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Archive for 15 maggio 2019

Per un’Autonomia della responsabilità e non certo dei privilegi

Nello Musumeci

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Vogliamo un’Autonomia della responsabilità e non certo dei privilegi, un’Autonomia che trovi finalmente una sua corretta e piena applicazione. Nelle intenzioni dei padri fondatori doveva rappresentare una straordinaria opportunità per recuperare il divario tra la #Sicilia a le regioni del nord e invece è spesso diventata un vergognoso paravento per coprire politiche scellerate e non certo improntate a uno sviluppo serio e concreto.

#autonomiasiciliana #governoMusumeci

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Tre sindaci e un deputato regionale dall’assessore Lagalla

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I sindaci PITANZA – GRIZZANTI – BUFALINO

Ieri mattina i sindaci Rosario Pitanza di Campofranco, Renzo Bufalino di Montedoro, Giuseppe Grizzanti di Sutera, con i propri assessori comunali alla pubblica istruzione, accompagnati dal deputato Michele Mancuso sono stati ricevuti dall’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Roberto Lagalla per vedere cosa si può fare sulla difficoltà dei vari comuni a formare classi con un minimo di 15 alunni che si iscriveranno per il prossimo anno scolastico alla 1^ media.

LAGALLA

Attualmente si prevedono per il 2019-2020 classi con un numero variabile tra 11 e 13, comunque inferiore a 15; mentre per i prossimi anni il numero delle iscrizioni dovrebbe aumentare visto che le attuali terze e quarte classi elementari asssicurerebbero di raggiungere o addirittura superarare quota 15.

Limitatamente al problema numerico – ci sono tanti altri problemi che tormentano le varie scuole del Vallone – non sembra improbabile ottenere una deroga per il prossimo anno, ma bisogna attendere un po’ di tempo in attesa che il governo nazionale nomini il dirigente dell’USR (ufficio scolastico regionale), dopo di che si dà per scontato il parere faorevole dell’assessore regionale Lagalla.

MANCUSO

L’incontro si è svolto in modo pacato ma determinato e i sindaci hanno potuto esprimere la situazione e i bisogni delle cittadine amministrate grazie alla mediazione dell’on.le Mancuso al quale si sono rivolti per l’incontro.

Il deputato Michele Mancuso si dichiara soddisfatto ma invita a non abbassare la guardia perché i giovani studenti non siano costretti a fare i pendolari in una parte della provincia in cui la viabilità è pessima e annuncia atti eclatanti se i governanti dovessero dimostarsi sordi alle richieste dei centri più piccoli del nisseno.

paDi questo e dei tanti altri problemi del mondo scolastico questo blog ha trattato e tratterà continuamente, disponibile a pubblicare ogni osservazione utile a risolvere nel migliore modo possibile la crisi della scuola di Milena e dintorni che dovrebbe stare a cuore dei sindaci, dei consigli comunali e del mondo scolastico di questa zona marginale del nisseno.

Ieri abbiamo pubblicato l’interrogazione dei consiglieri comunali di Milena Domani al sindaco per conoscere quale politica scolastica l’amministrazione vuole seguire a tal proposito. Nei prossimi giorni ospiteremo una proposta del prof. Giovanni Schillaci e di altri ancora per mantenere viva l’attenzione e se possibile trovare la migliore soluzione possibile.

scuole

 

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DIO NON PAGA SOLO DI SABATO

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Quante volte lo abbiamo sentito dire e, quante altre con la nostra proverbiale aria di sufficienza, non abbiamo badato alle parole. Ultimamente ci siamo “specializzati” nel ripescare vecchi modi di dire. Un po’ per quello che ci accade, un po’ per quello che vediamo intorno a noi. Sempre e comunque ritorniamo ad ascoltare e sentire le parole di chi saggiamente ci ammoniva o cercava di confortarci. Non si sa!

A quell’età non davamo peso alle parole e a volte le consideravamo parole al … vento. Ci ricrediamo anche su questo!

Spesso alla fine di una discussione in cui s’era subito un torto, ecco che scattava la famosa frase “Dio non paga solo di sabato!” Non la capivamo davvero, che ingenui! Oggi però ci siamo ritrovati a ripeterla senza badare alla precedente noncuranza e ci siamo perfino stupiti di riproporla e pronunciarla all’uopo! Come se improvvisamente ne avessimo capito, colto o forse è meglio dire, toccato con mano il senso!

Se ci sentissero, verrebbe giù l’intero Paradiso!

Andiamo ad analizzare la frase ed è possibile quasi paragonarla all’altra “tutti i nodi vengono al pettine”, ma non rendono allo stesso modo e soprattutto non hanno lo stesso valore.

Dio non paga solo di Sabato è come tirare in ballo la legge della causa e dell’effetto.

A quanto pare il sabato era considerato, anticamente, il giorno in cui si riscuoteva la paga. Da questa usanza pare, si sia giunti ad usare la metafora, a nostro giudizio quasi blasfema. Noi riteniamo infatti che Dio, misericordioso e buono, non è un Dio che distribuisce punizioni, quindi il modo di dire sarebbe fortemente in contrasto con i dettami stessi. Noi crediamo, molto semplicemente, che Dio sia stato tirato in ballo solo ed esclusivamente per avvalorare la teoria che chi fa male aspetti male e chi fa male deve avere il timore di Dio. Un ammonimento per mettere in guardia i malvagi sulle azioni sconsiderate e virulente verso il prossimo.

Attenti! Dice il proverbio che anche dopo anni si può pagare per un male procurato!

Ridiamo, perché le cose devono essere andate proprio così, e teologia a parte, ci sembra davvero di risentire quella voce che continuava quel proverbio … “ se Dio non ha pagato il sabato, paga la domenica!”

Quanta verità in poche parole!!

Allora ricapitolando i malvagi, la gente che ci ha fatto del male, ci ha osteggiati, ci ha imbrogliati e che apparentemente sembravano averla fatta franca … col tempo si scopre invece che la giustizia divina (?) li ha raggiunti e puniti. Quel Dio inevitabilmente e immancabilmente risponde.

Ma dopo tutto questo tempo a noi, dispiace, perfino sapere che stanno pagando per quell’antico conto …

Oggi il “modernariato” preferisce chiamarlo Karma, e sono quei conti che restano in sospeso per un tempo indefinito che sembra infinito, ma ad un certo punto come un lampo del cielo arriva ad illuminare, quel Karma si presenta e non possiamo far altro che … sorridere.

Non riusciamo a godere … dopo tutto, al “pagamento” di certa gentaglia …

Non ci riusciamo è più forte di noi. Però dobbiamo ammettere che Dio, o il Karma o quello che è, arrivano eccome!

La soddisfazione, quella maligna, non è nelle nostre corde, non ci appartiene, mai sapremmo gioire di chi tribola, neanche di chi ci ha fatto danni. Mai!

Questa, molto probabilmente è la migliore delle soddisfazioni, rendersi conto di essere fatti proprio di un’altra pasta.

Con le ultime straordinarie scoperte, qualcuno ha chiuso o sta chiudendo un conto!

C’est tout!

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Approvato all’Ars il Ddl sulla semplificazione amministrativa

Nello Musumeci

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La stagione delle riforme si apre con l’approvazione di una legge governativa che punta a snellire le procedure burocratiche nella Pubblica amministrazione. È un omaggio ai cittadini stanchi ed esasperati di attendere i lacci e i cavilli di certa burocrazia. Mi fa piacere che tutto il Parlamento abbia, con responsabilità, condiviso questo obiettivo prioritario. Andiamo avanti!

“Ringrazio il parlamento per la lezione di stile istituzionale offerta questo pomeriggio il parlamento ha assunto una posizione assai responsabile, proseguendo su questa linea la stagione delle riforme può essere portata avanti, con il confronto su tutte le iniziative che riguardano la crescita dell’isola”

Musumeci ha poi invitato i parlamentari a prendere parte alle celebrazioni che si terranno domani mattina al Teatro Politeama con gli studenti di alcune scuole palermitane, per celebrare il 73esimo anniversario della concessione dello Statuto siciliano.

#Sicilia #governoMusumeci #menoburocrazia

 

Aricò: «Con il leale confronto in aula parte la stagione delle riforme così si incentiveranno gli investimenti in Sicilia»

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«Lo snellimento delle procedure amministrative in Sicilia, atteso da numerosi anni, finalmente è realtà. Il via libera dato dall’Ars al disegno di legge governativo sulla semplificazione burocratica, infatti, è un importante risultato raggiunto dal governo Musumeci.
Dal leale confronto parlamentare, testimoniato anche dall’approvazione all’unanimità dei votanti, prende così il via la stagione delle riforme in Sicilia.
Gli imprenditori potranno ora contare su procedure e tempi certi nel loro rapporto con la pubblica amministrazione, finora spesso ostacolato da una burocrazia lenta e farraginosa che invece di attrarre investimenti li scoraggia».
Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, aggiungendo: «I responsabili di ritardi nei procedimenti saranno individuati con precisione e sanzionati dal punto di vista disciplinare in caso di inerzia, così come è assicurata la massima trasparenza di tutte le fasi dell’iter burocratico.
Inoltre, la legge appena approvata dall’Ars compie scelte innovative rispetto alla disciplina nazionale, con l’obiettivo di rendere maggiormente significativa ed incidente la portata degli istituti di semplificazione sulla realtà socio-economica siciliana.
Fondamentale pure l’ulteriore semplificazione degli istituti della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e del silenzio-assenso, ed è pure importante aver ribadito l’uso della telematica da parte delle amministrazioni e la presenza dello sportello unico. Il prossimo obiettivo sarà l’approvazione dell’ufficio speciale “Invest Sicilia”».

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Roma, turisti truffati: conto-choc per due hamburger e due cappuccini, lo scontrino diventa virale

Libero

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Lo scontrino reso pubblico dai due è diventato un caso social rimbalzando da un profilo all’altro ma è solo l’ultimo caso di una lunga serie.

 

Dalla parte proprietari è stato detto che “se i costi di prodotti e servizio sono regolarmente scritti sul menù, ai titolari si può certo imputare una colpa morale, ma niente più”.

Dall’altra invece si è detto che, certo, va bene uno scontrino esorbitante quando si mangia in un locale di altissimo livello degustando pietanze prelibate. Ma pagare oltre 80 euro per 2 hamburger e due cappuccini, lascia davvero l’amaro in bocca.

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I retroscena del mini test elettorale nell’Isola che ha visto trionfare il M5s e che creato qualche malumore nel Carroccio

di Mario Barresi

L'ira leghista per i ballottaggi in Sicilia: «I grillini sono traditori, la pagheranno»

CALTANISSETTA –  I numeri erano chiari già in nottata. Ma l’ira ha qualche ora di tempo, dopo un’alba insonne, per decantare. Diventando rabbia consapevole: «Sono inaffidabili, ci hanno tradito. Questi…». Seguono improperi. Il concetto però è chiaro: i leghisti siciliani sono furibondi. «I cinquestelle non hanno rispettato i patti: noi li abbiamo sostenuti e fatti vincere a Caltanissetta, loro a Gela sono rimasti a casa e il nostro candidato non ha avuto un solo dei loro voti…».

Lo sfogo mattutino, dopo i due ballottaggi persi dalla Lega (oltre a Giuseppe Spata sconfitto da Lucio Greco con appena il 52% nello scontro gelese, anche Giorgio Randazzo battuto sul filo di lana da Salvatore Quinci a Mazara) non è soltanto una questione siciliana. Perché il teorema del “tradimento” – che fra i colonnelli regionali è molto di più, “una certezza matematica, numeri alla mano” – è arrivato in tempo reale alle orecchie di Matteo Salvini. Che ha prestato molta attenzione quelle che a un primo ascolto potevano sembrare giustificazioni, o peggio ancora scuse, per la doppia sconfitta ai ballottaggi siciliani. «Caro Matteo, questi ci hanno fregati. E ora esultano non solo per le loro vittorie, ma anche per le nostre sconfitte». In effetti, pallottoliere elettorale alla mano, il ragionamento condiviso in mattinata anche col il viceré siciliano Stefano Candiani (riconfermato venerdì scorso commissario regionale del partito, smentendo le voci su una staffetta con il senatore ligure Francesco Bruzzone) riguarda soprattutto ciò che è successo – o che non è successo – nel Nisseno, «anche perché di sostegno al nostro candidato di Mazara non se n’era quasi parlato».

Nel cuore della Sicilia, invece, la tentazione gialloverde era un patto politico chiaro. Seppur non ufficializzato, né con apparentamenti ai ballottaggi né con dichiarazioni di voto. E i contraenti erano due, entrambi nisseni: il deputato leghista, Alessandro Pagano, e il vicepresidente dell’Ars, Giancarlo Cancelleri. È Pagano – in auge fino allo sbarco di Candiani, che l’ha messo da parte – ad aver tessuto, da buon ex Dc-Fi-Ncd, la tela gialloverde. «Ti sei fatto prendere in giro come un novellino», è il fuoco amico dal quale adesso il deputato di San Cataldo deve difendersi. Ed è l’astensione-monstre di Gela (sei elettori su dieci domenica hanno disertato le urne) la «prova matematica» di chi adesso gli chiede conto e ragione. E sarà proprio Candiani, domani in conferenza stampa a Catania, a «fare il punto della situazione».

Pagano, che comunque ha il merito politico di aver creato quasi dal nulla due candidati leghisti, portandone uno in finalissima e uno al 12%, subisce anche l’attacco dell’arcinemico Gianfranco Miccichè: «Pagano ci odia. Quando uno va via da un partito poi ti odia, come accade in amore… Non c’è dubbio alcuno che Pagano per farci perdere ha fatto l’accordo con i cinquestelle», afferma velenoso. Con requiem finale per l’asse gialloverde e inno alla gioia per il “Nazarenino”: «Se avessimo fatto a Caltanissetta lo stesso accordo che abbiamo fatto a Gela avremmo vinto…».

57550572_2439886812688375_8481807536192749568_nConcetto messo agli atti dall’aspirante sindaco sconfitto. «C’era un accordo da retrobottega tra il M5S e la Lega di Salvini per farmi perdere. Non c’è stato un apparentamento tecnico ma palese, con messaggi e telefonate. Insomma, un accordo vero e proprio. Pur di fare perdere me, la Lega ha cercato di sostenere in tutti i modi grillini, alludendo a uno schema di governo nazionale. Una cretinata», dice Michele Giarratana ad AdnKronos.

Se c’è un tradito, dev’esserci un traditore. I leghisti additano ovviamente Cancelleri. Ma il leader siciliano del M5S si scansa: «La Lega a Caltanissetta è stata determinante, ma solo al primo turno. Se si fosse alleata con Giarratana al primo turno non saremmo qui a festeggiare. Ma al ballottaggio ha vinto Gambino , candidato del cambiamento». Nessun tentativo di chiarimento con la controparte leghista, che forse ieri sarebbe andato a vuoto. Si sono rotti i telefoni.

Ma Pagano, tutt’altro che un «novellino», ha ben argomentato la sua difesa con Salvini. Tant’è che il capo del Carroccio s’è convinto dell’«inaffidabilità» di quei «traditori» dei grillini.

 

(altro…)

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