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Archive for 10 luglio 2017

Ospiti ribelli

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unnamed-1Hai voglia di parlare di ottima accoglienza e perfetta integrazione…

Purtroppo domenica mattina Montedoro, paese ospitale e molto accogliente per i rifugiati di ogni tipo, ha dovuto registrare una vera e propria rivolta degli immigrati, evidentemente scontenti della situazione in cui si trovcano a vivere.

Gli ospiti del centro di accoglienza si sono ribellati e lo hanno occupato, spostando pure la mobilia per impedire l’accesso e inscenato una clamorosa protesta che ha provocato qualche danneggiamento all’interno della struttura.

Non sono bastate le forze di polizia locale, sono accorse numerose pattuglie di carabinieri del nord della provincia di Caltanissetta per ristabilire l’ordine ed evitare che la situazione degenerasse.

Carabinieri_20auto_65_E alla fine comunque ci sono riusciti ed è ritornata la calma. Ma durerà? E fino a quando?

Per rispondere a queste giuste domande bisognerebbe capire cosa c’era alla base della rivolta.

Così come la raccontano alcuni non ci sarebbero grossi motivi che giustifichino un rivolta dei rifugiati così grave.

In attesa di notizie più precise, i motivi potrebbero essere riassunti alla Cetto La Qualunque in questi termini: “più internet e più soldi per tutti” perché proprio queste cose i minori non accompagnati protestanti avrebbero chiesto. Più canali in lingua araba a disposizione e più “pocket money”, l’aumento del bonus giornaliero, una sorta di diaria che viene data direttamente ai rifugiati e richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza, per le piccole spese quotidiane.

Insomma, a parte l’allarme e il dispendioso spiegamento delle forze dell’ordine, si potrebbe chiudere alla William Shakespeare: “tanto rumore per nulla!”.

1632

MML nel Mondo alle 16:32

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Al Villaggio Garibaldi prende fuoco un’utilitaria

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a1Momenti di allarme e panico al Villaggio Garibaldi domenica mattina.

Intorno all’una di notte i pochi residenti rimasti si sono svegliati all’improvviso per le grida di allarme perché le fiamme stavano avvolgendo un’utilitaria.

Vani sono stati i tentativi di spegnere l’incendio e ben presto si sono sentiti dei botti che hanno scoraggiato le persone di avvicinarsi troppo.

Sono state allertate le forze dell’ordine e chiamati anche i pompieri che, arrivati, hanno potuto fare ben poco.

L’auto appartenente ad una professionista pare che abbia preso fuoco da sola, forse per il troppo caldo. Le indagini sono comunque in corso per accertare eventuali responsabilità.

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Pto

PTO

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tazzina-caffe-biscotto«Oh ciao Lucius, come va?»
«Abbastanza bene» rispose quello, poco convinto. Lucius posava entrambi i gomiti sul bancone dello spaccio dell’azienda: il collo e la testa erano un po’ piegati in avanti, come se stesse affrontando in bicicletta una salita ripida. La tazzina di caffè davanti a lui si stava raffreddando. «In realtà sono distrutto… ho passato tutta la notte a compilare il PTO.»
«PTO1 o PTO2?»
«PTO2!»
«Già è vero, il PTO2 è proprio tosto, però del resto ti tocca…» fece George non riuscendo a nascondere un po’ di invidia. «Se vuoi diventare un F4 e, in futuro, un fottutissimo G2, la strada è quella: lo SGA, il PTO1, il SORT e il maledetto PTO2.»
«Ti sei dimenticato l’intermedio A.R.G.O. con quella noiosissima e interminabile serie di stage…»
«Perché, li fanno ancora?»
«Certo, anzi, li hanno potenziati…»
«Meno male allora che io non ho nessuna velleità» disse George rosicchiandosi il labbro inferiore. «Rimarrò al settore BAFS per tutta la vita.»
«Sì, ma tu in fondo sei fortunato, sei un 102 e puoi usufruire della 306 sicché, con appena 25 anni di BAFS, dovrai aggiungerci solo un po’ di S.T.O.R.S. e potrai lasciarci con un buon board di farewell e un sicuro livello di CF6.»
«Chiamami fortunato! Sono stato in DBA per 41 giorni tra il diquì e il dilà e quando sono tornato in azienda volevano mandarmi in APT per un periodo di re-training e di self-help a tempo indeterminato, altro che BAFS! C’è voluto tutto l’intervento di Hank della RSP per ristabilire le priorità di impiego.»
«Non lo sapevo…» fece Lucius dando una scorsa all’orologio elettronico sul muro di fronte «ma allora hai avuto seri problemi…»
«Certo, stavo bello bello a estrudere l’ennesimo top nei tempi READ del TAB quando mi è venuto addosso all’improvviso, per un anomalo recrute, il braccio della SMARZ, con tutto il suo peso da 2 ton: mi ha disarcionato dalla cab che, come ben sai, non ha fences: manco fossi stato, insomma, un pillino di prima covata. Così ho fatto un volo di dieci metri. Grazie al cielo sono caduto su un cumulo di risboffi freschi di re-lined e mi sono fatto male il giusto.»
«Caspita, mi spiace davvero» disse George gettando un occhio su Helena, la nuova cameriera estone che si era appena chinata a raccogliere lo straccio che le era caduto.
«Ho salvato la buccia, è vero» seguitò George passandosi una mano tra i capelli grigi «ma addio carriera, altro che PTO1 o PTO2!»
Lucius si girò a guardarlo trovando due occhi tristi da cucciolo abbandonato; ma già stava pensando ad altro. Scese il silenzio tra i due. Si sentiva solo il rumore dei piattini e delle tazzine che, nel bar poco distante, un ragazzo stava impilando in modo sgraziato sopra la macchina del caffè.
«Hai saputo di Brett?» fece a un certo punto George che si era messo inconsciamente a massaggiarsi la gamba appesantita da tre piastre di titanio che gli tenevano fermo il femore.

 

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MANCHESTER, IL SINDACO DEVOLVE PARTE DELLO STIPENDIO AI POVERI
Franco Petraglia
petraglia franco

Franco Petraglia

Trovo encomiabile  il gesto del sindaco di Manchester Andy Burnham di destinare il 15 per cento del suo stipendio mensile per finanziare un fondo che servirà a creare spazi abitativi per i più poveri, in particolare per gli homeless.

Il primo cittadino ha chiesto anche ad aziende, privati, businessmen e personaggi di rilievo socio-economico della città di devolvere delle somme per risolvere il grave problema degli alloggi.

L’altra sfida del sindaco filantropo è quella di invitare chi dispone di appartamenti vuoti o sfitti di affidarli a organizzazioni di volontariato. Auspico che anche in Italia arrivi da parte dei nostri parlamentari analoga risposta di solidarietà.

Ricordiamoci che la solidarietà è la sostanza di ogni civile convivenza. Emily Dickinson diceva: ”Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena, non avrò vissuto invano”.

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E’ Cancelleri il candidato del M5S alla Regione

La Sicilia

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E' Cancelleri il candidato del M5S alla Regione

Palermo – Le previsioni non sono andate disattese. Il voto on line delle Regionarie del M5S hanno decretato che il candidato alla presidenza della Regione Sicilia che ha più chance di vincere rispetto ad altri, è il nisseno Giancarlo Cancelleri.

Per i pentastellati, accorsi oggi pomeriggio a Palermo per la comunicazione ufficiale del voto su piattaforma on line, il candidato che potrebbe “consegnare”  l’isola al Movimento di Grillo e Casaleggio, entrambi presenti alla kermesse palermitana, è proprio Cancelleri. Era il nome più accreditato, sin dall’inizio ed è stato votato da «4350 iscritti certificati», come ha precisato lo stesso Beppe Grillo.

Le prime dichiarazioni di Cancelleri.

«Grazie, davvero a tutti. Lo so che è una grande responsabilità, che non mi prendo da solo. Tutti insieme dobbiamo andare avanti. Io ho avuto la fortuna di essere in questi anni insieme ad altri 13 deputati regionali, grazie all’unione che abbiamo avuto a differenza degli altri ci siamo sentiti a casa. La Sicilia che abbiamo a cuore è quella dove le cure sono di qualità e funzionano, quella in cui i nostri giovani non se ne vanno per trovare un lavoro, quella delle imprese che vedono tutelati i loro prodotti. In questi anni abbiamo messo in campo tante iniziative». «Siamo in una crisi economica e il Pd dovrà assumersi la responsabilità, perché forse il miglior candidato che hanno si chiama Rosario Crocetta». «Il primo provvedimento che faremo – ha detto – sarà tagliare gli stipendi ai parlamentari, togliere i vitalizi e le pensioni d’oro».

 

 

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forno crematorio sì

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Nigeriana morde capoterno

Milano, immigrata nigeriana aggredisce a morsi il capotreno che le ha chiesto il biglietto

di Salvatore Garzillo e Giuseppe Spatola
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Milano, immigrata nigeriana aggredisce a morsi il capotreno che le ha chiesto il biglietto

Sembrava il solito controllo biglietti di routine, non si aspettava di finire in ospedale per un morso alla spalla. Il capotreno sapeva che avrebbe dovuto fare i conti con passeggeri senza titolo di viaggio e non si è sorpreso quando ha trovato una ragazza nigeriana in difetto.
La 22enne, richiedente asilo politico, era sul treno partito da Sondrio alle 16.47 e diretto a Lecco. All’altezza di Colico ha incrociato il capotreno e non ha potuto sottrarsi alla richiesta. Inizialmente ha mantenuto la calma, ammettendo di non avere il biglietto, ma quando si è accorta che l’uomo stava facendo la multa è impazzita: gli ha strappato il libretto delle contravvenzioni dalle mani e glielo ha lanciato fuori dal finestrino, si è scagliata contro di lui e lo ha azzannato alla spalla.
Una furia, al punto che altri passeggeri sono intervenuti per aiutare il capotreno. Così il treno è stato bloccato in stazione in attesa dell’arrivo dei carabinieri. La nigeriana è stata denunciata a piede libero per aggressione a pubblico ufficiale, il controllore è stato medicato per lievi escoriazioni e i passeggeri sono stati costretti a scendere perché la corsa è stata soppressa. Tutto per 6 euro e 70.

L’ultimo episodio simile era avvenuto il 16 maggio scorso con un altro capotreno picchiato selvaggiamente alla stazione di Lungavilla nel pavese. In quel caso venne arrestato un 21enne, originario del Mali, in Africa. L’aggressione era maturata durante il maxi guasto ferroviario (un incendio dell’impianto elettrico proprio alla stazione di Pizzale-Lungavilla) che aveva mandato in tilt la circolazione dei treni per oltre 40 ore. A chiamare la Polfer era stato lo stesso capotreno picchiato. Ma le aggressioni ai danni dei dipendenti Trenord, ad iniziare da quella con un macete del 2015, non sono certo una novità. Lo scorso anno, ad esempio, tra febbraio ed aprile erano state denunciate nove aggressioni in 12 giorni.

Una situazione che aveva spinto i vertici di Trenord ad intervenire pesantemente per garantire la sicurezza di dipendenti e passeggeri. Così, dopo una passeggera presa a martellate da un africano a Treviglio, il bollettino di guerra di Trenord segnalava un capotreno preso a pugni a Tromello (Pavia) il 15 marzo 2016 e una ragazza di vent’anni picchiata da uno straniero che voleva rubarle la bicicletta a Palazzolo, il 18 marzo. Due giorni più tardi era stata la volta, a Pioltello, di un gruppo di balordi ubriachi (tutti africani) che aveva aggredito a sputi una capotreno.

Da qui la necessità di far viaggiare dei vigilantes a bordo con l’obiettivo di dare protezione ai viaggiatori e al personale. ù

 

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