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Archive for 20 dicembre 2018

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ANZIANO A CHI ?

Cattura-2-1La genericità del corpus di un provvedimento amministrativo, solitamente è motivo di caducità dello stesso. La determina n. 551 del 2018, è fatta male, per la genericità dell’oggetto e l’imprecisione della platea dei soggetti interessati.

Il Comune DETERMINA organizzare una cena di socializzazione in favore degli anziani per dare un momento di conforto e serenità in occasione delle prossime festività.

Proposito nobile. Ma anziano a chi ? Non credete che sarebbe stato utile indicare una soglia minima di età per accedere alla cena ?

Chi deve attestare lo stato di anzianità ( anzianità intesa come anni di vita, credo, dato che ci sono tante forme di anzianità  ), il gestore del locale ?  il Sindaco ?  il funzionario del comune o chi altro ?

Chiunque vuole scroccare un pasto gratis si può presentare nel locale ed affermare di essere anziano!

Non solo, ma l’anziano deve essere un  residente o può essere un anziano qualunque ? Italiano o anche straniero ? Boh !

Forse è meglio una bella autocertificazione.

E lo stato economico ha importanza ?

Un poveraccio, che non vuole autocertificare la sua anzianità , certo non potrà essere alla cena conviviale. Non potrebbe ammetterlo neanche il Sindaco, perché sarebbe un abuso, in violazione della sua stessa determina: tranne che non lo ammetta a sue spese.

Se il povero non è anziano non può mangiare alla mensa  natalizia. Non era meglio stabilire una soglia minima per età oltre l’indicatore ISEE di base ?

Stiamo parlando di soldi pubblici, non di capitali privati degli amministratori.

soldi

Mi auguro che in questa occasione, chi farà gli onori di casa, chiunque egli sia, e qualsiasi ruolo occupi, se siederà alla mensa e siccome non è un anziano, si voglia degnare di pagare la cena di tasca sua e che successivamente metta in rete lo scontrino fiscale.

Mi auguro ancora, che tra gli anziani, veri o presunti, non ci siano “IMBUCATI“, del genere:  parente di .., moglie o marito di .., figlio di …, amico di …, dipendente del … , che potranno accedere e mangiare dove e come vogliono, ma lo debbono fare a loro spese !

 

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Centisti da premiare

centodav

 

 

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Il signore in rosso

di Briciolanellatte

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Oliviero si trovava in cucina e si stava preparando un panino con la mortadella (sarebbe stato quello il suo cenone della Vigilia) quando sentì un fracasso provenire da fuori della porta. Qualcuno era caduto. Si precipitò fuori accendendo la luce. Sul pianerottolo c’era un uomo piuttosto in carne, vestito di rosso, in mezzo a scatole grandi e piccole confezionate in colori vivaci sparse intorno a lui.
«Accidenti che botta!» esclamò l’uomo ancora disteso. Oliviero si avvicinò per aiutarlo a mettersi in piedi.
«No, per carità, non mi tocchi» fece il signore in rosso. «Faccio da me, la ringrazio. Ogni tanto mi succede con questi carrelli moderni: hanno le ruote davanti che vanno per conto loro e, quando meno te lo aspetti, si bloccano di colpo…»
Oliviero fece un passo indietro per gustarsi meglio la scena e si mise a sorridere.
«Sì, lo so cosa sta per dirmi…» se ne uscì l’uomo vestito di rosso: «che io in realtà non esisto, che sono solo un’invenzione consumistica, che le sembro un amico di un suo vicino di casa e che, insomma, è tutta una mascherata…»
«Lo sta dicendo lei…» gli fece di rimando Oliviero, sempre sorridendo.
«Ecco, appunto… mi aiuti però almeno a rimettere i regali sul carrello» sollecitò  il signore in rosso che, già in piedi, si stava spazzolando il vestito con le mani: «non riuscirò altrimenti a portarli dentro tutti, al numero 4.»
«Dai Serra?»
«Sì… mi pare si chiamino proprio così e hanno pure cinque figli…»
Poi l’uomo in rosso si diede una manata sulla fronte.
«Ecco, ma che testa che ho! Mi sono dimenticato che loro sono in sei quest’anno. C’è anche il nipotino Mark appena arrivato da Miami. Non posso farlo rimanere senza regali! Che figura ci farei?»
«Davvero…» domandò Oliviero grattandosi la testa «…come fa ad avere tutte queste informazioni? Che tipo di parente è lei? Conosco bene i Serra, da anni, io a lei non l’ho mai vista…»
«Lasci perdere, Oliviero… e poi comunque fa proprio male a non fare neppure l’albero…»
Oliviero rimase interdetto. L’uomo sapeva il suo nome ed era conoscenza del fatto che non avesse fatto l’albero di Natale in casa. Stava per chiedergli di nuovo come facesse a sapere quelle cose, ma preferì abbozzare una risposta che suonò tuttavia come una giustificazione non richiesta:
«È che non ho figli, né nipoti ed è comunque una gran seccatura comprare l’albero, addobbarlo, mettere le luci, per poi disfarsene pochi giorni dopo.»
«Ma così impedisce allo spirito del Natale di entrare in casa sua… Tutti noi abbiamo bisogno d’amore, non trova?»
I due si guardarono per un po’ senza dir altro; poi il timer della luce delle scale scattò e si spense. L’uomo vestito di rosso schioccò le dita e la luce si riaccese.

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Charles Dickens

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