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Archive for 1 dicembre 2017

La prima di Musumeci

E dopo Sgarbi vola via

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Manca solo Vittorio Sgarbi che dopo avere salutato i colleghi assessori ha preso un aereo per impegni, nella prima foto di gruppo della giunta di Nello Musumeci. Il presidente della Regione ha riunito a Palazzo d’Orleans la sua squadra di governo per la prima seduta, a meno 24 ore dalla firma dei decreti di nomina. Dopo le foto Musumeci ha invitato cronisti, fotografi e cameraman a uscire dalla sala Alessi, al terzo piano del Palazzo.

«Questa giunta vuole mantenere un profilo basso – ha detto Musumeci – . Vi stupiremo ma vogliamo parlare con i fatti, anche in questo vogliamo rimarcare il cambiamento». Per la prima apparizione in giunta, alcuni assessori si sono presentati con i propri familiari, che hanno lasciato la sala insieme con i cronisti. Subito dopo Musumeci ha riunito la giunta a porte chiuse, a fianco del governatore il segretario di giunta, Antonella Buonisi e l’intera squadra, tranne Sgarbi. Prima di andare via il critico d’arte e neo assessore ha dichiarato: «Abbatteremo le pale eoliche che non funzionano. Carlo Rubbia sarà il commissario delegato. Creerò la figura di un commissario per le arti del Mediterraneo, un’autorità della bellezza che affiderò a un grande nome del calibro di Renzo Piano».
Intanto gli uffici di Palazzo dei Normanni hanno ricevuto i verbali completi dalle Corti d’appello provinciali delle proclamazioni degli eletti all’Assemblea, compresi quelli del listino regionale. La prossima settimana a questo punto si celebrerà il rito dell’accoglienza dei deputati con famiglie al seguito e la consegna dei kit ai parlamentari. Sarà invece il presidente della Regione, Nello Musumeci, a indicare la data per l’insediamento dell’Ars non appena riceverà comunicazione da Palazzo dei Normanni dell’avvenuta trasmissione dei proclamati.

 

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Revisione del contratto di locazione INWIT ed approvazione di uno nuovo più basso

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C’è un contratto di locazione del 18/02/2015 relativo alla stazione base di telefonia cellulare presso il serbatoio  comunale di Contrada da Malvà in Via Villafranca prima locato  alla TELECOM ITALIA S.P.A. e ora alla concessionaria INFRASTRUTTURE WIRELESS ITALIANE  S.P.A. (INWIT) con sede legale  a Milano per anni 9 rinnovabili e per il canone annuo di €: 7.000.

C’è anche la nota e-mail del 08/09/2017, reiterata il 25/09/2017, della Perrone Associati con studio a Roma in rappresentanza dell’INWIT, con la quale in merito al contratto suddetto comunica di aver avviato un piano di revisione e aggiornamento della propria rete di telecomunicazioni con riduzione dei propri impianti per mutate condizioni di mercato delle locazioni e che l’impianto è gravato da un canone di locazione particolarmente oneroso  per l’azienda  e soprattutto non in linea con i parametri di zona.

Le e-mail suddette propongono diverse riduzioni del canone di locazione con possibilità di anticipare le annualità. La problematica è stata esaminata dal Sindaco e dal Ragioniere Capo dell’Ente che hanno apprezzato, tra le soluzioni proposte, il canone di € 5.000 annui e per nove anni, rinnovabile, e con decorrenza dal 01/12/2017.

In particolare la Giunta (assente solo l’assessore Curto Carmelo) delibera all’unanimità di approvare la locazione per un canone annuo d’euro 5.000 suddiviso in quattro rate trimestrali anticipate di euro 1.250 e per una durata di anni 9 (nove), rinnovabili da 6 anni in 6 anni; e dichiara l’atto immediatamente esecutivo.

LEGGI LA DELIBERA INTEGRALE

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Italia fuori dai Mondiali? Ecco la possibilità infausta del ripescaggio!

Libero

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Italia fuori dai Mondiali? La possibilità infausta del ripescaggio in caso di guerra

L’Italia è fuori dai mondiali di Russia 2018. Ma…
Ma esiste una possibilità, seppur remota e infausta, grazie alla quale potremmo ancora andare ai prossimi campionati del mondo di calcio.
Una possibilità di cui dà conto Il Corriere dello Sport, che cita l’articolo 7 del regolamento ufficiale della Fifa.

Che recita: “Qualora un’associazione (delle 32 qualificate) si ritiri o sia esclusa dalla gara, il comitato organizzatore della FIFA deciderà sulla questione a propria discrezione e prenderà qualsiasi azione ritenuta necessaria. Il comitato organizzatore della FIFA può in particolare decidere di sostituire l’associazione in questione con un’altra associazione”.

rigore faruk-kQmD--499x285@IlSecoloXIXWEBSì, ma perché mai una nazionale dovrebbe rinunciare ai mondiali? Facendo gli scongiuri, per una guerra (si pensi alla Danimarca che trionfò agli Europei del 1992 sostituendo la Jugoslavia). E, come è noto, lo scenario internazionale è piuttosto caldo. E tra le squadre qualificate ai mondiali che potrebbero rischiare un conflitto ne figurano diverse: Nigeria, Iran, Senegal ed Egitto. Ma anche l’Arabia Saudita, al centro di una violenta escalation con Libano e Israele in questi giorni. Per ultima, e soprattutto, la Corea del Sud, minacciata ogni giorno dal regime comunista di Kim Jong-un e dai “cugini” della Corea del Nord.

Ma andare al mondiale così, ovviamente, non lo vuole nessuno.

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Come allungare la vita alle banane

Libero

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La banana è uno dei frutti preferiti a ogni età, pratica da mangiare, molto nutriente, non conosce rivali per uno snack sano. Eppure spesso ci si ritrova a dover buttare parte del casco comprato, visto che ormai le banane si sono annerite nel giro di pochi giorni. Come evitarlo allora? Innanzitutto bisogna evitare di conservare le banane in frigo, perché la buccia dei frutti tropicali non tollera le basse temperature a lungo, meglio quindi una fruttiera a temperatura ambiente. A quel punto però vanno tenute alla larga le mele, visto che queste producono etilene e accelerano la maturazione.

C’è anche un modo per allungare la vita delle banane di altri 3-4 giorni, semplicemente coprendo con una pellicola il picciolo, in modo da frenare la fuoriuscita di etilene e quindi rallentarne la maturazione.

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Coatto (co-àt-to)

unaparolaalgiorno.it

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Imposto con la forza, obbligato; pensiero o impulso percepito come estraneo ma ineludibile; come sostantivo, soggetto a domicilio coatto, delinquente, ma anche individuo rozzo; dal latino coactus, participio passato di cògere ‘costringere’.
Questa parola ha un nocciolo di significato molto preciso. Letteralmente il coactus latino è infatti ciò che è costretto, obbligato.

Molti usi di questo termine, specie in veste di aggettivo, sono propriamente inscritti in questo nocciolo, e prendono i colori di ciò che è imposto con la forza: si può pensare all’accompagnamento coatto del testimone recalcitrante, al lavoro coatto a cui il debitore viene costretto, al divieto coatto posto allo svolgimento di una manifestazione.

In psicologia questa imposizione si arricchisce di una notevole complessità scientifica, per cui viene detto coatto il pensiero, l’idea, l’impulso morboso che, pur riconosciuto come estraneo da chi lo vive, sia per lui del tutto ineludibile – prendendo quindi i profili di un’ossessione, che ha tutti i caratteri di un obbligo sofferto.

Ora, nel passaggio a sostantivo l’addentellato è il “domicilio coatto” (oggi lo chiameremmo “obbligo di soggiorno”), misura di prevenzione penale che consiste giusto nell’imposizione di un certo domicilio. Il coatto diventa così colui a cui è stato imposto il domicilio coatto – di solito, un delinquente. specie in romanesco questo sostantivo è arrivato a indicare anche il detenuto e l’emarginato vicino al mondo del crimine: diventa così il personaggio che, se non è malavitoso, alla malavita si ispira per i suoi comportamenti.

In senso più generico – e con una diffusione più vasta – rimane il tanghero, l’individuo rozzo, volgare per modi e gusti. Per esempio mia zia mi diceva che il mio orecchino è da coatto, l’occasionale compagnia di coatti ci può divertire, e riprendiamo l’amico dicendogli che la sua risposta è stata da coatto, e di scusarsi.
Partendo da un registro elevato è arrivata fino ai gerghi giovanili: una parola davvero vitale.

 

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PA1960

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Un po’ di Relax

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Dove si poteva trovare un “dronte”?

 

  • Nell’isola di Maurizio
  • Nelle grotte di Altamira
  • Nella Lapponia finlandese

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