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Archive for 24 dicembre 2018

NON ABBANDONIAMO I POVERI

Franco Petraglia

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MT_poveriPapa Francesco,nel suo messaggio per la prima Giornata mondiale dei poveri, ha detto: ”Per cambiare la storia è necessario ascoltare il grido dei poveri”. “Aiutiamo i poveri non a parole ma con i fatti”. Non posso non condividere in toto questo coraggioso e lodevole intervento.

Mi fa tanta rabbia vedere tanti ricchi lottare ogni giorno contro le malattie del benessere, mentre ci sono circa 8 milioni di poveri in Italia che debbono lottare per sbarcare il lunario. Quasi una sopravvivenza. E’ una terribile ingiustizia al cospetto di Dio.

Facciamo tanti sprechi, ma non riusciamo ad intenerire i nostri cuori di fronte a tanta grave miseria e povertà.

Mia nonna mi diceva sempre, dopo l’ultimo periodo bellico, che il sazio non crede al digiuno.

Per questa Santa Notte, facciamo tutti un piccolo gesto di solidarietà per aiutare i più bisognosi. Il grande filosofo cinese Confucio diceva: ”Fate il bene in ogni tempo, in ogni luogo, in tutte le circostanze in cui potrete farlo; e sarete, a non dubitarne, virtuosi e saggi.”

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(da sinistra) CIPOLLA – MARCO FALCONE -MANCUSO – CANDURA

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Milena, Diretta webinar eTwinning dal titolo “Responsabilità: la regola più importante”, con la straordinaria partecipazione di Don Luigi Ciotti

“Per una scuola che non sia solo luogo di diffusione di saperi,  ma anche di valori, come quello delle relazioni, della responsabilità e della legalità intesa come l’anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale, giorno 19 dicembre, gli alunni della secondaria di 1^ grado dell’Istituto Comprensivo Milena-Campofranco di Milena, diretto dalla dirigente scolastica prof.ssa Calogera Genco, hanno avuto modo di partecipare ad una diretta webinar eTwinning dal titolo “Responsabilità: la regola più importante”, con la straordinaria partecipazione di don Luigi Ciotti, Fondatore dell’Associazione Gruppo Abele e Presidente dell’Associazione Libera.
L’incontro, organizzato dall’animatore digitale ed eTwinner prof. Giovanni Schillaci, ha avuto come tematica principale la legalità, intesa come rispetto delle regole, giustizia sociale, lotta alla corruzione, ma anche valore di rapporti e relazioni con l’altro e partecipazione attiva e responsabile alla vita civile di un Paese.  Prima della diretta, l’incontro si è aperto con una introduzione su don Ciotti e le tematiche portate da lui avanti, a cura di un gruppo di alunni dell’Istituto Comprensivo Milena-Campofranco, preparati dai docenti curriculari.
L’obiettivo dell’incontro web, che ha coinvolto circa 100 scuole secondarie di 1^ grado disseminate in tutto il territorio nazionale, è stato quello di far riflettere i ragazzi sul fatto che l’illegalità, le ingiustizie, le forme di violenza criminale e mafiosa nascono spesso da vuoti generati dall’indifferenza, dalla rassegnazione, dal silenzio e dall’egoismo. Vuoti che ognuno di noi può imparare a riempire, specialmente a scuola, attraverso un apprendimento del linguaggio, delle emozioni, dei sentimenti e delle relazioni, che è la base per esprimersi, per costruire un’identità sia personale che sociale.
Don Ciotti, durante il webinar, ha ricordato ai ragazzi che devono essere innanzitutto loro stessi il cambiamento che ricercano e un pungolo propositivo per le Istituzioni, il tutto frutto della “responsabilità̀”, parola chiave che ha voluto condividere con l’uditorio.

“Non si tratta soltanto di essere generosi – ha affermato don Ciotti -, ma di seguire la nostra coscienza, il suo pressante invito nella coscienza, a uscire da noi stessi, a guardarci attorno, oltre che guardarci dentro, a superare le convenienze e i calcoli individuali, a superare l’io per il noi! C’è una malattia mortale, ha ricordato ancora don Ciotti, che si è diffusa ancora oggi, ancor più nel momento di solitudine, di smarrimento, di fatica, di crisi. È l’individualismo.

Questa è la malattia mortale del nostro tempo, insieme alle deleghe date agli altri per migliorare la società, alla rassegnazione, o alla semplice e sterile indignazione. Ma non basta indignarsi a parole! Si deve agire attivamente per migliorare il male che ci sta intorno, con la consapevolezza, la capacità, di far emergere invece il bene, la bellezza, che c’è, che a volte non fa chiasso, non fa rumore. Da una parte individualismo, dall’altra parte, quindi, la co- responsabilità, il “noi”. È il “noi” la via che può portarci al futuro, al cambiamento, alla speranza”.

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