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Archive for 30 dicembre 2018

Un brindisi a questo primo e positivo anno

con

Mimmo Turano, Sandro Pappalardo, Michele Mancuso, Ruggero Razza, Totò Cordaro, Nello Musumeci, Bernardette Grasso, Gianfranco Micciché

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VERGOGNA E INDIGNAZIONE PER LA TRAGICA MORTE DEL TIFOSO INTERISTA

Franco Petraglia

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Una volta il grande giornalista Indro Montanelli sentenziò: “Mi verrebbe voglia di chiedere la cittadinanza del Ghana, tale è la vergogna che provo come italiano”. Parole che faccio mie per esternare il turbamento e la collera che ho provato per la tragica scomparsa del tifoso interista di 35 anni investito durante gli scontri prima della partita tra Inter e Napoli.

La situazione nei nostri stadi è obiettivamente gravissima. Bisogna accentuare le attività di prevenzione ricorrendo, se necessario, anche a misure più energiche. Perché non imitiamo la Gran Bretagna, il cui governo, dopo le tragedie del 1985 all’Heysel e del 1989 a Sheffield, prese le adeguate contromisure per riportare il pubblico sugli spalti e combattere la piaga degli Hooligans? La misura è colma. Per questa ragione siamo chiamati tutti ad un ruolo più responsabile.

Le società sportive devono rifiutare alle tifoserie estreme ogni forma di comprensione ed esigere da loro comportamenti civili.La giustizia sportiva deve essere molto più severa nel reprimere ogni tipo di violenza. I mass media devono cambiare linguaggio. Spesso è il tono che fa la musica e anche i commentatori sportivi ne fanno un uso tutt’altro che “super partes”. Le cose non miglioreranno se non ci sarà più rispetto per la persona e più obiettività nei fatti.

I giovani, dentro e fuori lo stadio, devono cercare sì la felicità, ma non si devono fare attrarre da miraggi in cui la vita, privata di ogni suo valore, diventa un gioco vigliacco e funesto. Insomma, no alla cultura della morte!

Il calcio non può e non deve morire. Esso è una necessità per tutti, un controveleno indicatoci per combattere i molti inquinamenti cui va soggetto l’individuo, un punto fondamentale per propiziare la civile convivenza. Non dimentichiamo, oltre a ciò, gli ideali che indirizzarono il De Coubertin: la pace, la fratellanza e l’amore fraterno.

Vorrei lanciare, a bocce ferme e senza partigianeria, un messaggio di amore alle tifoserie del Napoli e dell’Inter. Premetto che non ho i titoli per ergermi a giudice del grave fatto avvenuto a San Siro, ma il mio appello, a tragedia avvenuta, è quello di accantonare subito l’odio, le ostilità e quant’altro di belluino possa caratterizzare l’animo dei tifosi esagitati.

Bisogna coltivare un  rapporto ex novo tra i due club, affinchè possa germogliare una nuova pianta:quella del fair-play e del vero senso dello sport. Solo così possiamo dare un esempio di civiltà e di lealtà sportiva ai tantissimi giovani, ora scoraggiati e disorientati, che amano profondamente il football e altre discipline.

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Contratto per 10

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Salvini e i suoi tre errori in un colpo solo

Renato Pierri

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Ma sì, senza rendersene conto ovviamente, Matteo Salvini la mattina di Santo Stefano ha fatto tre errori in un colpo solo.

Del primo se ne sono accorti tutti: il pubblico pensiero del ministro è andato alla sua colazione, anziché al terremoto ai piedi dell’Etna, e all’uccisione del fratello di un collaboratore di giustizia, a Pesaro.

Del secondo errore, si è accorto solo qualcuno: un ministro non può mettersi a fare lo spot ad una crema spalmabile. Avrebbe dovuto parlarne senza citare il nome dell’azienda produttrice.

Del terzo errore, grave a mio modesto parere, del quale nessuno si è accorto, è che quella crema destinata soprattutto dai bambini, consumata spesso nuoce alla salute, poiché costituita nella massima parte da zucchero ed olio di palma.

Non è il sottoscritto, però, ad affermarlo, bensì persona autorevole che di queste cose s’intende: la dottoressa Maria Rosa Di Fazio, responsabile Oncologia del Centro medico internazionale SH Health Service di San Marino.

Ecco che cosa scrive in proposito: «Per dare un’idea di quanto seria sia la minaccia dell’olio di palma alla nostra salute, mi sembra sufficiente informare che in particolare per il glicidiolo [contenuto nell’olio di palma] non è stata nemmeno fissata una soglia, dal momento che si tratta di una sostanza cancerogena e genotossica, il che significa che ha la capacità di danneggiare l’informazione genetica all’interno di una cellula, causando mutazioni e inducendo modificazioni del nostro DNA.

Tradotto: tramuta le cellule sane in cancerogene. Questa “robaccia”, insomma, non dovrebbe essere presente negli alimenti, eppure c’è e la troviamo in alcuni prodotti di consumo quotidiano, come certe popolarissime creme spalmabili, in dosi anche molto elevate» (“Mangiare bene per sconfiggere il male”, Mind Edizioni).

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Borrelli ha spiegato i contenuti di una delle norme, «unica nel suo genere di Protezione civile», che «può accelerare i recuperi delle case da parte di privati»: il finanziamento di «25mila euro per la popolazione che ha subito danni non strutturali per rientrare in casa il prima possibile».

Il fondo, «a cui si potrà accedere con una procedura semplificata, servirà per interventi immediati». Che, ha spiegato Borrelli, «si devono concludere entro quattro mesi dall’autorizzazione ottenuta dal Comune».

Secondo una stima provvisoria ad usufruire di questo finanziamento potrebbe essere il 50% degli edifici danneggiati, anche del settore imprenditoriale.

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