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Archive for 10 maggio 2017

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IL CONSIGLIO DELL’ESPERTA

Ecco l’errore che vi sta facendo ingrassare. Pasta, carne, verdura: il trucco infallibile della mano

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Ecco l'errore che vi sta facendo ingrassare. Pasta, carne, verdura: il trucco infallibile della mano

In pochi si saranno accorti quanto le porzioni di cibo che troviamo nei fast food o al supermercato siano aumentate nel corso degli anni, stime che arrivano anche al 50% secondo la British Heart Foundation. E con loro, riporta il Daily Mail, sono aumentate anche le dimensioni di piatti e bicchieri. Un bel ostacolo per chi ha deciso di seguire una dieta sana ed equilibrata, ma si sente disorientato quando deve calcolare la quantità di cibo da mangiare.

Pesare tutto non sempre è possibile, anzi per molti è anche noioso. Per questo la dietista Sian Porter, della British dietetic association, ha sviluppato un sistema pratico per calcolare quanto dobbiamo mangiare di ogni cibo, usando solo le nostre mani.

L’ideale quindi è mangiare una bistecca di carne alta circa 2 cm e grande al massimo quanto il nostro palmo, stessa quantità per i legumi. Per il pesce bianco si può eccedere anche fino alla mano intera, il merluzzo e la spigola, per esempio, sono ricchi di proteine e poveri di grassi.

Per l’insalata o gli spinaci crudi si può, anzi si deve, arrivare a due manciate a mani piene. Un sacchetto al giorno sarebbe la soluzione migliore. Due mani a coppa invece per i frutti di bosco e la frutta in genere, per gli ortaggi invece l’equivalente di un pugno chiuso, per due volte al giorno.

La pasta non può mancare, ma non oltre la quantità pari al pugno chiuso, così come per le patate. Si può mangiare fino a un palmo intero invece di frutta secca.

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LE “RISORSE”

Trieste, 20enne stuprata al parco: arrestato un marocchino di 29 anni

Libero
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Trieste, 20enne stuprata al parco: arrestato un marocchino di 29 anni

Orrore a Trieste: una ragazza di 20 anni è stata buttata a terra e violentata da un profugo in un parco.

L’aggressore, ha spiegato la vittima, aveva tratti somatici arabi. La vittima era arrivata in anticipo al parco rispetto all’orario di appuntamento con gli amici, e aveva il cellulare scarico.

Così si è seduta su alcuni gradini vicino a un sentiero alberato, e lì è stata avvicinata dalla bestia: l’immigrato ha cercato di avviare la discussione in maniera gentile, si è allontanato ed è tornato con due bottiglie di birra.

Ad un tratto, secondo quanto raccontato dalla vittima, l’uomo ha iniziato a cercare il contatto fisico. Davanti al rifiuto della ragazza, la ha afferrata con forza, attirandola a sé e cercando di baciarla. La ragazza ha urlato ed è stata scaraventata a terra, dunque la bestia ha iniziato a palpeggiarle le parti intime. La 20enne è però riuscita ad afferrare una bottiglia di birra e a colpire l’energumeno, per poi scappare.

In seguito alle indagini, facilitate da un video che mostrava il presunto aggressore, la squadra Mobile ha rintracciato e fermato il sospetto: si tratta di Youssef Fertous, un 29enne marocchino, del quale si erano temporaneamente perse le tracce. L’uomo è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di violenza sessuale

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Sembra che abbracci tutto il cielo

di Briciolanellatte

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Guarda quella gazza lassù come vola sicura,

sembra che abbracci tutto il cielo.

images (2)Tic tic tic

La lancetta dei minuti si inoltrava impavida sul quadrante della sveglia.

Tic tic tic

In due posizioni, quando era sul secondo minuto e poi sul trentaduesimo, la lancetta catturava per un attimo il chiarore della finestra rimandando una scintilla di luce; una luce livida, fredda, di un mattino ostile.

Tic tic tic

Una mezz’ora dopo Lui già beveva il caffellatte sotto il portico di casa cercando di scaldarsi le mani sulla superficie bollente della tazza; nella notte il prato si era incanutito di galaverna come fosse invecchiato di mille anni e il tempo si fosse dimenticato della sua vita in quella campagna sperduta al limitare del bosco. Il gatto, appena lo vide, gli si mosse incontro uscendo dallo spigolo della colonna, ma poi si arrestò; erano settimane che non si faceva vedere e ora si sentiva in colpa tanto da non sapere più se avvicinarsi o meno per la sua razione di carezze.

imagesTic tic tic

Allora Lui scese le scalini e si inoltrò di qualche metro nel giardino verso l’albicocco inscheletrito. L’erba ghiacciata sotto i suoi passi si spaccava come vetro. Ed era quello l’unico rumore nell’aria tesa, sopra quelle foglie a terra che rabbrividivano nei raggi di un sole addormentato. E fu quello il momento in cui avvertì che il fruscio che sentiva nella testa da qualche giorno erano in realtà parole. Sentiva le voci, ora ne aveva la certezza: forse stava davvero impazzendo; frugò con lo sguardo il muschio gonfio di rugiada ai suoi piedi, come se cercasse lì la risposta.

“Ma basta, è l’ora di finirla!” sentiva nelle tempie. “Non si può più andare avanti così. Pelandroni, sanguisughe, sciacalli”.

Tic tic tic

Rientrò in fretta. Andò in bagno e si riempì la vasca d’acqua calda. Voleva fare un buon bagno. Forse lavarsi gli avrebbe fatto bene e gli avrebbe pulito anche l’anima. Forse avrebbe dilavato via tutte le scorie negative di anni di pensieri malsani. Sì, lavarsi, lavarsi con la spazzola dei panni, fino a togliersi il primo strato di pelle. La mamma del resto glielo diceva sempre quand’era bambino: ‘un buon bagno caldo e tutto il mondo parrà diverso’.

Cattura“Bisogna fare qualcosa” sentì dire nella sua testa quando si stava asciugando e già si era illuso di non dover più sentire quella Voce.

“Non si può più far finta di nulla”.

La Voce non si acquetò neppure durante la notte. Riuscì a dormire poco o nulla e l’indomani era anche peggio. La Voce era sempre più forte. Urlava, urlava, urlava.

Prese la macchina e, carico di angoscia, andò dal dottore.

‘Sa, mi succede questo e questo’, gli disse, tutto di un fiato.

Ma Lui non riusciva più a capire chi stesse dicendo cosa e a chi. Era davvero Lui che parlava o era la Voce dentro di lui che parlava con il dottore confondendolo?

Tic tic tic

Quando tornò, più disperato di prima, la casa era immersa in un buio abnorme. Era spenta persino la luce di cortesia davanti al portone. Pareva la casa di un altro che l’avesse chiuso fuori per sempre.

“FACCIAMOGLIELA VEDERE A QUEI PORCI” gridò la Voce. “SONO CAROGNE, DELLE SPORCHE CAROGNE!”

«Basta, basta!» si mise a sue volta a gridare tappandosi entrambe le orecchie «non ne posso più! Basta!»

E così dicendo si accorse che era salito sulla torretta di casa.

Afferrò la scala e montò sul tetto.

(altro…)

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