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Archive for settembre 2016

Dopo il bivio Campofranco, 30 settembre 2016, ore 8:20

 

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“Non basta che l’autovelox sia segnalato, ma deve anche essere ben visibile: il che si traduce nel divieto di installare apparecchi elettronici su auto “civette” nascoste tra i cespugli, dietro le curve o su auto non di proprietà delle forze dell’ordine”.

http://www.laleggepertutti.it/48608_autovelox-tutte-le-regole-sulla-segnalazione

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Rubate le offerte dei fedeli per il miracolo di San Gennaro: 13mila euro circa portati via dalla cassaforte a muro che si trova nell’ufficio del parroco del Duomo di Napoli

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Secondo quanto racconta il quotidiano La Repubblica, i banditi hanno agito nella notte tra domenica sera e lunedì scorso.

Portata via una parte delle offerte elargite dai fedeli in occasione della festa del Santo Patrono, lo scorso 19 settembre, più altri 500 euro dal locale utilizzato dal custode oltre un apparecchio del circuito di videosorveglianza.

Sarebbero proprio le immagini, però, a dare qualche indizio ai carabinieri che indagano. La banda potrebbe essere composta da quattro persone ma le indagini sono in corso e la vicenda è ancora del tutto da ricostruire.

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«Ti consegno il mio cuore», a Gela il sì di Salvo e Gianni per le prime nozze gay

La Sicilia

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«Ti consegno il mio cuore», a Gela il sì di Salvo e Gianni per le prime nozze gay

Prima celebrazione di unione civile, secondo la legge «Cirinnà», a Gela (Caltanissetta).

Nella sala-convegni presso l’ex chiesetta di «San Biagio», Salvo Pasqualetto, 27 anni, parrucchiere, e Gianni Anzaldi, 41 anni, artigiano, hanno coronato il loro sogno d’amore pronunciando il «sì» davanti al sindaco, Domenico Messinese, e a sei testimoni (tre per parte), attorniati da uno stuolo di amici, parenti e tanti cronisti.

Emozionatissimi i due sposi. Salvo, capelli biondi, lunghi, ornati da un diadema e, con al collo un foulard di seta, si è presentato indossando un abito bianco composto da un corpetto in pizzo e da un «pantapalazzo» di gusto francese coperto da un «gonnellone» di seta e con uno strascico di 5 metri, realizzato dallo stilista locale Koscanio, molto conosciuto negli ambienti della moda. Gianni vestiva un tradizionale abito scuro. Bouquet di rose tea, per Salvo, di rose bianche invece per Gianni.

1475174727099-jpgI due sposi, prima dello scambio degli anelli, hanno voluto leggere le loro personali promesse d’amore.   «Ti consegno il mio cuore unito al tuo per far sì che il nostro amore sia più grande e sicuro. Mi impegno davanti a te per il tuo benessere». È stata questa la promessa di Salvo al suo sposo. «Con il mio cuore unito al tuo formeremo una nuova famiglia. I miei passi si uniscono ai tuoi per aprire nuove strade, per superare gli ostacoli e schivare gli abissi» ha promesso Gianni.

Promesse accompagnate dagli applausi dei parenti e degli amici in un’atmosfera di grande festa. Testimoni degli sposi sono stati Giovanni Cinici e Cinzia Gemma Schiattarella che hanno firmato sulle note della canzone di Eros Ramazzotti “Ti sposerò perché”. La marcia nuziale ha accompagnato gli sposi all’uscita dell’ex chiesetta dove ad attenderlo c’erano gli invitati che hanno lanciato palloncini. Ad immortalare i momenti di festa, oltre al fotografo, due droni. Ieri sera grande festa per gli sposi a Villa Agati.

Molti i curiosi presenti, richiamati dall’annunciata celebrazione del primo matrimonio gay in città. Sul loro volto qualche sorriso ironico ma in fondo tanta tolleranza, pieno rispetto e perfino applausi sentiti. Per Salvo e Gianni le nozze gay costituiscono «un momento di civiltà avanzata – hanno detto – grazie a una legge che ha reso la società italiana più aperta e più moderna, liberandola da certi pregiudizi che da troppo tempo ghettizzavano l’amore omosessuale».

Guarda la fotogallery

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Ci sono o no?

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nascosti, ma ci sono!

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Ponte sullo Stretto: “Sì all’opera, no a Renzi”

Alessandro  Pagano

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downloadSì al Ponte sullo Stretto, no a Matteo Renzi.

L’attuale presidente del Consiglio, ormai a scadenza come lo yogurt con data 4 dicembre, farebbe bene ad astenersi dal fare propaganda, in particolare verso il Sud.

Lui e il Pd non hanno titoli ne’ credibilità, hanno fatto fin troppi danni in questi anni, inclusa la parentesi che per fortuna si avvia a conclusione di Crocetta.

È chiaro dunque che la sua sia una mossa senza prospettiva, solo per attirare consenso.

Il Ponte e’ un’opera fondamentale e strategica per la Sicilia e l’Italia. Ma ne riparliamo tra qualche mese, con Renzi a casa”.

PER UN PUGNO DI VOTI

MATTEO  RIMANGIA ANCHE SE STESSO

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Rapporto genitori-figli tra modelli e zimbelli

di Roberto Cafiso
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alessa10Di un uomo dateci l’infanzia e tenetevi il resto: era il motto dei gesuiti, dotti educatori nei secoli della classe dirigente di molti Paesi. Come a dire che la parte più malleabile di un essere umano è la sua fanciullezza e le tracce che in essa si riusciranno a forgiare costituiranno la struttura personologica di domani, malgrado altre variabili che potranno intervenire successivamente.

L’educazione è un rebus per molti, perché la gente ha la testa confusa di teorie, talvolta l’una contrapposta all’altra. Fondamentalmente tuttavia il discorso è più semplice e, se volete, più scomodo. Per educare qualcuno bisogna stargli vicino, impiegare del tempo, mostrarsi con degli esempi, rispondere in modo esplicito ai quesiti che il bambino pone, senza imbrogliarlo e senza tergiversare sui suoi perché.

Il rapporto tra genitori e figli quando questi sono piccoli è un rapporto asimmetrico. La pariteticità confonde. Per avere rispetto dai figli occorre insegnarne il valore sin dal’infanzia. Il rispetto è corroborato dal senso di gratitudine e dal riconoscimento dell’amore. Due presupposti fondamentali per crescere all’interno di regole accettabili. E’ importante al riguardo prendere atto che non serve amare come atto dichiaratorio. Ciò che conta è la percezione dell’essere amato.

Senza regole c’è il caos. Chi non sa dettarne da genitore è destinato ad una vita familiare con acque sempre increspate e spesso in burrasca. Per dare valori serve equità, logica ed interesse per il futuro del proprio figlio più che della propria tranquillità. Chi impartisce delle regole deve spiegarle con coerenza, perché le norme da ragazzi si rifiutano in blocco in quanto limitanti il principio del piacere. Questo, se non dimensionato, conduce ad una fragilità nel tempo angosciante.

Il “genitore – amico” è un meschino tentativo dell’adulto di deresponsabilizzarsi rispetto alla mission pedagogica di modello. Lo stesso dicasi ovviamente per tutti gli educatori. Chi lavora coi ragazzi deve significare, accettando anche l’impopolarità, la contestazione e persino l’odio. Ciò che dovrebbe guidare un adulto non è l’applausometro, né la pretesa tranquillità in famiglia, che spesso è solo un labile simulacro. Chi evita le crisi pagherà il dazio con gli interessi, perché non si può nascondere il sole con una mano giurando che non c’è.

imagesCAL0CBBGGli adulti – adolescenti riescono solo ad essere equivalenti ai giovani e così facendo li spiazzano, accontentandoli oggi per destabilizzarli domani. Non si può camminare lungo una strada non illuminata, senza guardrail e segnaletica. Si finisce per andare fuori strada. L’apprendimento del codice stradale d’altra parte è propedeutico all’ottenimento della patente il cui esame presuppone la coscienza dei propri limiti e l’ossequio alle regole di guida, pena il sanzionamento.

Difatti non si possono dettare regole senza prevedere ammende. Chi predica norme ma non le fa applicare lamentandone solo la trasgressione, è un fantoccio travestito da educatore. La società, i cattivi compagni, i modelli tv sono gli alibi per non fare il proprio dovere. Trovare pretesti per giustificare la propria inadempienza formativa è una tendenza cavalcata da molti che non scongiurerà i guai coi figli.

educazione169Nell’amare ci sono i si ed i no, coerenti, motivati, espliciti.

Ci sono anche i “non so, ci devo pensare”. Ma quando il ricorso alla procrastinazione diventa metodo, allora il bluff salterà fuori, convincendo il ragazzo di trovarsi di fronte ad uno zimbello con la vana pretesa di dover essere rispettato solo per il ruolo di adulto cronologico.

I padri che tuttavia sanno rivedersi e sudare per svolgere il proprio ruolo saranno solo per questo buoni genitori.

Chi sa dedicarsi ad un bambino raccoglierà i frutti del proprio impegno quando questi diventerà un adulto e sarà sano.

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LA STATUA DEL GIGANTE A MONTEROSSO AL MARE (La Spezia)

Armando Carruba

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E’ ancora là, un po’ malandata, la statua del dio Nettuno, detta “il Gigante di Monterosso”. E’ ancora là, senza una gamba, il tridente, le braccia e la conchiglia che reggeva sulla testa a testimoniare i fasti e il lusso di un tempo passato e l’eleganza dello stile liberty, che nei decenni a cavallo tra l’800 e il ‘900 invase La Spezia e la sua provincia.
Nell’estremità sud-occidentale del paese si trova la gigantesca statua di Nettuno a sovrastare la spiaggia della Fegina, ma per gli abitanti “dal Gigante”, come come viene chiamate l’enorme statua di ben 14 metri di altezza.
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La sua storia inizia nei primi anni del ‘900 quando l’avvocato monterossino Giovanni Pastine si trovava ancora in Argentina e, dopo aver fatto fortuna, progettò il suo ritorno in paese e la costruzione di una villa adornata da una enorme statua.
Rientrato in Italia contatta lo scultore ferrarese di origine ebraiche Arrigo Minerbi che gli propone una statua di Nettuno che domina il mare.
Inizia così la costruzione di Villa Pastine, un’imponente e sfarzosa villa sullo sperone roccioso che sovrasta la spiaggia, dopo l’abbattimento della Casa dei Doganieri, ricordata anche da Eugenio Montale.
Era il 1902. Terminata la villa, iniziò nel 1909 la costruzione del Gigante.

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Anche questa mattina…

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…e il bilioso Travaglio gli rovina la festa

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Senza pietà, neppure nel giorno in cui Silvio Berlusconi compie 80 anni.

Ma d’altronde era impossibile aspettarsi altro, da Marco Travaglio, che sull’attacco feroce contro il Cav ci ha costruito un’esistenza.

Un augurio, breve e tagliente, affidato a Il Tempo, che lo ha interpellato: “Gli auguro altri ottant’anni di vita (spero privata) perché possa rifondere agli italianitutti i danni fatti nei primi ottanta”.

Auguri che il direttore del Fatto Quotidiano poteva evitare.

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http://www.corriere.it/politica/16_settembre_27/berlusconi-80-anni-quiz-d596d04e-84b2-11e6-b7a9-74dcfa8f2989.shtml

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