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Archive for 6 ottobre 2016

La Visa è bella di Benigni

Roberto Mangosi

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1aaaaaasdfgfgIeri progressista castigapreti, oggi chierichetto ortodosso.

Ieri strenuo difensore della perfezione della Costituzione Italiana, oggi rottamatore dei suoi Articoli.

Tutto questo a suon di bigliettoni con tanti zeri, rigorosamente provenienti dalle nostre tasche.

 
La battuta LA VISA E’ BELLA
è di Stefania Marcovecchio

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La gattara di Tiburtino III, a Roma, e la sua bella gatta

Carmelo Dini

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catturaL’ho incontrata il giorno di ferragosto, sembrava quasi contenta la gattara: “Professò, io non mi arrendo, a novembre c’è l’udienza, io rivoglio la mia casa”. Era ben truccata, rossetto, bella pettinatura.

Questa mattina, a pochi giorni di distanza, era distrutta, sembrava persino dimagrita. Forse era dimagrita. Niente rossetto. Capelli in disordine. Mi ha visto arrivare con la macchina, si è fermata nell’atteggiamento di chi ha un appuntamento, fingeva di guardare da un’altra parte, ma era me che aspettava. Ho capito che aspettava me. Ho perso del tempo a sistemare il parasole, a prendere la borsa della spesa nel portabagagli, a chiudere la macchina, lei guardava altrove, guardava altrove ma aspettava me. Voleva raccontarmi.

Era stata in Circoscrizione assieme all’avvocato, l’avvocato d’ufficio ovviamente, e aveva appreso che il compagno, prima di morire aveva fatto le cose perbenino, tutto secondo la legge, tutto regolare. E adesso le sue speranze erano quasi svanite. Potrà mai il giudice darle ragione? Povera gattara e povera la sua grossa gatta dal pelo bianco chiazzato di nero.

Viveva tranquilla, la gattara, in un appartamento delle case di edilizia popolare nel quartiere di Tiburtino III, a Roma. Viveva col suo compagno, assegnatario dell’alloggio. Pensava a tener in ordine la casa, a fare la spesa, a preparare da mangiare per sé e per il compagno, e faceva il giro del quartiere per portare cibo e acqua ai gatti. Tranquilla, la gattara di Tiburtino III,  sino a che il compagno non si è gravemente ammalato.

Quando si è avvicinato il brutto momento, la ex moglie del compagno si è allarmata. Vuoi vedere che lui muore e nell’appartamento ci resta la gattara con la sua gatta? E così ha spedito subito la figlia dal padre gravemente malato. Che fai babbo mio? Tu muori e lasci la casa alla tua compagna e alla sua gatta, anziché lasciarla a tua figlia? Poteva il gravemente malato andarsene nell’aldilà col rimorso di non aver intestato la casa alla figlia? Che s’arrangiasse la compagna, s’arrangiassero lei e la sua gatta. E così, il babbo gravemente malato si è recato all’ufficio che amministra le case di edilizia popolare e ha fatto intestare il contratto di locazione alla figliola.

imagesPoi un giorno, mentre lui ormai era più di là che di qua, sono arrivati i poliziotti e senza rilasciare uno straccio di verbale, un ordine del giudice alla gattara, e neppure alla sua gatta ovviamente, hanno cacciato sul pianerottolo la gattara e la sua bella bestiola col pelo bianco chiazzato di nero. Non le hanno dato neppure il tempo di raccogliere le sue cose. Dove andare con la sua gatta? Giù, nel sotterraneo, nei locali della cantine, c’è un grande locale adibito a lavatoio. Là si sono sistemate la gattara e la sua bella gatta.

Un giorno andai a trovarla. In fondo alle scale del palazzo, c’è una porta di ferro rossa, oltre la porta c’è una scaletta di ferro grigia, scendi e ti trovi tra mura di cemento e tanti tubi che portano gli scarichi dei sanitari nelle fogne,  e cominci a vedere cadaverini di blatte rosse sottosopra. Un lungo corridoio tra i cancelletti gialli e rossi delle cantine, e giungi al lavatoio. Povera gattara, ha appeso persino dei quadri alle pareti. Un po’ di luce assieme alla polvere arriva da una piccola grata che dà sul marciapiede. Su uno dei ripiani per lavare, un fornelletto da campeggio. Un cassetta di legno vicino al letto fa da comodino. Nella cassetta ci si è sistemata la gatta.

L’acqua c’è. Tanta acqua. Tanti rubinetti che versano nelle grosse vasche. Non ci sono servizi igienici. La gattara fa i bisogni sui giornali, poi mette tutto in una busta di plastica, assieme al terriccio dove fa i suoi bisogni la grossa gatta, e li getta nei cassonetti per la raccolta differenziata. Ma agli inquilini del palazzo la faccenda dei bisogni nei cassonetti non va giù. Agli inquilini del palazzo non va giù neppure che la gattara e la sua bella gatta dal pelo bianco pezzato di nero, vivano nelle cantine. Non sta bene. Non è una bella cosa. Così dicono.

In questa stagione calda le schifose blatte grosse e rosse non stanno a loro agio nelle fogne, escono dai tombini e durante la notte vanno a trovare la gattara e la sua gatta. Forse per questo agli inquilini non va giù che la gattara abiti nel lavatoio, non vogliono che viva in compagnia di topi e scarafaggi. Provano pena. Forse temono che s’ammalino, la gattara e la sua bella bestiola. Forse.

 

 

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Baby evasioni

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Renzi smentisce Renzi

Referendum: Renzi una farsa, ci manca solo l’endorsement per il No!

Alessandro Pagano

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pinorenziRenzi politicamente e’ bipolare, non ci sono altre spiegazioni.

Siamo arrivati al punto che il Premier nei giorni dispari smentisce quanto ha dichiarato il segretario Pd nei giorni pari. Una farsa.

Sul referendum prima aveva detto che con il no si sarebbe ritirato a vita privata, poi invece che rimarra’ incollato alla poltrona.

.L’Italicum prima era la legge piu’ bella del mondo, poi che si poteva modificare. In merito ieri diceva che il Pd avrebbe fatto proposta, oggi ha fatto di nuovo dietrofront.

Il Ponte sullo Stretto per Renzi due giorni fa era una priorita’, oggi non piu’.

A questo punto a breve non possiamo che aspettarci un endorsement a favore del No al referendum… e che magari in merito alla riforma dica ‘Boschi chi?’

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Le foglie morte

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