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Archive for 4 marzo 2018

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Terremoto nel voto

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Grammatica Siciliana – I VERBI

di Angela Marino

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VERBI, dal latino “VERBUM” = parola…la parola per eccellenza, la parte del discorso più importante.

In realtà senza nulla togliere ai NOMI di cui parleremo tra non molto, l’azione è l’elemento più caratterizzante di una proposizione. Se scegliamo un nome, “cani” per esempio, e gli accostiamo due azioni diverse : “lu cani guarda la casa = “ il cane fa la guardia alla casa“ o “ lu cani muzzica li persuni” = “il cane morde la gente” avremo due immagini assolutamente differenti dell’animale e ciò solo per aver sostituito il verbo.

I verbi in siciliano, come in italiano, latino e in tutte le lingue neolatine, si dividono in coniugazioni, solo che qui le coniugazioni sono due: la prima comprende i verbi che all’infinito terminano in ari ( verbi che in italiano terminano in are) e la seconda quelli che terminano in iri ( verbi che invece in italiano terminano in ere ed ire)
Es. assumigliari = somigliare, cùrriri , pàrtiri = correre , partire.

Come in italiano , i verbi siciliani hanno modi e tempi:
“…possiamo dire che non esiste il condizionale, sostituito in gran parte dal congiuntivo (si putissi, lu facissi….se potessi, lo farei)…”: ecco cosa hanno scritto Fabrizio e parecchi altri amici di FB nei loro post, ed hanno pienamentte ragione infatti nel siciliano i modi sono soltanto: indicativo, congiuntivo, imperativo, gerundio, participio, infinito.

– Il Modo Indicativo comprende: il tempo presente, l’imperfetto , il trapassato prossimo, il passato remoto.
Infatti “non esiste la coniugazione futura (si pozzu, vegnu….se potrò, verrò)” e non esiste, tranne in qualche significato particolare, il passato prossimo che viene sostituito, insieme al trapassato remoto, dal passato remoto che assumere le funzioni ed i significati del “perfetto” latino. Es.uora uora arrivò ‘u ferry boat = il traghetto è arrivato in questo momento (pass. pr.); si susì sulu doppu ca si mangiò tutti cosi = egli si alzò solo dopo che ebbe mangiato tutto ( trap. rem.); vitti chiddru c’unn’avia vidiri = vide quello che non doveva vedere (pass.rem.).

– Il Modo Congiuntivo comprende l’imperfetto e il trapassato, in quanto il presente è in genere sostituito dal presente indicativo es. tu vo ca vegnu? = tu vuoi che io venga?.
L’imperfetto e il trapassato congiuntivo, oltre a corrispondere agli analoghi tempi italiani, sostituiscono anche il presente ed il passato del condizionale (mandando a quel paese tutte le regole di periodo ipitetico e dintorni) es. si parlassitu menu, ci guadagnassitu di sicuru = se tu parlassi di meno ci guadagneresti sicuramente; s’avissi statu accura, unn’avissi sciddricatu = se fossi stato attento non sarei scivolato.
A questo proposito ricordo una disavventura occorsami alla Licenza Media : dopo aver svolto correttamente il mio tema (del tipo : Se fossi ricco cosa faresti?) , all’ultimo momento, in un “raptus dialettofilo” avevo sostituito tutti i condizionali del componimento con altrettanti congiuntivi…grandi rimproveri a casa, “sciarre” (animate discussioni) a scuola tra i miei professori che mi avevano ammessa con 9 e quelli della commissione esterna che mi volevano bocciare… alla fine una promozione striminzita con un misero 6… Ne sono passati di anni ma lo ricordo ancora.

– Il Modo imperativo si coniuga al presente ed ha più o meno le stesse caratteristiche di quello italiano, anche per quanto riguarda la forma negativa. Es. veni cca = vieni qua; aspittati = aspettate; un veniri cchiù = non venire più; un vinni iti = non ve ne andate

– Per quanto riguarda I Modi indefiniti sono usati: l’infinito presente e passato es.acchiari, aviri acchiatu = trovare, avere trovato, il gerundio presente e passato es. babbiannu, avennu babbiatu = scherzando, avendo scherzato, il participio passato es. susutu, finutu = alzato, finito, mentre non ricordo di aver mai incontrato il paricipio presente.

VERBI AUSILIARI, DESINENZE DEI VERBI REGOLARI.

Come in italiano, in siciliano esistono due verbi ausiliari: essiri e aviri, indispensabili per la coniugazione dei tempi composti. Anche in siciliano I verbi ausiliari sono irregolari ed hanno una coniugazione propria. Eccoli:

 

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I partiti mentono sapendo di mentire

Vespa

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Solo chiacchiere da campagna elettorale: Bruno Vespa, nel consueto editoriale su Il Giorno del sabato, smonta così quel che Renzi, Berlusconi, Salvini e Meloni vanno dicendo in questi giorni. E cioè che in caso di “pareggio” e di impossibilità di trovare una maggioranza all’interno di uno dei tre schieramenti principali che si presentano al voto, si torni “al più presto” alle urne, addirittura già a giugno.

Il conduttore di Porta a Porta spiega che “in ogni caso le ‘elezioni subito’ non potrebbero celebrarsi realisticamente prima di ottobre“. Ma poi smonta del tutto anche questo scenario di un voto in autunno.

“La tradizione parlamentare esclude che senatori e deputati appena eletti vogliano impegnarsi in una campagna elettorale che ne decimerebbe le file, anche per l’assalto alle liste degli esclusi e dei traditi del 4 marzo”. Cioè: quelli che hanno vinto il posto in Parlamento col cavolo che ci rinuncerebbero tanto facilmente, rimettendo tutto in gioco col rischio di perderlo dopo il voto-bis o addirittura non riuscendo nemmeno rientrare nelle liste”.

E gli stessi partiti si troverebbero poi, pochi mesi dopo, a dover rivivere il “dramma” della formazione delle liste, che tra l’altro porterebbe con sè un rimescolamento degli equilibri di potere all’interno dei vari schieramenti.

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