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Archive for 2 aprile 2019

Entro il 2020 prevista la chiusura di 24 Presidi Territoriali Emergenza

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Si scrive Presidi territoriali di emergenza, ma in alcuni territori si legge pronto soccorso. Dove manca un ospedale, negli ultimi anni, i Pte hanno rappresentato in Sicilia l’avanguardia del sistema sanitario regionale. «Abbiamo salvato tante vite umane grazie alla presenza dei medici per le urgenze», spiegano diversi sindaci che adesso sono preoccupati.

Nella nuova rete sanitaria una parte è dedicata alla riorganizzazione dei Punti di primo intervento, che nell’Isola prendono il nome di Pte. Si prevede la chiusura di otto centri entro dicembre del 2019 e altri 15 entro il 30 giugno 2020. Uno, quello di Scoglitti, popolosa frazione marinara di Vittoria, nel Ragusano, è già inattivo dal primo febbraio.

Ma in diversi territori, cittadini e ammnistratori locali non ci stanno e annunciano battaglia.

In totale in Sicilia sono 39 i Pte, ma solo quattro rispettano il requisito richiesto dal ministero della Salute per la loro esistenza, cioè più di seimila accessi annuali. L’assessorato regionale ha monitorato queste strutture a partire dal 2013 e, nella relazione inviata a Roma nel luglio del 2018, ha certificato che i Pte di Cammarata (Ag), Carini (Pa), Bagheria (Pa) e Pachino (Sr) sono gli unici a rispettare il criterio dei seimila accessi. Quindi non rischiano nulla.

IL PTE DI MILENA

Per valutare la chiusura degli altri sono stati tenuti in considerazione altri parametri: avere il pronto soccorso più vicino oltre i 20 minuti; trovarsi in aree con particolari difficoltà viarie di accesso o in un’isola minore; emergenze specifiche come la presenza di un centro d’accoglienza per migranti o essere in una località turistica.

Sulla base di questi riscontri sono stati definiti ad alto impatto (cioè possiedono almeno due indicatori di criticità) 10 Pte, che non chiuderanno: si tratta di Mineo, Linguaglossa, Francavilla di Sicilia, Novara di Sicilia, San Piero Patti, Salina, Tortorici, Palazzo Adriano, Lercara Friddi e Pozzallo.

Poi cominciano i problemi e le paure.

Gli altri Pte sono stati divisi tra quelli a basso impatto che devono chiudere entro quest’anno, rientrano San Cataldo (Cl), Scaletta Zanclea(Me), Messina Sud, Messina Nord, Torregrotta (Me), Falcone (Me), Chiaramonte Gulfi (Rg), e Vittoria Scoglitti (Rg).

Nella seconda categoria quelli a medio impatto con la chiusura entro giugno 2020 troviamo Menfi (Ag), Milena (Cl), Sommatino (Cl), Randazzo (Ct), Grammichele (Ct), Ramacca (Ct), Santa Teresa di Riva (Me), Brolo (Me), Capo d’Orlando (Me), Santo Stefano di Camastra (Me), Palazzolo Acreide (Sr), Rosolini (Sr), Favignana (Tp), San Vito Lo Capo (Tp) e Salemi (Tp).

Dove si chiude un Pte è prevista la collocazione di un’ambulanza con medico a bordo.

 

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#Roma, Ministero delle #Infrastrutture, da 15 minuti si è concluso l’incontro sui due grossi cantieri siciliani bloccati: #Agrigento/#Caltanissetta e #Agrigento/#Palermo.
Dopo le inutili discussioni e una barbosa melina, abbiamo dovuto alzare la voce (gridare!) e minacciare l’abbandono del tavolo per richiamare tutti alle loro responsabilità verso la #Sicilia e i suoi Territori massacrati!


Alla fine:
1) tra lunedì e mercoledì saranno pagati alle imprese affidatarie strategiche i primi 10 milioni di euro per le iniziali opere emergenziali.
2) entro il 30 maggio le società di progetto (Empedocle 2 e Bolognetta, leggasi CMC) dovranno presentare i piani di completamento delle due opere.
3) il Governo #Musumeci ha dato disponibilità ad anticipare (con impegno di restituzione) 70 milioni di euro dai fondi FSC per Bolognetta al fine di indennizzare le imprese creditrici.


Il tutto dovrebbe però essere fatto con eventuale norma dello “sblocca cantieri”.
Ci si rivede l’11 aprile 2019.
#GovernoMusumecialavoro

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Una delegazione di Confagricoltura
guidata dal presidente nazionale Massimiliano Giansanti e da quello regionale Ettore Pottino, è stata ricevuta a Palazzo d’Orleans dal governatore della Sicilia Nello Musumeci.
Nel corso dell’incontro, durato circa un’ora, al quale era presente anche l’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera, si è discusso delle problematiche del settore agricolo nell’Isola e delle iniziative per il suo rilancio.

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