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Archive for 12 dicembre 2017

Le dodici balle spacciate dai cretini della sinistra

Antonio Socci

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Antonio Socci

I media, in gran parte Giornale Unico del conformismo nazionale, sintonizzati sulle frequenze del Pd, hanno creduto e hanno fatto credere (per dirne solo alcune degli ultimi anni):

che l’ euro sarebbe stato il migliore dei mondi possibili e che – rinunciando alla sovranità monetaria – saremmo vissuti in un’ Europa dove scorre latte e miele;

che era doveroso andare a fare la guerra in Libia e il caos lì scatenato – da Francia, Inghilterra e Stati Uniti – sarebbe stato salutare;

che lo spread del 2011 era di colpo salito alle stelle a causa del bunga bunga;

che Monti e la Fornero hanno salvato l’ Italia;

che con i nostri soldi (tanti) hanno salvato la Grecia (ma chissà perché a gioire sono state le banche tedesche e francesi) e che la Grecia ora scoppia di salute;

che l’ eurocrazia di Bruxelles pretende il nostro dissanguamento, ma lo fa per il nostro bene, per farci diventare più civili;

che la Germania la fa da padrona in Europa e ci mette i piedi in testa, ma solo perché loro sono nobili e generosi europeisti;

che l’ Italia è oggi in piena ripresa economica anche se non ce ne accorgiamo e anche se la povertà sta aumentando;

che per colpa di Trump moriremo tutti di caldo a causa del riscaldamento globale per cause umane, anche se quest’ anno la neve è arrivata a novembre e da decenni la temperatura media è stabile.

E poi, ancora, hanno creduto (e fatto credere):

che sbaraccare le frontiere per far entrare centinaia di migliaia di migranti è una botta di vita e di salute per l’ Italia e che è razzista chi si oppone;

che è giustissimo spendere circa 4,6 miliardi di euro (nostri) per accogliere migliaia di stranieri nello stesso anno in cui si tocca il fondo delle nascite in Italia, arrivando al dato minimo da 500 anni a questa parte, perché i nostri giovani non hanno lavoro e soldi per mettere su famiglia (e il governo riduce al lumicino il bonus bebè).

E ancora media e politici del “pensiero unico” hanno creduto e fatto credere

che lo spezzettamento secessionistico dei paesi dell’ Est era democratico, mentre l’ uscita della Gran Bretagna dalla Ue era un pericoloso rigurgito di nazionalismo;

che la Brexit sarebbe stata bocciata nel referendum; che altrimenti la Gran Bretagna sarebbe sprofondata nel Terzo Mondo;

che alle presidenziali americane avrebbe vinto la Clinton;

che gli Stati Uniti – se mai avesse vinto Trump – sarebbero implosi il giorno dopo;

che la Clinton era la candidata della sinistra e della pace; che la Merkel e Macron sono progressisti di sinistra;

che se avesse vinto il no al referendum renziano del 4 dicembre 2016 lo spread sarebbe esploso, ci sarebbe stata una fuga di capitali, il Pil sarebbe sprofondato, si sarebbero persi migliaia di posti di lavoro, un mare di investimenti e – forse – saremmo stati commissariati dalla Troika.

E poi hanno creduto (e fatto credere):

che se Trump ha vinto la Casa Bianca, se la Brexit è passata e la riforma costituzionale di Renzi è stata bocciata, è tutta colpa dei post dei “figli di Putin” su Facebook (ma chi li ha visti?), da cui gli elettori allocchi si sarebbero fatti abbindolare nonostante che la quasi totalità dei media fosse schierata accanitamente contro Trump, contro la Brexit e a favore delle riforme renziane.

In particolare per l’ Italia tutti, per la verità, ricordavamo le pesantissime ed esplicite interferenze nella campagna referendaria del 4 dicembre 2016 dell’ amministrazione Obama, della Ue e della stampa internazionale, ma il fatto che nessuno invece si sia accorto delle diaboliche interferenze della Spectre russa è considerato un segno della loro pericolosa insidia.

IL TERRORE

Infine, negli ultimissimi giorni, credono (e fanno credere)

che sia in corso un pericolosissimo attacco fascista che sta seminando il terrore in tutta Italia, tanto che ieri Repubblica titolava in prima pagina: «Fascisti, un italiano su due ha paura». È un’ emergenza davvero eccezionale: se andate al supermercato o alla fermata del tram la gente non parla d’ altro che della minaccia fascista. Prendi la metropolitana e vedi tutti guardinghi e tesi, pronti a scappare per sottrarsi al pericolo nero. Va pure detto che in questo caso la «paura» (sdoganata dal titolo di Repubblica) è diventata di colpo un sentimento positivo, democratico, europeista e politically correct. Nel caso invece in cui la «paura» sia verso i tanti immigrati che sono arrivati fra noi e – in diversi casi – delinquono, allora no, è xenofobia e razzismo (infatti pure Bergoglio per l’ Immacolata ha fustigato tale «paura dello straniero»).

Dopo aver creduto e fatto credere tutto ciò (e anche altro su cui qui, per mancanza di spazio, sorvoliamo) questi stessi media (e politici) ci avvertono, allarmatissimi,

che c’ è il terribile pericolo delle fake news, ovvero della balle (quali?) da cui gli italiani si farebbero raggirare. Balle da cui, però, ci difendono loro con la loro occhiuta vigilanza antifascista ed europeista.
Balle da cui le autorità devono proteggerci imbavagliando la rete, quindi limitando la nostra libertà, ma sempre per il nostro bene, ovviamente. Balle che una qualche famigerata Spectre sotterranea sta diffondendo per danneggiare il Pd e il governo. Cosa peraltro del tutto inutile, soldi sprecati (se eventualmente qualcuno li spende) perché il Pd e il governo riescono benissimo a danneggiarsi da soli. Basta lasciarli lavorare.

Ma anche in questo caso c’ è un contrordine compagni: fino a ieri la paranoia complottista era fustigata come demenziale (le scie chimiche eccetera) e «di destra», oggi è sdoganata come democratica, europeista e antifascista. Oggi si può e anzi si deve credere al grande complotto putiniano per avvantaggiare Grillini e Lega e danneggiare l’ Europa, Renzi e il Pd. «Gomblotto! Gomblotto!». Peccato che sia difficile trovare tracce del «gomblottone».

GUERRA SUI SOCIAL

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Approvazione schema Protocollo d’Intesa al fine di disciplinare i rapporti tra il Comune di Milena e l’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia” per la realizzazione del progetto Vie Francigene di Sicilia: testimonianze antiche e viabilità storica tra natura e storia

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Nel mese di maggio 2015 si è aderito al progetto “Magna Via Francigena: sulle orme dei pellegrini da Palermo ad Agrigento” come comune partner e volto all’accoglienza dei camminatori e dei pellegrini, che partono da Palermo e sono diretti verso Agrigento lungo una direttrice “Magna Via Francigena”.

Il “cammino inaugurale” tenutosi questa estate dal gruppo di camminatori guidato dall’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia”, è servito a costruire le basi per il consolidamento del punto di tappa.

Attraverso questo atto si punta ad un accordo quadro per rendere tutte le vie percorribili e mappate, cercando non solo un recupero storico del patrimonio culturale del territorio ma soprattutto una nuova microeconomia, ad impatto zero, basata sulla promozione dei prodotti locali, sull’accoglienza come valore e come risorsa.

L’Amministrazione Comunale e l’Associazione perseguono entrambe l’obiettivo della promozione e valorizzazione delle risorse naturalistiche e culturali del territorio anche attraverso accordi e collaborazioni con altri Enti, Istituzioni o Associazioni.

via.PNGIl Comune di Milena ricade nella zona interessata dal passaggio della regia trazzera che ricalca il tracciato storico della via tardo-antico-medievale che transitava da Agrigento verso Palermo risalendo la valle del Platani. Nei decreti del 1278 di parla di divisione dei feudi della Milocca. Il possesso per enfiteusi del territorio della Milocca, antico nome del luogo, venne mantenuto fino al secolo XIX dall’abbazia benedettina di San Martino delle Scale di Palermo che ne condizionò la vita produttiva e lo sviluppo sin dal XIV secolo: Nel territorio circostante sono presenti numerose testimonianze archeologiche di periodo protostorico e classico. Lungo il tracciato della Magna Via Francigena, il luogo, per la sua posizione, si può prestare ad ospitare iniziative culturali-naturalistiche e progetti didattici rivolti soprattutto ai più giovani e finalizzati a diffondere il rispetto per l’ambiente e la conoscenza storica del territorio di Milena, ma anche ad ampliare l’offerta turistica locale.

A tal fine la Giunta ha approvato (assenti gli assessori Curto Carmelo e Ingrao Giuseppe) un Protocollo d’Intesa per regolamentare i rapporti fra l’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia” ed il Comune di Milena per la tappa che lo riguarda per la realizzazione del progetto denominato “Vie Francigene di Sicilia: testimonianze antiche e viabilità storica tra natura e storia” autorizzando il Sindaco pro-tempore alla sottoscrizione del suddetto Protocollo d’Intesa che non costituisce impegno economico a carico dell’amministrazione. E ha anche dichiarato l’atto immediatamente esecutivo.

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LEGGI LA DELIBERA INTEGRALE

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Juventus, la follia di Allegri: quanti milioni ha lasciato in panchina contro l’Inter

Libero

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CatturaL’ultima sfida di campionato tra Juventus e Inter è finita in pareggio, risultato che sembrava già scritto alla lettura delle formazioni.

L’allenatore della Juve però, Massimiliano Allegri, aveva a disposizione un vero e proprio tesoretto da mettere in campo: ha deciso infatti di tenere 227 milioni in panchina, pari circa a 23 milioni di euro per giocatore (in media).

70 milioni solo per Dybala, entrato per l’ultimo quarto d’ora e decisamente poco incisivo, passando poi per Douglas Costa e Bernardeschi, lasciati in panchina per tutta la partita e due degli acquisti più cari del mercato estivo.

Tutti o quasi si sarebbero aspettati l’inserimento di almeno Douglas Costa, soprattutto dopo la convincente prova di Napoli, ma così non è stato.

In realtà il pareggio ha accontentato un po’ tutti, soprattutto alla luce degli stop di Napoli e Roma.

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Grande partecipazione ad Agrigento: pienone per “la cultura che diverte” proposta dal Kaos Festival 2017 ospitato presso l’Accademia Michelangelo

Daniela Gambino

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Cattura.PNGAgrigento ha risposto. Oltre ogni immaginazione, nel week end del 9 e 10 dicembre, la città si è lasciata coinvolgere dal fermento culturale del Kaos Festival. Un impegno in salita, una pedalata in tandem per arrivare in cima, condivisa da Alfredo Prado e Peppe Zambito. Il primo direttore dell’Accademia di Belle Arti Michelangelo, che ha aperto i suoi locali e ospitato l’impresa, l’altro il direttore artistico. Entrambi soddisfatti e piacevolmente sopresi. “Una bella scommessa, siamo convinti che con la cultura si possa creare lavoro e interesse – spiega Peppe Zambito – il festival non organizza solo una fiera editoriale per certi versi spettacolare, ma prova la nostra tesi: il territorio si deve saper raccontare, per questo noi portiamo parole, libri, per noi significa migliorare un tessuto urbano, dargli strumenti per spiegare le proprie eccellenze, per comunicarle al meglio”.

Corridoi trasformati in sale espositive, tavoli coperti da libri, sale occupate da presentazioni e proiezioni. Letture e degustazioni di dolci e vino locale. Cosa ne pensa il direttore dell’Accademia Alfredo Prado di quest’invasione?

gruppo Kaotici“Noi in Accademia facciamo questo – dice Alfredo Prado – cultura, arte, Kaos Festival è un impegno che fa parte del nostro dna, io mi auguro di vedere sempre più ragazzi e ragazze a queste manifestazioni. Questa istituzione scolastica nasce per questo, lasciare il testimone, affidarlo ai nostri studenti, prepararli ad affrontare il futuro con un punto di vista nuovo, che sia creativo, che sappia cogliere la bellezza come opportunità a cominciare da qui, dalla loro città”.

Molti i nomi che si sono avvicendati sul palco del festival, arrivati da più parti della Sicilia e d’Italia per un appuntamento che, edizione dopo edizione, grazie a un manipoli di operatori e appassionati – che da anni animano, organizzano, immaginano, trascinano curiosi, spettatori, lettori – si attesta come un’avventura imperdibile, una specie di stato dell’arte del comparto editoriale isolano.

Molti i premi assegnati: Premio “Rita Atria”: ad Angelo Sicilia per I pupi antimafia e all’Associazione culturale Gammazita di Catania. Premio speciale Kaos 150° Pirandello a Felice Cavallaro, Gaetano Aronica, Francesco Bellomo, Gianfranco Jannuzzo, Enzo Alessi e a Antonella Morreale. Premio “Salvatore Coppola” a Ezio Noto. Premio “Identità siciliana” a Nicolò D’Alessandro, Giacomo Pilati e Andrea Bartoli. Il premio gesti e parole di legalità è andato a Giacomo Cacciatore e al Comune di Joppolo Giancaxio. Il Premio “Alessio Passalacqua” alla poetessa Giuseppina Mira.

premiazioneKaosIl Kaos, festival dell’editoria, della legalità e dell’identità siciliana, infatti ha la caratteristica di essere conviviale, ovvero, pur coinvolgendo personalità vira su un intrattenimento leggero, come scriveva Italo Calvino, planando dall’alto su questioni serie, a tratti commoventi, sempre attuali “per noi la cultura deve e può divertire” sottolinea Zambito. Ne è prova la vittoria di Alessandro Savona, primo classificato per il premio narrativa, che con Ci sono io, parla di affido e nuove famiglie. La giuria, presieduta dal giornalista e scrittore Michele Gambino, è composta da Enza Pecorelli, Giuseppe Mallia, Patrizia Iacono e Stella Vella.

La seconda giornata si è aperta con un interessante dibattito sulle facce dell’editoria che ha visto la partecipazione, fra gli altri, di Egidio Terrana, Jim Tatano, Arturo Cantella, Francesco Pira e Antonio Liotta. Due i pomeriggi dedicato a donne e letteratura, intitolati: Scrittura sostantivo femminile.

Altri premi sono stati assegnati dalla giuria popolare che ha votato in diretta attraverso un sms. Ad aggiudicarsi il premio di poesia Cetta Brancato, mentre a Maria Concetta de Marco è stato conferito il primo premio sui racconti.

Kaos è possibile anche grazie al contributo organizzativo di Angela Indelicato e di un gruppo di appassionati sostenitori fra cui Giuseppe Di Nolfo e Giuseppe Dimora. Da sottolineare le letture dal vivo di Annagrazia Montalbano, le incursioni musicali di Piera Lo Leggio, del Trio Mediterraneo (Paolo e Rosa Alongi e Luce Palumbo e di Sara Chianetta e Juan Pablo Orrego.

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