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Archive for 8 luglio 2017

Caltanissetta, dove tutto pesa meno (tranne che l’anima)

Enzo D’Antona

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Salvatore Falzone e il libro pubblicato per Barion (Palermo) nel 2013

Caltanissetta, abitanti sessantamila, è la città della leggerezza.

Tra i capoluoghi italiani per una strana combinazione geografica nel rapporto tra altimetria e distanza dall’equatore è quello in cui tutto pesa meno.

Un grammo in meno ogni dieci chili. I costruttori di bilance lo sanno e tarano le macchine di conseguenza.

Tuttavia la minore forza di gravità non influisce, almeno in apparenza, sulle attività normali della vita, né sull’umore dei nisseni.

Il tasso di suicidi è più alto della media regionale, lo stipendio medio è più basso.

1633

MML nel Mondo alle 16:33

 

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D’estate fa caldo e si ha sempre sete,
ma attenzione a cosa versiamo nella tazza! !!

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FORMICHIERE IN OSPEDALE

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PRUDENTI MA NON TROPPO

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Troppo lento in auto? Multato. 169 euro per “eccesso di lentezza”

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Chi va piano va sano e va lontano? Solitamente si, ma può essere multato e costretto a pagare una somma compresa tra i 41 e i 169 euro, riservata a chi non rispetta i limiti di velocità andando veramente troppo piano.

Per la gioia dei clacsonatori compulsivi, guidare con eccessiva prudenza e troppa cautela, spiega autoblog.it, può risultare una cattiva idea, perché secondo l’articolo 141 del Codice della Strada la circolazione non deve avvenire a una così ridotta velocità da rappresentare un pericolo o un intralcio per il normale flusso degli altri veicoli e del traffico.

In particolare, per alcune strade considerate particolarmente critiche, gli enti proprietari possono fissare dei “limiti di lentezza” ovvero limiti di velocità minimi e dopo la relativa segnalazione ai sensi dell’articolo 142 del Codice della strada si verrà multati. Quindi  l’infrazione della norma può essere individuata, esattamente come accade ad esempio con gli autovelox per l’eccesso di velocità.

Il segnale per questa fattispecie è tondo, con sfondo blu e il limite minimo di chilometri orari fissati è colorato di bianco.

L’ammontare della sanzione è sempre lo stesso, dai 41 ai 169 euro, l’importo è aggiornato a decorrere dal 1° gennaio 2017, in virtù del d.m. del 20 dicembre 2016.

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Lago Inle, Birmania, 2011 – ©Steve McCurry

 ilovesicilies@gmail.com

Steve McCurry Icons (a cura di Biba Giacchetti) Siracusa, Ex Convento San Francesco d’Assisi – Via Gargallo 67 – 1 luglio – 5 novembre 2017

CatturaOrari
Dal 1 luglio al 30 settembre ore 16.00 – 23.00
Dal 1 ottobre al 5 novembre ore 10.00 – 19.00
Aperto il 15 agosto e il 1° novembre
Chiuso il lunedì
La biglietteria chiude un’ora prima

Prezzo biglietti
Nella tariffa è inclusa l’audioguida, disponibile in italiano, inglese e francese
Intero € 11,00
Ridotto € 10,00 per gruppi di almeno 12 visitatori e titolari di apposite convenzioni
Ridotto speciale € 5,00 per residenti nel Comune di Siracusa, scuole e giovani fino a 18 anni
Gratuito per minori di 6 anni, scuole di Siracusa, 2 accompagnatori per classe e accompagnatore di disabili
Per la prenotazione dell’ingresso è prevista una tariffa di € 1,00 a persona
Info e prenotazioniwww.stevemccurryicons.it

Call center: 199.15.11.21
Dall’estero: 02.89096942

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La Cassazione ha revocato la condanna a Bruno Contrada a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa

La Sicilia

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La Cassazione ha revocato la condanna a Bruno Contrada
La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni per concorso in associazione mafiosa inflitta all’ex n. 2 del Sisde Bruno Contrada. I  giudici romani hanno accolto il ricorso del legale di Contrada,  Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento con cui la Corte d’appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la  sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione ha così dichiarato «ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna».

Bruno Contrada venne arrestato con l’accusa di concorso in associazione mafiosa il 24 dicembre del 1992. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto.  L’ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l’assoluzione fu annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d’appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007.

giustizia simboloBruno Contrada, che aveva subito una lunga custodia cautelare in carcere, tornò in cella. Il funzionario, tra il carcere e i domiciliari per motivi di salute, ha scontato tutta la pena. Due anni fa, però, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo condannò l’Italia a risarcire il poliziotto, nel frattempo sospeso anche dalla pensione, ritenendo che Contrada non dovesse essere né processato né condannato perché all’epoca dei fatti a lui contestati il reato di concorso in associazione mafiosa non era «chiaro, né prevedibile».

A quel punto l’ex legale del funzionario tentò, invano, la strada della revisione che venne «bocciata» dalla corte d’appello di Catania.  L’ultimo tentativo, quello dell’incidente di esecuzione, è stato fatto dall’avvocato Stefano Giordano che ha chiesto alla corte d’appello di Palermo, l’anno scorso, proprio alla luce della sentenza europea, di revocare la condanna sostenendo che prima del ’94, spartiacque temporale fissato dalla Cedu, non fosse possibile condannare per il reato di concorso in associazione mafiosa. La corte dichiarò inammissibile il ricorso. Oggi la Cassazione, a cui Giordano si è rivolto, gli ha dato ragione e la condanna è stata revocata. Dal momento che Contrada ha scontato la pena gli effetti della pronuncia si ripercuoteranno, ad esempio, sull’aspetto pensionistico.

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