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Archive for 27 marzo 2018

Grandissimo successo a Palazzo d’Orleans in occasione delle ‘Giornate di primavera’

Nello Musumeci

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Grandissimo successo di visitatori a Palazzo d’Orleans in occasione delle ‘Giornate di primavera’ organizzate dal FAI – Fondo Ambiente Italiano. Migliaia di persone, nonostante il tempo incerto e incuranti degli sprazzi di pioggia caduti su #Palermo, ieri e oggi, hanno atteso pazientemente in fila, in piazza Indipendenza, per entrare nel settecentesco Palazzo – dal 1947 sede della presidenza della Regione Siciliana – eccezionalmente fruibile al pubblico.

Dopo l’ingresso dal corridoio d’onore e la rampa di scale, i visitatori, grazie alla guida dei giovani apprendisti Ciceroni, hanno potuto ammirare il corridodio del piano presidenziale, la Sala giunta, la Sala delle colonne, il Salone degli specchi e lo studio del presidente della Regione, apprezzando anche i diversi dipinti alle pareti.

La scelta di aprire, per la prima volta, Palazzo d’Orleans al pubblico si è rivelata azzeccata. Abbiamo voluto, da un lato, simbolicamente ‘consegnarlo’ ai ‘veri proprietari’ i cittadini, dall’altro rendere fruibili a tutti le sue bellezze. Voglio ringraziare il personale della presidenza della Regione e i volontari della Delegazione Fai Palermo che hanno reso possibile tutto questo. #governoMusumeci

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La giovane politica dei tre forni

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Alfonso P. Cipolla

Dopo una serie di messaggini inviati da Alfonso P. Cipolla a molti destinatari, ai quali veniva chiesto se fossero d’accordo su una sua eventuale discesa in campo nella politica amministrativa, si sono materializzate alcune riunioni presso lo studio dell’attivo commercialista.

L’obbiettivo era quello di tentare di uscire dalla logica dei due blocchi prevalenti: quello del sindaco uscente Vitellaro e quell’altro impostato sul Pd; e anche dalla logica isolazionistica del Movimento 5 Stelle che pur forte nelle consultazioni politiche non regge nelle elezioni amministrative dove prevalgono le logiche tribali e di potere locale.

Il tentativo di per sè positivo, di farsi autonomi per riuscire a sfondare le logiche del passato aveva bisogno sì di sottrarre voti alle altre formazioni politiche, ma soprattutto di raccogliere nuova linfa invitando l’elettorato giovane a scommettere su se stesso e sul proprio futuro senza delegare ad altri la speranza in una vita e in un paese migliore.

Nell’ultima riunione plenaria veniva pertanto elaborato un appello ai giovani sottoscritto dagli autorevoli partecipanti e diffuso pubblicamente.  Quando tutto sembrava procedere per il meglio, è capitato un imprevisto che ha bloccato i sottoscrittori e scoraggiato l’ingresso eventuale dei giovani che avrebbero potuto rispondere all’appello. Si rompeva in malo modo il tavolo dei “mattarelli” (dalla via in cui si riuniva il gruppo “Per Milena”). Perché?

I motivi li spiega analiticamente il coordinatore A. Paolino Cipolla che addossa la responsabilità della tragicomica rottura: “Il gruppo “Per Milena” si è sciolto. In pratica abbiamo scoperto che uno del gruppo utilizzava il gruppo solo per stampella perché in effetti era già candidato in un’altra lista addirittura come sindaco”. E ne costruisce l’identikit: “Evidentemente essere giovani non è sinonimo di lealtà e correttezza… Davvero costui è un professionista dei tre forni”.

Non scrive “due forni” il deluso ma mai arrendevole Alfonso P. Cipolla. Ci sarà un motivo se scrive tre e non due. Cerchiamo di leggere all’interno delle sue parole. Il primo forno sarebbe quello del gruppo “Per Milena” che evidentemente per il giovane ambizioso non aveva i numeri e la stoffa per andare avanti. Il secondo forno dovrebbe essere quello della sua provenienza della sinistra democratica. Il terzo forno potrebbe essere quello ancora caldo del sindaco uscente e non ricandidabile in ricerca affannosa di un suo sostituto all’altezza capace di essere gradito da quanti sono rimasti con lui.

Ci sarebbe un quarto forno, quello dei Grillini, ma Alfonso P. Cipolla lo esclude dal conto perché “quelli” non prendono a bordo politici transfughi e preferiscono perdere (anche pezzi grossi o presunti tali) o vincere tutto, senza “contaminarsi”. Ma questa volta in questa vicenda, a perdere  sono stati anche i Cinque Stelle abbandonati da qualche pezzo grosso o presunto tale, che ha preferito seguire il pretendente “sindaco dei tre forni” nella scalata alla poltrona di primo cittadino del paese delle Robbe.

Il Coordinatore del disciolto movimento “Per Milena” scrive: “Con amarezza si prende atto di quanto accaduto e ne facciamo tesoro. Non sono certo questi miseri comportamenti che ci possono scoraggiare”. Comprensibile per il fallimento della sua geniale idea, la sua delusione che lo spirito iniziale del gruppo sia finito: “Lo spirito iniziale è finito quando due pilastri di questo gruppo hanno proposto e accettato l’idea che questo gruppo poteva appoggiare una lista in cambio di un candidato a sindaco. In pratica così le critiche che loro stessi, insieme a noi, avevano mosso alle coalizioni esistenti sparivano solo e soltanto perché uno di noi (uno di loro per la verità) veniva candidato a sindaco. Svendendo così il gruppo, utilizzandolo come tram. Peccato”.

Già peccato…

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Tu sei una persona falsa e lo sai. Esistono 3 modi di scoprire una persona falsa: quando parla mente, quando promette non mantiene, quando gli dai la tua fiducia la tradisce.

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Grammatica Siciliana – LE PARTI INVARIABILI DEL DISCORSO

di Angela Marino

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Le Parti Invariabili del discorso anche in siciliano comprendono le interiezioni, le congiunzioni, le preposizioni semplici, e gli avverbi.

 

INTERIEZIONI
Le interiezioni o esclamazioni, lo sappiamo tutti, sono quelle espressioni attraverso le quali sintetizziamo e socializziamo le nostre sensazioni più intime: la meraviglia, la gioia. il dolore. la rabbia…
In particolare nel siciliano, va preliminarmente sottolineato il fatto che esiste tutta una serie di esclamazioni, assolutamente intraducibili, che caratterizzano il linguaggio delle varie zone, province ,comuni connotandosi come bagaglio linguistico esclusivo di ognuno di essi.

Per esempio, se la mia nonna materna avesse voluto dirmi che ero cresciuta, avrebbe esclamato:”CCÈ…chi ti facisti ranni!”(CASPITA come ti sei fatta grande), memtre la nonna paterna per dire la stessa cosa,avrebbe detto: ”BE…chi ti facisti ranni!”, ed altri amici o parenti abitanti in centri diversi avrebbero introdotto la loro frase con; “ OHOH…MI…BI…PI…BA… e chi più ne ha più ne metta.
In effetti queste particelle. Insieme all’accento (l’annacata) . sono sempre state l’elemento caratterizzante della parlata di ogni località, quello da cui si deduce la provenienza delle persone che incontri.

Ci sono invece Interiezioni siciliane diventate veramente universali ed usate in tutto il mondo come: BEDDRAMATRI !, MIZZICA ! o MISCA! o MINCHIA ! (un po’ più volgarotta ma più famosa), TALìA ! o TALE’ , MANNAGGIA ! ATTIA ! CAMURRIA !. E poi ci sono quelle classiche: AH, AHI, OH! ,OHÈ ! etc…generalmente uguali a quelle italiane.
Es.:BEDDRAMATRI chi sugnu stanca = MADONNA MIA come sono stanca.
MIZZICA chi beddra persica…MANNAGGIA ca nun purtavu un panaru = CASPITA che belle pesche ..ACCIDENTI che non ho portato una cesta.
AHI !, mi doli ‘na ganga! = AHI, mi fa male una mola.
CAMURRIA! a vo’ finiri? = SECCATURA, vuoi smetterla?

CONGIUNZIONI 
La congiunzione, come in Italiano può collegare due elementi : e (eppure); videmma, puru ( anche, pure, inoltre); ancora; fina,nfina,snsina (perfino, fino); né; mancu ( neanche, neppure, nemmeno)
Es.:Iddra è beddra E so ma’ VIDE’ = lei è bella ED ANCHE sua madre;
Si tu nun ci va, nun ci vaiu MANCU iu = se tu non vai, non vado NEANCH’io.
Ma può anche disgiungerli introducendo un’alternativa: o (o,oppure, altrimenti, ovvero, ossia).
Es.:Nun aiu caputu si vo’ iri a lu cinema O a la partita = Non ho capito se vuoi andare al cinema OPPURE alla partita.

La congiunzione serve anche ad Introdurre un’opposizione, una conclusione, una spiegazione: ma; però (spesso usati insieme), vidè, videmma mmidemma (pure) ; anzi; cchiuttostu (piuttosto) ; mmeci (invece); perciò; allura; nzumma (insomma) ; accussì (così )etc.
Es.:la to’machina è bona MA PERO’ la me è cchiù ranni = la tua auto va bene, MA la mia è più grande
Anche in siciliano le congiunzioni si usano talvolta in coppia e mettono in correlazione due elementi: (e… e; o… o; né… né; un sulu… ma ; tantu… quantu; tali e quai.
Es.: nun ni voli NE’ cotta NE’ cruda = non ne vuole Ne’ cotta Ne’ cruda
Sono infine congiunzioni anche:
Siccomu; picchì ( siccome, poiché, perché) ; tantu ca (tanto che) ; quannu( quando); fina ca (finchè, fintantoché); chi ( che); comu (come); si (se); picchì (perché): comu (come) etc.
Es.: iccà vuci FINA CA l’accuntintaru = ha urlato FINCHÈ lo hanno accontentato

PREPOSIZIONI SEMPLICI
Le preposizioni semplici infine sono : di ( di, da); a (a): nni,nti (in): pi (per ):cu (con): supra, ncapu (su) : tra, ntra (tra, fra)
Es. vinni DI Palermu PI vidiri A me frati e NCAPU lu trenu ncuntravu A Peppi = sono venuto DA Palermo PER vedere mio fratello e SUL treno ho incontrato Giuseppe. ( Nell’esempio si può anche notare come alcuni complementi oggetto della lingua italiana , diventino complementi indiretti passando al siciliano).

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A Eraclea Minoa intervenga Protezione civile”

Alessandro Pagano

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“Le spiagge di Eraclea Minoa in provincia di Agrigento sono letteralmente scomparse. Alberi che cadono come birilli, lidi e stabilimenti balneari in balia delle onde, anche il teatro greco a rischio erosione. Immagini che fanno rabbia, dopo mesi di denunce.

Serve un intervento urgente della Protezione civile siciliana per tamponare intanto, in qualche modo, questa deriva che sembra inarrestabile.

Troppo spesso accade che se non si giunge a una situazione di chiara emergenza non si muove foglia. Danni ambientali, danni ingenti al turismo, già arrivate molte disdette di prenotazioni, danni all’occupazione con decine di lavoratori già per strada; danni al patrimonio archeologico e culturale. Eraclea Minoa avrebbe potuto rappresentare l’emblema di un nuovo modo di affrontare i problemi in Sicilia.

Adesso è necessario salvare il salvabile. #salviamoEracleaMinoa”.

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