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Archive for 14 maggio 2019

Interrogazione sulla politica scolastica dell’Amministrazione comunale e sulle iniziative che si intede intraprendere non solo nei confronti del sindaco di Montedoro ma anche di quelli di Campofranco e Sutera che, invece di coordinarsi, nei fatti stanno danneggiando Milena.

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Signor Sindaco,

montedIn riferimento al comunicato del Sindaco di Montedoro apparso sulla stampa, in cui si manifesta la volontà di voler trovare soluzioni circa la mancata formazione della classe prima della scuola di primo grado di Montedoro per la carenza di alunni, chiediamo di conoscere quale posizione lei intende prendere in merito, in considerazione del fatto che la soluzione prospettata, iscrivere/trasferire gli alunni di Bompensiere attualmente frequentanti la scuola di primo grado di Milena, sarebbe di grave nocumento per la scuola di Milena.

Di fatto l’azione congiunta con i Sindaci di Sutera e Campofranco e Montedoro escluderebbe Milena che da questo verrebbe danneggiata.

Vorremmo ricordare inoltre che Milena, Bompensiere e Montedoro appartengono ad un consorzio consolidato quale terre di Collina e questa operazione sarebbe in netto contrasto con lo spirito cooperativo.

La soluzione proposta dal Sindaco di Montedoro che sarà trattata mercoledì in sede di Ufficio provinciale scolastico con il dott. Luca Girardi, se da una parte risolverebbe il problema di Montedoro, dall’altra lo creerebbe in quello di Milena. Ricordiamo che i ragazzini di Bompensiere frequentano stabilmente le classi di Milena da svariati anni e ciò andrebbe in direzione contraria a qualsiasi criterio di continuità e didattica.

Riteniamo in primis che i ragazzini non possano essere considerati pacchi da poter spostare in base alle esigenze o alle promesse elettorali. Al di là della mera contabilità emerge chiaramente che tutto ciò è in sfregio ai ragazzini stessi che in quell’età vivono un momento delicato e vanno protetti. Le chiediamo di intervenire e stabilire soluzioni eque per i discenti in primis e per la serenità di tutti i paesi coinvolti.

cibubu

Il sindaco di Milena Cipolla e quello di Montedoro

Abbiamo trovato scorretto l’articolo del Sindaco di Montedoro in cui si comunica la presunta soluzione dal quale esclude Milena, ignorandone il danno che causerebbe e deriverebbe  per i ragazzi, per il nostro paese e per la scuola. Questa assoluta noncuranza è irrispettosa e ci turba. Ci dispiace ammettere che questa azione mal si accorda con il compito di amministrare e guidare una comunità se non si è ossequiosi e rispettosi degli altri che vi fanno parte.

Sinceramente rammaricati chiediamo al Sindaco di avversare l’ipotesi di trasferimento in questione e cercare altre soluzioni.

minoranza

Il gruppo consiliare di “MILENA DOMANI” Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi. Maria Giulia Provenzano e il capogruppo Alfonso Cipolla.

Ci saremmo aspettati un confronto di idee su come costruire insieme occasioni di crescita e apprendimento per gli alunni, nuove occasioni e nuove opportunità di integrazione con le scuole dei comuni vicini, magari con una visione strategica e d’insieme con il comprensorio, piuttosto che istanze che appaiono come mere difese di campanile.

La situazione ci sembra grave e meritevole di azioni urgenti. la ringraziano per quanto vorrà fare e progono distinti saluti i consiglieri comunali del gruppo “Milena Domani” Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi, Maria Giulia Provenzano.

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Cipolla (con la fascia) –  Bufalino (senza)

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Rosso, Bianco e Nero

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Ora a Catania: apre presso l’ospedale Cannizzaro di Catania, il reparto di Malattie Infettive ad alto isolamento. È l’unico presente nel Sud Italia.

#CostruireSalute #MalattieInfettive
Regione Siciliana Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro

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Il blitz dell’elemosiniere pro-abusivi mette in difficoltà il Pontefice, caos in Vaticano!

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Papa Francesco

A L’aria che tira, il programma di Myrta Merlino su La7, all’ordine del giorno c’è l’irruzione del cardinale polacco Krajevski nello stabile occupato abusivamente a Roma per ripristinarne l’illegalità.
Il cardinale, lo si ricorda, è l’elemosiniere di Papa Francesco, dunque un nome che campeggia altissimo nelle gerarchie vaticane e vicinissimo al Pontefice.
E dopo Matteo Salvini, tra le fila dalla Lega, anche la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi (candidata alle Europee con il carroccio nella circoscrizione Italia centrale), punta il dito contro Krajevski: “Siamo passati alle occupazioni dei vescovi”.
E ancora, aggiunge la coordinatrice della Lega in Toscana: “Si tratta di una grave illegalità sullo stato italiano”

L’elemosiniere di Papa Francesco, il cardinale Konrad Krajewski, si è addirittura calato nel pozzetto dove c’erano i contatori della luce pur di rompere i sigilli imposti al palazzo occupato da quindici anni in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma e riportare la corrente elettrica per 450 abusivi. Un gesto dichiaratamente illegale, visto che quei sigilli erano stati messi dalle autorità italiane dopo aver accumulato oltre 300mila euro di bollette non pagate.

Un gesto che difficilmente “padre Corrado” ha compiuto in totale autonomia. Anzi, come riporta il Messaggero, il cardinale polacco può essere considerato uno degli uomini più vicini in questo momento a Papa Francesco. Nei confronti del suo elemosiniere, Bergoglio nutre enorme fiducia e ogni cosa che fa gode del sostegno del pontefice, l’unico al quale il cardinale deve rendere conto del proprio operato. Secondo il quotidiano capitolino, insomma, il gesto sarebbe stato voluto da Papa Francesco in persona.

Padre Konrad in teoria rischia di rispondere davanti a un giudice del suo gesto estremo in difesa degli occupanti del palazzo. In realtà il cardinale è cittadino vaticano e gode anche dell’immunità diplomatica. Insomma, il cardinale non rischia nulla, così come continueranno a restare impuniti gli occupanti del gruppo Action e dell’associazione Spint time. Tanto da potersi permettere minacce farneticanti di resistenza civile: “Nel caso in cui l’elemosiniere del Papa venisse denunciato, siamo pronti ad autodenunciarci tutti”, ha detto un portavoce dell’associazione che occupa abusivamente i locali del palazzo, Andrea Alzetta.

Questa mattina, la Areti, la società dell’Acea che gestisce la rete di distribuzione a Roma, ha presentato alle forze dell’ordine un esposto contro ignoti per l’allaccio elettrico nello stabile occupato, ristabilito dopo il passaggio del cardinale Krajewski. Come riporta Repubblica, l’allaccio era naturalmente abusivo, quindi il reato ipotizzato sarà di furto di energia.

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