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Archive for 7 maggio 2019

Vogliamo fare sentire la presenza della Regione Siciliana accanto alla Polizia locale

Nello Musumeci

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I vigili urbani rappresentano il biglietto da visita di una comunità e devono tornare, quindi, ad essere autorevoli per avere pari tutela e dignità delle altre Forze dell’ordine.

L'immagine può contenere: 8 persone, persone sedute, tabella e spazio al chiuso

Per farlo è necessario, soprattutto, investire sulla formazione del personale. Ecco perché rilanceremo l’apposito Centro regionale che da quasi un decennio non ha più operato.

#Sicilia #governoMusumeci

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Stupidario medico

Umorismo involontario: Stupidario Medico

Lino Giusti

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Signor farmacista, mi dia una scatola di preservativi, ma non quelli amari.

Ho fatto le analisi e ho trovato tracce di urina nel sangue.

Dottoressa, mi deve dare una scatola di pillole antifrequentative.

Mio marito con me fa sempre il coyote interrotto.

Per la mia infiammazione il ginecologo mi ha consigliato di mettermi ogni sera un candelotto  vaginale.

Vedo che suo figlio sta bene. E’ alto per la sua età. Lo so dottore, il bambino è una sputazzata di suo padre; è un tipo longines.

Dottore, mi può prescrivere una pomata per le labbra?  Lo vede l’irpef?

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(altro…)

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Guerra e Pace

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Il Papa eretico

Papa Francesco. Lo chiamano eretico ingiustamente

Renato Pierri

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In una Lettera Aperta, studiosi laici ed ecclesiastici affermano che Papa Francesco è colpevole del crimine d’eresia.

Gli studiosi, però, non entrano nel merito delle questioni, nel senso che non dimostrano, basandosi sulla ragione e sul buon senso, la giustezza o meno delle affermazioni di Papa Francesco, dicono semplicemente che esse non sono in sintonia con gli insegnamenti della Chiesa. Vale a dire, danno per scontato che gli insegnamenti della Chiesa siano sempre giusti, per il solo fatto che sono insegnamenti della Chiesa.

Per maggiore chiarezza, mi spiego con un esempio.

Papa Francesco ha capito, e ha fatto capire anche se non lo ha detto esplicitamente, che sarebbe una palese ingiustizia negare il sacramento dell’Eucaristia a due persone buone e oneste, divorziate e risposate.

I cattolici tradizionalisti che accusano Papa Francesco d’eresia, non entrano nel merito della questione, per loro le due persone buone e oneste sono colpevoli perché così ha sempre insegnato la Chiesa, non perché lo suggeriscano la ragione e il buon senso.  Divorziare e risposarsi è una colpa, e basta.

La ragione e il buon senso possono andare  a farsi friggere. Per i cattolici conservatori, unica possibilità per le due persone buone e oneste d’accostarsi all’Eucaristia,  sarebbe vivere come fratello e sorella. Una pretesa crudele. Umana. Certamente non divina. Papa Francesco è riuscito a liberarsi almeno in parte da secolari pregiudizi. I cattolici tradizionalisti sono totalmente schiavi dei pregiudizi.

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Agrigento capitale della fibromialgia

di Rita Baio

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In Cattedrale accolti i camminatori che da Palermo hanno percorso in nove giorni la via Francigena per rendere visibile una patologia per troppo tempo rimasta invisibile. Giorno 3 sono passati da Milena.

Con il suono a festa delle campane della Cattedrale, Agrigento ha accolto i camminatori che hanno percorso in nove giorni la Magna Via Francigena con un solo obiettivo: rendere visibile la fibromialgia.

Partiti il 27 aprile scorso da Palermo, i venti pellegrini hanno marciato affinché “l’invisibile diventi visibile”, facendo diverse tappe lungo i comuni della Magna Via Francigena, in un momento di condivisione che difficilmente dimenticheranno.

In un clima di grande solidarietà, Agrigento si è stretta attorno ai fibromialgici e non soltanto con le parole.

Antonella Danile, amministratore dello Studio Fisiokinesiterapico Damasco, ha messo a disposizione le risorse e le competenze dello Studio spiegando che “ci impegneremo per la formazione nei centri di eccellenza per dare ai pazienti quelle competenze che, adesso, trovano fuori dalla Sicilia. Lo facciamo per rendere visibile una malattia invisibile”.

Giusi Fabio, vicepresidente Aisf area Sud Italia, è stata promotrice del cammino ha raccontato:

“Nonostante mille difficoltà, la stanchezza, e la fatica, abbiamo costituito un gruppo di forte empatia.

Ci siamo sostenuti l’uno con l’altro spinti da un obiettivo comune: farcela a tutti i costi. Nove giorni durante i quali abbiamo condiviso tutto: camere, letti, emozioni. Sì, perché abbiamo camminato dentro noi, ritrovandoci e alimentati dall’importanza del messaggio sociale.

E’ stato bello incontrare le realtà del territorio, le amministrazioni, i comitati, i pazienti. Avevo ragione. Con i miei passi, con le mie gambe, sono arrivata a loro. Li abbiamo incoraggiati, informati e portato il nostro messaggio: non siete più soli”.

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