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Archive for 10 dicembre 2018

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Revoca assegnazione alloggio popolare nei confronti della Sig.ra Mattina Maria

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La Giunta del 2002 ha assegnato un alloggio popolare in Via G. Matteotti alla Sig.ra Mattina Maria. Nel 2016 diversi accertamenti ettuati dal Comando di Polizia Municipale hanno fatto emergere che l’alloggio non è abitato stabilmente dalla signora motivo per cui l’ufficio interessato lo stesso anno ha proposto alla Giunta Municipale la revoca dell’assegnazione dell’alloggio in oggetto, ma non è stato deliberato in tal senso.

In data 05/11/2018 la Sig.ra MATTINA Maria ha trasferito la propria residenza in un’altra abitazione e precisamente in Via L. Sturzo nr.1 di questo Comune senza alcuna comunicazione.

CatturaConsiderato che l’effettiva occupazione dell’alloggio è elemento fondamentale nel rapporto locativo di un alloggio ERPe che la mancanza di tale requisito comporta la revoca dell’assegnazione; vista la nota di sollecito dell’I.A.C.P. del 28/11/2018 pervenuta agli atti di questo Comune in data 30/11/2018, il Responsabile del servizio arch. Magro Salvatore revoca alla sig.ra Mattina l’assegnazione dell’alloggio popolare sito in via G. Matteotti 12, P.1.

La stessa ha 15 giorni dalla notifica per effettuare lo sgombero dell’alloggio e riconsegnare le chiavi all’Ufficio Tecnico del Comune di Milena.

 

LEGGI LA DETERMINAZIONE INTEGRALE

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Lunatico

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Il ginkgo dorato a Roma, che fa svanire i cattivi pensieri

Renato Pierri

Gli alberi a Roma in quest’autunno non sono belli come negli anni passati, giacché a causa delle piogge abbondanti e del vento, i loro  rami hanno perso le foglie gialle e marroni.

Ma c’è un albero le cui foglie ingialliscono più tardi. Un albero che ha origini antichissime che risalgono a 250 milioni d’anni fa. E quanti abitanti di Colli Aniene si saranno accorti di quest’albero meraviglioso nel loro quartiere?

In pensione da molto tempo ormai, con qualche pensiero in meno rispetto a quando lavoravo, faccio le mie passeggiate mattutine e vado a trovare il fascinoso ginkgo, l’amico ginkgo.

Alcuni di questi alberi singolari si trovano in via Bardanzellu. Altri, i più belli, sono nascosti in un piccolo parco tra i palazzi. Non vi dico dove, dovete cercarli. Avete tempo, giacché questi, forse perché più al riparo dal freddo, ancora non hanno preso del tutto lo straordinario aspetto autunnale.

Conoscete le foglie del ginkgo? Le avete mai osservate? Sono graziosissime. Hanno la forma caratteristica d’un piccolo ventaglio. In questa stagione assumono una colorazione giallo intenso, e l’albero ne è talmente pieno che continua  a presentarsi a lungo col suo splendido vestito autunnale, nonostante di piccoli ventagli ne sparga in quantità a terra formando intorno a sé un grande tappeto giallo.

Poiché non c’è rosa senza spina, i suoi semi caduti, marciscono e producono un odore fetido. Ma possiamo perdonaglielo questo difetto all’amico ginkgo, giacché oltre ad essere una delizia per i nostri occhi, le sue foglie contengono diversi principi attivi e proprio per il suo utilizzo medicinale, l’albero viene coltivato a livello industriale, in Europa, Giappone, Corea e Stati Uniti.

D’autunno, davanti a questo albero, sacro per i buddisti cinesi, svaniscono i cattivi pensieri. Andate a trovarlo il ginkgo dorato, vi porterà fortuna. 

 

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IL QUALITOLOGO

di Briciolanellatte

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ILQUALITOLOGOEra entrato nel negozio con titubanza, come se non volesse farlo. Inoltre il negozio era enorme, pieno di scaffali, vetrinette e banconi. Ma anche completamente vuoto. Per di più le sliding doors si erano aperte molto prima che lui si avvicinasse all’ingresso e, per arrivare fino al primo bancone dove c’era il Commesso che lo aspettava, dovette percorrere quasi cinquanta metri sotto il suo sguardo e il suo sorriso eccessivo. Giunto finalmente al desk principale stava per dire cosa voleva quando sentì dire:

“Per migliorare la qualità del servizio la informiamo che il suo colloquio con il nostro operatore potrebbe essere registrato”.

La voce non sembrava provenire dal Commesso che non aveva infatti smesso un attimo di sorridere. Forse era ventriloquo, pensò.

«Come ha detto?» chiese il Cliente.

«Oh niente, niente… non ci badi…» fece il Commesso con un gesto mollo della mano.

E il Cliente, visto che il suo interlocutore aveva ripreso il suo sorriso smagliante senza aggiungere nulla, sempre più impacciato, seguitò:

«Vorrei un frullatore.»

«Un frullatore, un frullatore…» ripeté dividendo bene le sillabe il Commesso e toccandosi nel contempo il mento come se cercasse di ricordarsi, all’interno di un fornitissimo negozio di elettrodomestici, cosa mai potesse essere un frullatore. In quel preciso istante si materializzò davanti a loro un tizio in camice bianco con in mano una penna e un nutrito blocco di fogli.

«Buongiorno, sono un Qualitologo, solo alcune domande, se può rispondere…» e, prima che il Cliente potesse ribattere, incalzò: «il Commesso le è sembrato gentile, affidabile, competente? L’ambiente è per lei accogliente, luminoso, funzionale? Trova che faccia troppo caldo, troppo poco caldo, freddo, troppo poco freddo? Preferisce la musica più alta, meno alta, niente musica?…» e mentre sparava a raffica le domande stava già prendendo degli appunti.

«Vorrei solo un frullatore…» ribadì il Cliente stralunato.

«Un frullatore, un frullatore…» ripeté il Qualitologo guardando gli appunti per controllare se la risposta fosse giusta. Poi alzando gli occhi si rivolse al Commesso:

«Ma certo, un frullatore! Albert! Il GENTILE Cliente si affida alla NOSTRA professionalità per acquistare un frullatore…» proclamò in modo solenne l’uomo in camice bianco mettendo l’accento sull’un di ‘un frullatore’. «Sorridi però un po’ di più, Albert… ancora un po’ di più… ecco… appena un po’ di meno… bene, così è perfetto… prego…» concluse infine il Qualitologo mostrando al Cliente, con un gesto plateale, il Commesso come se si fosse presentato solo in quel momento.

«Sì, dunque… un frullatore… un frullatore» principiò il Commesso facendo calare dall’alto un televisore da 55 pollici e azionando un telecomando. Nel frattempo le luci si erano abbassate e, nella penombra, qualcuno allungò al Cliente una poltrona su cui lo fece sedere senza tanti complimenti.

«Come si può vedere nella parte destra dello schermo» iniziò il Commesso ad alta voce come un professore universitario durante una lezione in aula magna «questo è un frullatore nella sua vista panoramica mentre, nella slide successiva, lo si può comodamente apprezzare, nella ‘forma esplosa’, in tutte le sue minute componenti meccaniche che, per la precisione, sono 121, ma ben 122 nell’ipotesi di un frullatore versione smart; ebbene… il frullatore frulla, diversamente dal centrifugatore che centrifuga, dall’estrattore che estrae e dall’impastatrice che impasta: ne abbiamo a disposizione di diversi tipi a seconda della potenza (espressa in watt per l’ipotesi della potenza del frullatore con cavo e in volt per quelli dotati di batteria), della capacità del contenitore (espressa in millilitri) e del materiale del contenitore medesimo (vetro, plastica, vetroresina, materiale misto); tutti articoli, ovviamente, come si può notare, disponibili in un vasto assortimento di divertenti e spiritosi colori…»

«Buongiorno, sono sempre il Qualitologo…» sussurrò il tizio che aveva fatto accomodare il Cliente sulla poltrona. «La presentazione cui sta assistendo è per lei sufficientemente esaustiva, chiara, efficace…? Si sente: per niente soddisfatto, poco soddisfatto, indifferente, abbastanza soddisfatto, molto soddisfatto…? Avverte il desiderio di comprare il frullatore in modo confuso ma percepibile, convinto ma incuriosito, compulsivo ma appagato?»

«Vorrei davvero tanto solo un frullatore…» ammise il Cliente, sempre a bassa voce, ma scostandosi dall’intervistatore che gli stava sputacchiando nell’orecchio.

«Sì, così però LEI non ci aiuta affatto a servirla meglio!» se ne uscì a quel punto ad alta voce il Qualitologo mollando per terra gli appunti. «Ma che razza di cliente è? Ci sta facendo solo perdere tempo…»

Intanto il Commesso aveva interrotto la sua presentazione, aveva riacceso le luci e ora stava fissando il Cliente con aria di rimprovero. Il Cliente, dal canto suo, cominciò a sentirsi fortemente a disagio ritraendosi sulla poltrona come un mollusco.

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