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Archive for 1 maggio 2019

Il messaggio di Musumeci ai siciliani

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Nel video il presidente della Regione parla del dramma della disoccupazione e delle strategie in atto per uscire dal tunnel, esortando inoltre «ciascuno per le proprie competenze a disporre ogni necessaria misura» affinché «non vi siano più morti bianche»

 «Che festa del lavoro è se il lavoro non c’è»

Un PRIMO MAGGIO di ordinaria amministrazione. Finalmente!

Ruggero Razza

C’è chi la chiama “la fatica del governo” per significare come misurarsi quotidianamente con problemi da risolvere sia un po’ più complesso che prendere carta e penna o rilasciare una intervista.
Se poi non si è mai amministrato neppure un condominio, il rischio (sempre dietro l’angolo) è quello di non avere parametri di riferimento cui riportarsi.
Solo chi non ha mai governato può, infatti, non accorgersi di quanto il governo Musumeci sta facendo per fare ripartire la macchina amministrativa della Regione, impantanata da anni.

Un esempio, lo dico con orgoglio il Primo Maggio, è la lotta al precariato. Non esiste, infatti, un governo regionale che per la stabilizzazione e la dignità del lavoro abbia fatto quanto realizzato in soli 14 mesi dal nostro governo.

L’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e il presidente della Regione Nello Musumeci

E chi straparla di “un governo che non governa” dovrebbe pensare agli oltre diecimila precari (solo tra enti locali e sanità) che stanno finalmente vedendo la stabilità del lavoro, ai dipendenti regionali che dopo vent’anni hanno visto rinnovarsi il contratto, alle tante imprese che non hanno mai visto tante gare d’appalto e tanti cantieri pubblici aperti come in questo primo scorcio di legislatura, alle imprese che hanno ricevuto azioni di sostegno dal sistema creditizio regionale e con fondi comunitari.

Per non parlare delle infrastrutture, dei beni culturali, dei concorsi nella sanità, del turismo, della programmazione delle grandi opere, della scuola pubblica, della crescita dell’export agro-alimentare, della pianificazione del territorio e del rilancio della spesa per la riqualificazione energetica.
Purtroppo, la mancanza di aderenza alla realtà denota la pervicace incapacità di cogliere come il processo amministrativo in tutte le Regioni italiane passi ormai quasi esclusivamente dall’azione dell’esecutivo. E in tutte le Regioni la produttività di un governo locale si misura dagli investimenti programmati e dalle risorse effettivamente spese.
Entrambi gli indicatori hanno visto il governo Musumeci determinare una effettiva inversione di tendenza, che ha comportato anche il salvataggio di tutte le risorse comunitarie a disposizione dell’Isola.
Ma questa analisi, sorretta da numeri e atti amministrativi, postula che si debba avere contezza di cosa significhi amministrare o, almeno, un pizzico di buona fede. E se si pensa che il nostro sia il governo della “ordinaria amministrazione”, io alzo le mani al cielo: finalmente in Sicilia c’è chi pensa a qualcosa di ordinario!
Buon Primo Maggio.

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Giorgia Meloni, la sfida che inchioda i sindacati e i grillini: “Salario minimo prima per prof e poliziotti”

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Giorgia Meloni lancia da Jesolo la sfida sulla tutela dei lavoratori diretta a sindacati e governo.

La leader di Fratelli d’Italia ha organizzato in Veneto lo “Sconcerto del primo maggio”, criticando le organizzazioni sindacali di non difendere i diritti di tutti i lavoratori, ma solo dei loro iscritti.

E al governo lancia una provocazione, con una base molto concreta:

“Salario minimo? Se il governo vuole essere credibile cominci con adeguare i salari delle forze dell’ordine, degli insegnanti, dei troppi dipendenti pubblici sottopagati. Visto che è lo Stato il datore di lavoro di queste persone, cominci lui a dare il buon esempio e poi si potrà parlare di salario minimo per tutti. I lavoratori hanno bisogno di meno demagogia e più azioni concrete”.

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Rispetto per il lavoro

Emmanuel Pedalino
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Un Meccanico fu chiamato per riparare un motore di un macchinario di una società.

Mise a moto il motore ed ascolto per qualche secondo, annuì, mormorò qualcosa tra sé e lo spense.

Prese un piccolo cacciavite dalla tasca e girò a metà a una piccola vite. Poi accese nuovamente il motore e scoprì che funzionava perfettamente.

Il proprietario della società fu felice e si offrì di pagare il conto sul posto.

– “Quanto le devo?” – chiese
– “In totale mille euro
– “Mille euro?! Mille euro per un paio di minuti di lavoro?! Mille euro, semplicemente per aver girato una piccola vite?!

Io so che questo macchinario costa molto ed è importante per il nostro lavoro e per tutta la società, ma… mille euro è un importo pazzesco!

Pagherò solo se mi invia una fattura dettagliata che giustifichi perfettamente questa cifra!”

Il meccanico annuì e se ne andò.
La mattina seguente, il Presidente ricevette la fattura, lesse attentamente, scosse la testa e procedette a pagare, senza indugio.

La fattura riportava:
Servizi offerti:
– Serrare una vite: Euro 1
– Sapere quale vite girare: Euro 999

Questa storia è dedicata ai professionisti che ogni giorno affrontano il disprezzo di coloro che per la loro stessa ignoranza non riescono a capire il valore della conoscenza professionale.

Morale: Si vince per quel che si sa, non per quel che si fa.

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Bilancio regionale, debito scende di 500 milioni: mai così dal 2010

Nello Musumeci

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Il governoMusumeci in tutto il 2018 e nei primi mesi di quest’anno non ha acceso nuovi mutui. Ciò ha consentito la riduzione del debito pubblico regionale che scende finalmente sotto i 5 miliardi ai livelli del 2010.
Un dato non di poco conto che emerge dall’ultimo Bollettino sul fabbisogno finanziario aggiornato al 31 marzo 2019 e presentato dal vicepresidente e assessore all’Economia, Gaetano Armao, assieme ai dirigenti dell’assessorato.

#Sicilia #bilancio Regione Siciliana

PTI.REGIONE.SICILIA.IT
Regione Siciliana – Sito Ufficiale Il Portale della Regione Siciliana

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Aeroporto di Catania, nasce il nuovo Cda: via libera al Torrisi-bis, Gambuzza presidente, Giovanna Candura vicepresidente.

Mario Barresi

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I numeri, sotto il Vulcano, sono bulgari. Ma a sigillarli con la ceralacca c’è un “patto fra galantuomini”, la più rassicurante polizza politica. E oggi – già trovata la quadra su una miscellanea fra partenze e arrivi, conferme e addii – non ci saranno sorprese: Sac avrà un nuovo Consiglio d’amministrazione, che guiderà la privatizzazione di Fontanarossa.

La Regione, la Città metropolitana e il Comune di Catania hanno indicato gli stessi due nomi: Giovanna Candura (nissena, assessora regionale all’Industria con Totò Cuffaro, oggi commissario della Camera di Commercio di Caltanissetta, oltre che stimata dirigente di DiventeràBellissima) e Daniela La Porta (commercialista, attuale consigliera Sac, candidata, non eletta, nel 2018 alle Amministrative di Catania con la lista “Pogliese Sindaco”).

Le nomine condivise di due rispettive fedelissime confermano il sempre più intenso scambio d’amorosi sensi (politici) fra Nello Musumeci e Salvo Pogliese, oltre che la benedizione di entrambi alle scelte di Agen. C’è stata addirittura l’ipotesi che la Regione, socia tramite Irsap, inserisse lo stesso Torrisi fra le proprie designazioni. Una mancata suggestione simbolica, che nulla toglie all’accordo, più che mai blindato, su Fontanarossa.

Ecco il rinnovato consiglio d’amministrazione, Asse Musumeci-Pogliese sulle fedelissime Giovanna Candura e Daniela La Porta

Il pallino è nelle mani di Pietro Agen, presidente della Camera di Commercio del Sud-Est, detentore di oltre il 62% della società che gestisce l’aeroporto di Catania. E la traccia chiara di ciò che succederà oggi alle 15 nella sala riunioni di Sac sta tutta in un foglio A4 nel quale il “socio forte” ha indicato i suoi tre consiglieri sui cinque del board, confermando le indiscrezioni di La Sicilia: Nico Torrisi (amministratore delegato in carica), Sandro Gambuzza (imprenditore di Scicli, espresso da Confagricoltura) e Fabio Scaccia, a capo di un colosso farmaceutico, ex presidente di Confindustria Catania.

Scontato il via libera al Torrisi-bis nel ruolo manageriale.

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