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Archive for 19 aprile 2019

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Quelli che spopolano nel fango del sottobosco politico

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BRUTTI SENZ’ANIMA!

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Spesso abbiamo individuato dei personaggi e ne abbiamo tracciato i contorni, altre volte ci è successo di guardare a delle caratteristiche e trovare similitudini con soggetti vicini o lontani, il più delle volte mossi da incredulità al cospetto di comportamenti e atteggiamenti al limite del civile, abbiamo tentato di smorzare lo sgomento scrivendo.

Un po’ come bruciare il Re carnevale … una specie di rito magico per seppellire per sempre la cattiva stagione e invocare l’arrivo della primavera. Forse inconsciamente, chi può dirlo, anche per noi, scrivere, è stato ed è beneaugurante! Ultimamente ci siamo soffermati ad osservare i comportamenti stereotipati di alcuni soggetti e ci siamo resi conto che in realtà le loro sterili vite sono un pullulare di gente. Ci spieghiamo meglio.

I soggetti in questione amano circondarsi di un nutrito fan club che all’occorrenza attiva la tifoseria, ecco potremmo definirli i manager dell’infamia. Non siamo certi se siano peggiori del soggetto principale o semplicemente dei fantocci in mano a dei geni del male. Certamente la loro esistenza è una costante e quindi una prova che sono strumenti per convalidare la loro immagine.

Il reclutamento viene effettuato spontaneamente dal primus, egli infatti sceglie in base al grado di dedizione. Più si è senza spina dorsale, più si è disposti a rischiare … più si hanno le chances per essere assoldati.

I manager si distinguono perché vengono sistematicamente usati per insultare gli altri, per diffondere storielle e intrighi. Alcuni sono consapevoli, altri invece sono semplicemente facilmente impressionabili, quasi dei creduloni, che si schierano al punto di provare sentimenti negativi verso gente sconosciuta, anche solo dai romanzeschi racconti.

Alcuni li chiamano tirapiedi, quelli che si prestano servilmente per realizzare i progetti altrui, e sempre nell’ambito di un decadentismo culturale, questi soggetti svolgono i compiti più umilianti per conto di potenti in declino, nella vana speranza di ricavarne beneficenze personali. Il famoso tornaconto.

Poi ci sono quelli che preferiscono chiamarli lustrascarpe per sottolineare l’atteggiamento infimo del servilismo proprio di chi guarda al capetto con occhi lucidi ed imploranti per una medaglietta di latta o un favore. Questi tipi che naturalmente hanno un mediocre e piccolissimo punto di vista, sono sempre pronti a mettersi in vista per raccogliere informazioni da riportare, ascoltano, registrano e riportano tutto al ducetto di turno. Immorali perfino negli sguardi! Se il capo schiocca le dita li vediamo accorrere lesti, pronti a calpestare chiunque pur di arrivare in fretta e farsi apprezzare. Rapidissimi e sciolti ad aprire bocca e gelare gli astanti per meglio impressionare il capo e garantirsi la protezione!

Posto riservato a parte ha invece l’incensatrice, a differenza degli altri profili, questa è perennemente dedicata e consacrata al punto di aver azzerato i propri neuroni, ma dubitiamo che li abbia mai posseduti. Dotata di grande intuito riesce ad assecondare il capo con un sol colpo di ciglia o semplice occhiata. Una dipendente a tutti gli effetti, interessata esclusivamente alla propria convenienza.

Nata e costruita con la mentalità feudale, non chiede, non ragiona, non dialoga, non si azzarda neanche a sollevare lo sguardo. Presenzia, tace ed esegue. In pubblico sempre presente, in modo da confermare alla società la posizione eterna, non intralcia mai e con l’atteggiamento mesto e moderato consente al proprio capo di emergere. Pronta sempre a dargli ragione perfino sconoscendo l’argomento, lesta sempre a prendere posizione apertamente pur di avallare il prediletto.

Svolge attività presumibilmente h24. Impiega il tempo, come per gli altri appena descritti, a spargere tonnellate di fango a destra e a manca. Hobby preferito il “curtigglio” che, sapientemente, gestisce tra lavoro, privato e pubblico. Nessuno passa al suo alt! Posata in pubblico scatenata con gli intimi. Una vera vamp! Di poche parole pubbliche e tante, troppe in privato …

Poi ci sono i galoppini dal verbo galoppare, trottare e proprio come i cavalli, ma non di razza, si affannano a correre per il proprio boss. Si allenano per apparire agili e snelli, vengono usati soprattutto per divulgare messaggi pseudo intellettuali, per diffondere l’ideologia, per popolarizzare il Principale. Pedine in un circuito perverso e secolare milenese, strumenti viventi di comunicazione pseudopolitica.

I galoppini qualificati sono molto popolari e rappresentano agli occhi dei meno fortunati, i degni rappresentanti: i “sperti”! Sono quelli che per capirci, mettono in giro le voci e le portano concretamente, come: mi hanno detto che … “i contratti a tempo indeterminato passeranno a determinato”, oppure ho sentito che … “ci sono le domandine per un cantiere”, “forse c’è la possibilità di …” . Insomma di tutto di più!

In questa carrellata vorremmo inserire anche gli adulatori passivi o silenti, cioè quelli che non prendono posizione, non si espongono, non parlano, o se parlano, lo fanno sommessamente, sono tutto un “non” … con l’alibi del silenzio e della finta timidezza piantano le peggiori grane implicitamente. Tutto calcolato, silenzio compreso. In realtà dietro questa facciata muta, vivono tra i vantaggi, i ricavi, i tornaconti cercandoli in ogni direzione possibile. Praticamente servi di tutti. Contabili professionisti. Oggi qui … domani lì … ieri là. Vele al vento.

Infine non possiamo non menzionare gli spocchiosi, complementari alle figure sopra descritte, quelli che amano appunto circondarsi di queste persone. Bisogna osservarli attentamente perché si riconoscono dal fatto che hanno sempre “amicizie” di livelli “inferiori” ovvero di persone scarsamente titolate per poter primeggiare. Mai d’accordo con qualcuno culturalmente superiore. Mai! Li evitano, trovando sempre pretesti, scuse e altre menate per poterli screditare. In fondo spegnerebbero la propria luce. Li allontanano per invidia, naturalmente. Salvo poi essere perfino capaci di dichiararsi amici e grandi conoscenti di tutti gli influenti della provincia! Sì, perché poi a vantarsi sono bravissimi! Gli spocchiosi sanno sempre tutto, tuttologi affermati non sopravvivono a chi è migliore veramente. Verosimilmente intelligenti, ma di una intelligenza cattiva e subdola, opacizzata dalla malignità, sfruttano la propria “dote” creando sempre tensioni intorno.

Sono individui ributtanti che alla fine allontanano gli altri creando e lasciando sempre e solo disgusto. Amano rendersi insopportabili e usano il loro sapere come arma di minaccia. Comandano sempre per sottomettere chiunque. Subdoli e sfrontati usano questi strumenti per intimorire i più deboli.

Il gioco funziona così: bisogna utilizzare la forza o pressione psicologica: pochissima quando ce ne vuole molta, e molta quando ce ne vuole poca. Quindi se sentite “abbaiare” per un nonnulla o sciocchezza, sappiate che si tratta semplicemente dell’abuso che sta iniziando! Prove militari. Tecniche per impressionare. L’unico limite, se così possiamo definirlo, consiste nel dover gestire la rabbia, perché sapete, gli spocchiosi il cui significato intrinseco potrebbe sovrapporsi ad altri, ma preferiamo rimanere educati … hanno una rabbia dentro che deve esplodere e, chi li ha conosciuti o li conosce bene, sa di cosa stiamo parlando. Ad un certo punto … esplode. A volte vanno a “brillare” lontano da sguardi indiscreti, altre … dove capita! Sic!

Una rabbia che trova fondamento nel disprezzo patologico per chi avvertito migliore. Quindi si fanno temere e rispettare sull’altalena del cinismo e dell’anestesia morale. Capaci di controllare, tabulare, archiviare, registrare, sfruttare e schiacciare chi purtroppo entra nel mirino, senza il minimo rimorso e tentennamento. In sintesi, automi senza coscienze, perfetti “galantuomini”, dr.Jackill de’ noantri … belli senz’anima … (No! Belli no … Questo è troppo 🙂 ) Poco belli … neanche … brutti e senz’anima! Voilà!

Comunque, così facendo, nel tempo, si sono convinti di avere diritto a speciali privilegi. Creature sacre. ILLUSI!

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‘A vucchella e le poco poetiche labbra ricostruite

Renato Pierri

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Ho scritto tante di quelle lettere a favore delle donne e contro coloro che le maltrattano e arrivano ad ucciderle, da potermi permettere una piccola, scherzosa critica a quelle donne che si fanno ricostruire le labbra rendendole carnose in maniera esagerata. Oppure non lo fanno apposta e la colpa è di chirurghi poco attenti all’estetica? Questo non lo so.

Mi è venuta in mente la faccenda delle labbra eccessivamente pronunciate di alcune donne, riascoltando dopo tanto tempo, la graziosissima canzone ‘A Vucchella. A scrivere il testo della canzone fu nientemeno che Gabriele D’Annunzio, in seguito ad una scommessa con Ferdinando Russo.

Correva l’anno 1892 ed entrambi, D’Annunzio e l’autore di canzoni napoletane, lavoravano a “Il Mattino”. Russo sfidò l’amico a scrivere una canzone in dialetto napoletano, e D’Annunzio dopo poco tempo gli consegnò il testo. Il Mattino pubblicò le parole qualche anno dopo, il 7 settembre 1903. Il compositore Francesco Paolo Tosti le musicò nel 1907. Vale la pena ascoltare la canzone dalla bella voce di Roberto Murolo.

L’innamorato dice alla sua bella: “Si’ comm’a nu sciurillo, tu tiene na vucchella nu poco pocorillo appassuliatella”.  “Sei come un fiorellino”, le dice,  “tu hai una boccuccia un pochino appassita”. Poi lei chiede un bacio piccolino, come quella boccuccia che sembra una rosellina:  “Dammillo e pigliatillo nu vaso piccerillo, comm’a chesta vucchella che pare na rusella, nu poco pocorillo appassuliatella…”.

Valla a cantare ad una signora dalle labbra ricostruite. Il poeta avrebbe perso la scommessa.

https://www.youtube.com/watch?v=JNmxxWwQcZs

 

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Giarratana: “Il Sant’Elia diventerà policlinico, con l’assessore Razza progetti concreti in materia di sanità e ricerca”.

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giarazza

Michele Giarratana con Ruggero Razza

CALTANISSETTA SOSTIENE GIARRATANA:

Un programma completo e articolato E interamente dedicato ai giovani. Atti concreti affinché restino a Caltanissetta, concordato con altri enti nisseni.

Il polo sanitario nisseno sarà rilanciato, lo ha assicurato l’assessore Razza, il nostro ospedale si appresta a diventare un policlinico, ciò permetterà una inversione di tendenza grazie al potenziamento del nosocomio e alla ricerca e non solo; Caltanissetta può essere resa attrattiva con iniziative dedicate, come manifestazioni di rilievo nazionale.

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Mancuso (FI): “Da Cancelleri solo menzogne sul Trauma Center Sant’Elia. La Regione manterrà aperta la struttura nonostante la chiusura imposta da Roma”

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ma4PALERMO – “L’onorevole Cancelleri mente sapendo di mentire. La chiusura di due dei quattro Trauma Center presenti sul territorio regionale, tra i quali quello di Caltanissetta è una scelta che la Sicilia subisce da una nota del Ministero della Salute, che il collega Cancelleri farebbe meglio a consultare.

Sebbene non si può che prendere atto della decisione dettata dal Governo giallo-verde, a testimonianza che su Caltanissetta c’è l’attenzione da parte dell’Esecutivo regionale e dei deputati locali della maggioranza, come il sottoscritto, l’Assessorato alla salute stanzierà circa 800 mila euro per la gestione, il mantenimento e il rilancio del Trauma Center”. A riferirlo è il Coordinatore di Forza Italia per la provincia di Caltanissetta, on. Michele Mancuso.

“Dunque – conclude il Parlamentare – nonostante la direttiva ministeriale ne imponga la chiusura, il Governo Musumeci decide di tenere in vita il Trauma Center di Caltanissetta. Domando però al collega Cancelleri: ma il Ministero della salute, così come il Governo a Roma, non è a trazione Lega e M5S? Anziché predicare bene e razzolare male, perché Cancelleri non chiede ai suoi compagni della Capitale di risolvere il problema che noi abbiamo già risolto? I cittadini hanno il diritto di conoscere la verità; sta a noi vigilare affinché tali imposture vengano smascherate”.

da il fatto nisseno

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Una vista spettacolare. Un panorama che fa amare Caltanissetta ai nisseni, e non!
Foto del grande appassionato Giuseppe Carlino.
Complimenti!

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