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Archive for luglio 2017

Ruggisce il Sol Leone

In Sicilia torna il solleone: sarà l’ondata di calore più intensa della stagione

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1501315192897.jpg--in_sicilia_torna_il_solleone__sara_l_ondata_di_calore_piu_intensa_della_stagioneLa pausa concessa dal caldo torrido che nei giorni scorsi ha infuocato la Sicilia, sta per finire. L’anticiclone delle Azzorre, che ha prodotto il tanto atteso sollievo, cede il passo ad un anticiclone africano che sarà invece causa del rialzo delle temperature.

E’ infatti in arrivo una nuova intensa ondata di caldo, la quinta e probabilmente la più intensa della stagione, che comporterà un nuovo, ulteriore, innalzamento, della colonnina di mercurio. Il ritorno del grande caldo, i primi segnali già in questo weekend, è atteso a partire da martedì 1 agosto con picchi delle temperature che toccheranno i 40 °C, con una sensazione di calore che sarà accentuata dalla forte umidità.

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Stare al fresco!

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silvia

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Charlie Gard. Quando si straparla senza conoscere i fatti

Elisa Merlo

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La-Nuova-Bussola-QuotidianaChe vergogna, che vergogna.

La Nuova Bussola Quotidiana, giornale online che si definisce cattolico ma che poco ha da spartire col cristianesimo, ha avuto il coraggio di pubblicare un articolo contenente le seguenti sconcertanti parole: “È stato ucciso. Sia ben chiaro e non facciamoci prendere in giro. Charlie Gard è stato ucciso. Ucciso da medici e giudici, che hanno voluto questa morte con ferocia determinazione, e ucciso dal silenzio di quanti avrebbero avuto l’autorità morale (e non solo) per intervenire e non l’hanno fatto”.

downloadSpero solo che al direttore del giornale giunga un bella denuncia per diffamazione.

Sul profilo twitter del Great Ormond Street Hospital c’è scritto, tra l’altro: “La terapia nucleosidica era disponibile anche a Londra senza dover andare negli USA e pagarla lì. Quando la diagnosi molecolare della grave malattia è stata raggiuntai medici hanno chiesto al comitato etico di poterla utilizzare. Questa richiesta era necessaria perché si trattava di una terapia che non era neppure stata provata sugli animali.  Dopo la richiesta il bambino ha avuto un decadimento clinico molto grave (encefalopatia e status epilettico) per cui è stato deciso che non fosse più possibile agire. Il contrasto con i genitori nasce il quel momento. La presunta risposta positiva alla terapia (tra il 10% e il 56%… ) sarebbe potuta essere solo una risposta muscolare minima senza alcun miglioramento cerebrale. Cioè anche se fosse andato tutto bene… sarebbe stato vivere per tutta la vita come un vegetale”.

Si parla e si straparla senza conoscere i fatti. Il pensiero mi corre a quando Silvio Berlusconi, a proposito della penosa vicenda di Eluana Englaro, ebbe a dire: “Eluana potrebbe generare un figlio”.

Che vergogna, che vergogna.

 

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BALLE DI REGIME

L’ultimo missile lanciato da Kim? Ecco cosa non torna

Libero

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 Ora, si può anche prestare fede alla veridicità di una nota di un regime che pratica la censura totale, la tortura e la morte per gli oppositori politici e che ormai da anni minaccia di distruggere il mondo. Si può. Oppure, forse, si potrebbe farsi qualche domanda su quel che da Pyongyang trionfalmente dichiarano ogni volta mandano per aria un missile.

L’altro ieri, ad esempio, la quasi totalità dei media mondiali ha ripreso paro-paro, con va detto opportuni virgolettati, la nota del regime di Kim in cui si dichiarava che l’ultimo vettore lanciato, quello caduto in mare a 300 chilometri dalle coste giapponesi, era arrivato durante il lancio a una quota di 3.725 chilometri. Chilometri, non metri. Non un singolo commentatore, almeno in Italia, ha messo in dubbio il dato, limitandosi a riportarlo tra virgolette come oro colato.

Ma basta fermarsi un attimo a pensare per comprendere l’enormità del numero: 3.725 chilometri sono tre milioni 725.000 metri. Ora, la stazione spaziale internazionale orbita da anni a 400 chilometri d’altezza. E i missili balistici americani e russi sono progettati per raggiungere quote suborbitali (circa 100 chilometri d’altitudine) o orbitali intorno ai 1.200 chilometri. Parliamo di altissima tecnologia, affinata in decenni di progresso tecnologico nel campo della missilistica.

Ora, che dopo appena qualche anno di lancio Kim il cicciottello riesca a spedire una supposta al triplo della quota di americani e russi deve fare tremare il mondo. Oppure provocare una risata.

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Se l’era immaginata così

manichinoMartha la città se l’era immaginata così. E ora la stava sognando.
Passeggiava per le vie del centro, con il suo passo morbido, una leggera brezza tra i riccioli rossi. Non c’erano però persone, solo manichini. Manichini ben fatti, privi di volto, ma vestiti di ogni accessorio. Sbucavano dalle maglie, dalle t-shirt, dai pullover, colli eburnei e mani snelle non sagomate, orologi ai polsi, borse a tracollo, occhiali da sole sui nasi ben fatti. I manichini erano ritratti nelle pose naturali del vivere quotidiano, come se un incantesimo avesse fermato il mondo e trasformato le persone in statue eleganti e opalescenti. Il sortilegio sembrava appena accaduto perché il gelato offerto dal gelataio non si stava ancora neppure sciogliendo, il caffellatte nella tazza al bar era fumante, il cane aveva appena fatto la pipì e ora stava guardando il padrone chiedendosi perché mai non si muovesse. Tutta la città si adagiava pigra sotto lo sguardo di lei inondato di luce, vetrine a perdita d’occhio, ristorantini romantici, monumenti imponenti. Un mondo silenzioso penetrato da un sole caldo vestito di primavera. Anche se era inverno in quel luogo straniero che aveva perduto il senso del tempo.

Dopo tanto camminare la donna, stanca, si fermò al bar che aveva visto ore prima. Si sedette allo sgabello del bancone. Il caffellatte del vicino ormai era gelido. Guardò il barman di spalle: era così verosimile che gli ordinò un caffè come se si aspettasse si dovesse girare da un momento all’altro. Si mise a ridere per quell’illusione così reale. Poi si voltò verso il signore accanto a lei con un borsalino a larga tesa sul capo; gli prese il cucchiaino tra le dita e lo posò sulla tazzina; non sapeva il perché di questo suo gesto spontaneo, ma le sembrava più ordinato così; poi pensò a quanto fosse stata strana la sensazione che aveva provato sfiorando quella mano; e la toccò: era calda.

Graham la città se l’era immaginata proprio così. E ora la stava sognando.
Scese in fretta dal taxi perché si era fermato all’improvviso, senza motivo e non accennava a ripartire. Si avvicinò arrabbiato alla portiera del guidatore battendogli furioso sul vetro; l’aveva infatti chiamato vanamente più volte dal sedile posteriore ma l’autista non si era degnato di rispondergli. Ma l’uomo alla guida non c’era più; al suo posto ora c’era un manichino.

Come avevano fatto a sostituirlo così velocemente? Si voltò attorno. Anche i passanti erano manichini: la famigliola a passeggio, il giocoliere di strada, il carabiniere. La città intorno a lui pareva essersi bloccata. Pensò a un flash-mob spettacolare ad uso e consumo dei turisti. Ben riuscito, sì, certo, nulla da dire. Ma ora come avrebbe fatto a raggiungere il luogo della conferenza? Era anche in ritardo.

 

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