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Archive for 31 marzo 2018

Arrivo dell’Urna e dell’Addolorata sul Sagrato della Chiesa Madre

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Facile sparlare l’ex compagno di avventura (e il suo amico)!

Alfonso Cipolla

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alfonso cipolla drUn anziano politico non dovrebbe prendersela con uno più giovane per il semplice motivo che in politica nessuno può scagliare per primo la pietra contro gli altri… Nemmeno se è quel famoso avvocato che ne ha viste (e fatte) di cotte e di crude ma anche di buone (per i poveri e i più deboli).

Chi si impegna in politica ha lati positivi e negativi, non lo  dimentichiamo.

Io, per esempio, apprezzo alcuni pensieri ed opere del Compagno, ma una cosa disprezzo: il suo “odio” verso chi non la pensa come lui, verso chi si mette di traverso o contro di lui. Purtroppo vede i “diversi (pensanti) da lui” non come avversari ma come nemici perché viene dalla scuola del defunto Pci in cui si insegnava l’odio di classe (e personale).

Ora l’avvocato è una “firma” del gruppo “Per Milena” di cui si può apprezzare lo spirito e la volontà di andare oltre i locali “gruppi di potere” e la volontà di radunare quante più persone hanno a cuore le sorti del paese, dei duri e puri che vogliono spendersi per un paese migliore.  Per realizzare questo ambizioso obbiettivo però bisogna essere credibili e di esempio.

Ma può essere ritenuto credibile nella lotta contro i gruppi di potere chi ha intrattenuto rapporti quasi trentennali con i “potenti” e ne ha fatto addirittura parte diretta o indiretta: dalle elezioni comunali del 1990 in lista Dc+Pci, poi con gli ex Psi e infine con i potentati che hanno appoggiato da due legislature il sindaco attuale?

Può essere credibile anche il portavoce del gruppo “Per Milena” che nello stesso periodo ha da giovane frequentato gruppi di potere e poi  invitato i milenesi a votare i “potenti” che ora sta criticando? La risposta è lapalissiana, sotto gli occhi di tutta Milena. Insomma in politica tutti si può sbagliare, ma non si può predicare bene e poi razzolare male.

E veniamo al giovane laureato (e al suo compagno di cordata) ora definito “ascaro” . Giova ricordare che quel giovane (che ha militato nel Pd) è stato considerato “buono” fino a quando dopo aver aderito al progetto, se ne stava zitto (e zitto anche il suo amico ritenuto “grillino”); era buono perché faceva numero?

La stessa persona è però diventata cattiva e nemica nel momento in cui ha voluto esprimere la sua valutazione politica e di proporsi come sindaco.

E’ forse un reato dire la propria opinione? E’ un misfatto essere ambiziosi? E’ un’eresia tale da fare strappare le vesti ai due (vecchi) gran sacerdoti? Pare di sì, se la svelata richiesta della sindacatura è riuscita a fare imbestialire alcuni “pezzi da novanta” seduti megatavolo dei duri e puri; talmente così scandalosa da fare smettere all’avvocato la veste di difensore e indossare quella del pubblico ministero che ha chiesto e ottenuto la condanna dell’eretico” (e del suo amico) alla gogna pubblica.

images (4)Ma era tanto campata in aria la richiesta di quel giovane con tanto di laurea, adesso diventato nemico pubblico?

L’aspirante sindaco – guardandosi intorno e facendo qualche rapido conto – ha espresso la sua constatazione: “Non abbiamo i numeri per preparare una lista competitiva e vincente, quindi potremmo, come gruppo. incidere nella politica locale chiedendo “il sindaco” ai due blocchi più forti”.

Tradotto significa: non possiamo comportarci come i grillini che vogliono isolarsi in una loro lista sicuramente perdente; non siamo competitivi con la nostra lista “Per Milena”: meglio portare le nostre idee e alcuni uomini in una delle due liste competitive a patto che ci diano il ruolo di sindaco.

Un discorso che può essere criticabile quanto si vuole, però dannatamente terra-terra e pratico: non si può metterci la faccia sapendo di perdere e di non potere portare avanti le nostre belle idee perché anche le più buone hanno bisogno di di avere buone gambe per affermarsi e anche di alleanze.

Una proposta forse “sfacciata” che si può non condividere, ma  senza per questo far diventare in un attimo nemica quella persona (e il suo amico) fino a quel mopmento ritenuta buona, bella, brava e utile e gentile.

Però questa idea rigettata e condannata come eretica, era davvero tanto stramba?  Forse no, vediamo perché.

Il giovane richiedente-sindacatura era una persona in condizione di giocarsi la carta-sindaco sia con il gruppo (di potere) trainato dal Pd che con quella del gruppo (di potere) che ha amministrato il paese.

Il giovane di bell’aspetto e di belle speranze ha fatto parte del Pd e pare abbia ricoperto ruoli di primo piano; il Pd la volta scorsa pare gli abbia già proposto di fare il sindaco (cosa che l’avvocato politico sa o dovrebbe sapere): quindi la richiesta di fare il sindaco al Pd non era tanto campata in aria.

E non era campata in aria nemmeno quella fatta al gruppo del Sindaco uscente al quale il giovane di belle speranze avrebbe potuto far pesare la sua parentela con l’ex senatore di Forza Italia (un vanto per il paese di Milena ) noto amico d’infanzia del primo cittadino che avrebbe potuto accogliere la sua richiesta di sindacatura.

patto-dei-sindaci-premio-600x450Nel caso tale richiesta di sindacatura fosse stata accettata da uno dei due gruppi, quel gruppo  avrebbe aumentato le possibilità di vincere le elezioni; una vittoria che sarebbe stata anche la vittoria del gruppo “Per Milena” avendo ottenuto il “suo” sindaco!

Ciò non è stato.

Forse perché altri, che ora lo definiscono traditore (dello spirito!) e ascaro (di ignoti padroni), ambivano “sutta sutta” a “farsi sindaci”, alla stessa poltrona per la quale si è proposto il giovane di belle speranze.

Il nome e i nomi di chi ha fatto fuggire (si è fatto scappare) il giovane di belle speranze (e il suo amico) lo conosceremo quando il gruppo “Per Milena” (se non evaporerà in una nuova bolla di sapone) rendera pubblico il suo candidato sindaco e i nomi della Lista…

(altro…)

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“Affrontare in termini strategici accoglienza minori non accompagnati in Sicilia”

Comunicalo.it
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Sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Sicilia persistono rilevanti problematiche. Per il superamento delle criticità, il dirigente generale del Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali ha chiesto una proroga, il tempo necessario all’emanazione di un decreto presidenziale che affronti in termini strategici sia l’eventuale modifica degli standard per la tipologia di “struttura di accoglienza di secondo livello”, e sia, in termini generali, il tema dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha concesso una proroga di sei mesi. “Intanto – ha annunciato l’assessore regionaleMariella Ippolito – costituiremo un tavolo tecnico con tutte le parti coinvolte per l’eventuale rimodulazione degli standard che in atto così strutturati non consentirebbero alle comunità alloggio interessate la necessaria richiesta di iscrizione all’albo regionale. Va altresì evitato l’impatto economico/giudiziario che ulteriori lungaggini potrebbero avere sui Comuni siciliani”.

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Lagalla

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