commetterla.

1555164875928.jpeg--Nell’articolo avevo scritto: «Le difficoltà, già insormontabili per un uomo, sarebbero state impossibili da superare per una donna. Chi mai avrebbe dato ascolto ad una predicatrice? Chi le avrebbe mai dato benché la minima importanza? Nella Palestina al tempo di Gesù “la posizione che la società riconosceva alla donna era, da qualsiasi punto di vista, inferiore… Legalmente, la donna era considerata minorenne, e quindi irresponsabile: gli impegni che prendeva potevano essere sconfessati dal marito, e chi li aveva accettati non aveva scampo” (Henri Daniel – Rops, La vita quotidiana in Palestina al tempo di Gesù, Mondadori, pagg. 147 e 148) Come si può pensare, considerato quel tipo di società, che Gesù potesse mandare delle donne “come pecore in mezzo ai lupi” (Mt 10, 16)?».

La risposta è qui. In qualche modo Gesù fu costretto a scegliere uomini da inviare “come pecore in mezzo ai lupi”, sia per non far correre inutili rischi alle donne, sia per non compromettere la già difficile evangelizzazione del mondo. Si consideri ancora che mentre oggi l’ingiustizia è palese, come ho scritto, allora palese non era. Per le donne della Palestina contare meno degli uomini era cosa normalissima. Nessuno in quel periodo e in quella società avrebbe visto un’ingiustizia nella scelta di Gesù.

Ma vedete, la Chiesa spiega che si comporta così perché anche Gesù si comportò così, ma non sa spiegare perché Gesù si comportò così. 

Read Full Post »

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: