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Archive for 28 luglio 2017

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VERGOGNE DELLA CASTA

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Carabinieri e poliziotti in rivolta: “Più che le scorte facciamo i camerieri”

Libero

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Poliziotti e carabinieri delle scorte ormai sono ridotti a fare i camerieri o i tassisti.

images“Le scorte le facciamo con le macchine che abbiamo. Quando non ci sono quelle blindate, utilizziamo le solite. Vecchie, alcune con oltre centotrentamila chilometri, che per forza di cose bisogna distogliere a coppia dal controllo del territorio per supplire alla mancanza di vetture per i servizi di protezione”.

A denunciare questa situazione al Tempo sono Andrea Cardilli, delegato Cocer, e Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp.

“Oggi purtroppo assistiamo, in modo particolare a Roma – dice Pianese – a un sistema di effettuazione delle scorte che spesso non rispetta lecaratteristiche operative e di sicurezza. Le scorte vengono infatti utilizzate derogando ai livelli di sicurezza e in questo modo chi avrebbe diritto alla macchina blindata viene invece scortato con una autovettura non protetta, chi avrebbe diritto per il livello di minacce a due auto di scorta ne riceve solo una, facendo assomigliare sempre più il servizio di scorta a un taxi”.

2zy98ufQuando le auto blindate mancano, sottolinea Cardilli, e “a dispetto di quanto impone il protocollo, si prendono quelle normali. Il che implica anche un maggior numero di uomini impiegati, considerato che a bordo di ogni macchina ce ne sono tre. Spesso c’è un eccesso di scorte e si va con le Punto”, “se le auto protette non sono disponibili, bisogna prendere due macchine normali, per questioni di sicurezza. Il che significa più uomini e mezzi impiegati per lo stesso servizio”. Ma sei militari impiegati in una scorta vanno a inficiare sui reparti di appartenenza.

Per il segretario generale del Sap Gianni Tonelli la “Spending review si è abbattuta su tutto l’apparato della sicurezza escludendo miracolosamente il settore scorte. Non si tratta di essere populisti, il servizio di scorta è indispensabile, qualificato è rischioso ma i numeri non tornano”.

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Il femminicidio e la profezia di Virginia Woolf

Renato Pierri

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“Dunque, se è lecito fare profezie, le donne in tempi a venire scriveranno meno romanzi, ma romanzi più belli; e non romanzi soltanto, bensì poesia e critica e storia. Ma certo stiamo guardando lontano, a quell’età dell’oro, quell’età forse mitica, in cui le donne avranno quello che tanto a lungo è stato loro negato: tempo, e denaro, e una stanza tutta per sé” (Virginia Woolf).

Avrebbe mai immaginato la grande scrittrice che in Italia, nell’età dell’oro, nell’età mitica, tante donne per avere “una stanza tutta per sé”, avrebbero rischiato d’essere prese a calci e a pugni, bruciate, pugnalate, uccise a colpi di pistola?

Questa la situazione nell’età mitica: “I numeri del femminicidio non sono certi e variano di qualche unità, ma sicuramente le donne uccise da un uomo, con cui hanno o hanno avuto un rapporto affettivo o familiare, non sono in diminuzione. Nel 2016 se ne sono contate 120.

E dal primo gennaio 2017 a oggi sarebbero almeno oltre 20 le donne uccise per mano maschile: una media di una vittima ogni tre giorni. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui 1.251 (il 71,9%) in famiglia” (ANSA.It 22 luglio 2017).

Ma la cosa che lascia esterrefatti è che uomini che non picchiano le donne e che mai le ucciderebbero, la pensano così: “Certo, perché il maschilismo vi ha fatto comodo per secoli. Ora non ne avete più bisogno, per fortuna vostra e nostra, e siete pronte a sputare nel piatto dove avete mangiato per secoli” (Blog de L’Espresso – Altre Lettere).

Ovviamente l’autore non deve mai aver letto un libro serio sul dominio maschile. E forse neppure “A Room of One’s Own”.

 

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