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Archive for 6 aprile 2017

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Parisi nello spogliatoio del centrodestra: «Le mancate primarie un errore, ora un candidato unitario. Convincerò Silvio che in Sicilia sbaglia»

di Mario Barresi

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Stefano Parisi 

CATANIA – È molto milanese, la saletta “business” dell’hotel Nettuno sul lungomare di Catania. Anche per questo, ai suoi selezionatissimi interlocutori, Stefano Parisi parla con molta scioltezza.

«Se il problema è Gaetano, posso aiutarvi a risolverlo». Inoltre: «Parlerò io a Berlusconi, se il partito in Sicilia ha commesso degli errori non è detto che Gaetano non torni indietro». E poi altri riferimenti a «Gaetano». Fin quando qualcuno dei presenti, con il dovuto rispetto, gli fa notare il lapsus freudiano: «Stefano, parli di Micciché? Si chiama Gianfranco… Gaetano è il fratello, il tuo amico manager». Una risata scioglie la tensione. Ma il punto dolente resta: perché nell’Isola il centrodestra è riuscito a spaccarsi di nuovo?

Parisi, il diversamente berlusconiano leader di “Energia per l’Italia”, passa un’intensa mattinata a Catania. Per fare spogliatoio. Riunendo gli orfani delle primarie nate morte. Nella sala riunioni, assieme a lui, due dei candidati mancati: Nello Musumeci di #DiventeràBellissima (con Raffaele Stancanelli e Ruggero Razza), il senatore Enzo Gibiino di Forza Italia. E i rappresentanti degli altri due in lizza: Alfio Drago per il salviniano Angelo Attaguile e Rino Piscitello per l’autonomista Gaetano Armao. «Non aver celebrato le primarie – denuncia Parisi – è stato un errore letale, un gravissimissimo delitto».

Sul modello del “partito della Regione”, il candidato sindaco a Milano, è chiaro: «Tutt’altro che un’idea geniale, è il più grande regalo ai 5stelle». E anche l’idiosincrasia forzista per le primarie, ha una precisa matrice: «Pensano che ci esce da un bagno di democrazia sia indipendente dall’establishment e non sia controllabile. Ed è un grave sbaglio». Anche perché quella che si gioca alle Regionali, per il centrodestra italiano, è «la partita della vita».

Non a caso, quindi, Parisi si dice certo del percorso da compiere: «Bisogna rinnovare l’offerta politica in termini di idee e persone, con una chiara impronta di centrodestra, distinta nettamente dal Pd e dal fallimento di Crocetta». L’appello a tutto lo schieramento: «Si riunisca velocemente su un unico candidato che sia credibile, integro, onesto e in grado di avere la fiducia dei siciliani. Non s’è potuto fare con le primarie, che erano lo strumento ideale, allora si faccia con un tavolo che proponga subito un nome unificante e credibile».

Capace di convincere Silvio Berlusconi?

«Confido nel senso di responsabilità di tutti i leader del centrodestra siciliano – dice Parisi – a partire da Micciché, che ha sbagliato. Se c’è un accordo qui, ritengo che anche Berlusconi non abbia problemi. Parlerò a Silvio, forse non tutto ciò che gli dicono sulla Sicilia corrisponde alla realtà. Ma lui sa che le Regionali in Sicilia siano un passaggio decisivo a livello nazionale. E sono convintissimo che Silvio appoggerà il buon candidato che uscirà da questo tavolo, chiunque egli sia, anche per scongiurare l’effetto-domino nazionale di una vittoria dei 5stelle alle Regionali».

Per sostenere la causa, oltre alla moral suasion ad Arcore, Parisi ci mette la faccia: «Energie per l’Italia si candiderà con una lista per l’Ars». Annuiscono, i parisiani dell’Isola. «C’è già un movimento, Sicilia Liberale, che riunisce un’ottantina di amministratori locali e liste civiche», certifica l’ex assessore regionale Paolo Ezechia Reale. «C’è entusiasmo e una voglia di rinnovamento della classe dirigente», proclama il deputato ennese Ugo Grimaldi.

Ma come affrontare il tema della spaccatura e delle sirene cuffariane?

Musumeci nell’ultima visita a Caltanissetta

Parisi e il “club delle primarie abortite” hanno una road map ben delineata.

«Ho raccolto le firme non per fare il guastatore, ma per un percorso unitario che va ripreso», dice Gibiino. Anche Piscitello è convinto che «non bisogna disperdere le energie positive delle primarie, alle quali siamo stati invitati proprio da Forza Italia». E Attaguile è pronto a «proseguire il percorso di innovazione del centrodestra».

Musumeci va via di gran fretta. Dopo aver incassato l’Energia di Parisi (che gli fece un chiaro endorsement in vista delle primarie) accanto al quale è stato nella convention del movimento. «Andiamo avanti, la strada è segnata», si limita a dire il leader di #DiventeràBellissima.

Cosa succederà adesso? Il tavolo dei quattro “orfanelli” delle primarie si riunirà nel fine settimana. Primo step: allargamento a Fratelli d’Italia e a Energia per l’Italia, ma anche a «forze centriste istituzionali». Talmente importanti da attrarre anche altre forze dello schieramento. E Forza Italia? «È sempre benvenuta», dicono fra i divani Chester dell’hotel Nettuno. Senza Cuffaro. Ma anche con lui. In “modalità Ferrandelli”, magari.

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Un po’ di RELAX

Individuate e correggete la frase sbagliata

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“Il ladro nella fuga guadagnò l’uscita secondaria”.

“La gerontologia è la scienza che ha per oggetto la vecchiaia”.

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(altro…)

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Continua a riscuotere successo il corso di formazione in “Cultura d’impresa” dell’Associazione “Giovani Soci della Banca del Nisseno”, con una partecipazione sempre più numerosa.

Graziano Cipollina

fotoLe lezioni teoriche presso la sede centrale vengono affiancate dalle visite aziendali dove i corsisti constatano come le imprese locali mettono in pratica le varie discipline.

Le più recenti visite guidate hanno avuto come protagoniste le aziende Lombardo Vini di San Cataldo, Antichi Ricordi e Hotel Ventura di Caltanissetta. Imprenditori con una visione chiara e precisa del futuro e con grande voglia di investire nel territorio.

Dopo una presentazione a tutto campo riguardo l’azienda e i suoi processi, seguono le degustazioni e le foto di rito.

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