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Archive for 7 agosto 2017

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MML nel Mondo alle 13:17

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Presa atto delle dimissioni del Revisore dei Conti Dr. Luigi Tricoli e nomina nuovo Revisore

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cc lunIl Dr. Luigi Tricoli, nominato il 30/03/2017 dal Consiglio conunale per tre anni Revisore unico dei conti, il 07/06/2017 ha rassegnato le proprie dimissioni e, da quella data il Comune di Milena è privo della figura del Revisore.

Il Consiglio aveva previsto tale evenienza ed aveva contemporaneamente estratto altri quattro nominativi, in caso di rinuncia del primo estratto e così via.

Secondo tale criterio viene proposta dall’ufficio di Ragioneria la nomina a Revisore dei conti del secondo estratto, il Dr. GLORIOSO Salvatore, nato e residente a Campofelice di Roccella. Nel caso di una sua rinuncia si procederebbe a chiamare il 3° e così via fino ad esaurimento della graduatoria. L’Ufficio propone anche di stabilire il compenso annuo lordo così come stabilito con l’atto consiliare sopra citato.

Si da atto che sono presenti il Sindaco Vitellaro Giuseppe e l’Assessore Ingrao Giuseppe, mentre sono assenti i consiglieri di maggioranza Curto e Mattina e Ingrascì per la minoranza.

Nasce una discussione sulla proposta dal consigliere Cipolla Claudio e fatta propria dal sindaco, di modificare il Regolamento per potere diminuire la percentuale della quota delle spese rimborsabili al Revisore dei conti in merito alle sue spese di viaggio, trasferta e alloggio. La minoranza esprime perplessità nel modificare i termini del Regolamentoin corso della nomina del nuovo Revisore, che potrebbe creare dei problemi. Ne segue una discussione che non porta a suluzioni condivise.

Il Presidente del Consiglio, considerato che la precedente proposta n. 15 del 16/06/2017 avente per oggetto: “Modifica art. 70 del regolamento di contabilità comunale”, al fine di poter apportare delle modifiche al regolamento, è stata rinviata, di conseguenza propone anche il rinvio della presente proposta.

 

 

 

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Salvano migranti per diventare ricchi

Vittorio Feltri

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CatturaLo sapevamo già, ma adesso è ufficiale: i finti buonisti delle organizzazioni non governative (ci mancherebbe solo che fossero governative) corrono a salvare i migranti in mare per arricchirsi. Infatti sono d’ accordo con gli scafisti i quali porgono loro su un piatto d’ argento migliaia di disperati, che poi vengono smerciati nel Belpaese a buon prezzo e consentono alla filiera dei malandrini sfruttatori di guadagnare somme rilevanti. D’ altronde anche la bontà e la generosità non sono gratis.

Le navi addette alla pesca dei fuggiaschi non si muovono per spirito di carità bensì in base a calcoli di convenienza. Gli africani non scappano da nessuna guerra, figuriamoci. Sono incoraggiati a venire qui da una martellante pubblicità. Le televisioni del Continente nero predicano ogni dì: andate in Italia, sarete accolti a braccia aperte, nutriti e coccolati, poco lavoro e tanti soldi. In effetti cantano: «non pago affitto, non faccio opraio, scopiamo fighe bianche».

migranti-e-affariEvviva. Essi, ingenui per posa, partono investendo denaro per essere trasportati e quando giungono sulla penisola sono presi in consegna dalle cooperative, molte cattoliche, che incassano dallo Stato 35 euro per ogni individuo ospitato.
Fate il conto. Dato che gli stranieri sono milioni ormai, ballano cifre spaventose. Se si calcola che solo 3 euro e mezzo sono destinati quotidianamente agli sfigati, e che il rimanente finisce in tasca ai citati buonisti, i quali forniscono baracche e una mensa che distribuisce pasta scotta, si tratta di un business pazzesco a cui gli affaristi travestiti da angeli non vogliono rinunciare.

Non c’ è nulla quanto le palanche che intenerisca i cuori dei bastardi che agiscono in nome di nobili sentimenti e per scopi terra terra. Questa, al di là di ogni ipocrisia usata per intenerire papa Bergoglio, è la cruda realtà. Dei profughi non interessa un cavolo a nessuno se non quale occasione ghiotta onde accumulare quattrini con irrisoria facilità.
Il nostro governo di sinistra, non potendo scontentare i farabutti che si spacciano per anime candide, chiude entrambi gli occhi e asseconda le loro pretese di passare per samaritani pietosi.

download (1)Il risultato è evidente. Il Paese è continuamente invaso da orde di ragazzoni provenienti dalla savana e il povero Minniti, ministro dell’ Interno, si sbatte in solitudine per risolvere un problema che non è nemmeno un problema, bensì una tragedia.
Sorvoliamo sulle vicende libiche che ci fanno venire l’ orchite. Abbiamo contribuito a far secco Gheddafi in omaggio alle (gelide) primavere arabe, e ora ce ne pentiamo perché, eliminato il rais, le cose sono peggiorate.

images (1)L’ Italia è diventata una discarica africana gestita da gente incapace di prendere l’ unica decisione seria, cioè simile a quella adottata da altre nazioni europee: chiudere le frontiere, mandando al diavolo i pescatori di neri e dicendo apertis verbis che dal primo di ottobre eviteremo di salvare alcuno per mancanza di mezzi e di spazio dove accoglierlo.
Avanti di questo passo saremo una dépendance dell’ Africa. Fessi noi che stiamo al perfido gioco dei negrieri da superattico.

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Fondi per Dalai Lama, ex deputato De Luca pronto ad occupare Palazzo Zanca

La Sicilia

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«Se il sindaco Accorinti non revoca immediatamente questa delibera di assegnazione di 120 mila euro a Taormina Arte per lo show del Dalai Lama, martedì occuperò Palazzo Zanca, perché non è pensabile che un Comune ormai praticamente in dissesto possa bruciare somme simili». A dirlo in una nota è l’ex deputato regionale di Messina Cateno De Luca, candidato a sindaco della città dello Stretto.

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“Presenterò – prosegue De Luca – un esposto alla Procura di Messina, alla Corte dei Conti e agli altri organi competenti di vigilanza su conti pubblici e sulla legittimità degli atti.

Accorinti vuole inoltre che i soldi raccolti con la vendita dei biglietti durante gli incontri con il Dalai Lama a Messina e Taormina vengano destinati ai bimbi Tibetani ed è una cosa ammirevole. Ma ai bimbi di Messina chi ci pensa? Anche i piccoli di Messina- vivono spesso in famiglie senza sussidi. Chiedo che il presidente del consiglio Emilia Barrile convochi il consiglio comunale per la sfiducia ad Accorinti e alla sua setta al più presto».

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