Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 20 agosto 2017

Interrogazione sul muro pericolante nel campetto di calcetto Livatino

.

Il Gruppo Consiliare di Milena in Comune ha interrogato il Sindaco circa l’adeguata sicurezza delle strade e dei marciapiedi, i quali devono essere percorribili in totale  sicurezza, diritto dei cittadini inviolabile, imprescindibile e necessario in una situazione di normalità. Fa presente di avere avuto numerose segnalazioni di nostri concittadini in merito alla recinzione pericolante del campo sportivo, nei pressi del campo di calcetto out-door Rosario Livatino all’altezza dell’incrocio tra Corso Pietro Nenni e  Via Salvo D’Acquisto.

mest Anche un profano è in grado di notare la presenza di un rigonfiamento e di una evidente inclinazione rispetto alla verticale della recinzione muraria in elevazione del muro perimetrale del campo sportivo. Guardando più attentamente si nota la presenza di gravi lesioni sul muro perimetrale che, in caso di cedimento improvviso, potrebbe arrecare serio pericolo per l’incolumità pubblica; il rischio è aumentato dal fatto che le arterie stradali del Corso Pietro Nenni e  di Via Salvo D’Acquisto risultano notevolmente frequentate dal passaggio di mezzi pesanti, autoveicoli, motoveicoli.

Le suddette via, sono inoltre, interessate da un notevole traffico pedonale e ciclabile e ciò può causare dei pericoli per la pubblica e privata incolumità non solo dei residenti, ma di tutti coloro che per diverse ragioni le percorrono. Oltre al danno materiale, i Consiglieri di Minoranza sottolineano l’immagine di grave degrado urbano trasmessa dalla recinzione pericolante, in un periodo in cui si registra, il rientro dei nostri emigrati sparsi per il mondo e l’inizio delle manifestazioni inserite nel cartellone dell’Estate Milenese.

mp

E rimarcano che la problematica evidenziata, risulta essere tale da diversi mesi e non si è a conoscenza di interventi idonei ad eliminare il rischio di crollo e di danneggiamento a persone o cose.

Per tutte le premesse e considerazioni sopra esposte, il Gruppo Consiliare Milena in Comune, chiede di conoscere:

  1. le motivazioni che hanno impedito che la zona sia stata transennata per evitare pericolosi accadimenti;
  2. quali sono le intenzioni dell’Amministrazione Comunale circa la rimozione del pericolo segnalato nella presente interrogazione;
  3. e se sono in cantiere progetti finalizzati all’eliminazione del pericolo segnalato.

 

LEGGI L’INTERROGAZIONE INTEGRALE

(altro…)

Read Full Post »

L’Acqua! Un bene prezioso. Perchè sprecarlo? Utente chiama, Siciliacque, risponde?

.

Una condotta dell’acqua da qualche mese per un qualche motivo si è rotta nell’attraversamento del territorio di Bompensiere, per come indicato nella cartina.

L’acqua scorre copiosa me nessuno interviene. E’ stato eseguito uno scavo ma tutto è stato lasciato all’incuria dello spreco.
Siciliacque S.p.A. (http://www.siciliacquespa.it/) ne sarebbe responsabile.
Assistiamo impotenti e… paganti?

 

Read Full Post »

Che pena Bolt e chi ignora la sofferenza!

di Giordano Citterio

.

images (3)Tristissimo epilogo della carriera di Usain Bolt, infortunatosi nell’ultima gara della sua vita di atleta: la staffetta 4 per 100.

Ma ancora più triste il comportamento degli avversari.

Degli inglesi in particolare.

images (4)Va bene la vittoria, ma vederli passare esultanti di fianco a Bolt, a terra sofferente, senza degnarlo di uno sguardo, è stato ignobile.

Di medaglie d’oro ne avrebbero meritate dieci, se lo avessero circondato, aiutato a rialzarsi, e portato all’ultimo traguardo.

Vergognosi.

De Coubertin aveva detto “l’importante è partecipare” ? Si rivolterà nella tomba.

Read Full Post »

giugno voce

Read Full Post »

Il Melaranci

di Briciolanellatte

.

3«Cosa c’è?» gli chiese esasperato il Ciarla non potendone più di avere gli occhi addosso di Fredastèr.

«Niente, niente…» rispose lui risentito.

«Tanto lo so già: finché non me lo dici un’ mi lasci in pace.»

La sala della Tv della Casa di Riposo Melaranci era mezza vuota. A quell’ora gli ospiti erano in giro per la tenuta a passeggiare al fresco dei platani oppure stavano riposando nelle rispettive camere. Loro tre si godevano invece la tranquillità di quello spazio guardando il tg con gli occhi semiaperti, come faceva il Lapo, oppure cercando di risolvere i rebus facilitati, come il Ciarla, o dando un’occhiata al quotidiano già ridotto a un cencio, come Fredastèr.

«È che l’è morto Edo.»

«Edo? Il ‘nostro’ Edo?» fece il Ciarla incredulo.

Fredastèr, aveva i lucciconi agli occhi. Annuì.

«E come fai a saperlo?» gli chiese il Lapo con la voce nasale per via del tubetti dell’ossigeno che gli uscivano nelle narici.

«È riportato tutto qui, sul negrologio… li leggo tutti i giorni i negrologi, io…»

«Necrologio, si dice n-e-c-r-o-l-o-g-i-o, come te lo devo dire?» fece il Ciarla battendo un dito sul palmo aperto della mano.

«Come vuoi tu…» sospirò Fredastèr «ma l’è scritto proprio qui: “Il giorno 22 giugno è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari, all’eta di anni 91, Edoardo ‘Edo’ Travagli, ne danno il triste annuncio la vedova inconsolabile Rosina, i figli Cataldo e Catena, il genero, la nuora, i nipoti e i parenti tutti…“»

«’Vedova inconsolabile‘… questa poi!» sottolineò il Lapo facendo l’occhiolino al Ciarla.

«Siete proprio dei villani senzacuore… in un momento simile poi… Dite quello che volete ma a me mi garberebbe di tanto salutarlo un’ultima volta…»

«E come si fa a sortire di qui…» fece Lapo che già si vedeva libero e svolazzante per la città «…con questi dieci chili di bombola ad ossigeno che ho appresso, dove vado? Manco il carrellino m’han dato.»

«Oh Lapo, stai bonino… invece di essere contento…» fece il Ciarla imbronciato. «Quell’ossigeno te lo paghiamo tutti noi con le nostre rette» e fece un movimento circolare con l’indice per comprendere tutti gli ospiti del Melaranci. «Dovresti ringraziarci ogni mattina se respiri, altroché…»

«Intanto tu non paghi un bel niente… è semmai tua nipote che…»

«Non è lontano di qui!» tagliò corto Fredastèr. «La funzione è alla Chiesa dei Santi Properzio e Ginevrino, fra due ore.»

«Sono proprio du’ passi per davvero» disse il Ciarla alzandosi di scatto e facendo scricchiolare le ginocchia. «Se andiamo subito, facciamo in tempo a tornare per cena che stasera ci sono le mazzancolle con la crema di fagioli.»

«Le mazzancolle sono surgelate e i fagioli sarebbe meglio che tu non li guardassi neanche» sentenziò acido il Lapo raccogliendo i lacrimoni in un fazzoletto grosso come un tovagliolo.

«Ma come ti permetti?» gli fece il Ciarla a muso duro.

«Mi permetto mi permetto… come se non fossi poi io a sentirti tutta notte dalla mia stanza» gli ribatté il Lapo, azzittendolo.

Si fece un rapido silenzio nella stanza. Persino la televisione si era ammutolita: i tre si guardarono l’un l’altro come se si chiedessero di chi fosse il turno per parlare.

«Perdonatemi» fece il Ciarla dopo un po’: «m’è venuto in mente una cosa, non ve ne andate però…»

«E dove vuoi che si vada, tanto abbiamo già un piede nella fossa…» fece sconsolato Fredastèr. Il Ciarla e il Lapo si toccarono i beneamati. Di lì a pochi minuti il Ciarla tornò con un passeggino.

«Dici che potremmo mandare lui al nostro posto?» gli chiese ironicamente il Lapo indicando il bimbo che, con in mano un sonaglino, se la rideva di gusto nel passeggino. Il Ciarla, senza parlare, prelevò il neonato e lo piazzò al posto di un orsetto di peluche che l’anziano avvocato Totò Capanna, seduto sulla poltrona poco distante, stringeva sempre a sé tra le braccia per tutto il giorno. Lo sguardo perso nel vuoto di Totò non faceva presagire che avrebbe protestato. Poi, afferrata la bombola da 10 kg del Lapo, la infilò nel passeggino esattamente là dove si trovava prima il pargolo.

«Eccoti servito!» disse trionfante il Ciarla.

«E il carrettino, se non t’è di tanto disturbo dirlo, di chi l’è?» fece il Lapo che subito rimboccò le coperte alla bombola.

«Mi sono ricordato che al giovedì, verso quest’ora, viene sempre la Carmen, la nipote del Giangi; e quando quella attacca a parlare con le inservienti, lo sapete, non la finisce più. Prima che se ne accorga saremo già di ritorno.»

(altro…)

Read Full Post »

Miccichè prova a logorare Musumeci, unico candidato vincente

Alessandro Pagano

.

CatturaRiassunto delle puntate precedenti: Miccichè, che la sa lunga, capisce che Musumeci non si ritirerà mai dalla sua corsa a governatore che con coerenza costruisce ormai da 5 anni e che ogni giorno di più lo sta rendendo imbattibile sia tra l’opinione pubblica, che lo giudica incorruttibile ed integerrimo, sia per i voti di struttura che assieme agli alleati si è costruito.

Miccichè, inoltre, non vuole assolutamente ripetere l’errore dell’altra volta quando regalò al malevolo ed incapace Pd di Crocetta la regione pur di non far vincere Musumeci. Anche perché stavolta i siciliani lo lincerebbero vivo e di conseguenza pure Berlusconi.
E allora cosa fa? Prova a logorare Musumeci lanciando una candidatura (Armao) capace di affascinare i “vecchi” centristi, che è vero che ormai contano pochino in termini di voti (a giudicare le comunali di Palermo, loro città più importante) ma che sono pur sempre portatori di residui poteri.

musu-micciNaturalmente Miccichè deve convincere anche i “nuovi” centristi, ma né ‘Energia per l’Italia’ di Parisi e Grimaldi, né l’Udc di Cesa e Turano abboccano perché sono leali  al progetto di Musumeci, oltre che convinti che si vinca solo con lui. A questo punto Miccichè tira le conclusioni: meglio un vicepresidente (che fra l’altro prima o poi incorporerà dentro FI), che niente.

L’ultima chicca del furbissimo Gianfranco è quella di tentare di mettere dentro Ncd/Ap in modo di aumentare il potere di interdizione verso Musumeci e  condizionarlo ancor di più. Ma anche qui il gioco non gli potrà mai riuscire perché è noto che dove c’è Alfano (che fra l’altro tratta a destra e a sinistra) non ci potrà mai essere la Lega, né in Sicilia né a maggior ragione in Italia. Parole di Matteo Salvini”.

Read Full Post »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 15,21-28

.


sermon_CaliariIn quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio».
Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro».
Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele».
Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini».
«E’ vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: